Altri clandestini.

«ROMA – La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per il caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma da 15 anni e per la quale il padre chiede la sospensione dell’alimentazione artificiale. Ribaltando la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione Giacomo Caliendo che aveva chiesto il rigetto del ricorso presentato dal padre della ragazza.
E’ “un sussulto di umanità e di libertà verso una vittima sacrificale del codice deontologico dei medici e della legge”, ha commentato con sollievo Beppino Englaro, il papà di Eluana.
Ora a decidere sarà sempre la Corte d’appello di Milano, ma una diversa sezione rispetto a quella che si è pronunciata per il no al distacco del sondino alla ragazza.
La Corte ha deciso che il giudice può, su istanza del tutore, autorizzare l’interruzione soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: che sia provata come irreversibile la condizione di stato vegetativo e che sia accertato che il convincimento etico di Eluana avrebbe portato a tale decisione se lei fosse stata in grado di scegliere di non continuare il trattamento».

(Ansa, 16 ottobre)

***

Ora però non don dite che la Magistratura occupa gli spazi della politica: dite che la politica lascia dolosamente scoperti gli spazi di cui la Magistratura non può infine non occuparsi, dite che l’ormai fisiologico ritardo culturale del nostro Parlamento non fa che produrre contrapposizioni ideologiche che attizzano magari il nostro prezioso dibattere sui giornali, come no, sta di fatto che il famoso Paese reale intanto deve cavarsela da solo, deve lasciare al grigio degli ospedali la scandalosa clandestinità dove il decesso di centinaia di migliaia di pazienti (centinaia di migliaia di pazienti) è accompagnato da un intervento segreto e non dichiarato dei medici. Non potete lamentarvi, se anziché il Senato che rimanda una legge alla Camera è ormai la Cassazione che rimanda in Appello le decisioni tralasciate dalla politica. Ci vuole una legge, punto e basta.

Ci vuole una legge come c’è nel resto del mondo, ci vuole una legge non che sostituisca l’umano discernimento e la sensibilità dei medici e dei familiari, ma che dia solide basi proprio all’umano discernimento e alla sensibilità dei medici e dei familiari.

Nel caso di Eluana Englaro, in coma da 15 anni nonostante il padre ne chieda da altrettanti la sospensione dell’alimentazione artificiale, la Cassazione ha stabilito che questa sospensione può aversi in due casi:

1) che sia accertato che la paziente non avrebbe voluto passar la vita (la morte) attaccata a un sondino di plastica;
2) che sia provata come irreversibile la sua condizione di stato vegetativo.

Detto questo, la mancanza di leggi non fa che rendere impossibile l’accertamento di queste due cose.

Circa il primo punto, infatti, per appurare la volontà del malato servirebbe che avesse sottoscritto un testamento biologico: ossia una dichiarazione dei trattamenti sanitari che egli vorrebbe o non vorrebbe che gli fossero applicati nel giorno in cui non fosse più in grado di deciderlo da sè. Ma il testamento biologico in Italia non c’è, se ne straparla da anni e basta, lo si confonde strumentalmente con l’eutanasia che è un’altra cosa: è il dare la morte a una persona malata e lucida che espressamente lo chieda.

Circa il secondo punto, ossia la possibilità che sia provata come irreversibile la condizione di stato vegetativo del paziente, toh guarda, manca una legge anche qui: in Italia esistono dei parametri per l’accertamento della morte cerebrale (degli esperti fanno delle verifiche prima di autorizzare l’eventuale espianto di organi) ma non esistono protocolli per quanto invece riguarda lo stato vegetativo irreversibile. E siccome una commissione che stabilisca parametri e protocolli non la si vuol fare, può sempre saltar fuori chicchessia che ovviamente ti premetta d’esser contrario all’accanimento terapeutico (ufficialmente lo sono tutti) dopodichè dirà che «fermi, non potete staccare la spina, questo non è un caso di accanimento terapeutico, del resto in Guatemala una donna si risvegliò dopo un coma di 42 anni».

Ma giusto a questo servirebbe una legge, un protocollo, una commissione: a dare ai medici e ai familiari dei criteri che definiscano, nella misura dell’umano, quando di stato vegetativo irreversibile si possa parlare.

Ma non si fa. Non si fa niente.

Come stiano realmente le cose non interessa: la Commissione affari sociali, nel tardo dicembre scorso, ha persino respinto la semplice proposta d’istituire un’indagine conoscitiva sulle morti segretamente e pietosamente accelerate dai medici.
Un’indagine del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica di Milano (fonte non propriamente laicista) ha appurato che il 3,6 per cento dei medici ha praticato l’eutanasia, e il 42 per cento di essi la sospensione delle cure, tipo staccare un respiratore. Una rivista autorevole come Lancet, sempre di recente, ha sostenuto che in Italia il 23 per cento dei decessi è stato preceduto da una decisione medica, e che il 79,4 per cento dei medici è disposto ad interrompere il sostentamento vitale.

Ma non interessa. Una nuova legge non serve, dicono.
Si fa, non si dice, non si deve sapere.

(F.F., Il Giornale, 17 ottobre)

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13 Comments

  1. “Si fa, non si dice, non si deve sapere”.
    Come era per l’aborto ed il divorzio. Si dovrà attendere un nuovo referendum (che non passerà) oppure una bella gita permanente ad Avignone per il vaticano in blocco ?

  2. come si fa a fare una legge civile e umana se ad ogni minimo accenno di proposta scattano i piagnistei medioevali del Papa ai quali nessuno si sogna di resistere ed anche i più (a parole) laici calano le braghe?

  3. In verità, al momento la legge prevede la possibilità di interrompere il trattamento sanitario. L’alimentazione artificiale non credo sia un trattamento sanitario (giustamente).

  4. Tutto ciò detto da un Berlusconiano dichiarato come te, Facci sa proprio da faccia di tolla. Vergognati.

  5. I commenti dovrebbero servire per esprimere opinioni sul post, non sul suo autore. Ma evidentemente per qualcuno è più semplice limitarsi a scrivere Facci = Forza Italia = merda, così a priori. Del resto uno che scrive sul Giornale è per forza un essere infimo colluso venduto che non merita considerazione alcuna, no? Che schifo.

  6. Scusate l’Ot , ma il post si commenta da solo.
    E l’argomento non è tanto il caso specifico , cioè il caso reale , ma la distanza TRA le necessità REALI e la discussione POLITICA. TRA le necessità e i casi REALI e l’ INFORMAZIONE , che spesso si perde dietro giri di parole senza arrivare al nocciolo , senza esprimersi chiaramente.

    Per questo ,

    Bravo Facci. Anche quando scrivi quelle che IMHO sono “cazzate” (non è questo il caso) o quando ti scagli contro le coop rosse (beh io avrei qualcosa da dire su quelle “bianche” cioè sui servizi sociali) , in entrambi i casi opinioni decise, corredate da fatti (non per questo giuste) , non per forza organiche o “embedded” parola che va tanto di moda.

    Nel mio mondo ideale un Facci intervista Prodi e un Travaglio intervista Berlusconi ,altro che gli umili servi.

    In un paese libero.

  7. Sinceramente non mi stupisco che Facci dica che in rete c’è la feccia del paese vedendo alcuni dei commenti precedenti. I commenti sono sul post, non sul suo autore, queste sono le regole di buona educazione che esistono in rete (dette Netiquette). Odiate Facci? Apritevi un blog, un forum, un NG, quello che volete insomma, e dichiarate come argomento l’odio verso di lui…
    Tutto il resto è sgradevole e riterrei giusto che chi ne ha l’autorità provveda a cancellare i commenti contro l’autore.

    Scusatemi per l’OT.

    Detto questo, ottimo articolo, preciso e circostanziato. Non saprei cosa aggiungere.

  8. Con questo Facci dimostra che VW ha ragione; ci sono persone che quando parlano della Coop ti vien voglia di dimenticarle poi salta fuori un contributo sensato, tipo quest’ ultimo che ti verrebbe voglia di applaudire. Anzichè rimanere fermi a insultarci si potrebbe stabilire due o tre cose urgenti da fare ?

  9. Caro Facci, hai scritto concetti condivisibili, ma
    diventerai credibile solo quando ti allontanerai da Forza Italia e Giuliano Ferrara.
    Alberto

  10. Bravo Facci.
    Mi intristisce vedere tanti compagni incapaci di affrontare una discussione seria e costruttiva in merito ad un grosso problema che riguarda tutti.
    A me piacerebbe che nel percorso democratico la posizione dell’etica religiosa venisse discussa solo da chi crede in Dio e nelle apposite sedi.
    Sogni di democrazia a parte, me ne strafotto se scrivi sul giornale di Feltri piuttosto che sul manifesto.
    Vorrà dire che leggerò i tuoi articoli su Macchianera.
    Preferisco una cervello di destra che tanti coglioni di sinistra.

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