Il declino dell’impero occidentale /1

Il declino dell'impero occidentale

Trascrizioni utili ai posteri che dovranno capirci

(da “Striscia la Notizia” del 18 febbraio 2008)
  • STAFFELLI: Buona sera, buona sera, come va? Sta bene?
  • MORETTI:
  • S: Siamo venuti a portarle questo bel tapirino d’oro perché ci sembra molto attapirato, lei, visto che il suo film…
  • M: Perché?
  • S: Il suo film è primo al box office, in Italia. No, dico, sarà attapirato perché…
  • M: A…?
  • S: E’ il primo in classifica al box office! Non trova qualcosa di strano, ‘nsomma? Di solito i suoi film non è che…
  • M: Insomma, se la cavano, eh?
  • S: Sì, però lei fa dei film di nicchia, no?
  • M: Di?
  • S: Di nicchia, ‘nsomma, per un pubblico un po’ particolare…
  • M: No, insomma…
  • S: Ma è contento o no?
  • M: Molto! Moltissimo.
  • S: Eh! E quindi che è primo un po’ l’attapira, no?
  • M: Ma come? Invece son felicissimo! Anzi, purtroppo ora arriva Silvio Muccino e penso sarà già finita.
  • S: Sarà dura, dice? Eh, questo è per lei [gli consegna il tapiro].
  • M: Eh, sì, grazie.
  • S: Glielo regaliamo davvero, eh?
  • M: No, ma io sono veramente felice di… Ah, quindi lei dice che io sono…
  • S: Eh sì, non è abituato a stare primo in classifica!
  • M: No, purtroppo è durata solo una settimana.
  • S: Senta, ma poi questa storia della CEI, dei vescovi, che si sono messi insomma a ridire su questa scena… Ma si vedeva che lei era in imbarazzo… che non era a suo agio! Come han fatto a fare affermazioni di quel tipo, dai! Era legnoso lei, si vedeva che non era a suo agio, dai! No?
  • M: Ma… c’è libertà di espressione…
  • S: Ma ceeerto…
  • M: …questo religioso ha detto quello che pensava.
  • S: Eh, però si vedeva, voglio dire, uno che vede la sua scena si vedeva che lei non era proprio a suo agio, lì, era un po’ imbarazzato, un po’ legnoso, no?
  • M: Vabbé, questa è la sua opinione.
  • S: No, dico, si vedeva, no, sor Moretti? Non mi dica che si trovava bene in quella posizione, in quelle scene un po’ così… “spintarelle”.

  • M: …Quella era una scena importante per il film, e bisognava farla e… [Moretti fa una pausa e guarda il tapiro”… non c’è scritto…
  • S: Questo è il tapiro d’oro vero!
  • M: …Ah.
  • S: Quello di Striscia.
  • M:
  • S: Senta, poi, una curiosità, eh? Io guardo molto il cinema, no?
  • M: Che vuol dire “guarda molto il cinema”? Ah, “va molto al cinema”…
  • S: Mi piace, sono un cinefilo e mi piace andare al cinema, no? Però mi ricordo anche un Moretti che diceva a…
  • M: A chi?
  • S: Diceva… a quel famoso attore…
  • M: Ah, Sordi?
  • S: No, diceva a Manfredi che c’era troppa pubblicità delle sigarette nei film, che doveva stare più attento… Si ricorda? [va in onda la scena tratta da “Ecce Bombo” in cui Moretti sosteneva che Nino Manfredi era il più sfacciato nell’offrire sigarette nei film, premurandosi di fare vedere bene la marca sul pacchetto]
  • M: Sì, perché non era una cosa legale, allora…
  • S: Eh, ma, sì, insomma, era anche troppo spiattellata lì come pubblicità, no? E mi ricordo che, ‘nsomma…
  • M: Era “Ecce Bombo”…
  • S: Eh, lei era rigido in questo senso! E come mai nel suo film, cioè, nel film in cui lei è protagonista c’è un sacco di BMW, auto BMW…
  • M: Beh, ma io, veramente questo…
  • S: Come mai, sor Moretti?
  • M: Perché “sor”?… No, mi dispiace per Procacci: gliel’hanno solo prestata e basta, veramente.
  • S: Ma come mai? Il codice Moretti è stato praticamente steso! Lei non ha fatto rispettare questa cosa? Come mai?
  • M: No, no, dunque, guarda: prima era una cosa illegale. Poi… come si chiama? “Product placement”, mi pare…
  • S: Sìì…
  • M: Eh, no, aspetta, fammi parlare…
  • S: Sììì, lo sappiamo…
  • M: No, no, aspetta, che “lo sappiamo”? Loro no magari? Prima era una cosa illegale che attori e registi facevano in nero, e quindi era una cosa illegale… Ora è una cosa legale… Io non c’entro niente perché… [Staffelli fa la faccia stupita] No, no, aspetta…
  • S: Non ho detto niente, eh? Sor Moretti, non ho parlato!
  • M: Ma non me chiama’ “sor Moretti”
  • S: E’ il mio modo di dire, eh!
  • M: Allora: in questo film io non sono né produttore né regista; come attore io non c’entro niente con queste cose e la Fandango, purtroppo per loro, hanno avuto solamente in prestito l’automobile. Non hanno avuto niente da quella casa, anche se sarebbe legale. Ma evidentemente quella casa lì non fa queste cose.
  • GREGGIO [voce fuori campo]: Ma è incredibile! Moretti sostiene che la sponsorizzazione sia avvenuta in maniera totalmente gratuita. E sì che era proprio Nanni, quando era Nanni, a spiegarci l’inghippo [viene mandata nuovamente in onda la stessa scena tratta da “Ecce Bombo”].
  • M:In più aggiungo che l’automobile è una protagonista del libro di Veron… [Staffelli fa nuovamente la faccia stupita]… Aspetta, perché tu non l’hai letto… Non l’hai letto perché, insomma, non è obbligatorio, perà è una protagonista del libro.
  • G [voce f.c.]: Sì, è protagonista del libro. Peccato però che nel romanzo di Veronesi l’auto sia un’Audi! Chissà perché invece nel film hanno cambiato marca e hanno scelto la BMW [frame di una scena in cui una freccia indica il simbolo della BMW sul cofano dell’auto].
  • S: Certo, ma il codice Morettiano, quello che lei ha dentro di sé… insomma si sarà accoro che lì c’era troppa pubblicità spiattellata in questo modo! Sor Moretti, dai! [Staffelli guarda in camera con aria indignata]
  • M: Ma non c’era pubblicità, ripeto…
  • S: Insomma, queste macchine che si vedevano così esageratamente…
  • G [voce f.c.]: …E in “Caos calmo” le BMW ce le mostrano in ogni modo possibile: [foto di due personaggi a figura intera che aprono gli sportelli dell’auto]… ecco Nanni che esce dalla prestigiosa vettura [foto di Moretti che apre lo sportello]… Lui e l’amico che passeggiano davanti alla BMW [la BMW è parcheggiata sullo sfondo]… Ecco un primo piano del muso [di nuovo la foto del cofano, con Moretti alla guida]… Eccola di lato e di dietro [foto sfocate della fiancata e del retro]… guardate che linea aerodinamica! SI vede il modello di giorno [di nuovo la prima foto del cofano], si vede di sera [foto del cofano della BMW con i fanali accesi]… e a un certo punto Nanni chiude pure il portellone posteriore con un semplice tocco della mano [foto di Moretti che fa quanto detto: l’auto è semi-nascosta da un gruppo di cespugli]… Eh, che raffinatezze tecnologiche! E, pensate, il film si chiude con una poetica immagine dell’auto che si allontana! Insomma, in “Caos Calmo” Moretti ha fatto più cose scandalose con la BMW che con… la Ferrari!
  • M: Scegliti un’obiettivo un pochino… qui non c’è niente su cui ti puoi appigliare.
  • S: Ma io… è bello alto: sor Moretti, è un bell’obiettivo, lei!
  • M: Si, ma non c’è niente su cui ti puoi aggrappare.
  • G [voce f.c.]: Beh, proprio niente non ci pare [riproposizione in veloce sequenza di tutte le foto mostrate in precedenza]: Moretti sembra una hostess che mostra in continuazione le performances dell’auto. Proprio come uno spot pubblicitario.
  • S: Ma come mai, sor Moretti, era così fiscale col sor Manfredi, e poi qua invece non ha notato questa cosa? Io dico solo notato, sor Moretti!
  • M: Te lo ripeto: qua io non c’entro niente. Non ho visto nulla da nessuna casa automobilistica. Purtroppo per la Fandango, nemmeno loro… e uno…
  • S: Ma si sarà accorto della…
  • M: Ma come si sarà accorto? Ma è una delle protagoniste della storia! Marisa! E falla finita!
  • S: No, ma dico… ma quando… ma lei non si è sentito un po’ toccato nel…
  • M: Ma manco per niente!
  • S: …”codice Morettiano”, no?
  • M: Scusa, guarda: il “codice Morettiano”, come lo chiami tu, è la legalità. Prima questa era una cosa illegale; ora è una cosa legale. Prima cosa. Seconda: non sono produttore. Terza: il produttore, purtroppo per lui, ha avuto solamente in prestito quell’auto.
  • S: Sor Moretti, io la ringrazio per la chiacchierata…
  • M: Figurati…
  • S: L’ho vista abbastanza provato per il viaggio… poi per portare questo valigione [Moretti trascina un trolley]… Ora mi va a casa con l’autista?
  • M: No, no, sono venuti il…
  • S: So che lei è motociclista, eh?
  • M: No motociclista: vespista. [vanno in onda scene di Moretti sulla Vespa, tratte da “Caro Diario”]
  • G [voce f.c.]: Aridaje: pure la Vespa! Ma allora per Moretti la pubblicità è proprio una fissazione!
  • S: Io la ringrazio… le auguro ancora in bocca al lupo per il suo prodotto…
  • M: “Prodotto”, dai! “Film”. “Prodotto”: sei proprio…
  • S: Per il suo capolavoro…
  • M: Non è un capolavoro, e non è mio
  • S: No, non è il suo. E’ del signor Grimaldi, giusto?
  • M: Sì, però lui l’hai lasciato in pace!
  • S: Eh, beh, insomma, io volevo parlare con lei: un uomo alla mia altezza! Vede che siamo alti uguali? Mi saluti la sora Ferrari, eh?
  • M: Va bene.
  • S: Ok? Grazie. Valerio Staffelli, Striscia la Notizia, Roma. Gentile il sor Moretti però? Avete visto? Tutti dicono che non è gentile… invece con me è stato gentile: si è fermato, ha parlato… è stato molto cortese… Perché tutti dicono così, sor Moretti… Invece con me lei è stato veramente cortese, carino e disponibile. Come mai, sor Moretti?
  • M: Evidentemente hanno in mente non me, ma una mia caricatura.
  • S: C’è della simpatia, forse?
  • M: Io sono questo qui.
  • S: Quello vero, insomma. Non è che c’è una simpatia, magari, nei miei confronti? Una simpatia superficiale, dico…
  • M: Dai, non esagerare ora.
  • S: Ah ah, complimenti sor Moretti. Valerio Staffelli, Striscia la Notizia, Roma.
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34 Comments

  1. Si la scena è stata veramente patetica. La trascrizione non rende. Poi ad un certo punto per dimostrare che la macchina si vedeva continuamente nel film hanno mostrato quattro fotogrammi e li hanno ripetuti 10 volte in ordine sparso, sempre gli stessi.

  2. Di sicuro Striscia non rimuoverà questo post (e quello sotto), né vi replicherà sdegnata in un nanosecondo…

  3. # S: So che lei è motociclista, eh?
    # M: No motociclista: vespista. [vanno in onda scene di Moretti sulla Vespa, tratte da “Caro Diario”]
    # G [voce f.c.]: Aridaje: pure la Vespa! Ma allora per Moretti la pubblicità è proprio una fissazione!

    oltre che ignorante(moretti un motociclista???pure cretini, casomai sarebbe dovuto essere aridaje pure la bmw(sono più di dieci anni che moretti ha la vespa come logo della sacher)

  4. Striscia ogni anno acde sempre più in basso..Però è vero che nel libro si parlava sempre e solo di Audi! xD

  5. Commento qui come se lo facessi anche per il post sotto, nel quale è stata postata la risposta di Moretti presente su Youtube.

    Senza entrare nel merito del valore di Striscia, sul quale anche io sono parecchio critico, va detto che la motivazione offerta da Moretti (sia nel video su Ytube che nel servizio, visto che è la stessa) fa parecchia acqua.

    E’ verissimo che il product placement ieri era illegale e oggi non lo è, ma è anche vero che la critica che ne fece ai tempi non era fatta sotto l’aspetto giudiziario, ma contro il carattere “occulto” di quel tipo di promozioni.
    Se questa critica è vera, nel senso se chi la fa ci crede, rimane tale anche se un giorno qualcuno decide di renderlo legale, visto che il fatto che oggi sia legale non toglie a quel tipo di promozione le caratteristiche (di occulta, appunto) che stavano alla base di quella critica che lui fece e che gli si è ricordata.

    Anche il falso in bilancio è stato reso meno reato di qualche anno fa, ma chi ne discute l’aspetto moralmente sbagliato continua a ritenerlo tale pure se oggi c’è una legge che l’ha depenalizzato.
    Così come chi discuteva il finanziamento pubblico ai partiti continua a discuterne il meccanismo, pure se oggi si chiama contributo elettorale ed è perfettamente legale nonostante fosse stato abolito il suo gemello “finanziamento pubblico ai partiti”.

    Insomma, quando si muove una critica alle basi morali e/o etiche di qualcosa, si dovrebbe coerentemente continuare a farlo anche se qualcuno ne cambia il nome, lo depenalizza o lo rende semplicemente reale.

    Altrimenti è facile che qualcuno venga a chiederti come mai tu abbia cambiato idea e che alla tua risposta “Oggi è legale” ci faccia su delle smorfiette, più o meno simpatiche.

    Se domani legalizzano le droghe leggere, Storace si facesse riprendere mentre si fa una canna e alla domanda di un suo sostenitore che gli chiede conto rispondesse “Oggi è legale”, il suo sostnitore avrebbe ragione di mandarlo a quel paese oppure no perché, come dice Moretti, oggi è legale?

    Ecco, uguale.

  6. “Che vuol dire “guarda molto il cinema”? Ah, “va molto al cinema”…” è meraviglioso.
    Staffelli “continuiamo così, facciamoci del male!”

    grande Nanni.

  7. Che c’entra Staffelli? Un simpatico guitto.
    Sopprimete Ricci, casomai.
    E i suoi autori finto-sinistroidi.
    Come quell’altro delle Iene che al primo accenno di maldipancia dell’editore ha calato le braghe.

  8. Se posso permettermi, perdere del tempo prezioso per trascrivere un toccante servizio di una cima del giornalismo quale Staffelli, fa parte del processo di declino dell’impero occidentale.
    Parlare di merda ci aiuta solo ad affogare nella merda. Certo, anche mettermi a commentare fa salire il livello della suddetta materia marrone.

  9. Concordo con Broono. Ignorando Staffelli e Striscia la Notizia,utili al Paese come un Tremonti Ministro dell’Economia, Moretti avrebbe potuto trincerarsi dietro il silenzio piuttosto che addurre come unica spiegazione al suo comportamento ‘ora è legale’. Ma qui si sta montando un caso pur di distrarre l’opinione pubblica dalla vera domanda: le tette di Sara Varone sono vere o rifatte?

  10. Io invece credo che questa trascrizione sia utile proprio perché moltissime persone si trovano a nuotare nella merda senza neanche rendersene conto.

    Il punto, infatti, non è discutere sulla moralità di Nanni Moretti per avere accettato di partecipare ad un “product placement” quando un tempo criticava Manfredi; il punto è il modo, il come sia stato realizzato quel servizio, le parole usate, l’insistenza ottusa ai limiti della sopportazione, il senso di profonda stupidità che, di fronte ad una persona come Moretti, Striscia e il suo rappresentante Staffelli, emanavano.

    Striscia è una trasmissione spazzatura, fatta da mediocri per gente mediocre, con conduttori che “fanno i simpatici”, siparietti comici degni di una recita alla scuola materna, risate registrate, servizi di denuncia sempre più spesso pretestuosi e imbastiti sul nulla. Peggio della spazzatura conclamata, perché molte persone se ne nutrono credendo che sia una prelibatezza.

  11. Va tuttavia sottolineato che questi servizi possono risultare simpatici quando l’attapirato si dimostra una persona sveglia. Moretti non ha capito né la prima battuta né la seconda di Staffelli, rovinando tutto.

  12. Non discutevo la moralità (bum) di Moretti, ma la mancanza di coerenza.

    E, ancora, non discutevo nel senso di “criticavo” (ché non c’è niente di peggio della coerenza sempre e comunque, quindi benvenga la violazione) ma sottolineavo soltanto che là dove c’è palese incoerenza e inversioni a U ci può certamente essere solo una pacca sulla spalla, quando il tema è “il pollo si mangia con le mani o no?”, mentre è facile che qualcuno vada oltre la pacca sulla spalla ed entri nella, anche molesta, rottura di balle, quando il tema è che tu fino a ieri davi lezioni agli altri.

    Lezioni che peraltro non ti erano state richieste, ma tu in quei giorni ti sentivi il messia e quindi le davi facendo pure i nomi con tono strafottente.

    Il minimo che ti meriti, appena cambi idea, è che qualcuno venga a pronunciare “Sormoreeeeetti” con la stessa faccia da educatore stronzo che avevi tu quando dicevi “Manfredi” in un tuo film col preciso intento di farlo suonare uno sberleffo sul grande schermo.

    Se non l’hai avuta tu con quello di un collega, perché oggi uno dovrebbe avere cura per il tuo nome?

  13. Certo che Staffelli se non l’avessero raccattato a Striscia… è proprio insipido, petulante ed eccessivamente convinto della “bontà” del proprio ruolo, oltre che assolutamente privi di qualsiasi talento.
    Cioè, le note biografiche sul suo sito iniziano con “Valerio Staffelli INFORMATORE, nasce a Milano il 15 ottobre 1963″… Poi è tutto un tripudio di “Le indagini di Valerio”, “E quest’anno sarà ancora Valerio Staffelli al servizio del cittadino su Striscia La Notizia”… è proprio convinto! Mah

  14. Striscia la notizia è imbarazzante. Staffelli è imbarazzante e mi stupisco come lo stesso Staffelli non provi imbarazzo per se stesso.
    Mi ricordo ancora quando andarono a rinfacciare al’on.Mancino una sua affermazione in cui parlava dei 4 re magi. Che poi erano quattro veramente (uno si perse). O forse erano le Iene. Poveracci!
    L’informazione in Italia è questa.

    Per Broono: non ho visto il film, premetto, ma mi sembra che si usi solo quella BMW, sarebbe diverso se si usassero le macchine (o altro) di una stessa marca ogni volta che viene inquadrata un’auto qualsiasi. E comunque dicono che la cosa fosse dichiarata nei titoli di coda. E comunque oggi è legale.
    E in merito alle ragioni morali che dovrebbero animare Moretti, cosa deve fare più che dire che lui non ha preso niente? In Ecce Bombo criticava non solo la pubblicità occulta ma anche il fatto che registi e attori ci lucrassero in nero.
    E se tutti i film si finanziano anche così, Moretti non dovrebbe più partecipare ad alcun film? Certo.

    La cosa peggiore, come si diceva sopra, è quando tu rispondi e nessuno ascolta – o vuole ascoltare – le risposte

  15. Sì, vabbè, ma qui si continua a straparlare di un falso problema, di un caso artatamente dato in pasto ai media per distrarci dalla questione

    SARA VARONE HA LE TETTE RIFATTE O NO?

    E’ da questo sofferto interrogativo che passa il futuro dell’Italia. Una volta accertato se è rifatto o no quello che vediamo a BuonaDomenica, solo allora potremo dire: Italia, rialzati!

  16. Broono, sul principio più o meno ci capiamo, e il PP mi sta sulle palle, però qualche distinguo va fatto:
    – Il film effettivamente non è di Moretti, perché interpellano lui? Forse perché è una personalità più visibile e di sinistra, cosa che fa (effettivamente) a cazzotti con una pratica come quella del PP, mentre se fossero andati da Grimaldi o dalla Fandango non avrebbero ottenuto lo stesso effetto?
    – Manfredi non si limitava a salire su una macchina di cui più o meno si vedeva il marchio; in “Per grazia ricevuta” c’è una scena in cui, parlando con Lionel Stander, tira fuori un pacchetto di Muratti e gira il polso di 90° per mettere la scritta a favore di macchina, e rimane così per un secondo o due. E’ talmente sfacciato da essere ridicolo. E la pubblicità delle sigarette era proibita per legge allora come oggi, quella delle auto, se non occulta, no
    – Il PP è invadente e scorretto, vero, e la sua “legalizzazione” l’ha trasformato in una normale pratica industriale; sta di fatto che un conto è usare un auto per alcune scene, o indossare determinati abiti (mica penserete che tutti i vestiti vengano dalle sartorie di scena?), e un altro avere De Sica che nei suoi film mette continuamente in evidenza il telefonino marchiato TIM
    – perché Striscia non si è svegliata prima quando, per capirci, in Distretto di Polizia, le auto dello sponsor (Mazda) erano tutte blu elettrico o rosso metallizzato, e le altre tutte grigio topo? Fra l’altro l’effetto ridicolo è che usare (come succedeva nella sceneggiatura) un’auto blu elettrico per un appostamento non è una grande idea…
    – Staffelli andrebbe mandato in miniera, possibilmente con il ruolo di pala meccanica

  17. @Gino:

    E’ occulto nel meccanismo che ne fa da base e sono inconsce le leve che muove.
    Che sia legale e indicato nei titoli di coda non ne cambia la natura e la base psicologica sulla quale si regge.

    Inoltre il motivo per cui l’indicazione è nei titoli di coda è proprio perché non tutti li leggono fino in fondo per impazienza o a causa (spesso) della velocità con la quale te li fanno passare davanti.

    Quindi una quota (anche notevole, visto che i posti al cinema con gente seduta quando vanno i titoli di coda si contano sulle dita di una mano) di persone che non si leggono i titoli di coda c’è e su quelli è studiato il meccanismo.
    L’indicazione in coda è un dovere al quale non si possono sottrarre.
    Li mettono in coda coda e a 12 chilometri al secondo perché fatta la legge trovato l’inganno.

    @MR:

    “perché interpellano lui? Forse perché è una personalità più visibile e di sinistra, cosa che fa (effettivamente) a cazzotti con una pratica come quella del PP”

    No.
    Forse perché a differenza di tutti gli altri che nella storia del cinema si sono prestati, oggi come ieri, al PP, lui è l’unico che ne fece una (piccola) battaglia personale.
    E nemmeno prendendosela col meccanismo (che lì uno potrebbe anche non aver nulla da dire) ma con un suo collega in particolare che, come lui oggi, era solo parte di un meccanismo del quale certo non era colpevole, per quanto ne facesse suoi i frutti.
    E dato che di questa battaglia ne ha fatto una scena di un film e non solo una risposta in un’intervista qualsiasi, quella battaglia fu per lui (anche) strumentale, visto che uno un film lo apprezza per ciò che ci vede dentro e se lui ha deciso di metterci dentro quello è perché voleva (anche) tradurre quella battaglia in soldi (sotto forma di gradimento).

    Ci sta che che anni dopo tutte queste cose messe insieme ti portino a incontrare qualcuno che ti viene a fare toc toc sulla spalla.

    E soprattutto perché sei Moretti, quello che quando considera una battaglia degna di essere combattuta, non si risparmia di uscire dal suo territorio, da tanto ci crede.
    Non credo serva ricordare il suo tentativo (purtroppo fallito) di aprire quella che fu chiamata la “questione morale della sinistra”.

    Allora tu non puoi costruirti un personaggio per vent’anni su queste caratteristiche e questi toni e poi sperare di poter rientrare a far parte di quelli che possono liquidare una domanda tipo “Ma non eri tu quello che…” con un semplice “Ogg è legale” perché una risposta sempliciotta, per quanto corretta, come quella, non fa parte di quelle che TU hai convinto la gente a vedere come quelle del tuo livello.

    Cioè quando critichi gli altri sei il filosofo di Ecce Bombo, quando tocca a te chiedi di essere considerato con un Alvaro Vitali qualsiasi.
    Eh no, troppo facile.

    Anche Jerry Calà ci ha riempito gli anni ’80 con le C*Field, ma nessuno si sognerebbe mai di andargli a chiedere come mai nel suo ultimo film si faccia abbondante uso di PP.
    E non perché sia meno criticabile, ma perché Calà non è mai salito su nessun pulpito per dar lezioni di cinema e finanziamento più o meno correto dello stesso.

    Lui sì, oggi si becca la domanda.

  18. Si va bene: ma che cazzo doveva inventarsi il regista nelle scene dove occasionalmente si sarebbe dovuta inquadrare una macchina? Metterci un cartone sopra con ritagliati i finestrini? Certo se il film si fosse svolto per i 2/3 in un parcheggio dove tutte le auto inquadrate erano delle punto gialle, magari qualche domanda sorgeva spontanea.
    Cazzo, mi vedo al posto del regista: c’è una scena con una macchina, quale usiamo? Una BMW? Bene, l’Audi era più attinente, ma la BMW ce la presta o poco ci manca, mettiamo due titoli alla fine (mettere messaggio promozionale durante un film al cinema quando l’auto è inquadrata mi sembra una pirlata) così quelli pronti ad alzare il ditino li soddisfiamo e basta la!
    Invece no: arriva Staffelli che non capisce neanche che Moretti è stato sì cordiale ma che lo ha preso pure per il culo fin da subito (fantastico quel “lei, guarda il cinema!” con fare interrogativo, come per dire “ma come cazzo parla”).
    Non fate come Grasso Aldo: in Ecce Bombo Moretti non criticava (o almeno non principalmente) la pubblicità occulta, ma che i soldi derianti da questa fossero intascati in nero da regista e attore e probabilmente sapeva cosa diceva additando Manfredi. Però lo dice anche Moretti allo Staffelli: che non capisce.

  19. broono, ma che cazzo dici?
    nel prossimo film allora te lo piazzano in apertura:
    “CAOS CALMO, un film girato esclusivamente su BMW, con Nanni Moretti…”
    così poi la pubblicità te la fanno pure in anteprima magari. Poi, seguendo il tuo schema, vogliono che restino anonimi truccatori aiuto regista, musiche, ecc., tutti alla fine dei titoli. Qualcuno dovrà pur andarci in coda, no?

    per il resto la situazione è diversa, perchè cerchi di paragonare un episodio di Ecce Bombo (1978) con l’episodio molto diverso, per storia protagonisti e circostanze, di Caos Calmo (2008, 30 anni fa), e perchè forse del product placement non ne sai molto.

  20. Broono, il problema è che il PP che Moretti criticava nel ’78 non è lo stesso che Striscia si affanna a cercare. Prendere soldi (magari in nero) dalla Muratti o dalla Marlboro che pubblicità non avrebbero potuto farla nemmeno se il PP fosse stato legale non è la stessa cosa che usare un auto prestata, noleggiata o regalata che sia. Poi anche qui c’è il metodo ridicolo per fare PP (quello di De Sica e, in parte, su DDP) e quello “ordinario” in cui una macchina è più o meno un oggetto di scena come gli altri. Richiamare il prossimo (Moretti incluso) alla coerenza mi sembra giusto doveroso e sacrosanto; usare una roba del genere per farlo mi pare strumentale, come dimostra la divagazione sulla Vespa usata da Moretti. E Striscia è l’ultima trasmissione che può parlare di coerenza. Fra l’altro molte case *proibiscono* l’uso del proprio marchio se non esplicitamente autorizzato; questo sia allo scopo di potersi fare pubblicità, benché più o meno lautamente pagata, sia allo scopo di impedire danni d’immagine in caso di scene particolari.

  21. i titoli di coda non vanno a 12 km al secondo, le marche ci tengono a farsi vedere e a ricordare che hanno collaborato al film basta guardare natale in crociera dove compariva il marchio air one di continuo ed compare praticamente subito nei titoli di coda e scorre molto lentamente. Eppoi c’è il fatto che ecce bombo è un film del 78, sono passati 30 anni, è cambiato moretti (è come per alberto sordi non gli si può rinfacciare a vita una frase di 30 anni fa), è cambiata la legge e soprattutto è cambiato il pubblico che ha 30 anni in più di PP ed è più smaliziato.

  22. @Old Major:

    Non ho affrontato le scelte del regista e di conseguenza non vedo cosa c’entri il chiedermi che cosa avrebbe dovuto fare.
    Così come si dice che il film non è di Moretti, non è del regista la risposta che lui ha dato a Staffelli, quindi di cosa avrebbe dovuto fare il regista se vuoi ne parliamo pure ma giusto per aggiungere un argomento, non per proseguire su questo che parla, appunto, di Moretti e non del suo regista (che non ricordo presente nella scena di Ecce Bombo)

    Io stesso vedendo il servizio la prima cosa che ho pensato è stata che hanno ripetuto dieci volte le uniche tre foto he permettevano di fare strumentalmente il servizio.
    Non mi pare di aver difeso striscia in quanto striscia o il servizio o Staffelli.

    Sto dicendo altro.
    Che poi possa essere una cazzata non si discute, tutto può essere, ma il discorso è un altro e rispondere parlando di quanto è scemo Staffelli o di cosa avrebbe dovuto fare il regista è sicuramente legittimo ma allora non lo si faccia in un commento che mi pare fosse rivolto a me perché io non ho difeso striscia né Staffelli.
    Avrei fatto lo stesso discorso mettendo Mr Bean come soggetto e non sarebbe cambiata una virgola, perché l’oggetto della mia risposta è Moretti, non il regista, non Staffelli.

    @Dummie:

    Permettimi di considerare la tua risposta sufficientemente cogliona da (auto)consentirmi di ignorarla senza sentirmi per questo uno che sfugge al suo sferzante contenuto.

    @MR:
    E’ sicuramente strumentale.
    Ma al di là dell’esempio (scemo) che hanno usato per muovergli la critica, la critica resta valida e come tale meritava una risposta quantomeno meno scema dell’esempio da Striscia tirato fuori.

    E questo solo perché lui la risposta l’ha data seriamente, non per “scendere” al loro livello, che sarebbe stato anche un bel colpo di teatro tipo quello di Proietti con le Iene (mi pare), che zittì il molestatore di turno facendogli il verso in una maniera per rispondere alla quale dovevi essere solo un altro Proietti e dato che non lo era ne uscì a brandelli.

    Io non dico che il PP sia una pratica sbagliata o illegale o altro.
    Sto parlando solo e semplicemente di Moretti e della sua risposta inserendola non nel mondo del PP più che legittimo, ma nel mondo in cui per anni si è calato lui, tra analisi sociali in pellicola e richiami morali dai palchi delle piazze.
    (è quello dei girotondi, il Grillo di qualche anno fa, non vorrei star qui a sottolineare che non è di Jerry Calà che stiamo parlando)

    Per esempio io fossi stato mandato a fare un servizio del genere gli avrei molto banalmente chiesto se nel ’78 quei venti secondi di pacchetto di MBoro sventolato in ogni angolazione davanti alla telecamera erano o meno pubblicità.
    Chè tu puoi anche prestarti a sfottere il PP e quelli che si prestano, bene bravo bis, ma allora fallo con un pacchetto di cracker dicendo alla spalla “Fai finta che siano sigarette”.
    E invece quello era un bel pacchetto di MBoro.

    Eh.

  23. fatto sta che non hai risposto, sebbene la cosa potesse sembrarti cogliona, senza che lo fosse (tant’è che più o meno tutti ti stanno facendo notare la stessa cosa)… tanto è vero che, come qualcun altro ha notato, i titoli di coda non vanno a 12 km al secodo, e molte marche piazzano il logo bello grande nei titoli di coda, e tante altre cose che forse, non facendo tu pp, ignori…

  24. Poi tu scrivi sta cosa: “L’indicazione in coda è un dovere al quale non si possono sottrarre.
    Li mettono in coda coda e a 12 chilometri al secondo perché fatta la legge trovato l’inganno”
    e dici che la mia risposta è cogliona? ma sei coglione?
    cioè: le marche esigono di stare nei titoli di coda e lui dice che si fanno mettere a 12 km al secondo etc per non farsi notare… ma per favore.

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