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  1. La prima – è anche unica – volta in cui mi sono imbattuto in questa genialata è il ciclo di Jack B. Quick di Alan Moore e Kevin Nowlan su Tomorrow Stories, edito da Abc. Ma è farina del sacco di Moore o esisteva gia? Wikipedia non lo dice, qualcuno lo sa?

  2. Trovo non corretto il paradosso. Infatti, se il gatto fosse messo a distanza finita dal pavimento, potrebbe atterrare a terra senza inficiare la realtà dell’ assioma sulla fetta di burro. Infatti questa rimarrebbe solidale alla schiena del gatto, senza alterare la sua possibilità che il gatto, se scivola, ovviamente darà vita al moto perpetuo, perchè la fetta vorrà spiaccicarsi a terra e il gatto cadere sulle zampe. Ma se posato delicatamente sulle zampe,perciò non cade, questo non succederebbe. La fetta, infatti, non rischia di cadere, non rischia perciò nemmeno il contatto a terra, quindi non tende a ruotare per sporcarsi e sporcare a terra. Appellandomi poi alla legge di Murphy -se qualcosa di peggio può accadere, accadrà- direi però che se il gatto cade, cadrà sulla schiena, sporcherà la fetta di burro e il pavimento di burro, si rimetterà in piedi, scivolerà sul burro, batterà la testa e morirà. A questo punto interverrà il principio di Schrodinger, per cui il gatto sarà sia vivo che morto. Lo stato di indeterminazione deriva dal fatto che il gatto è in continua rotazione per cui in realtà continua a cadere senza precipitare in alcuno statoe quindi senza decidersi a morire. Per nove volte. Poi muore.

  3. corollario di wofalo:
    se si lancia un gatto con una fetta imburrata legata sulla schiena contro un tappeto di enorme valore il gatto atterrerà sulle zampe, ma per lo spavento preso graffierà il tappeto, il nodo si scioglierà e la fetta dal lato imburrato sulla parte sana del tappeto.

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