Armata rossa reloaded

… e per quanto riguarda i colori: spiccano il grigio e il nero, naturalmente, ma anche il blu e i toni caldi, autunnali…

Stilisti spiazzati, cataloghi da rifare, collezioni da buttare perché la moda detta le regole con almeno un anno di anticipo.
Cancellate tutto. Indossate il rosso. Tre motivi.
Uno: Birmania libera
Due: abbasso le multinazionali, le griffe, le grandi catene
Tre: il riscatto partigiano contro l’incolore partito democratico.
(Invertendo l’ordine il risultato non cambia)
Ecco, la sinistra intellettuale ha pescato dal cilindro tre temi… di sinistra.  Grillo veste pure di nero.
Indossate qualcosa di rosso, fotografatevi e spedite i capolavori a Repubblica e Corriere. E così banalizziamo un’altra tragedia in due giorni.

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11 Comments

  1. ho solo cose bianche da quando hanno deciso che ero troppo anticonformista per stare in mezzo a voi tutti, ma son stato bravo e dopo aver sbattuto la testa al muro mi è venuta tutta rossa.
    Alla faccia della banalizzazione delle tragedie e della moda.

  2. facile lavarsi le coscienze al giorno d’oggi.Bastano una maglietta o un lenzuolo(un amico sosteneva pure che dietro le variopinte bandiere della pace ci fosse il business di qualche industria del tessile.Rigorosamente cannibale).E poi ci restano almeno 350 giorni buoni per lo shopping

  3. Uno: Christian Rocca fa notare che il colore sia il giallo zafferano. Sono confusa.
    Due: Quanto a banalizzazione, che dire dell’arcobaleno?
    Tre: Banale per banale: dove sta il mitico ONU, il deus ex-machina invocato a convenienza?
    Bottom line: domani come mi vesto e come adorno gli affacci esterni della mia abitazione?

  4. Io non mi occupo attivamente di politica, non partecipo nemmeno ai giochetti autoreferenziali del padrone di casa, ma per una volta se i blog di tutto il mondo, i giornali, le persone, dimostrano nel modo che ritengono più appropriato che il mondo sta a guardare, potrebbe essere un piccolo segnale.
    Io partecipo. La mia domanda è, perchè no? Forse non cambierà nulla, ma se non faccio nulla, non lo saprò mai.

  5. Maurizio, ognuno soddisfa e appaga la propria sensibilità come più gli aggrada, ci mancherebbe; ma per cortesia, soddisfatela tutto l’anno. Magari con meno stoffa e più informazione circa il mondo che tu dici debba mandare un segnale. Che mi pare si attivi in concomitanza con il tasto on del telecomando e le prime pagine dei giornali.

  6. Che due coglioni con questa Birmania però… Costruiamoci una base NATO come in tutti i posti tranquilli e sani del mondo e basta.

    Coca-cola forever!

  7. Hai citato due bei giornali!
    almeno per rispetto del loro collega ammazzato avrebbero dovuto star zitti e pubblicare delle belle pagine in bianco mandando davvero affa… tutti i soliti personaggi con cui riempiono le loro pcandide pagine.
    Invece stan li incensandosi come spalleggiatori di una bella manifestazione da accostare alle sfilate di milano che saranno richiamate in un pezzo a pagina 3.

  8. ragazzi, francamente questa polemica mi pare un po’ gratuita.

    Per i tanti, come me, che da più di dieci anni sapevano pronunciare i nomi di Aung San suu Kyi, Than Shwe, e pure Paw U Tun, essendosene occupati, vedere che oggi, almeno, la tragedia non è ignorata dal mondo come accadde nell’88 è motivo di soddisfazione. Che poi il 90% almeno dei rossovestiti di oggi, spenti i riflettori tornerà a fregarsene bellamente, come di qualsiasi cosa che non vada in tv, non toglie nulla al valore alla mobilitazione odierna.

    E che repubblica e corriere inseguano il piccolo fenomeno mediatico, francamente, chissene.

    Questo è il momento in cui manifestare solidarietà e sdegno in maniera immediata. E la foto in rosso è efficace, semplice, immediata.
    Con chi poi pensa che basti questo e ignora gli appelli di amnesty, le richieste alle multinazionali e il controllo sulle triangolazioni nel commercio delle armi, temo che ogni altra iniziativa sia tempo perso comunque.

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