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Archivio per luglio, 2007

Convertito

lug 23 2007 Inviato da nella categoria Personale

Le New Balance invece no, quelle non le ho.

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Inshallam

lug 22 2007 Inviato da nella categoria Opinioni

Magdi AllamL’antefatto lo faccio breve, perché se ne è letto un po’ dappertutto, e non voglio tediarvi ulteriormente. Le semplificazioni e le banalizzazioni nel racconto sono tutte mie, perché ragazzi miei, va bene tutto, ma uno non può leggersi papiri chilometrici soltanto per capire la ragione per cui due si sono mandati reciprocamente a quel paese. C’è un modo chiaro e conciso anche per mandarsi affanculo, e che diamine.

Non so francamente nemmeno quale delle centinaia di post linkare a beneficio di chi volesse approfondire la faccenda. Direi che questo potrebbe andar bene.

Insomma, qualche tempo fa Lia di Haramlik, dopo varie vicissitudini personali e un numero indefinito di traslochi, lancia sul proprio blog una sorta di campagna per “un buon divorzio mussulmano”. Si era sposata islamicamente con un tizio, ed era evidentemente andata male.
Lia – che poi è una che l’Islam l’ha visto da vicino e, secondo molti, trattato con parecchia condiscendenza – intraprende sul proprio blog una battaglia affinché il suo ex marito e tutti gli ex mariti islamici rispettino i dettami che regolano una cosa che in parecchi nemmeno sospettavano di esistere, ovvero il “divorzio islamico”. Già: un matrimonio islamico può essere ufficialmente sciolto. Il problema è che, a livello pratico, per il marito è semplice come fare “bim bum bam” (e pure di più: è sufficiente ripetere per tre volte «Ti ripudio», e vale anche scriverlo per sms), per la moglie fare valere le proprie ragioni ed essere assistita come Allah comanda.

Lia parla di sé per parlare a tutti: racconta la propria esperienza omettendo gran parte dei dettagli e, soprattutto, il nome dell’ex-marito. Ora non statemi a chiedere perché è pieno di gente che cerca razionalità nella regole delle religioni; sta di fatto che la campagna riscontra un certo successo e Lia riceve l’appoggio di parecchie persone. Con alcune di queste, tra cui Dacia Valent (non ricordo i nomi degli altri, ma stiamo già scendendo ad un livello di dettaglio che la faccenda non merita), intraprende una corrispondenza fissa che parte con le e-mail e finisce con le telefonate in conferenza a quattro.

Tra Dacia Valent (che peraltro è stata eurodeputata per il PCI, nel 1989, prima di passare a Rifondazione Comunista) e Lia si instaura un rapporto che è fatto anche di confidenze, di accenni, di cose dette così, come chiunque di noi le direbbe ad un amico. E’ così che la Valent viene a sapere che l’ex marito di Lia è un importante esponente – il capo – di un’organizzazione islamica italiana. Notizione: una delle maggiori personalità dell’Islam italiano ripudia la moglie e non rispetta i dettami della propria religione in merito.

Sta di fatto che, un giorno, Lia apre il Corriere della Sera e trova una sua mail privata, inviata alle persone che abbiamo citato poco fa, pubblicata in prima pagina. Era successo che una talpa tra i confidenti di Lia avesse, senza alcuna autorizzazione, girato parte della sua corrispondenza personale, da cui si evinceva il nome e il ruolo dell’ex-marito, all’editorialista nonché vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam. Lia, da sempre, sospetta che la talpa sia stata proprio la Valent.

Allam – che con l’Islam va giù pesante come Rocco Siffredi in un collegio di vergini – riceve il malloppo e decide di tenere in dovuta considerazione il rispetto per la privacy di Lia. Il che, tradotto per noi infedeli della prima ora e non della seconda, significa che se ne sbatte le palle e pubblica tutto.
Il Garante della Privacy, interpellato, dà sostanzialmente ragione a Lia, ma sforna otto pagine di un documento che, al confronto, Ponzio Pilato pare un decisionista, per esporre sentenza che si traduce in – udite udite – cinquecento euro di multa per il Corriere della Sera.
A quel che mi consta fino ad oggi nessuno ha fatto sperimentare a Magdi Allam il giro della redazione a calci nel culo per spiegare, in modo che sia comprensibile persino a lui, che queste cose – specialmente se sei vicedirettore di un quotidiano come il Corriere – non si fanno.

Fino a qui la storia, come tutti la conoscono. E ve l’ho fatta persino breve, al punto che mi preme chiarire che non ho nessuna voglia / interesse / intenzione a intervenire nella discussione, a concedere ulteriore spazio a questa vicenda fatta delle tipiche piccinerie di chi non sa farsi i cazzi suoi, nonché a rettificare o correggere qualsiasi informazione che qui sia stata comunicata in modo eccessivamente schematico.

Di nuovo c’è che questa sera Dacia Valent – per dimostrare chissà cosa a chissà chi (immagino che la tesi fosse: vedete? eravamo amiche, avevo persino la sua password) ha utilizzato l’account da autrice di Lia per scrivere un post su Macchianera.
La cosa in sé dovrebbe dirla lunga a proposito della correttezza del personaggio ed illuminarci su quanto darle credito a proposito delle vicende passate, anche se non è a questo che voglio arrivare.

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Kelablu questa settimana:

lug 22 2007 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

Kelablu

  • Cose buone dal mondo | Proibita Starbucks nella Città Proibita (grazie a un blog).
  • L'Italia? Il paese delle donne nude | "Le figlie a spogliarsi in tv, le mamme in cucina a fare i ravioli", sentenzia il Financial Times.
  • Non voglio più il mio foie gras | Non fino a quando devo vedere tutto questo. (Filippo Facci, ti affido la mia supplica).
  • Mangiare a colori | Il colorante E128, impiegato negli alimenti di colore rosso, può essere cancerogeno.
  • Southern Ospitality non così ospitale durante l'apertura | Falsa partenza per il chiacchieratissimo ristorante newyorkese di Justin Timberlake
  • Acqua minerale, i freddi numeri dell'oro azzurro | Ho bevuto plastica e marketing ma non mi hanno dissetato. Che dite, sarà il caldo?
  • Cosa scelgono i trend setter del Gusto? Scoprilo con la K-List | Tutto su Francesca Romana Barberini (uh!… oh, ecco, non il numero di telefono)

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Hanno ammazzato Harry, Harry è vivo

lug 22 2007 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Ieri TGCom si è lanciato in uno spoiler come pochi se ne sono visti. Oggi ha cancellato la pagina (che resta però disponibile sulla cache di Google) e fa lo gnorri.

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marco pannella è ancora in sè?

lug 21 2007 Inviato da nella categoria Opinioni

Prendo spunto da questo post di Michele (soprattutto leggi il post, prima), precisamente dai commenti, per segnalare due interventi di Roberta. Molto lucidi e condivisibili (provocatori):

Io invece scommetto che tutti gli artisti hanno partecipato ben volentieri alla compilation. Dirò di più: se Marco Pannella fosse ancora in sé candiderebbe Fabrizio Corona al posto che fu di (roberta ha scritto “si”) Cicciolina, Toni Negri ed Enzo Tortora.
Caro Onanrecords, non è che Toni Negri quando fu eletto nelle liste radicali fosse esattamente un radicale. A ogni modo le vicende di Fabrizio Corona e di altri come lui che hanno raggiunto l’apice del successo presso il pubblico con la custodia cautelare rappresentano in maniera esemplare lo stato della giustizia italiana e la credibilità che hanno i magistrati presso i cittadini allo stesso modo in cui lo rappresentava nel 1984 la vicenda di Enzo Tortora quando questi fu eletto a dispetto della condanna per camorra. (Roberta ad un commentatore che non ha colto. Le virgole sono sue).

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Teppismo mediatico

lug 21 2007 Inviato da nella categoria Opinioni

Sapevo che sarebbe stato difficile rimanere all’oscuro del finale della saga di Harry Potter fino al termine della lettura. Ma non sapevo quanto. Pensavo che sarebbe stato sufficiente acquistare il libro appena uscito in inglese, leggerlo in fretta, e nel frattempo evitare siti fantasy, mailing-list letterarie e affini, in cui qualche sconsiderato poteva farsi sfuggire qualche cosa per sbaglio. Ma mi illudevo. Oggi alle due di notte ho aperto il sito di La Repubblica Online, e il finale campeggiava a caratteri cubitali come primo titolo della colonna di destra, con un rilievo tale che è impossiible non leggerlo alla prima occhiata.
Una volta, qualcuno che si fosse piazzato all’ingresso di un cinema gridando a squarciagola l’identità dell’assassino sarebbe stato definito teppista. Questi, come li possiamo definire?
Non credo di sbagliare se dico che la stragrande maggioranza delle persone appartiene a due categorie. Quelli a cui non frega assolutamente niente di Harry Potter, e tantomeno del fatto che viva o muoia. E quelli che hanno seguito la saga per anni fino a questo punto, e che amerebbero potersi godere il libro apprezzandone ogni sorpresa. Coloro che hanno bisogno di sapere il finale a pochi minuti dall’uscita sono una minoranza di decerebrati. Cui La Repubblica ha pensato bene di rivolgersi, a scapito di tutti gli altri. Un perfetto esempio di come funziona l’informazione oggi.

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links for 2007-07-19

lug 20 2007 Inviato da nella categoria Bookmarks

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links for 2007-07-18

lug 19 2007 Inviato da nella categoria Senza categoria

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Apple iPhone vs. HTC Touch

lug 18 2007 Inviato da nella categoria Tech

Apple iPhoneHTC TouchUn’accurata recensione estetica e hardware e un video da 25 minuti per valutare il software. L’iPhone vince la prima, mentre l’HTC Touch – a sorpresa, ma poi neanche così tanto: sono quelli hanno costruito tutti gli Imate, i Qtek, i Treo – si aggiudica a mani basse la seconda.
Dopo il salto di pagina, il video dello scandalo.

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Diecina della settimana /1 – Silvia

lug 18 2007 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

La Diecina vincitrice del concorso di TEN Magazine di questa settimana ha più di un suo perché.
Diciamo che ha un numero di perché pari.
E si merita lo spazio per i suoi wallpaper.
Qui, invece, trovate la sua pagina completa.


Diecine: Silvia /1 Clicca sulle immagini per aprire i wallpaper.
Per salvarli, dopo avere cliccato, tieni premuto il tasto destro del mouse
e scegli “Salva immagine con nome…” quando appare l’immagine.
(Formato .jpg – 1600 x 1200)
Diecine: Silvia /2


Dopo il salto della pagina, il video del backstage del servizio fotografico di Silvia.

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links for 2007-07-17

lug 18 2007 Inviato da nella categoria Bookmarks

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Il suo nome era Cerutti Gino ma lo chiamavan Draghi

lug 17 2007 Inviato da nella categoria Strips


Clicca sulla vignetta per ingrandirla

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Post bucolico

lug 17 2007 Inviato da nella categoria Segnalazioni


Clicca qui per vedere l’album delle
foto nelle dimensioni originali

Di ritorno da Gressoney Saint Jean, il luogo scelto da Condor per Kinder, la sua colonia estiva, a uno tipo me, che ha un blog, non viene altro da fare che raccogliere qualche pensiero che nel corso di cinque giorni si è conservato tra i neuroni in forma di post.

Ad esempio che a un’ora e mezza Milano, il capoluogo dell’aria condizionata (facciamo due, toh, metti che sbagli strada perché qualcuno ha deciso di anticipare di un chilometro l’uscita dell’autostrada così come la conoscono i navigatori satellitari), esistono posti in cui la notte, a metà luglio, si toccano i quattro gradi, e dalle sei del pomeriggio in poi si va in giro col maglione di lana.

Che – sempre a un’ora e mezza da Milano – esistono posti in cui un pasto completo di quelli che si ricordano, vini compresi, costa 30 euro a persona in un locale caratteristico e un massimo di 50 se ti va di scegliere il locale più figo della zona.

Che esiste la grappa al miele e, dio, come hai fatto senza fino ad oggi. E poi la polenta concia, con burro e Fontina; la scaloppa di foie gras con contorno di fichi caramellati, cipolle di tropea e croissant; il Mugolio, liquore casalingo fatto con pigne di pino mugo; il lardo d’Arnad con il pane nero e chissà cos’altro che uno non ha fatto in tempo a mangiare.

Che esiste ancora il Genepy: grazie ad uno strappo alla regola dovuto al freddo becco, te lo avevano fatto assaggiare quando eri piccolo. Che il genepì è una pianta. Che è ancora verde (il liquore; la pianta probabilmente pure: non sono ferrato sull’argomento), ma c’è anche una versione per salutisti senza coloranti aggiunti. Che con la storia che tutto costa un sacco di meno, e in particolar modo se sei rimasto affascinato da certi sapori e odori del posto, sei capace di uscire da un negozio di gastronomia tipica con sei sacchetti pieni, manco fossi stato all’Esselunga. Che può capitare che un animale che sta pascolando attraversi la strada e te ne devi stare fermo un po’ prima che si decida. Ma alla fine chissenefrega: in fondo vieni da un posto in cui la gente ha delegato a tre lucette la facoltà di muoversi o stare ferma. Che non esiste casa che non sia fatta anche solo in parte in legno, e non abbia gerani alle finestre. Che i gerani alle finestre mettono allegria, al contrario di quelli di Milano, che muovono alla pietà e hai l’impressione che ti guardino implorandoti di finirli. Che le stelle alpine non sono poi così rare come ti ricordavi. Oppure hai solo avuto culo.

Che hai trascorso gran parte delle vacanze dell’infanzia in Valle d’Aosta, e tu sei cambiato un sacco, mentre la Valle d’Aosta no.

Che vaffanculo Second Life: a 160 chilometri da qui ci sono la neve sui monti, l’aria buona, e gente ospitale e felice di vivere solo una normale prima vita, senza teletrasporto.

Che uno non può lasciare andare in giro un blogger cittadino senza che torni e sforni un post bucolico tipo questo, in cui le caprette fanno ancora ciao.


Sì, poi c’è stato Kinder, con il concerto di Cesare Picco; i pranzi al sacco; gli incontri in piazza e sull’erba; l’annuncio che Matteo Bordone affiancherà Luca Sofri nella conduzione di Condor; i disegni in diretta di Laura Carcano; la partita di calciobalilla Bordone e Neri contro i fisici; la clamorosa disfatta – sempre a biliardino – della famiglia Mantellini contro la coppia Sofri-Bignardi; la serata danzante modello ultimo giorno di gita alle medie, e moltre altre cose che le foto sanno raccontare meglio di me.


P.S.: Si parla di Kinder e queste stesse cose anche da Viscontessa; su Grazia; sul Manteblog (anche qui); su Wittgenstein; sul Barbablog; su Discanto; su E io che mi pensavo (prima e seconda parte); su Dellaplane; da Vittorio Pasteris (anche qui); da Stark; su Liebniz; da Luca De Biase; su Coseinfila; da Sasaki Fujika; su Keplero; su Sorelle d’Italia; sul Daveblog.

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caccia al quarto uomo

lug 17 2007 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Voi finora ne conoscete tre: Walter Veltroni, Furio Colombo, Rosy Bindi. Sono i candidati alla guida del Pd.
Io ne ho trovato un quarto: Jacopo Gavazzoli Schettini.

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Ma io Fede lo guardo perchè mi fa ridere

lug 16 2007 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

distefano_europa7.jpg I Grandi classici trovano più spazio nelle lunghe giornate estive. La vicenda di Europa 7, l’editore Di Stefano e Rete 4. Nella casa in penombra, con qualcosa di ghiacciato nel bicchiere, è meglio di Rex Stout.

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