Andate e Californicatevi

CalifornicationTratto dall’ultima puntata andata in onda negli USA di Californication, la serie tv (prodotta da Showtime, quelli che ci hanno già dato Weeds; mica suorine) che ha spostato di parecchio più in là quel che si può dire, fare o raccontare dietro ad uno schermo.
Così, nel caso vogliate farvi un’idea se fino ad ora ve la siete persa. Per la cronaca: credo che sia l’unico dialogo nei 30 minuti della puntata in cui l’argomento principe non sia il sesso.

Fosse stato un giornalista, l’avremmo impalato su un trackback. Invece è la serie più divertente e originale del momento malgrado – non c’è più nemmeno da specificarlo – in Italia non la vedremo mai.

  • HENRY (deejay): Sono qui con Hank Moody, famoso autore di romanzi underground come “A sud del Paradiso”, “Stagione negli abissi”, e il più famoso, “Dio ci odia tutti”. Come stai, Hank?
  • HANK: Sono un po’ a terra, ma è bello essere qui, grazie, Henry.
  • HENRY: Alcuni hanno paragonato l’attesa per il tuo nuovo libro a quella, di più di dieci anni, per il nuovo album dei Guns’n’Roses. Quale dei due pensi verrà alla luce prima?
  • HANK: Di sicuro spero di battere i Guns’n’Roses, perché vorrei tanto essere ammesso nel club del libro di Oprah.
  • HENRY: Ma seriamente, il tuo blog per Hell-A Magazine sta facendo parlare molto gli appartenenti alla cultura underground, è grandioso.
  • HANK: Grazie. Ma non è niente più che pisciare dal culo, niente di più… Le cose mi infastidiscono e io invento, le scrivo.
  • HENRY: Qual è la tua ultima ossessione?
  • HANK: Che la gente è sempre più stupida. Insomma, abbiamo tutta questa tecnologia fantastica, i computer ormai sono macchine per le seghe a 3 zeri.
    Internet doveva liberarci, democratizzarci, ma tutto quello che ci ha dato è stata la campagna presidenziale fallita di Howard Dean e l’accesso 24 ore su 24 al porno per pedofili.
    La gente non scrive più, fa i blog.
    Invece di parlare, manda messaggi: niente punteggiatura, niente grammatica. “Cmq” qui, “risp” là.
    Mi sembrano solo un branco di fessi che cerca di pseudo-comunicare con altri fessi usando una protolingua che assomiglia più al linguaggio dei cavernicoli che all’Inglese da manuale.
  • HENRY: Ma tu sei parte del problema. Cioè, sei lì che blogghi coi migliori di loro.
  • HANK: E da qui il disprezzo per me stesso.
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12 Comments

  1. Non voglio discutere la grandezza-novità-originalità, etc…della serie, anche per il semplice motivo che non l’ho ancora vista. Ma quale sarebbe la straordinarietà di questo pezzo? Il fatto che parli in quel modo di Internet e dei blog? Wow. Incredibile. Qui non l’hai fatto mai nessuno. Se si escludono qualche centinaio di discussioni on line. Qualcuna anche su questo sito.

  2. Tra l’altro un Duchovny in piena forma, che nei primi dieci minuti t’ha fatto già scordare nove anni di Mulder.

    PS. Showtime è pure produttrice dell’altro, grandissimo, Dexter.

  3. Leggendo il pezzo riportato ho pensato, beh, ma perché in Italia non la vedremo mai? Non c’è nulla che non si possa far passare in Tv, magari dopo uno splendido adattamento, tipo quelli che si fanno di solito…

    Poi ho visto la prima puntata, diciamo i primi 2 minuti e 40 secondi della prima puntata e, sì, ho capito, in Italia non potrà mai andare in onda…

    Il pezzo riportato, si è significativo perché parla di blog, ma non è affatto rappresentativo del telefilm.

    P.s: non credo che la traduzione di “pissing out of my ass” con “pisciare dal culo” sia la migliore traduzione… Personalmente avrei tradotto con un “niente più che diarrea”

  4. Mi sembra veramente un dialogo di merda, se posso permettermi. Retorica a go-go, stereotipi come se piovesse, il tipico terrore per il futuro che attanaglia i Wasp già ricchissimi e sistemati e, in generale, 40 righe di testo che non passerebbero l’esame del peggiore corso di sceneggiatura applicata. (non discuto che la serie sia straordinaria, invero, ma il dialogo qui riportato costituisce una pessima pubblicità)
    [Ste]

  5. “Californication” è “Sex and the City” per gli uomini, con una città diversa. Duchovny è un genio: nella sua faccia non c’è nulla di Mulder. Nulla. E’ impressionante. Tuttavia la serie, hmh. Sì, sì, buona, divertente, ma c’è di meglio. “Weeds”, per esempio, continua ad essere eccellente.

    Per quanto riguarda il dialogo in questione, Moody viene pagato per bloggare da una testata che è di proprietà del nuovo compagno della sua ex compagna, della quale lui è ancora innamorato. E ha un blocco dello scrittore paralizzante. Da cui l’odio: per il blog, per se stesso, per la scrittura, perfino.

  6. Veramente già quando l’agente gli riferisce per la prima volta la proposta di HelL.A., ben prima di scoprire che la rivista è di proprietà del suo coscopato, Hank risponde una roba tipo “devo aver sentito male, giurerei tu abbia appena detto blog.” E dice blog [meglio: blaaahg] col tono con cui D’Alema dice “Corriere della Sera.” [Peraltro anche il tono dell’agente nel riferire che “they want you to blaaagh for them” non era proprio quello di chi ti fa firmare con Random House.]

  7. immagino che non sia un caso che i titoli dei libri siano anche titoli di album degli slayer.
    la citazione in sé è comunque apprezzabile.

  8. uh, neri, mi hai anticipato!
    il mese scorso ero a ny ed era tappezzata dalla pubblicità di questo serial (come l’anno scorso per heroes), e volevo guardare almeno le prime puntate.
    beh insomma da come ne parli non dovrebbe esser male…

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