Ad uno che è su internet da un po’ il nome “Pupa86″ non può non ricordare qualcosa.
E’ un po’ come “Forza Chiara”. Voi prendete un maschio che abbia un minimo di esperienza in rete, ditegli Forza Chiara, e lui ammiccherà complice.
“Pupa 86″ venne qualche tempo dopo “Forza Chiara”: bastò che aprisse un blog sulla piattaforma di Kataweb (l’indirizzo era “strip.blog.kataweb.it”, oggi disattivato), perché tutti - radio, giornali, magazine - parlassero di lei. C’era una ragazza che si spogliava sul suo blog, e si presentava così:

“Se mi commenti mi spoglio. Funziona così: se tu lo vuoi, io mi spoglio. Però siccome voglio diventare una blogstar e non voglio metterci così tanto tempo, devi darmi qualcosa in cambio. Un tuo commento. Funziona come lo strip-poker, solo che questo è uno strip-blog. Ogni 20 commenti, un indumento se ne va”

Voleva diventare famosa, e per qualche settimana lo è stata. Le proposero di raccontarsi in tv, di scrivere un libro, di aprire un sito a pagamento.
Inutile dire che nel giro di qualche giorno il web fu inondato di parodie, controblog, fotomontaggi. Roba spiritosa e altra che non lo era affatto.

Ne scrissero, tra gli altri: Giuseppe Granieri, sul blog del Gambero Rosso, poi ripreso da Libero.it; TGcom qui e qui; Akille; ITnews.
Perfino Kataweb che, senza volerlo, si trovò ad ospitare uno dei blog più trafficati d’Italia, dovette dedicare un pezzo a Pupa e alla sulla sua impresa (con tanto di commenti di Loredana Lipperini, Luca Sofri, dei già citati Giuseppe Granieri e Akille, e del sottoscritto).

“Pupa86″, per la cronaca, era lei:

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A questo punto vi chiederete il perché delle “pecette” che impediscono l’identificazione della ragazza. Il motivo - piuttosto semplice da intuire - è che “Pupa86″ non sapeva di stare spogliandosi sul web; non sapeva che stava alla fine diventando davvero famosa; non sapeva di avere un blog.

Partecipò, è vero, all’edizione 2006 del Clarendario (inviando le foto più caste tra quelle che avete visto) e poi fu - diciamolo - avventata (lei o chi per lei: spesso, in casi come questo, i responsabili sono ex fidanzati parecchio idioti) ad inviare un’ottantina di scatti più osée ad uno dei più frequentati siti internazionali dedicati agli amateurs.

Lo striptease di “Pupa86″ non durò molto. Anzi: non fece nemmeno in tempo a sfilarsi la biancheria intima.
Successe, in pratica, che qualcuno la intercettò nell’università della sua città d’origine - che poi era una città d’origine piuttosto a sud, alle pendici di un vulcano, una di quelle in cui questo tipo di cose passano meno inosservate che altrove - e le chiese, credo, qualcosa tipo “Ma che cazzo stai facendo?”.
Fu così che “Pupa86″ vera scrisse a “Pupa86″ falsa, intimandole di chiudere immediatamente il blog e rimuovere le foto. Troppo tardi, comunque, perché l’intero book, in versione non censurata, sparisse anche dai circuiti peer to peer (a quei tempi andava per la maggiore un programma chiamato WinMX: da lì partì una diffusione capillare).

La storia termina con “Pupa86″ falsa che consegna la password del blog a “Pupa86″ vera, la quale mette fine ad un fenomeno di massa nel campo dei blog, da duemila commenti a botta, che sarà eguagliato e superato solo - parecchio tempo dopo - da Beppe Grillo.

Lo StripBlog di SilviaQualche anno dopo - e siamo ad oggi - la storia si ripete. O, meglio, qualcuno fa in modo che si verifichino le condizioni perché si ripeta.
Un magazine online (con cui ho avuto a che fare, altrimenti va da sé che molte di queste cose non le saprei, ma che - va specificato per i più ingenui - non mi paga per questo post) fa un po’ di scouting in giro per la rete, scopre il diario online di una ragazza (si chiamava “Silvia bacia tutti”: fino a qualche giorno fa rispondeva all’indirizzo “blog.libero.it/silviabaciatutti/”; oggi lo si trova - per poco ancora, solo nella cache di Google) e le propone di inaugurare il nuovo “stripblog”.

Da quel che vedo lei, Silvia, sta tenendo fede alla promessa di portare a termine lo striptease schivando invidie, critiche (anche fondate) e commentatori più volgari delle foto che criticano.

Questa di seguito è lei; questo il suo blog.

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