Epurato dalla trasmissione sugli epurati.

(Ansa) – ’Filippo Facci non potra’ partecipare questa sera alla puntata su Enzo Biagi di “AnnoZero”, cui era stato invitato nei giorni scorsi, in base alle regole aziendali che escludono la presenza in trasmissioni Rai di soggetti che hanno contenziosi legali aperti con l’Azienda’. Lo sottolinea una nota di Viale Mazzini, spiegando che ’la questione nasce dall’articolo firmato da Facci ieri su Il Giornale e intitolato ’Un’idea: chiudere la Rai’ che ieri stesso e’ stato oggetto di discussione e di una dura condanna dei Consiglieri di Amministrazione della Rai.
Questa mattina – continua la nota – il direttore generale ha dato mandato all’Ufficio Legale di querelare Facci per le espressioni ’gravemente diffamatorie’ usate contro l’azienda e che andavano al di la’ del libero esercizio di critica. Secondo le regole aziendali, la presenza di Facci nella trasmissione di questa sera sarebbe stata inopportuna perche’, secondo una giurisprudenza consolidata, avrebbe potuto essere intesa come ’rinuncia a far valere nei suoi confronti le domande risarcitorie pubblicamente preannunciate’’.


Dal Corriere della Sera:

La Rai querela Facci. Che non va in video
No deciso del direttore Cappon alla presenza del giornalista ad “Annozero”

ROMA — Ride, divertito, Filippo Facci, editorialista de Il Giornale, per il contrappasso mediatico subìto. Michele Santoro lo aveva invitato alla puntata di AnnoZero di ieri dedicata a Enzo Biagi. E ha insistito per averlo. Ma dal direttore generale della Rai, Claudio Cappon, è arrivato un «no» deciso. E così su viale Mazzini tornano a piovere accuse di «censura». Come ai tempi dell’«editto bulgaro» ma a parti rovesciate. All’attacco stavolta c’è la Cdl. Tutto è nato per due colonnini in prima pagina dal titolo senza infingimenti «Un’idea: chiudere la Rai». Nei quali Facci, mercoledì mattina, si diceva favorevole all’emendamento in Finanziaria (che fissa un tetto di 274mila euro ai compensi Rai, compresi i «650mila» annui del dg) e definiva la tv pubblica una «cloaca da ripulire» e «cancro del Paese».
Immediata la reazione. Ventuno senatori dell’Unione denunciano una campagna di delegittimazione Rai che meriterebbe «una congrua richiesta danni» e risposte «dal governo» e «dalla commissione bicamerale». Il Cda decide la querela per le «frasi gravemente offensive della Rai e dei suoi dipendenti». E Cappon blocca l’invito da Santoro. Per evitare, fa sapere, che l’azienda perda il diritto al risarcimento. Inutili le proteste di Santoro. «Non ho potuto fare altro che obbedire. Ma non sono d’accordo — spiega —. Le azioni legali e il risentimento, anche se legittimo, non devono entrare nelle valutazioni della scaletta. Di me Facci ha scritto cose orribili ma sono abituato». Facci alza le spalle: «Non potevo dare testimonianza indirettamente migliore su questi temi. La vicenda funge anche da precedente inquietante: per liberarsi da qualsiasi ospite, basta querelarlo, in modo da non vederlo più fino al terzo grado di giudizio, quando Santoro condurrà Annodecimo».

Dal Resto del Carlino:

Roma, 8 novembre 2007 – La Rai querela Filippo Facci, giornalista de Il Giornale per l’articolo pubblicato ieri sulla tv di Stato e vieta la sua presenza a “Annozero”. Naturalmente scoppia l’ennesima polemica su Viale Mazzini, con una parte del cda che contesta la decisione dell’azienda (i consiglieri Gennaro Malgieri e Giovanna Bianchi Clerici) e lo stesso conduttore Michele Santoro che all’inizio della puntata afferma di “non essere stato d’accordo con la scelta di escludere Facci” e di aver dovuto obbedire ad un preciso ordine scritto del direttore generale Claudio Cappon, anche se ritiene “che i programmi di informazione non devono tenere conto delle querele”.

Peraltro la vicenda era stata gia’ affrontata nel corso del consiglio di amministrazione di ieri. A sollevare la necessita’ di un intervento della Rai contro Facci e’ stato il consigliere Marco Staderini, trovando l’appoggio tutti gli altri consiglieri presenti (assente Malgieri), ad esclusione della sola Bianchi Clerici, che sarebbe rimasta in silenzio. Sempre durante la riunione del consiglio, sarebbe stata resa nota alle agenzie la protesta dei senatori dell’Unione contro lo stesso articolo e sarebbe anche venuto alla luce che Facci sarebbe stato ospite stasera di Santoro. Al termine della riunione del cda, il direttore generale Claudio Cappon avrebbe sentito il direttore dell’ufficio legale Rubens Esposito per chiedergli se ci fossero gli estremi di una querela al giornalista de Il Giornale.

Querela che e’ partita poi stamani nei confronti di Facci e della testata. L’azienda avrebbe anche cercato di dissuadere Santoro dall’idea di ospitare ad Annozero il giornalista appena querelato da Viale Mazzini, cosa che sarebbe stata contestata dal conduttore. A questo punto Cappon, sulla base sempre di un parere legale di Esposito, ha scritto a Santoro una lettera in cui definiva “inopportuna e pregiudiziale per l’azienda” la partecipazione di Facci alla puntata di stasera in seguito appunto alla querela per diffamazione”.

Dal Giornale, articolo di Filippo Facci:

La Rai mi ha epurato da una trasmissione dedicata agli epurati. Per quanto incredibile, il consiglio di amministrazione della Rai (all’unisono, pare) ieri ha proibito la mia partecipazione ad Annozero intimando a Michele Santoro, ieri, che io neppure m’avvicinassi al cancello di via Teulada. Motivazione ufficiale: una querela sporta ieri mattina dalla Rai ai danni di un mio articolo (rubrica) scritto sul Giornale dell’altro ieri e dedicato giust’appunto alla Rai. Il lato tragicomico è che la puntata di Annozero, ieri sera, partiva dalla figura di Enzo Biagi (“Il partigiano Biagi”, era il titolo) per riparlare ovviamente del cosiddetto editto bulgaro, dunque di Santoro medesimo, del solito Luttazzi, della censura, di episodi dei quali la mia esclusione, nel suo piccolo, diviene ora esempio mirabile.
 
Ma non è finita: il colpo di mano della Rai infatti ha anche le sembianze di una sdraiata obbedienza politica. Ieri l’altro, difatti, ventun senatori dell’Unione avevano sottoscritto una lettera pubblica dove se la prendevano col medesimo articoletto del Giornale: “Larga parte del Parlamento italiano si sta comportando come se condividessero l’articolo in tutto e per tutto. Solo così si spiega il continuo susseguirsi di iniziative che hanno sfacciatamente l’unico obiettivo di mortificare la Rai e delegittimare i suoi amministratori”. Tra i firmatari, incredibilmente: Antonio Polito, Anna Finocchiaro, Nicola Latorre, Sergio Zavoli, Guido Calvi e Felice Casson. I quali aggiungevano: “Le opinioni pubblicate dal Giornale meriterebbero una querela e una congrua richiesta di danni da parte di chi ne ha titolo”. Detto, fatto. Ma ancora: “In termini istituzionali la definizione della Rai come una cloaca e un cancro richiede un’adeguata risposta sia del governo che della Commissione bicamerale”, trovandoci di fronte a “una campagna che ha l’evidente obiettivo di distruggere la Rai e favorire la televisione commerciale”. Stanno parlando del mio rubrichino dell’altro giorno.
Tanto tuonò che Santoro, mercoledì sera, mi telefonò per dirmi che la Rai stava insistendo affinché non m’invitasse. Disse che m’avrebbe invitato lo stesso purchè lasciassi da parte certe espressioni del mio articolo. Comprensibile: si rendeva evidentemente conto della situazione grottesca, un’epurazione da una trasmissione sugli epurati. Il giorno dopo, cioè ieri, la Rai rendeva nota un’azione penale nei confronti miei e del Giornale: “La Rai ha deciso di querelare Filippo Facci per le espressioni usate nell’articolo pubblicato dal Giornale”, dove “si definiva la Rai come una cloaca da ripulire”. Non solo, a esser precisi: “Penso che il canone vada abolito, penso che la Rai andrebbe privatizzata al cento per cento, o in alternativa fare servizio pubblico al cento per cento”. Diceva essenzialmente questo, l’articolo. Roba forte.
Nel pomeriggio altre telefonate: Santoro mi disse che il Cda della Rai gli aveva proibito per iscritto d’invitarmi, e che dunque era con le spalle al muro. Mi disse che aveva insistito con Claudio Cappon, il direttore generale, e con il presidente Claudio Petruccioli. “Mi hanno rovinato la trasmissione”, sono state le parole di Santoro. Gli ho creduto.

In serata, infine, l’imbarazzata ed ultima nota della Rai: “Facci non potrà partecipare alla puntata di Annozero in base alle regole aziendali che escludono la presenza, in trasmissioni Rai, di soggetti che hanno contenziosi legali aperti con l’Azienda”. Perfetto.
L’invito ad Annozero è preesistente alla querela, non viceversa: in sostanza significa che per liberarsi di chicchessia, perlomeno in Rai, basta querelarlo. Non lo rivedi più sino al terzo grado di giudizio, quando Santoro condurrà Annodecimo. Complimenti a tutti.    

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47 Comments

  1. Mah! Se penso che sono gli stessi che fino a tre giorni fa urlavano al ritorno del regime, che in questo paese non c’è libertà di espressione, che Berlusconi è un despota che imbavaglia i liberi pensatori, mi viene l’orticaria. Poi penso che la Tv è un mezzo morto, esala gli ultimi respiri solo perché qualche pensionato passa ancora le sue serate sul divano a guardare quei dementi e mi consolo.

  2. Scusa ma di cazzo ti lamenti?

    Questo sistema l’hanno creato gli amici tuoi, tu dove cazzo eri quando epuravano Biagi, Santoro, Luttazzi, Guzzanti ecc.? Dove cazzo eri? Hai detto una parola su questo? Hai scioperato?

    No, e mo’ ti attacchi al cazzo.

    Questi sfruttano semplicemente il sistema creato dagli amici tuoi e mai il tuo giornalaccio puzzolente ha detto una parola, se non per condividerlo.

    Quindi ora stai muto e schiacciato.

  3. ahhahaah ‘sta storia è ridicola e allo stesso tempo emblematica di quanto faccia schifo questo Paese. sia la sua classe politica, sia i suoi cittadini, tipo questo M qui sopra, che riesce non si sa bene come a dare la colpa al centrodestra di questa grottesca situazione voluta fortemente dal centrosinistra.

  4. Altro che editto bulgaro, qui si tratta di editto romeno, anzi birmano!
    Privarci così per ragioni squisitamente politiche della voce della verità, verità scomode, rigorose, sempre accurate. Altro che quel vecchiaccio di Biagi che ormai era rintronato: qui si tarpano le ali al futuro del giornalismo: Facci, mica Cazzi!
    Per fortuna c’è Mentana liberale che dedicherà tutta una puntata per questo increscioso fatto, o al limite, ci manderemo il Gabibbo.

  5. Che poi non so se deve essere più masochisti o coprofagi a voler entrare in una cloaca. Prova a contattare Luttazzi, eventualmente vi intendete.

  6. e aggiungo che fino all’altro ieri andavate dicendo che Luttazzi ci godeva a fare la vittima

    ecco, ora godi un pochettino anche tu

  7. La cosa curiosa è questo fatto che un’azienda possa querelare una persona come fosse una persona a sua volta.
    La Rai querela Facci…questo giornale querela quel tizio…
    Come se un’azienda potesse essere un soggetto giuridico, indipendentemente dal suo essere ogni tot anni composta da persone diverse, pensieri diversi, posizioni diverse.

    E se perdi, il risarcimento a chi va?
    A questo CdA? Al precedente? A quello dei tempi di “Tante scuse”?
    Magari con i tempi della giustizia, per il giorno della sentenza il CdA sarà persino cambiato di nuovo e i soldi li prenderebbe chi oggi è d’accordo col giudizio.
    O verrebbero spediti agli attuali consiglieri perché in carica oggi, pure se l’articolo parla di Rai quindi pure quella di 50 fa, pure se per quel giorno saranno dediti alla pesca sportiva nei laghi Canadesi?

    Uno dice una roba su un’azienda che ogni 6 mesi cambia identità e quelli del momento chiedono di essere risarciti come se l’azienda fossero loro.
    E si lamentano pure se il governo, altra roba che cambia con lo stesso ritmo, non si mette a difendere una cosa che non si è nemmeno capito chi è da quanto è e per quanto sarà.

    Tutto ciò ha del patologico.
    Tipo una malattia.
    Così, un esempio.

  8. Tsk tsk, troppo Wagner è provato che dà alla testa. Quello della vittima che impavida si staglia controvento (posizione nella quale peraltro si sconsiglia di urinare) mentre attorno omuncoli dappoco e spaventati dal genio sulfureo si affannano in misere faccende per difendersi da cotanto gigante è un ruolo troppo ghiotto per un narcisismo diciamo fortino.
    Quanto al resto, Berlusconi è stato levatrice della parte peggiore del Paese (il quale Paese, di peggiori ne aveva in serbo un parto plurigemellare). L’esclusione di FF fa parte di metodi e logiche che prima di SB non erano così tanto spudorate e arroganti.

  9. Sono tutti martiri, con le censure degli altri:

    “Il giornalismo che questo Paese merita.
    Quello di Enzo Biagi, uno che piace solo alle vecchie e ai deficienti.
    L’annunciata resurrezione di Enzo Biagi ha indotto qualche giornale a scrivere falsità. Il Corriere della Sera ha scritto del suo passato “allontanamento” dalla Rai e addirittura della “sua cacciata”, Repubblica invece ha rimembrato “l’offerta bloccata tre anni fa” quando “la destra bloccò tutto”.
    Ma andò in ben altro modo anche ora se fingono di dimenticarlo.”
    [Filippo Facci, http://www.macchianera.net/2006/12/12/il_giornalismo_che_questo_paes.html%5D

    Chissà fra tre anni faremo anche un po’ di revisionismo su questa discriminazione epocale (quella di Facci, of course)

  10. Per M
    Luttazzi deve la sua fortuna all’editto Bulgaro. Non è una vittima, campa recitando la parte. Dopo 6 anni torna in tv con uno spettacolo che si annuncia rivoluzionario e ancora parla questa storia. Uff, che noia! Certo 500.000 spettatori per La 7 non sono pochi, ma passato l’effetto curiosità, scommetto che si ridurranno della metà. E in questi 6 anni cosa ha fatto? Non mi pare abbia scritto libri di successo, non mi ricordo spettacoli teatrali degni di nota, non mi pare che abbia tenuto rubriche su giornali vari. Non l’ho sentito per radio. Cosa ha fatto questo genio maltrattato? Oltre a sparlare e piagnucolare ?

  11. Elfi, rispondi al post di Facci ed evita di dialogare con me.

    Di discutere con i cretini ho smesso da parecchio.

  12. Se può valer qualcosa… io concordo con la definizione della Rai come una cloaca e un cancro.

    Se Facci – che pure non è che sia andato leggero… – ha “diffamato” la RAI, tutti quelli che la gestiscono e l’hanno gestita come è stata gestita negi ultini 20 anni non sarebbero imputabili di truffa, malversazione, uso privato di un bene pubblico….?

    Un’azienda seria avrebbe dovuto invitare Facci in uno speciale e confutare parola per parola le sue affermazioni. Ma la fantascenza non “tira” in TV.

  13. quella di facci è una mossa ben studiata a tavolino.
    Sapendo che sarebbe stato invitato ha deciso di uscire con un articolo, seppur condivisibile in alcuni punti, dai toni non proprio pacati per causare l’irritazione della rai ed il conseguente veto. Bravo furbone.
    Prova ad insultare qualcuno dicendogli che è una cloaca ed un cancro e poi vedi se ti invita a casa sua?
    E’ vero la rai fa schifo, ma identificarla come il cancro del paese mi sembra troppo. La mafia è problema ben più grave, la corruzione…dimenticavo il suo datore di lavoro.
    Facci prova a dire che mediaset fa cagare poi vediamo cosa succede?! Prova a scrivere che lucignolo è un programma per decerebrati e che Fede Emilio è un insulto al giornalismo

  14. Cosa si prova a vivere quello che hanno vissuto Biagi,Santoro,Luttazzi,Beha ecc.ecc.?Tu F.F. cosa facevi o dicevi?E come disse qualcuno stai tranquillo che questa censura ti gioverà scriverai libri e ti arricchirai, vero no?

  15. Facci, mi consenta: ma se io le dicessi che lei è “una merdaccia”o “una cloaca” lei mi inviterebbe a un forum sul “Giornale” per stabilire insieme se ciò che affermo è la verità?

  16. ragazzi, io ho già dato la mia solidarietà a Facci nell’altro post. Ora se state organizzando una manifestazione a sostegno mi spiace ma non posso partecipare. Oggi è venerdì e devo andare a comprare il pesce. Magari ne riparliamo tra cinque anni quando qualcuno ci spiegherà che censura non fu.
    esticazzi. mica possiamo fare figli e figliastri.
    La censura in Italia non esiste, non è mai esistita.
    L’ha detto Facci o no?

  17. Personalmente ritengo un po’ buffo tutto ‘sto dibbattito sulla repressione del Facci. Magari qui dove sto io non è il posto migliore per apprezzare queste finezze.

  18. Un vero peccato, in quella trasmissione sarebbe stato intellettualmente sbranato. Un vero spettacolo che anche Santoro aveva capito.
    A proposito, giusto per ricordare i metodi tanto cari al vecchio FF… Facci non ti hanno chiamato perchè non sei bravo, era brutto dirtelo, ma non sai fare il giornalista ed è meglio che non ti si veda, il processo era una scusa.

  19. Un bel chissenefrega di Santoro, della sua brutta trasmissione, di Facci, delle sue trascurabili cinque righe in croce, di quegli altri che non hanno trovato di meglio che querelare per un fatto insignificante, di quelli che allora la sinistra è della stessa pasta di Berlusconi e il mancato invito di un ospite equivale alla cancellazione dalla tv di stato di un decano del giornalismo, un chissenefrega dico non ce lo vogliamo mettere?
    Ma andatevene un po’ affanculo e riprendete il senso delle proporzioni.
    Cacciare Vespa (traduciamo ridurre drasticamente l’occupazione totalizzante degli spazi di approfondimento sulla prima rete), quello sarebbe un contributo significativo e nell’interesse di tutti a una RAI più diversificata, pluralista, informativa e sana. Cosa che si guardano bene dal fare proprio per il timore delle accuse di censura. Così abbiamo il paradosso di una televisione pubblica tanto controllata dal governo da avere un potente come Vespa blindato e su posizioni ostili e il Santoro reintegrato che per altre ragioni li impallina dal lato sinistro.
    Pensa te che formidabile potere censorio.

  20. A suo tempo, Mediaset ( che, incidentalmente, era anche la TV del Capo Del Governo ) querelò per qualche decina di MILIARDI Luttazzi , Guzzanti e ottenne la loro cacciata e quella di Santoro.
    QUELLO era un modo di intimidire le persone.

    Una grande azienda che querela per decine di miliardi dei professionisti che certo non si possono permettere quelle cifre

    Io non vedo nessuna censura, nel caso di Facci. Vedo il semplice seguire una norma, per quanto possa apparire stupida. Una norma preesistente , che è stata già applicata, non è che l’abbiano fatta per far fare il martire a Facci. Se si dovesse superare il problema della querela Facci potrebbe ritornare in Rai. Dove va già.
    Mentre mi riesce MOLTO difficile pensare che una GUzzanti o Luttazzi potessero tornare in QUELLA Rai, se non ( e forse ) in qualche programma notturno.

    La questione mi sembra una scemenza. Forse bisognerebbe occuparsi di censura in situazioni come quelle che vive Orioles.

    Ee è per questo che non mi sento di offrire nessuna solidarietà a Facci. Sia perchè non c’è nessun caso di censura, sia perchè la cosa può essere superata in futuro.
    Inoltre, lui che si sente ” vittima ” della querela dei vertici Rai. Ha mai detto qualcosa contro lo sproposito delle decine di miliardi chieste da Mediaset nei casi che ho citato?

  21. MJ, non per difendere Facci che non ne ha di certo bisogno, ma dov’è che “si sente vittima”? Mi sembra si sia fatto solo una risata di questa situazione.
    E il punto, a me, sembra un altro: non tanto la querela in sé, quanto l’appello dei 21 senatori del centrosinistra che *prima che la Rai sporgesse querela* intimano l’azienda a non invitare Facci nella trasmissione di Santoro. Nemmeno Berlusconi fece, nei fatto, altro che parlare: intimò la Rai a buttare fuori Biagi, Santoro, Luttazzi.
    Quella volta come questa, qualcuno è stato più realista del Re: Biagi, Santoro e Luttazzi vennero mandati via, questa volta è stata sporta querela.
    E a proposito delle querele di Mediaset di allora, concordo che furono funzionali all’allontanamento sfruttando la stessa norma che oggi viene sfruttata nei confronti di Facci. L’altra volta querelà Mediaset, stavolta la Rai.

    Poi davvero rimango basito da chi oggi si rallegra di questa minicensura nei confronti di Facci perché ha subito ciò che il “suo capo” fece subire ad altri. Anche se Facci avesse inneggiato alla censura, anche se si fosse fatto primo firmatario di una campagna per epurare la televisione dai giornalisti scomodi, la questione è che o si è per la censura o si è contro. Non si può esserlo a fasi alterne a seconda di chi ne è vittima.
    Altrimenti non c’è tanta differenza tra Berlusconi e, per esempio, sempre il solito “M”
    (ma anche altri) qui sopra.

  22. No, chiariamo. Ho Scritto ” vittima ” fra virgolette, perchè certo Facci non se ne è lamentato. E come potrebbe, poi, figuriamoci. Stà storia fa così pendant col personaggio che ha scelto di rappresentare. Però, è stato oggetto di una certa azione, ecco perchè ” vittima ”
    Però, preciso. Non è che io mi ” rallegro ” della censura a Facci. Semplicemente NON ME NE FREGA niente.
    Primo, perchè ritengo che non ci sia censura. Ma la semplice osservanza di una norma dubbia. E dico solo dubbia perchè POTREBBE avere aspetti positivi. Secondo, perchè la cosa potrà essere superata con la remissione o a risoluzione della querela.
    Parlerei di censura SE una volta superata la norma continuasse l’esclusione di Facci dalle trasmissioni.
    Insomma, vediamo come evolve la cosa e POI, semmai, parliamo di epurazione.Nel frattempo, si potrebbe discutere di quella norma, della sua funzione o utilità ed eventualmente proporre di eliminarla.

  23. Però, MJ, non si può far finta che da parte dei 21 senatori dell’Ulivo ci sia stata pressione nei confronti della Rai PRIMA, e POI la Rai abbia sporto querela.
    Ora, la querela ci sarebbe stata lo stesso magari.
    La Rai fa bene a difendere il suo nome, il suo marchio, il suo brand, quello che vuole.
    Ma: quei 21 senatori VOLEVANO LA CENSURA di Filippo Facci, questo è un fatto. Lui giustamente se ne impippa e anzi magari ci guadagna pure. Magari stasera sarà prima da Cruciani, poi da Ferrara e infine da Mentana ;)
    Ma non si può non dire che 21 senatori dell’Ulivo hanno emesso un editto romano al pari di Berlusconi che lo emise bulgaro. E’ questo che fa schifo.
    A mio parere, s’intende.

  24. Bravissimo. Altro che regime, editti, vegliardi simboli della libertà, comici bolliti, attrici scomode del cinema sovvenzionato. Hai dimostrato, casomai ce ne fosse bisogno, che censure, epurazioni, facce che vanno e che vengono, diktat politici, oggi a destra domani a sinistra, oggi a me domani a te, sono semplicemente, e non da oggi, storie di ordinaria Rai. O di ordinaria cloaca.

  25. “epurazione” de che? Facci non è un dipendente RAI.

    Lo erano Biagi, Santoro e Luttazzi, che infatti, in modi diversi, fecero valere le clausole dei loro contratti.
    Lo era Freccero, che venne demansionato e privato di qualunque responsabilità e risorsa per anni: rimase in azienda a leggere il giornale in un ufficetto – a stipendio pieno.

    Facci era stato invitato. Le regole interne non lo hanno autorizzato. Punto.

    Non c’è confronto possibile tra le diverse situazioni.

    Di tutto ciò penso due cose:
    – che i senatori dell’ulivo (che ho votato e rivoterei, l’alternativa è comunque peggio) hanno tempo da perdere in pagliacciate mediatiche e voglia di far poco se si perdono dietro ad un troll come Facci.

    – che gli hanno fatto un favore enorme dandogli visibilità, e un favore enormissimo evitandogli l’ennesima figura televisiva di merda.

    Il più dispiaciuto deve essere Travaglio.

  26. ” Ma non si può non dire che 21 senatori dell’Ulivo hanno emesso un editto romano al pari di Berlusconi che lo emise bulgaro. E’ questo che fa schifo.”

    Concordo. Cioè, i senatori dell’Ulivo hanno STRASBAGLIATO. Ma i più colpevoli sono i vertici della Rai che hanno ritenuto di dover querelare. Non perchè non potessero querelare in assoluto, ma perchè l’articolo di Facci era una sciocchezza. A parte il termine ” cloaca ” che starebbe bene proveniente dal ” peggio del peggio ” Grillo.

  27. Io non mi rallegro affatto. Quello che sta succedendo in Italia e’ da fantascienza, il piu’ pulito c’ha la rogna, compresi gli attuali epuratori.

    Dico che Facci non ha titolo di lamentarsi perche’, come quasi tutti i suoi colleghi giornalisti col guinzaglio corto, se n’e’ altamente sbattuto le palle quando quello che e’ successo a lui adesso e’ toccato ad altri in passato. Per non parlare del suo orrido giornale, che fu anzi parte attiva delle epurazioni del passato (tralascio qui la giusta obiezione sollevata da MJ, che’ qui di querela si tratta).

    Dico inoltre che gli attuali epuratori non fanno altro che emulare un andazzo che, se non inventato da Berlusconi, e’ diventato prassi comune grazie proprio alla totale impunita’ con la quale Berlusconi e i suoi hanno potuto adottare queste schifose tecniche di gestione del potere.

    Come ha ben mostrato Moretti nel Caimano, Berlusconi ha vinto perche’ il paese si e’ berlusconizzato, e’ il contesto che ormai puzza di merda lontano un kilometro.

    Ma vedere Facci che ora si lamenta dell’epurazione fa ridere il cazzo, ‘sto pagliaccio che fino a ieri ha spalato merda su Biagi negando che questi sia stato epurato, con una faccia di bronzo che merita davvero vendetta.

    Pagliaccio, buffone, muto e schiacciato adesso.

  28. Ma chi è ‘sto troMbone?
    Calvizie avanzata, ingrossamento di fegato o girovita, sindrome del brevilineo, oppure … alitosi?
    Lavagna: lupus o sarcoidosi.
    Foreman, sedatelo.

  29. Che a Facci non piacciano nè i giudici nè Biagi è ovvio (maledetto socialista ,snob e radical chic
    :D )

    Tuttavia 1: si può lamentare quanto vuole
    2: farò di tutto perchè possa dire cazzate che non condivido , che altrimenti mi sento solo e poi mi annoio.(penso ad una inutile ma giusta petizione)
    3: perchè al contrario di gente che il pensiero occidentale lo usa a mo’ di bandierina e che la democrazia l’ha studiata o in parrocchia o alle feste dell’unità io ci credo.
    4:@tutti non si capisce perchè se ad uno non piace il lavoro di Facci (o di Biagi) il giudizio si sposti automaticamente sulla persona e sui suoi interlocutori (Biagi -> deficienti , Facci -> beh’ uguale)

    5:Bellissimi i commenti ironici

    Facci , ci guadagnerai tu dalla querela(eppoi chi lavora oggigiorno ne conquista a pacchì di querele)

  30. Uliwood party
    da l’Unità del 10 novembre 2007

    L’altroieri, nell’AnnoZero dedicato a Enzo Biagi e dunque alla censura, la Rai del centrosinistra ha pensato bene di censurare Filippo Facci, giornalista della Fininvest e del Giornale, reo di aver definito la Rai «una cloaca», dunque querelato e tenuto fuori della porta.

    Quando queste cose le faceva la Rai del centrodestra, un giorno sì e l’altro pure, gli house organ berlusconiani scrivevano che la colpa della censura non era dei censori, ma dei censurati che se l’andavano a cercare per poi fare i martiri. Tra i più convinti assertori della singolare tesi c’era proprio Facci, che all’epoca si guardava bene dal definire «cloaca» la Rai.

    Ora sarebbe facile ritorcergli contro il suo sragionamento: Santoro ti invita il martedì per il giovedì, e tu il mercoledì scrivi che la Rai è una cloaca (e sul giornale di Berlusconi, sai che eroismo), dunque l’hai fatto apposta per farti cacciare e tirartela da martire. Ma, non essendo io Facci e non volendo diventarlo, non lo scrivo e non lo penso. Penso invece che Facci abbia il diritto di scrivere tutte le fesserie che vuole e chi si ritiene diffamato abbia il diritto di querelarlo. In attesa del giudizio dei giudici, che di solito arriva dopo 10 d’anni, Facci non può restar fuori dal «servizio pubblico», proprio perché è pubblico, cioè di tutti. Anche di Facci e dei suoi lettori. Dire: «Ti ho querelato, quindi non entri» è un abuso illiberale. Come se le Poste non consegnassero più le lettere a chi è in causa con loro. Ma alla Rai è ancora più grave, perché dirigenti e amministratori sono scelti dai partiti. Dunque gli emissari dei partiti hanno in mano un’arma formidabile per tagliare fuori (com’è avvenuto nel quinquennio del regime berlusconiano) chi è sgradito ai partiti: basta una querela, fondata o infondata che sia.

    Che un’azienda non apprezzi di essere definita “cloaca”, è comprensibile (Mediaset querela per molto meno: basta ricordare i processi per i fondi neri o le sentenze della Consulta che le intimano di rinunciare a una rete, per essere subissati di cause milionarie in euro). Che la Rai abbia querelato Facci, nel paese dove tutti denunciano tutti, è quasi normale. Facci aveva più volte insultato anche Biagi («Non giornalista per tutte le stagioni»), che l’aveva denunciato ottenendo dal tribunale un risarcimento di 10 mila euro dal Giornale. Fatti privati, faccende che riguardano gli interessati e i rispettivi avvocati. Qui invece c’entriamo tutti noi. Anche perché, a sollecitare la querela Rai contro Facci, erano stati alcuni parlamentari del centrosinistra, fra cui la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro e il suo vice Nicola Latorre.

    Dunque la consecutio è la seguente: il maggior partito di governo chiede alla Rai di denunciare un giornalista, la Rai esegue, e da quel momento il giornalista non mette più piede in Rai. E’ triste che nemmeno tre giornalisti seri e perbene come Rizzo Nervo, Curzi e Rognoni, che siedono nel Cda Rai, abbiano colto la pericolosità di un simile cortocircuito. Ma è ancor più triste che non abbiano capito quanto stupida fosse questa censura.Tanto più in un programma dedicato alla censura. Tantopiù dopo le mille filippiche contro Santoro & C. che «non vogliono il contraddittorio».

    Facci, ancora l’altro giorno, aveva scritto sul Giornale una pagina di puro astrattismo sul caso Berlusconi-Biagi, sostenendo in pratica che il vecchio Enzo, nel 2002, si era cacciato da solo per intascare una congrua liquidazione, il diktat bulgaro non c’entrava, anzi non c’è mai stato: infatti Facci lo chiama «il cosiddetto editto». Quale occasione migliore di Annozero per mettere a confronto la falsa vulgata berlusconian-facciana con quella di Loris Mazzetti che visse quella terribile esperienza accanto a Enzo, e per discutere di censura con Sabina Guzzanti, epurata dai postumi del «cosiddetto editto» e mai reintegrata; con Lilli Gruber, testimone di quella stagione; e con Enrico Mentana, che nel 2002 minimizzò i prevedibili effetti del «cosiddetto editto»?

    Anziché censurare Facci (per giunta su proposta dell’Udc Staderini), la Rai sarebbe stata molto più intelligente ed efficace emanando un comunicato semplice semplice: «Facci ha definito quest’azienda “una cloaca”, dunque l’abbiamo querelato. Ma, diversamente dalla Rai che piaceva tanto a lui, questo è un servizio pubblico, dunque lo invita lo stesso. Pur sapendo benissimo che, ospitandolo, rischia davvero di apparire una cloaca».

  31. Ma sto scarso callo quando dal confronto si giunge agli insulti!!! Senza condividere chi prende il blog per uno sfogo ginnico, costato che neanche lei, Sig Facci, sta troppo a pesare agli epiteti. Ma davvero questo è il pane per i suoi denti?
    Diciamo che chi l’insulta, circoscrive il suo errore, ma lei è condannato a generalizzare drammaticamente. Magari questa realtà si possa anche accettare/archiviare sotto l’epigrafe “imponderabili della rete”
    Poi lei è uno che risponde a noi, gli ignoti. Questo è molto meritevole. Mai riscontrata una risposta di Grillo ai suoi post.
    Ma è perchè lei ci crede o perchè ha bisogno periodicamente (come noi alla rovescia) di convincersi che la sinistra è un manipolo di ebeti?

  32. sarà anche una cloaca o un cancro, la Rai, ma il salottino in bianco del dott. Vespa, da dove Facci pontificava sul fenomeno Grillo e ci circostanziava minuziosamente l’incidente di cui il comico genovese venne condannato secoli fa dove si trova ?
    per il resto, trovando ingiusta la censura, credo che Facci avrebbe potuto essere trattato meglio.
    persino lui :)))
    Poi Travaglio-Facci volete mettere ???

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