Quarant’anni e sentirli

Della gerontocrazia italiana è stato scritto tutto il male possibile, eppure mi sfiora il dubbio che in futuro possa essere anche peggio.


Il problema delle vecchie generazioni è infatti un cosiddetto loro possibile ritardo culturale, la loro incapacità ossia di comprendere e cavalcare i mutamenti della società in termini di costume e morale e tecnologia: il che è sempre successo, sì, ma è la velocità che è divenuta strabiliante. Tra il 1887 e il 1907, per dire, ci saranno state senz’altro delle differenze storiche e sociali, ma quelle intercorse tra il 1987 e il 2007 in confronto paiono secoli.

Per fare un esempio minus: un 25enne di oggi, senza telefonino, è un uomo morto anche in termini di socialità e comunicazione, eppure ci sono anziani che ancor oggi del telefonino non ne vogliono sapere.
In quello che peraltro sarà presto un paese di vecchi, il nostro, per non capire le teste dei giovani basta avere 40 anni.
Questo spiega, da un lato, quanto siano ridicole quelle forze politiche che definiscano «giovani» certi parlamentari che hanno l’età di Clinton quando lasciò la politica. E ipotizza, d’altro aspetto, che forse non sia tanto la giovinezza a essersi allungata: è la vecchiaia che arriva in anticipo, per quanto inconsapevole e in ottima forma.

Non ci sono più le mezze stagioni.

***

Il pezzullo è uscito sabato sul Giornale. Dopodichè mi è stata recapitata questa mail:

Mi scusi,volevo dire due parole a Facci,ma non trovo indirizzo,tra i Blog scelgo Lei,immaginandolo il più “buono”….
Mi fa il favore di girare a Facci-per rispondere al suo “Quarant ‘anni e sentirli” – quanto segue? Grazie !!!

“Caro Facci,uso il computer da circa dieci anni:ci giro in internet,scrivo,disegno e ci compongo musica;
Il mio primo telefonino era una valigetta da portare a tracolla,non mi ricordo neanche di quanti anni fa.
Ho appena comperato un Pick up,cioè un’auto col cassone dietro,quasi un piccolo camion..
Sto per comprarmi una fotocamera digitale nuova
Vado in bici da corsa e mountainbike
Leggo il Giornale e mi arrabbio con Facci,anche se molte volte sono d’accordo con lui.
Ho 75 (settantacinque)anni”

(Visited 4 times, 1 visits today)

5 Comments

  1. Facci, questa è una delle rare volte che non ho capito dove vuoi andare a parare. Io ho superato i 40 e non capisco cosa hanno nella testa i giovani. E’ grave? ammesso che nella testa dei gggiovani ci sia qualcosa oltre il telefonino con connessione BT. ;)
    Vedi Facci, io sono nato con la radio, poi è arrivata la TV con un solo canale in BN, poi due canali, e tre, il colore. Mentre arrivava la TV a colori contemporaneamente arrivarono i primi PC. I primi telefonini (molto oni). Io sempre sul pezzo, sempre al passo con i tempi. Poi è arrivata la TV spazzatura, conosci? La monnezza che più monnezza non si può. E lì che ho cominciato a perdere il passo. Lì si è scavato il solco tra me e le nuove generazioni. Ti chiedo, sono vecchio? :) Per il resto vado a silicio. Nelle mie vene scorre silicio allo stato liquido.

  2. Con il “singolo” settantacinquenne al passo con i tempi si potrà trovare un ottantenne e (forse) anche un novantenne… ma la media è quello che conta, socialmente. Otto anni fa scrivevo a FF del mio pupetto di 3 anni che era “impazzito” per la musica classica per aver assistito alle prove di un concerto in piazza del Duomo a Spoleto. Oggi quel pupo mi parla di Avril Lavigne e Fabri Fibra ed io mi sento leggermente a disagio… fortunatamente sono riuscito a far sì che, di tanto in tanto, qualche volta venga con me ai concerti di Santa Cecilia… Non vorrei sembrare un vecchio reazionario.. ma le giovani generazioni vengono su (anche, ma non solo) come le vecchie consentono loro… solo che “educarle” costa fatica.

  3. vorrei arrivare io a 75 anni e fare le cose che fa quel signore che ha scritto a Facci.. tranne il pickup e “Il Giornale” (a meno che non diventi un quotidiano d’informazione)
    FF me lo leggo sul blog…
    tornando al post io ho 34 anni ed i miei figli di 4 e 3 anni sanno già mettere su i dvd delle wins…

  4. non molto tempo fa rimasi sorpreso nello scoprire che per qualche decina di migliaia di anni l’homo sapiens e quello di Neardentahl(scritti come Darwin comanda)convissero nello stesso pianeta senza mai incontrarsi.Ora,fermo restando che è francamente improbabile uscire di casa senza incontrare chiunque,credo che siamo in una situazione analoga,e l’anagrafe non conta(io,da sempre favorevole alle sincrasi,mi sono incarnato nell’asino di Buridano,o in un rombododecaedro)

  5. Balthazar non sono le “wins”, sono le WINX. Voi grandi: credete di sapere tutto invece non sapete le cose importanti… Firmato, Pù dei Teletubbies.

Rispondi