Eccoti l’utero

Intro: Aborto io amo e poi ti odio e poi ti amo e poi ti aborro. Dannata polemica sull’aborto cosa vuoi saperne tu
dei problemi dell’aborto delle problematiche dell’aborto.

Prima strofa: Ho un desiderio di maternità. Mi metto il goldone. Non serve tanto prendo la pillola. Meglio non rischiare. Ti dico di non mettertelo tanto casomai c’è la pillola del giorno dopo. Non sempre funziona. Al limite c’è sempre l’aborto. Occhei mi hai convinto, mettiti a pecora. Porco. Ho un desiderio di paternità. Devo fare la lavatrice. Facciamolo sulla lavatrice. Facciamolo come Dio comanda. Cosa c’entra Dio? Cosa c’entra la lavatrice. Boh. Appunto.

Ritornello: Cara ti amo. Cazzi tuoi.

Seconda strofa: Sono mesi che non scopiamo. Ti ricordi quando lo facevamo sulla centoventisei verde di tuo padre? Era una ipsilon dieci. Ti sbagli sono sicura che era una centoventisei. Ti dico che era una ipsilon. Invece secondo me era una centoventisei. Di auto non capisci niente. E tu non capisci niente di donne. Hai voglia di litigare. Ho voglia di fare l’amore. Va bene facciamolo. Aspetta che prendo il viagra, occhei fatto. Spegni la luce. Non ricordo se ho spento il gas. Mi è passata la voglia. Anche a me. Dormiamo? Buonanotte.

Ritornello: Cara ti ano.

Terza strofa: Sto ovulando. Facciamolo. Prima vai a lavarti le mani se no mi attacchi lo stafilococco e mi viene la candida. Ecco fatto, adesso succhiamelo. Non posso ho il raffreddore non riesco a respirare col naso potrei morire soffocata e nel frattempo mi è venuto il mal di testa mioddìo che cerchio alla testa. Prendi un’aspirina. Non posso perché l’aspirina è un anticoagulante e se per caso mentre lo facciamo mi viene un’emorragia muoio dissanguata. Occhei dormiamo.

Ritornello: Sono incinta, che bello.

Quarta strofa: Fila a lavarti i denti. Sto giocando. E’ ora di andare a letto. Voglio stare alzato. Almeno mettiti il pigiama. Voglio dormire vestito. E va bene, basta che dormi. Solo se mi compri un cane. Tuo padre non vuole. Non me ne frega un cazzo di cosa dice papà. Tuo figlio ha detto cazzo. L’avrà imparato da te. Io non dico certe parole. Invece le dici eccome. Non ti sopporto. Voglio il divorzio. Voglio centocinquantamilaeuro di alimenti all’anno. Ci ho ripensato.

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25 Comments

  1. gigì tutto torna: a te fa ridere rodo e tu fai ridere lui. io intanto sbadiglio e aggiungo che l’unica cosa che rilevo nello scritto sono dei sintomi di astinenza sessuale. e io li conosco bene.

  2. Ben scritto. Però, accettando pure di passare per l’ultima delle ingenue, dico che ci può essere più gioia in tutti i momenti che descrivi, e non solo tragicomicità.

  3. Una specie di “casa vianello” della trombata.
    E che ci sarebbe di geniale in un post del genere?
    Se potete indicarmelo che io sono un pò in difficoltà nello scovarlo grazie.

  4. Sentite bamboli, e senti anche tu Gaia: se volete qualcosa di geniale ascoltate gli Altoforno. Noi si vendono canzoni su Pistorius, Fini, Sarkozy, Cosimo Mele, eccetera.
    E siamo stati scelti come giuria al Festival di Sanremo, anche se Pippo Baudo ci tiene nascosti fino all’ultima puntata.

  5. ma tutti quelli che gridano alla genialità, lo possono spiegare anche a noi cosa c’è di cosi geniale?

  6. caro, hai detto che bisogna conoscerla per essere forzati ad ammettere la sua genialità quindi ho pensato che il genio che non vedo qui dipendesse dal suo aspetto fisico abbacinante. poi dico, se non è neanche carina allora niente.

  7. hua: perché tristone, scusa?
    Mi è sempre piaciuto quello che scrive qui la Giordani, questa volta no. Può capitare, e l’ho detto facendo capire che di solito invece mi piace molto.
    Con lo stesso metro di giudizio tuo dovrei darti del leccaculo?

  8. spider: tristone perché senti di dover giudicare “passo falso” un commento che è solo scherzoso. Allora sei tristone. E io leccaculo, contento? Meno triste?

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