Raduno amarcord

Ho ritrovato per caso un vecchio cellulare, ormai abbandonato, su cui avevo memorizzati i numeri della blogosfera. Di quella blogosfera di cui un tempo facevo parte, che un tempo rappresentata la mia vita sociale.
Mi sono sorpresa leggendo nomi e vecchi sms che neanche ricordavo (ormai, d’altronde, non ricordo nemmeno cosa ho fatto ieri…), e la prima, unica cosa che mi è venuta in mente di fare è stata visitare Macchianera, ricordare – come un flash nebbioso – che anche io ho un account da queste parti, e che d’estate, quando la gente è meno e quindi si dà meno fastidio, un post amarcord e del tutto personale mi sarebbe stato concesso.
E’ così che ora mi trovo a scrivere, a ripensare come fino a tre anni fa era tutto diverso. A pensarci: tre anni fa io e lui siamo andati perfino a trovare Gianluca nella sua amata pineta.

Per non dire di tutte le feste, i raduni, a cui si partecipava, tutti insieme, tutti amici. Ho smesso definitivamente un anno fa. Qualche giorno prima dell’incidente che mi ha cambiato la vita.
Mi ritrovo adesso ad avere problemi di memoria mentre cerco di associare i nick ai volti, e a chiedermi dove siano finiti tutti.
Io, mettiamola così, ho messo su famiglia, ma un raduno amarcord lo farei volentieri.

E voi?

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8 Comments

  1. ma che fine avevi fatto ? ti leggevo in passato, ma poi sei scomparsa leggo solo ora del tuo incidente , avevi anche un blog su wordpress.com e poi nulla anche su quello…
    I raduni ora si chiamano BarCamp… :-)

  2. Ciao Mani’, io sono sempre qua.
    L’ultima volta che ci siamo viste era pochissimo tempo prima dell’incidentone, e poi non ci siamo più sentite. Ho scovato il blog nuovo e sono contenta di sentire che ti sei rimessa in piedi.
    Il radunone amarcord? Mah. Perché no? :D

  3. Se garantisci che il vincolo per la partecipazione è l’appartenenza alla generazione di blog presenti in quel tuo cellulare e che tutte le star nate negli ultimi tre anni vanno a fare vetrina e i soliti autopompini da un’altra parte, io porto molto da bere e un sacco di gioia di rivedere te e quei 4 gatti che eravamo che del fatto che aveste pure delle belle tette se ne accorgevano solo a stima già assegnata e incontro organizzato a prescindere.
    Se poi tra i vincoli ci metti anche l’assenza di proprio blog trasformato in incredibile caso editoriale, con eliminato rischio di vedere zaini pieni di copie dello stesso e foto sul cellulare dello scaffale della libreria, allora in quel tanto bere che porto ci scappa pure dell’ottimo vino per le grandi occasioni.
    Ché certi raduni ormai appaiono fantascienza al solo immaginarli e meritano celebrazione adeguata.
    Non so se ti ricordi di me (scherzo).
    Sono Broono.
    Comprammo del buon basilico una mattina al mercato e ti regalai una romanticissima foto del gasometro visibile dalla mia finestra.
    Ci scambiavamo abbracci e non link e gli unici bar che frequentavamo erano quelli nei quali andavamo a farci una birra.
    Poi ti devo chiedere anche scusa, ma questo è solo un post-it, il resto di persona.
    Se per opportunità lo organizzi a Milano, nell’elenco di quelli felici di ospitarti aggiungi anche il mio nome.
    E se non lo organizzi tienilo presente lo stesso.

  4. capperi, e a me dell’incidente non hai detto nulla. e pensare che per un periodo sei stata addirittura mia figlia… non so se riuscirò a perdonarti.

    il mio numero ce l’hai, e a viterbo, quella torre ‘spietta sempre te.

    bacio, dacia

  5. capperi, e a me dell’incidente non hai detto nulla. e pensare che per un periodo sei stata addirittura mia figlia…

    non so se riuscirò a perdonarti.

    il mio numero ce l’hai, e a viterbo, quella torre ‘spietta sempre te.

    bacio bimba bella, dacia

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