Ho reimparato a postare.

Non ci riuscivo per una roba complicatissima che sa spiegare **Neri**. Ne approfitto per dire che ho querelato **Edoardo** di _terradiconquista.net_ (niente causa civile, solo penale) e per vantarmi di aver scritto per primo, sulla prima pagina del **Giornale**, in data 27 LUGLIO, la sottostante:

Beppe Grillo fa un partito
Se a farti questa rivelazione è una delle tue migliori fonti di sempre, più un’altra vicina a **Grillo**, più un’altra addirittura vicinissima a **Grillo**, che dire, sono indizi che bastano.
Si dice che il comico-guru punti al 10 per cento, che ormai si atteggi a santone all’americana, che il successo del suo blog su internet (effettivamente il primo d’Italia) gli abbia fatto confondere popolarità e consenso. Malignità, forse. Per questo, egregio **Beppe Grillo**, se lo lasci dire da un signore profondamente ecologista che peraltro si è imparato a memoria la sua celebre performance di Sanremo 1989: dica come stanno le cose, questo è un quotidiano seguito, tutti gli addetti ai lavori leggeranno perlomeno il titolo, sicchè Lei, ora, è tenuto rigorosamente a smentire oppure a confermare. Altrimenti saremo costretti a pensare che Ella non sia diverso dal resto della classe politica: quella che procede per silenzi, strategie, non confermo e non smentisco, non posso escludere, nella misura in cui, mi riservo di. Non è satira questa, noi non siamo comici o non sempre, egregio **Grillo**: aspettiamo una risposta. Il Paese è piccolo, l’elettore mormora. Te la dà lui la politica, in fondo.
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45 Comments

  1. Mi son letto i 149 commenti (il lunedì mattina lavorare mi è difficile) a questo post drammaturgico. Una tragedia in tre atti: 1. il cattivo è molto cattivo, stanno provando a linciarlo. 2. colpo di scena: il cattivo non è cattivo, sta solo facendo un esperimento di psicologia sociale. Ma forse è proprio questo a renderlo ancor più cattivo. Sorprese a ripetizione e dubbi sull’effettiva identità dei personaggi. 3. le ragioni del fu cattivo (anche lui vittima) si svelano. La vita riparte, strette di mano, inchini e arrivederci. Sul palcoscenico si sono avvicendate varie tipologie di homo bloggers, proiezione virtuale dell’homo sapiens sapiens sapiens che tutto sapiens.
    Mancava solo un pesonaggio: quello che spazza il palcoscenico a rappresentazione conclusa. Scusate per l’intrusione a freddo: volevo essere io il 150esimo.

  2. @Lorenzo:

    La precisazione non cambia la sostanza, il discorso dell’impossibilità di conoscerne il totale degli esiti a meno che non sia il querelato a comunicarli resta identico.

    Cambia invece la parte sul civile visto che ora che quel “Le querele vanno solo nel civile” è diventato “la stragrande maggioranza”, il discorso anche se la parola cambiata è una sola, cambia parecchio.
    Così non è più un’affermazione falsa, insomma.

    La precisazione la faccio anche io.
    No, non intendevo levarmi il dubbio sull’affidabilità di un giornale, ma sul suo usare la strumentalizzazione (anche di un fatto vero) come sistema di discussione.
    In questo senso la richiesta di rettifica serve a poco, visto che quando qualcuno querela, mette in discussione sia il fatto che il suo eventuale esser stato usato, mentre la richiesta di rettifica mi comunica che il fatto non è così falso ma richiede solo di esser detto “meglio” e per questo, per questo suo essere un’implicita ammissione del fatto stesso, credo (credo) che la richiesta di rettifica sia una strada scelta poche volte se non in un dialogo e generalmente sia spontanea da parte di chi ha espresso male un concetto.
    Certo non in uno scambio di lettere di avvocati.

    Ma si fa per chiacchierare, giusto perché è venuto fuori il tema, non è che sia poi così fondamentale saperlo, intendiamoci.

    @Ove:
    L’altra ovvietà autoevidente che secondo me merita altrettanta tua attenzione, è che nonostante siamo ormai abituati a sentire i media raccontarci ciò che su un fatto si dice, dal protagonista fino al racconto fatto dalla portinaia del palazzo in cui abita, ma mai una parola su cosa sia poi in effetti il fatto, a qualche ultimo puntiglioso rompicazzo è rimasta ancora quella bizzarra abitudine di voler conoscere il fatto e non i protagonisti, per farsi un’idea del fatto stesso.
    Ora evidentemente a te basta sapere che ha ricevuto una querela (o minaccia di) per difenderlo e per notare che nessuno l’ha fatto, lo capisco, così come c’è chi lo attacca solo per il nome non può che esserci anche chi lo difende per lo stesso solo nome.
    Ma c’è poi tutto un resto di mondo che invece prima di farlo ha ancora bisogno di leggerlo, l’articolo oggetto della querela.
    E dato che, anche se la cosa potrà sembrarti assurda, non tutti la mattina leggono il Giornale né vanno a cercare i pezzi di Facci, la sola comunicazione di una querela che lo riguarda ma priva dei contenuti di quell’articolo, può secondo me spiegarti questa incredibile assenza di gente che l’abbia difeso.

  3. nessuno va a leggersi l’articolo perchè nessuno è interessato a difendere facci mentre tutti sono andati a leggersi quel commento di edo per poterlo attaccare.
    cmq io non l’ho attaccato prima e neanche difeso poi. ho solo descritto una situazione.

  4. C’è un affetto quasi tenero, nei tuoi interventi, sono certo che il calore gli arriverà tutto.
    Detto questo, è altrettanto un’ovvietà (ma a quanto pare non altrettanto evidente quindi sottolineiamola così magari la pianti) il fatto che il commento di Edo era qui su MN, mentre appena s’è capito il giochino “se volete conoscere le mie riflessioni sulla rivoluzione francese venite a leggerle da me” tutti gli hanno fatto ciao ciao.
    Se permetti la libertà di regalare il proprio accesso a chi ci pare è ancora un diritto, in Italia.
    Così come l’articolo su Grillo ha avuto voglia di fornircelo senza obbligarci a spulciare l’archivio de Il Giornale, la stessa cosa poteva farla con questo su Rutelli, invece di informarci solo sulla querela presentata.
    Non l’ha ritenuta cosa utile, pace, liberissimo, come liberissimo chi ha letto solo quanto da lui ritenuto utile di non prendere conseguente impossibile posizione in merito.
    Non capisco cosa ti sfugga del meccanismo di libertà reciproca.
    Vuoi dimostrare che c’è complotto contro Facci?
    Dai su, fai il serio.

  5. okay okay,
    vedo solo il dito, sei nascosto bene, contento?
    così è più semplice, senza scomodare la libertà reciproca.
    ora il dito non serve più, puoi riposizionartelo..

  6. Il mio personale ponte radio tra me e Facci mi ha gentilmente fornito l’articolo in via privata risparmiandomi ironicamente l’artrite ai polpastrelli causa spulciamento archivio de Il Giornale.
    (è un ponte radio ma è pur sempre pendente dalla sua parte e quindi lo sfottò ci sta)

    Se le due informazioni contenute sono vere (SE), quella querela è semplicemente una minchiata molto simile a quelle tipiche di chi non paga di tasca propria gli avvocati né se vince né se perde.

    Ecco, ora che ne ho conosciuto il contenuto, non faccio nessuna fatica a dirmi d’accordo con Facci.
    Se.
    Ma tutto si basa sulla veridicità delle due informazioni e in questo senso sarà importante conoscere gli sviluppi della querela, per esempio.

    Tolte le due informazioni, invece, fuori dal dettaglio della vicenda, quell’articolo è semplicemente condivisibile e sottoscrivibile perché il suo senso di base rimarrebbe valido indipendentemente dall’esito legale della vicenda che riguarda solo due informazioni che cambiano certo la sostanza del singolo fatto, ma certo non quella del pensiero generale.

  7. Broono
    Allora ho frainteso le tue intenzioni. Mi sfugge come si possa, dagli esiti delle querele, dedurre se un giornale è solito “usare la strumentalizzazione (anche di un fatto vero) come sistema di discussione”, ma non ha importanza.

    Piuttosto, che in una discussione come la nostra la mia frase
    “alla condanna – civile, perché solo in questa direzione vanno le querele”
    debba essere intesa come
    “la stragrande maggioranza dei diffamati chiede solo soldi ai giornali”
    lo capirebbe chiunque. Tu non l’hai capito, ed io te l’ho spiegato. Se ora però mi dici che in questo modo ho fatto marcia indietro (e però non fai storie sul fatto che “chiedono SOLO soldi”: si vede che non ti risulta che spesso chiedono contestualmente delle rettifiche o la pubblicazione della sentenza…), allora mi arrendo.

  8. @Lorenzo:

    Mannooooo… (marò ma quant’è difficile non far scattare la suscettibilità appena contesti qualcosa???)

    Dove ho scritto che hai fatto marcia indietro?
    Ma chi ne ha fatta una questione personale!

    Dato che in questa sequenza di commenti, tra le varie scaramucce sono anche state date da diverse persone delle indicazioni tecniche extra dibattito molto utili sull’argomento querela (che mai come oggi che esiste internet potrebbe toccare chiunque di noi) mi sono permesso di correggere quella tua affermazione che, per quanto comprensibile da 9 su 10, non lo era per quel 10mo che alle informazioni tecniche di cui sopra ne avrebbe aggiunta una non vera.
    “scemo”, tanto per capirci visto che è partito tutto da qui, è da penale.
    Secondo me vale la pena saperlo correttamente, visto che tutto ‘sto casino di dibattiti sul buono sul brutto e sul cattivo ha fatto sì che si perdesse l’unica notizia importante e cioè che burla o meno tu “scemo” a qualcuno non glie lo puoi dire perché, appunto, è da penale.

    Per questo, rileggi, ho specificato
    “SE significa ciò che si legge letteralmente”.
    Quando l’hai spiegata in maniera diversa ho semplicemente detto che così non è più un’informazione (tecnica) falsa, perché le querele non vanno SOLO nel civile come LETTERALMENTE era scritto nella prima versione.

    Ma chi sta dicendo che hai fatto passi indietro, mica è una gara.
    Mi hai solo spiegato che, appunto, voleva dire una cosa diversa da quella che letteralmente aveva detto quando avevi scelto di usare “solo” al posto di “soprattutto” e io ho SOLO risposto “Ok, così funziona.

    Mamma mia che difficili che siete a volte.

  9. Ma Facci, che tenerezza che ti diverti con cosi poco. Ti facevo molto più sofisticated.
    Cmq dai, gli antiFacci sono molto, ma molto moderati, dovresti ammetterlo. Per lo più tentano di convincerti con le buone, di tirare fuori la parte buona del segmento di mente che in te è dedito (e loro lo sanno) al buon senso.

    Per il prossimo scherzo conta su di me: coglione, pirla, ignorante, kaffone, ti chiamo quello che vuoi tu.

  10. Ma Facci, che tenerezza che ti diverti con cosi poco. Ti facevo molto più sofisticated.
    Cmq dai, gli antiFacci sono molto, ma molto moderati, dovresti ammetterlo. Per lo più tentano di convincerti con le buone, di tirare fuori la parte buona del segmento di mente che in te è dedito (e loro lo sanno) al buon senso.

    Per il prossimo scherzo conta su di me: coglione, pirla, ignorante, kaffone, ti chiamo quello che vuoi tu.

  11. “Mancava solo un pesonaggio: quello che spazza il palcoscenico a rappresentazione conclusa”.
    Eccoti accontentato,Palagniak.
    E speriamo che chiuda la porta.

  12. Cosa è civile e cosa è penale lo decide la persona che si sente offesa (così il codice penale, che subordina la punibilità del reato alla querela della persona offesa). E, in materia di diffamazione a mezzo stampa, le persone che si sentono offese DI REGOLA perdonano vedendo il loro portafoglio gonfiarsi, non vedendo il diffamatore dietro le sbarre.

    [“se è letterale allora è falsa” (quando è evidente che non è letterale)
    spiego che non è letterale: “allora è un’altra cosa (cioè: hai cambiato versione = hai fatto marcia indietro)!
    No, non è un’altra cosa, perché, non avendo mai detto che era letterale, ma avendo spiegato invece che non lo era, è rimasta la stessa]

  13. “Cosa è civile e cosa è penale lo decide la persona che si sente offesa”

    Appunto.
    Quindi:
    “civile, perché solo in questa direzione vanno le querele”
    è un’affermazione che se letta per come è scritta è falsa visto che tu non puoi sapere se domani tutti decideranno di farle andare nel penale mentre tutti, volendo, possono farlo.
    Puoi metterla giù come ti pare, ma è così.

    “DI REGOLA perdonano vedendo il loro portafoglio gonfiarsi, non vedendo il diffamatore dietro le sbarre”

    (quel “DI REGOLA” maiuscolo te lo faccio passare, ché già il “solo” mi pare difficile da accantonare)

    La possibilità (frequenza) (spesso) (quasi sempre) (ma non regola) di preferire il portafoglio gonfio a una condanna penale non rende quella possibilità impossibile da essere accantonata a favore della condanna penale.
    Considerato che anche nel penale, quando è di querela che si tratta, difficilmente (non è una regola, eh, ma diciamo difficilmente) troverai un giudice che condanna il querelato a più della condizionale, si può dire che almeno la prima volta che ti si querela nel penale tu in galera è molto difficile che ci andrai anche se venissi condannato.
    Allora io posso scegliere il penale (anche per quel fatto là che uno non esclude l’altro e che quindi il portafoglio in caso di condanna mi si gonfia in ogni caso) magari perché è la decima volta che ti querelo e ora mi hai rotto le palle ma dato che hai dietro qualcuno che paga i danni per te e che quindi la sola condanna al risarcimento non ti è sufficiente per piantarla, io ci aggiungo anche il penale, così anche se verrai condannato in galera non ci andrai, ma da domani in poi, avendo esaurito il tuo bonus condizionale, anche se pieno di soldi tu ci penserai dieci volte prima di diffamare me o chiunque altro potrebbe querelarti nel penale per la seconda volta.
    Tu non hai fatto la galera.
    Il mio portafoglio si è gonfiato.
    In più ho fatto in modo che anche da straricco tu la pianti.

    E’ possibile che questo caso si verifichi?
    Il codice, intendo, ti da la possibilità di leggerlo come reale?
    Si.
    Quindi dipendendo tutto dalla volontà del querelante non puoi dire “vanno solo nel civile”

    Sul letterale insisti.
    E insistiamo.

    Dal De Mauro:

    “só|lo
    agg., s.m., avv., cong.
    FO
    […]
    5 agg., preposto al sostantivo, preceduto dall’articolo o dall’agg.dimostr. o dall’agg.num., unico, singolo”

    Unico, singolo.
    (lo ripeto io si fosse perso)
    Significa che esclude alternative.
    “perché solo in questa direzione vanno le querele”
    Letteralmente, SOLO, vuol dire che puoi fare SOLO quello.
    Non hai scritto “in genere” non hai aggiunto “quasi sempre”, hai lasciato SOLO “VANNO”.
    Vanno è un’affermazione.
    Preceduta da “SOLO” diventa una regola.

    L’hai spiegato dopo la mia prima precisazione, che fosse da leggere non in senso letterale, come infatti avevo anche immaginato e scritto.
    Da lì in poi, ti stai impuntando e non capisco il perché.

    Io, te lo preciso, mi sto solo divertendo in questo ping pong e spero tu lo stesso, perché se pensassi che è una questione personale o di pura voglia di aver ragione ti dico che non è così.
    E’ divertente, semplicemente, giocare a ribattersi con la lingua italiana.
    Che è quella.

    No, per dire che se prosegui io ti seguo perché in italiano quello che hai detto è, letteralmente, falso.

    let|te|ral|mén|te
    avv.
    CO
    1 alla lettera, in senso letterale: interpretare l. un testo

    (in simpatia, eh)

  14. Ora capisco perché i tuoi commenti sono interminabili, e capisco anche perché a un certo punto non ti leggono più nemmeno quelli che discutono con te.

  15. Lorenzo, parla per te. Io mi sono divertita a seguire come Broono rintuzzava le obiezione che gli sono state fatte giusto per fare.

  16. Lorenzo, non è che a un certo punto non mi leggono nemmeno quelli che discutono con me.
    A un certo punto smettono di leggermi PROPRIO quelli che discutono con me.

    I motivi latenti ognuno li saprà per sé stesso.
    Quelli palesi sono nel 90% dei casi “la lunghezza” e nel restante 10% la mia “scassaminchieria” e anche in questo caso abbiamo vinto il peluches di almeno una delle due percentuali se non di entrambe.

    Di contenuti non se ne parla.
    Dopo tre scambi oplà, mi si contesta la forma.
    Quelli che sono riusciti a zittirmi sui contenuti sono al momento più o meno tutti miei amici (virtuali) perché sono il primo che sa quando è il caso di togliersi il cappello.
    Quelli che hanno preso la via della forma per me possono parlare con chi pare a loro, non ne morirò.

    Di gente che ha come prima regola “Mai più di tre righe” perché “il bravo blogger for dummies” dice che così la gente ti ascolta, il web è pieno.
    Né io né te rimarremo soli.

    Ciao.

  17. “Mi si contesta la forma” detto da uno per il quale non è possibile che uno dica o scriva “sono morto” perché se lo scrive allora è vivo è il massimo!

  18. guarda che io non ho criticato i contenuti, ma neanche la forma: ho detto più volte che quei 2 concetti 2 che vuoi esprimere si perdono in una marea di ciance, parole inutili, fai perdere tempo alla gente, fai perdere tempo a me, e questo è intollerabile da parte mia.

  19. Broono, quando hai finito tira lo sciacquone.
    Ma tu un blog dove puoi estendere a dismisura il tuo superego non ce l’hai? fattelo, è gratis.
    (Da chi rivendica l’attivazione del tasto ignore-broono-mode-on)

  20. Quando a scuola hanno spiegato il concetto ” se non vi interessa non leggete ” voi dove eravate? Appena vedete che un post è lungo smettete di leggere, non mi sembra difficile.Tanto, dite già che Broono non lo leggete.
    Nemmeno un salvataggio in corner, questo è un buttare la palla sugli spalti.

  21. Ma va? Ma tu guarda. Dopo qualche decine di commenti in cui lo scrivete uno quasi quasi fa fatica a crederci.

  22. voglio litigare a vanvera anch’io perciò sfodero la mia loquela da critico cinematografico e dichiaro solennemente:La prima volta che lo vidi ne avevo avuto il sentore.Dopo ieri sera sono quasi certo.Arancia meccanica è un film decisamente sopravvalutato.A parte le musiche e l’interpretazione di mcdowell(col quale spesso tanti capelli fa venivo confuso).In particolare trovo che faccia una sociologia d’accatto(ve lo do io Bertarelli)

  23. lo ho da un anno e non lo voglio vedere perchè sono certo della delusione, quindi sono preventivamente d’accordo e niente litigio; se vuoi provo con un calcio negli stinchi, una volta funzionava..

  24. “un calcio negli stinchi” mi pare perfetto.Aspetta che però prima spengo la luce.ah,un’altra cosa:Benigni leggendo Dante fa cagare(mi piace quando fa il tagliente colto.Purtroppo quasi mai)

    p.s. Esageriamo:Virginia scrive cose interessanti ma scherza troppo poco(perchè?)

  25. Condivido il giudizio “cagata pazzesca” su Arancia Meccanica. Tra l’altro McDowell/Alex sembra un pò Alberto Stasi.

    Clic (Spengo la luce).

  26. facci sei ridicolo, impara da grillo, fatti un giro sul blog e guarda cosa scrive la gente davvero… noi saremmo violenti???? tu vai in tivu, perchè parli da solo e sputi la tua arroganza e la tua violenza contro una telecamera muta… per fortuna te, quelli come te, i giornalisti schiavi del potere e la tv sono finiti, è solo questione di tempo… POTERE ALLA RETE

  27. E Facci scrive anche sulla “rete” infatti, ma voi Grilletti parlate per frasi fatte anche quando siete a tavola o è un modo di atteggiarvi? Sono curioso…

    Ps. Paolo Ribeni, hai dimenticato tra i giornalisti asserviti e i padroni asservienti, la congiura giudaico marxista… POTERE ALLA RAZZA ARIANA!!! lol

  28. Solidarietà a FF.
    Apprezzabile l’impegno di far capire a Di P1etr0 che Gr1llo e i suoi seguaci non sono la «Rete», che la «Rete» non è altro da noi, che in sostanza non esiste.
    Fa impressione ascoltare Vespa, De Mich3l1s e D1 P1etro pronunciare la parola «blog» e dissertare di nuovi mezzi di comunicazione, gente che, per pigrizia o anagrafe, non ha mai acceso un computer in vita sua.

  29. Filippo, meno male che ci sei tu qui a mettere un po’ di sale nella minestra.
    Leggo poco più sopra un tuo commento:

    “L’ultima sottigliezza del post sibillino è che fu Grillo a querelare un ragazzo solo perchè aveva clonato un suo dvd peraltro prodotto non a scopo di lucro.
    Questo era ed è appunto un post su Grillo…”

    Puoi pubblicare il link al post di cui parli, please?

  30. Ho assistito ad una masturbazione collettiva,durata parecchi giorni.Ognuno in ciò a raggiunto il suo obbiettivo.avete buttato il vostro tempo nel cesso!menomale che ho di meglio da fare.Nel mio piccolo anche io ho perso i miei 10 minuti nel leggere le varie elucubrazioni,insulti,offese,burle da 4 soldi,con la complicità di un ragazzo di 17 anni.Forse il più maturo e meno egocentrico di voi.Ha raggiunto il suo risultato.Avrei voluto vedere ieri ff parlare di come impiega il suo tempo,di come lo stipendio che prende viene buttato nel cesso,avrei voluto che incominciasse a parlare di come impiega il suo tempo,dei suoi spiritosissimi post su questo multiblog,di come trova il tempo per fare tutte queste inchieste,scrivere interessanti articoli,o forse qualcunaltro lo fa per lui,invece ho visto la solita bella figura!In tutti i sensi!Bella figura estetica,di certo,ma anche culturale.Se ci fossero stati personaggi diversi!Se in quello studio ci fossero state delle persone normali ff avrebbe avuto filo da torcere!Stringo simbolicamente la mano a ff,ma..no! non ho il vizio di mettere le mani nella nutella!….. ieri è stato come sparare sulla Croce Rossa.

  31. Il presente post mi conferma l’idea che mi ero fatto del tuo patetico intervento a Porta a Porta: fai pena.

    Se la classe politica è ridotta in questo modo possiamo ringraziare anche i giornalisti schierati e allineati come soldatini, quali siete te, il tuo direttore e compagnia bella.

    Dubito che se i giornalisti in questi ultimi anni fossero stati tutti dello spessore di travaglio, stella, gabanelli, luttazzi, ecc… la politica avrebbe potuto ridursi in questo stato.

    Concludo notando come a Porta a POrta tu abbia energicamente affermato “Io conosco la rete” !! …e poi trovo “Ho reimparato a postare”! Porca miseria ! Complimenti, sei davvero un mago informatico e massimo esperto della rete!

    che tristezza !!

  32. Umberto, il Tg di Luttazzi era uno sketch su Mai dire… Lunedì, non so dove hai visto Luttazzi giornalista.

    Comunque, solo critiche di cartone… La cui sostanza è sempre la stessa: Facci fai pena, Facci sei asservito, Facci fai pena, Tutti voi che lo assecondate fate pena… Alquanto noiosi

  33. Ringrazio il Dott. Facci per i simpatici epiteti rivolti al popolo della rete presso lo studio di “Porta a Porta”.
    Ovviamente, ricambio sinceramente ed affettuosamente di cuore.
    Cordiali saluti

  34. ho resistito solo venti minuti.”Porta a porta” è un programma col rantolo della morte.Preferisco vedere senza decoder una partita di biliardo criptata o un porno-horror argentino.Fatte queste amene premesse devo dire che a Facci converrebbe sbarazzarsi in fretta del fantasma di Di Pietro,nonostante abbia le carte in regola per dichiararsi il più grande esperto del fenomeno.Il leader dell’Italia dei valori sbaglia i congiuntivi ma ha un carisma difficile da smontare,ed è un muro di gomma.Meglio dedicarsi ad altro



  35. finalmente facci sbarca su youtube.
    non l’avevo mai visto dal vivo, non è così male dai, a parte il solito vizio di dire sempre le stesse cose con le stesse parole che usa pure nello scritto; questo è un limite non da poco, è sintomo di poca padronanza dei contenuti.

  36. 1)La rete rappresenta il peggio di questo paese(Facci dixit).
    2)La rete è piena di donzelle pronte ad immolarsi per Filippo Facci (basta leggere i commenti ai suoi post sul blog di Grazia ).
    ERGO
    Le donzelle che sbavano per Facci, in rete, sono il peggio di questo paese?

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