Giovedì 31 Gennaio 2008
Devo ammettere che non condivido
affatto il catastrofismo con il quale si fa informazione nel nostro
paese, soprattutto in un momento delicato come questo nel quale basta
davvero un niente per accendere la scintilla della polemica. Inutile
rammentare a tal proposito a quali gravissime conseguenze ci ha
condotto la notizia dell'arresto della Presidente del Consiglio della Regione
Campania la cui unica colpevolezza accertata è quella di
essere cattolica, reato, per altro, depenalizzato bilateralmente da
tutte le forze politiche.
Mercoledì 30 Gennaio 2008
Se ne parlò
anni fa, se ne discusse
animosamente e cavillosamente.
Per i mozzorecchi che facevano finta di non capire,
eccovi serviti.

I ragazzi del Grande Fratello di quest'anno sembrano essere stati parecchio attivi su internet (e in particolar modo nei siti di dating), prima di entrare nella casa.
Su Badoo.com, ad esempio, Gay.it ha scovato il profilo "eterocurioso" di Fabio, il figlio minore della famiglia Orlando, che partecipa in massa al reality.
Fabio vi appare parecchio oliato, in pose al cui confronto Cristiano Malgioglio pare un concentrato di testosterone.
Non che vi sia nulla di male: la notizia, ovviamente, non è che forse è gay, quanto nel fatto che il poveraccio sia parte della progenie di una madre convinta - parole testuali - di essere stata scelta come concorrente del Grande Fratello da Gesù in persona, in modo da avere l'occasione di convertire gli altri partecipanti.
Mamma Orlando ha fiuto: dopo aver iniziato il figlio ad una sana e cattolica eterosessualità, la sera del secondo giorno all'interno della casa ha letto il vangelo al trans.
Ora è la volta, per l'appunto, di Silvia Burgio, presentata al mondo come transessuale e invece ormai donna a tutti gli effetti, la quale ha confessato ai compagni di avere "una pagina su MySpace e un profilo su Chatta.it".
Data di nascita e luogo di residenza alla mano, trovarli non è stato quel gran casino che potrebbe sembrare.

Silvia su internet si chiama EdithR: qui la pagina su MySpace e qui il profilo su Chatta.it.
All'interno vi si descrive come "ragazza".
Niente vie di mezzo, anzi: una dichiarazione palese di "orientamento eterosessuale" che potrebbe confermare le affermazioni di Filippo Facci, secondo il quale Silvia - che lavora come truccatrice presso la "Tv delle Libertà" e si è più volte trovata a spennellare il viso di Facci, curatore della rassegna stampa quotidiana del canale satellitare di Michela Brambilla - non sarebbe mai stata un uomo: una comoda uscita d'emergenza per Mediaset e Endemol nel caso in cui le polemiche superino il segno.
Poi, una quantità industriale di foto, tra cui alcuni - topless.
E il manifesto di un locale di Altomonte (CS) presso il quale Silvia si esibisce - spesso molto poco vestita - come cantante con il nome d'arte di Edith La Vega (in un forum di frequentatori del luogo alcuni aficionados descrivono la nostra a questo modo: "- Questa è da paura! L'avete mai vista, è una creatura come poche! - No, descrivicela. - Non riesco a descriverla tanto è bona, è un impresa impossibile! - E va bene, ma provaci almeno, è davvero tanto bella!? - Incredibilmente bella, che ti devo dire di più? Alta, mora, formosa ci sono tanti aggettivi per descrivere una femmina").
Qui di seguito l'album fotografico di Silvia Burgio/Edith La Vega da Myspace e Badoo.
Martedì 29 Gennaio 2008
Buongiorno. Perché parlare di classifiche di vendita dei
dischi, oggi che ha sempre meno senso? Perché è lei, la classifica FIMI/Nielsen
a parlarci. A dirci delle cose sul Bizzarro Paese.
Se siete d’accordo, io salterei ogni tipo di premessa.
Intendo dire che né io né voi abbiamo il tempo da perdere per quello che tra
appassionati di musica si fa troppo spesso: vedere chi la sa più lunga.
Facciamo una cosa che tra malati di note si fa di rado, un puro atto di fiducia: io darò per
scontato che voi conosciate già gli eventuali limiti di questa piccola, innocua
operazione. E io, in cambio, darò per scontato che voi sappiate che la
classifica di vendita non è un dato numericamente rilevante. Lo dico una volta
per non dirlo più: in Usa, Alicia Keys è in testa con un numero di dischi
venduti pari a 61mila copie. Per un mercato come quello americano, è
spaventoso. Equivale a dire che un idolo locale, pubblicando un album in una
città grande come Bari, può catapultarsi all’attenzione mondiale – perché la
classifica oggi è anche, soprattutto, una specie di comunicato stampa. Permette,
oggi, a Jovanotti, di essere in un trafiletto sul Corriere della Sera. Per gli
uffici stampa è un buon risultato, il trafiletto sul Corriere della Sera, oltre ai paginoni "dovuti" dei giorni precedenti, quelli delle anticipazioni sul disco.
Quelli paradossalmente valgono meno, perché riversati sul pubblico quando il disco non è ancora comprabile - mentre il trafiletto a disco nei negozi, varrebbe la pena di comprare 5mila dischi solo per averlo. A proposito, anche
questo lo dico ora per non dirlo più: la FIMI non ci dice, a differenza di quanto accade
in America, quanti dischi si vendono in Italia per andare al numero 1. Sarebbe
troppo sconsolante.
Eppure, come vi dicevo, la classifica ci parla. Ci dice che
il popolo che compra i cd, questa minoranza un po’ triste e attempata che
acquista soprattutto nei centri commerciali, è terribilmente simile all’Italia
dei sondaggi. Forse alla fine la classifica degli album (quella dei singoli, la
gloriosa hit parade, da quest’anno non esiste più – lo sapevate? L’ultimo
numero uno è stato, inevitabilmente, incrollabilmente, un senatore a vita:
Vasco Rossi) non è altro che un sondaggio elettorale. Provate a guardarla da
questo punto di vista.

Al numero uno, si diceva, il nuovo disco di Jovanotti. Disco
intriso di stanchezza incommensurabile e volonterosa confusione, pieno di
ospiti esimi, all’insegna del “ma anche” veltroniano. Eppure Jovanotti, con
questa uscita minestrosa, proprio come Veltroni risulta un sasso nello stagno –
visto e considerato che anche dopo Natale, il popolo dei cd si era pasciuto
dell’usato sicuro, del prevedibile che non passa mai di moda: entrando al n.1
in classifica, “Safari” di Jovanotti spodesta la raccolta della Nannini al n.2,
e la raccolta di Ligabue che va al n.3, e la raccolta di Ramazzotti che va al
n.4, e la raccolta di Zucchero che era stata anche, incredibilmente, n.1 (come
se ogni suo disco non fosse una raccolta – di roba altrui, s’intende) che va al
n.5. Il primo disco di roba nuova, fino alla settimana scorsa era – tenetevi
forte – quello di Venditti. E i presunti idoli delle ggiovani ggenerazioni? No,
alla larga dalla top 20 anche quelli usciti da poco: i Subsonica, i Tokio
Hotel, James Blunt, la stessa Alicia Keys che su Mtv passa istericamente ogni
dieci minuti col suo videochepiove (il “videochepiove”, ovvero il clip in cui
l’artista è raffigurato sotto un inclemente rovescio climatico altamente
simbolico, è uno standard con cui ogni cantante si deve cimentare prima o poi).
Ma voi mi direte: bene, ma vediamo almeno la classifica dei
brani più scaricati. La classifica che la FIMI ci fornisce al posto di quella, soppressa,
dei singoli. In quella, ritroveremo l’ansia di novità che è tipica dei giovani.
Certo.
Al n.1 (come del resto nella classifica di iTunes) c’è Elvis
Presley, per l’ennesima volta remixato (stavolta dal DJ Spankox, chiunque ei
sia), con “Baby let’s play house”.
Qui si potrebbe fare un discorso interessante sul fatto che
la canzone in questione non è né collegata a uno spot, né trasmessa ad alzo
zero dalle radio, che stando all’airplay continuano a trasmettere
ossequiosamente “Niente paura” di Ligabue che se no ci rimane male e gli mette
il muso e le rovesciate di Boninsegna eccetera. No, il brano con oltre 50
primavere, non particolarmente significativo all’interno del corpus Elvisiano, non
è nemmeno tra le 5 più trasmesse. Eppure.
E quindi, in conclusione: da questo quadro voi non traete
interessanti conclusioni di tipo politico sul Bizzarro Paese?
Lunedì 28 Gennaio 2008
di Filippo Facci
La Rai ha querelato lo scrivente e ha chiesto dieci milioni di euro di risarcimento. I repeat: 10.000.000 di euro, che potrebbe tranquillamente essere un record nazionale.
Questo non per aver scritto che la Rai sia stata fondata coi soldi della mafia, ma per un articolo che qualcuno ricorderà.

Il preavviso è quello che è (solo qualche ora), ma d'altra parte è così quando è "Macchiaradio all'improvviso".
Dalle 21:30 in poi saremo in diretta per commentare la seconda puntata del Grande Fratello.
In studio i soliti noti, avvisati all'ultimo minuto: Matteo Bordone, Laura Carcano, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Simone Tolomelli.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
Si può intervenire in trasmissione chiamando il numero di telefono che verrà comunicato nel corso della diretta, o utilizzando Skype, a patto, ovviamente, di possedere un microfono e di avere scaricato il programma.
Se vuoi interagire in diretta con il programma, entra nella solita vecchia chat IRC di RadioNation cliccando sul link "Continua a leggere..." sulla destra, oppure qui. Se invece utilizzi un programma in grado di collegarsi a IRC, è sufficiente cliccare qui.
Domenica 27 Gennaio 2008
Questa volta ci è incappato
Paulthewineguy, nelle cattive maniere firmate
Corriere. Con il suo set di
Flickr -
Understanding Art for Geeks - proposto ai lettori di tanto giornale come se fosse un'originalissima quanto anonima scoperta di chissà quale redattore.
Peccato che sia un lavoro che, per dirla
con Gaspar, ha avuto decine di migliaia di visite, citazioni su
Slashdot, e
commenti entusiastici da tutto il mondo.
Stavolta, la lezione di buone maniere arriva in via Solferino firmata da
Elvira Berlingieri.
- Ratatouille | Aspettavamo la tombola è arrivata la cinquina
- L'uovo di Colombo | Sorpresa! La biografia si legge sul guscio
- Le notizie che non lo sono | Al tonno! Al tonno!
- Il Papa 2.0 | E La Stampa
- Nuove capitali gourmet | A Londra mangiano la bolognese senza carne macinata
- Cous Cous | Il nuovo ventre di Parigi
- Tutti Titolisti | Il N.1 dei cuochi italiani è tedesco.
- Iron Blog Terzi di finale | Il verdetto.
Sabato 26 Gennaio 2008
di Filippo Facci
Tra i risultati c’è che dell’inchiesta contro l’Udeur in Campania non si parla quasi più.
La colpa di quest’inchiesta è che pretende di tracciare una demarcazione tra legale e illegale senza speranza di successo: alla fine saranno tutti assolti, diverranno vittime, i loro comportamenti risplenderanno come più leciti e solari che mai. Il bianco dell’innocenza o il nero della condanna, uniche opzioni, impediranno di giudicare il grigio della sciagurata gestione clientelare che l’Udeur: ma se anche non fosse penale, non avrebbe almeno potuto essere materia giornalistica? Perchè prima dell'inchiesta della magistratura non ne abbiamo letto nulla? Perchè dimenticata l'inchiesta non se ne scrive più nulla? La lettura dell’ordinanza contro l’Udeur è comunque impressionante, è un manuale di ineducazione civica che illustra anche fatti provati e straprovati che fan schifo uguale, reati o non reati. Marco Vitale, sul Sole 24 Ore, ha scritto che in Lombardia la lottizzazione sanitaria di Formigoni è più capillare che in Campania: vero. Però in Lombardia le nomine sono partitiche, in Campania sono tribal-familistiche. In Lombardia la sanità è eccellente, in Campania fa schifo e i campani emigrano negli ospedali lombardi. Quindi «così fan tutti» un accidente, non fanno tutti così, non lo fanno tutti nello stesso modo: ma non è che ogni volta per scoprirlo dobbiamo andare a rimorchio di inchieste strampalate. Che ci stanno a fare i giornalisti?
 | Clicca sulle immagini per aprire i wallpaper. Per salvarli, dopo avere cliccato, tieni premuto il tasto destro del mouse e scegli "Salva immagine con nome..." quando appare l'immagine. (Formato .jpg - 1600 x 1200) |  |
Venerdì 25 Gennaio 2008
 | Clicca sulle immagini per aprire i wallpaper. Per salvarli, dopo avere cliccato, tieni premuto il tasto destro del mouse e scegli "Salva immagine con nome..." quando appare l'immagine. (Formato .jpg - 1600 x 1200) |  |
Giovedì 24 Gennaio 2008
Mastella si presenta in aula e decide di esprimersi attraverso una poesia.
Tutti a dire che Mastella ha citato Pablo Neruda.
Peccato che non sia di Neruda, la cosa che lui ha letto. E’ una vecchia bufala che gira su internet.
E Mastella va e la legge al Senato, da lì finisce sulle agenzie e così via.
E’ un paese fantastico, l’Italia.
Mercoledì 23 Gennaio 2008
di Filippo Facci
Sono venuto in possesso della prima bozza del discorso che Prodi ha tenuto ieri alla Camera, prima che il testo fosse limato e perfezionato. Eccolo qui di seguito.
***
Onorevoli colleghi, amici vari, colleghi di rifondassione, ma soprattutto Clemente, amico mio caro: va tutto bene, io sono tranquillo, sono sereno, sono fermo, non mi muovo. E anche voi, e anche tu, Clemente, dovete stare calmi e dovete stare sereni, perché va tutto bene, io sono tranquillissimo, sono ottimista, governeremo per cinque anni, fuori c’è bel tempo.
Ed è anche il tempo in cui ciascuno si assuma le sue responsabilità, e possibilmente anche le mie. Siete voi, colleghi deputati, che dovete decidere e assumere pubblicamente le responsablità per cui siete stati eletti, perché in un paese legato allo stato di diritto non sono le agensie di stampa e neppure i dibattiti televisivi che determinano le sorti di un governo: è Mastella.
Ordunque, onorevoli colleghi, dopo le dichiarazioni del ministro della Giustizia ho deciso di presentarmi immediatamente, perchè è in Parlamento che il governo ha la sua legittimità, è in Parlamento che si deve avere la fiducia, ed è in questo Parlamento che dignitosamente e fermamente, senza infingimenti e con l’orgoglio di chi stringe il timone del Paese, non posso che richiamare il ministro a un dovere di responsabilità istituzionale che mi spinge doverosamente a chiedergli, con la severità che il momento merita, pietà.
Poco poco. Piano Piano. Per dire che
"A Te" di Jovanotti è di gran lunga la più bella canzone d'amore dedicata ad una bambina mai scritta.
Non so se l'avete notato, ma il nuovo blog di
Pierluigi Diaco fa talmente cagare che i Google Adsense compaiono scritti in braille.
Martedì 22 Gennaio 2008
Io ho votato per questo governo e ho sbagliato. Avrei dovuto trincerarmi dietro un più solido e degno non-voto. Avrei dovuto non sporcarmi le mani. Non per ancora una volta. Eppure, nonostante l'amarezza per la mancanza di coraggio e dunque l'astensione (o forse fu solo per quell'eccesso di regurgito anti Silvio Berlusconi che all'epoca albergava in me con poderosa irruenza) questo che volge al termine sarà rivalutato come migliore di quanto seguirà.
Poi ho due domande: cosa porta un Presidente del Consiglio nella sua veste di Presidente del Consiglio, non in quella di amichetto d'infanzia, a dichiarare che l'onorevole Mastella ha avuto ed avrà tutto il supporto e l'affetto (eccetera) di fatto, dunque, ponendosi contro la Magistratura? Perché? Non potrebbe aspettare?
Due: cosa pensavate che non l'avessimo capito che tutto quanto era in scacco, e che il posto da ministro era il vincolo per restare al Governo e non chiudere baracca e burattini il giorno dopo le elezioni?
In realtà ne ho una terza, ed è per i compagni di Alleanza Nazionale che adesso se la ghignano. Ragazzi, non più tardi di due mesi fa il vostro leader Gianfranco Fini ha scritto una lettera lunga così al Corriere della Sera nella quale ha mandato a quel paese Silvio Berlusconi, di lì a poco - ne ho un vivido ricordo - sia lui che Casini si sono trovati di fronte allo smembramento della Casa delle Libertà, ne hanno preso atto e hanno rimandato a quel paese Silvio Berlusconi. Cioè il leader del Polo delle Libertà che oggi in un sol coro ricandidano non appena sentono odore di vittoria. Qualunque tipo di vittoria. Morale: c'avete poco da ghignare.
Stessa merda. Uguale a prima, solo che mi sento colpevole una volta più di prima.
 |  Clicca sulle immagini per aprire i wallpaper. Per salvarli, dopo avere cliccato, tieni premuto il tasto destro del mouse e scegli "Salva immagine con nome..." quando appare l'immagine. (Formato .jpg - 1600 × 1200) Info:  |  |
Lunedì 21 Gennaio 2008
Approfitto spudoratamente dell'opportunità che Gianluca Neri concede ai suoi adepti: quella di praticare marchette gratuite. Lo faccio invocando pietà: acquistate, così io mangio. Acquistate anche con lo sconto di 4 euro (qui), ma fatelo, pensate ai miei succhi gastrici.
La pauperistica premessa è per annunciare che è in tutte le librerie l'ultimo romanzo pubblicato dal sottoscritto: si intitola Hitler ed è il primo romanzo al mondo sulla vita petecchiale del più grande carnefice della storia umana, dalla maledetta culla al benedetto bunker. Sul mio sito (che è ospitato sempre da Gianluca Neri, ma ciò non vuol dire che abbiamo un DICO in corso, io e lui) c'è un'abbondanza imbarazzante di riflessioni su come è nato ed è stato steso il libro, in una sezione appositamente dedicata (anche perché, se l'avessi dedicata casualmente, sarei un cretino, il che non esclude che comunque non lo sia).
Qui di seguito, il primo capitolo, che pubblico su Macchianera con una mossa geniale di marketing virale.
Un particolare ringraziamento a Gianluca, al quale ricordo che ho dimenticato le mutande sotto il letto, passo io stasera a riprenderle...