Il corpo del reato

Ten Magazine, il giornale per uomini che hanno qualcosa da dire.”
E quel qualcosa, oltre ogni ombra di dubbio, è “Viva la figa!”
KillBill - La Diecina della settimana
Qui l’album completo di KillBill,
la diecina della settimana

Lo scriveva Giulia Blasi (il suo blog, per i pochi che non lo sapessero, è “Sai tenere un segreto?“) in questo post su Macchianera, in relazione al lancio di un periodico online con cui avevo e ho a che fare.
Ed è da quel giorno (da un po’ più di tempo, a dire la verità, ma non stiamo a sottilizzare) che ho in testa una domanda.
Questa domanda, alla fine può essere riassunta in un semplice, ipotetico pensiero.
E il pensiero è il seguente: che male ci sarebbe, nel caso, nel pensare “Viva la figa”?

Quando risposi a Giulia, scrissi – riciclando biecamente una vecchia barzelletta – che “Abbasso la figa!” è una cosa che può pensare solo un nano, ma io qui intendo proprio in senso filosofico. Mi chiedo: non dovremmo rallegrarci tutti del fatto che esista, la figa? Non era per caso questa l’intenzione delle centinaia di migliaia di persone che la votarono e la mantennero per anni al primo posto del sondaggio di Cuore che chiedeva di indicare “le cinque cose per cui vale la pena vivere”?

Credo che lo spunto (e questo nuovo tsunami di impetuosi commenti post-post-post-femministi) nasca dall’articolo del Financial Times secondo cui nella comunicazione italiana apparirebbero troppe donne nude.
Allora chiedo: che male c’è in una donna nuda?
Dice: che uno si fa le pippe guardandola.
Al che parte spontanea la domanda: e che male fa a noi, alla comunità intera, all’universo tutto, uno che si fa le pippe mentre guarda una donna nuda?
Dice: che si diventa ciechi. E in più si cresce con l’idea che il corpo femminile possa essere mercificato.
Va bene. E che male c’è quando una donna piacente, senziente, maggiorenne, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, di propria spontanea volontà e quindi libera da qualsiasi tipo di coercizione, decide di mostrarsi nuda, sia gratis che dietro pagamento?

Ho la versione dei preti: ci ho fatto tredici anni di scuola assieme. Ora vorrei la vostra, quella di gente che vive nel 2007; progressista; liberale; emancipata; che probabilmente non crede ad un essere superiore che prima ci crea nudi e poi considera peccato il non coprirsi; che quasi sicuramente qualche volta nella vita o più volte in un solo giorno si è masturbata; che non ha atteso il sacro vincolo del matrimonio per sacrificare il proprio o l’altrui imene. Chiedo: che problemi avete con la nudità, con il sesso, con l’innocua esposizione di un corpo innegabilmente bello, armonico, vitale (e, nel caso, anche di uno non bello, non armonico, non vitale?).

Giulia io la conosco da parecchio tempo, ed è quindi con tutta l’amicizia possibile che dico a lei e a quelle che la pensano come lei, che a volte ho l’impressione possano essere tranquillamente annoverate in una tipologia di individui di cui ho letto un’illuminante definizione oggi, per caso, su un blog che nemmeno mi è piaciuto troppo: “i cialtroni in un singolo campo”. Cito testualmente:

Ovvero, quella categoria di persone che sono perfettamente lucide in tutto, tranne che in un unico argomento intoccabile, sul quale non c’è verso di farle ragionare. Su quel singolo tema, sono capaci di partorire le atrocità più crudeli, le ridicolaggini più grottesche, le assurdità più contraddittorie, ed è assolutamente impossibile mettersi a discutere con loro alla pari. Qualunque obiezione viene presa come una dichiarazione di guerra, qualunque critica come una persecuzione, qualunque singola persona che non è d’accordo appare come parte di un gigantesco complotto cosmico contro di loro.

Faccio un esempio: oggi, nei commenti a questo post, si parlava di diritto alla privacy. Qualcuno che non ricordo se n’è uscito con la fesseria che rubare una password e utilizzarla non è poi così esecrabile, se hai qualcosa di importante da dire, che il fine giustifica i mezzi e tutte quelle balle lì. Al che Giulia ha commentato (l’ha fatto utilizzando una metafora, ma a volte l’uso che si fa delle metafore è altamente chiarificatore):

Sei per caso del partito secondo cui quelle che escono in minigonna si meritano lo stupro?

E, davvero, io ho pensato che l’equazione “minigonna = stupro consentito”, ormai, la fanno solo gli stupratori. Ma che evidentemente è un tarlo che rode, qualcosa di atavico che ancora fa male dentro, una reminiscenza di un mondo e di una società che grazie al cielo esistono solo nei nostri ricordi (e forse nemmeno in quelli: diciamo in quelli dei nostri genitori). Possiamo affermarlo tranquillamente, anche tutti in coro, oggi, in un giorno a caso di metà luglio: quelli che pensano che l’abbigliamento di una donna implichi e sottintenda un qualsiasi tipo di assenso all’approccio o alla molestia sessuale sono in primis dei delinquenti e in secondo luogo delle monumentali, emerite, incomparabili, inaudite teste di cazzo.
Non ci voleva tanto. Di quanto stiamo parlando, in fondo? Dello 0.01% della popolazione? C’è ancora tutto questo bisogno di generalizzare (cito nuovamente Giulia, da un suo commento: “Mi meraviglio solo che l’ “evolutissimo” maschio italiano, quello che si offende se gli dici di chiudere la porta della caverna quando esce, ancora ci caschi. No, anzi, per la verità non mi meraviglio per niente”) per fronteggiare ed emarginare una minima percentuale di dementi?


A meno che, certo, Giulia non includa tra questi anche gli esponenti delle categorie di cui abbiamo parlato poco fa: quelli che guardano le donne nude, quelli che si masturbano, quelli che, al limite, fissano lo sguardo su di un seno (di quelli che son lì apposta per essere guardati, intendo, tipo sui tabelloni pubblicitari), dicono “Ammazza che tette!”, e poi se ne vanno via. Fine della storia. Puf! Il pensiero di un momento.

Elisabetta Canalis per TIME’ stato il Financial Times a tirare in ballo proprio su questo tema Elisabetta Canalis, rea di avere esposto una minima parte delle proprie tette sui cartelloni pubblicitari della TIM. Al che non puoi fare a meno di chiederti: ma, benedetti ragazzi, se quest’altra benedetta (nei secoli dei secoli) ragazza non si ritiene imbarazzata per il fatto che quelle pubblicità appariranno in luogo pubblici, con lo il decoltèe a favore degli astanti e, per di più, ha posato per quelle foto ricevendo un lauto compenso, perché dovremmo preoccuparci? Per lei che è vaccinata e patentata? e soprattutto (la volevate stupida, dite la verità) laureata in legge? (¹) Vi rivelo un segreto, che però resti tra noi: non l’abbiamo importata in Italia dalla Bulgaria richiudendola assieme ad altre in un furgone, con la promessa di un lavoro e in cambio del passaporto. Sa quel che vuole fare. Lo fa. E a me tanto basta. A lei ne avanza anche, credo.

Io però credo che nell’approccio del Financial Times e di Giulia il nocciolo della questione sia un altro, e riguardi solo in minima parte la categoria “uomini”.

Giulia parla di un concorso indetto da TEN Magazine attraverso il quale una qualsiasi ragazza voglia candidarsi per farsi votare dagli utenti sulla base della propria bellezza, può farlo. E poi, in caso di vittoria, essere retribuita per posare per un servizio glamour che finirà sulla copertina del giornale:

Che le Diecine siano una porcata è stato detto, e ridetto, e ridetto. Su Macchianera e altrove. Del resto, le Diecine non sono una novità né un’invenzione: finiscono in -ine, hanno le tette di fuori, devono sembrare più idiote possibile per fare sì che chi preferisce la donna senza audio non si senta minacciato nella sua possente mascolinità.

Ed è qui che, finalmente, si dirama la matassa: in realtà non sta affatto riferendosi all’uomo “minacciato nella sua possente mascolinità”; ragazzi che vi fate le pippe davanti al monitor del PC, non ce l’ha con voi!; uscite alla luce, amici che trascorrete le notti su Primafila 24: Giulia non vi si fila nemmeno!

Giulia, in realtà non se ne accorge, ma rivolge il fucile contro alcune delle persone alle sue spalle, quelle che di cui di tanto in tanto si fa portavoce, nota un top un po’ troppo scollato, un vistoso spacco su una gonna, un tacco dodici, un evidente wonderbra, un lucidalabbra che pare un evidenziatore, e pensa: “santoddìo, delle donne come me, e che però diversamente da me che ho fatto questo, questo e quest’altro – sempre basandomi sullo studio, la competenza, la professionalità -, si limitano a fare vedere le tette, a fingersi stupide o mascherare la propria stupidità, e alla fine ottengono molto più di quanto abbia ora io, con tutto il mazzo che mi sono fatta!”.

Il che non significa che abbia torto, ma da qui a dire che c’entrano gli uomini – come categoria, scuola di pensiero, atteggiamento, natura – ci passano in mezzo tutti gli oceani del mondo dopo aver visto il documentario di Al Gore.

Tutto questo casino – insomma – e poi, alla fine, cosa vostra è.


(¹) Mi si fa notare – a post già inviato – che Elisabetta Canalis ha solo terminato la scuola dell’obbligo. Quella laureata (in economia) è Sara Tommasi.


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17 Comments

  1. A quando un bel post per tessere le lodi di Lucignolo? E l’elogio di Berlusconi che stappò la pancia dell’italia con le sue tv softporno? Come sempre, sono strano io invece che peso che abbia causato una socetà di merda, come quella italiana.

    In giacca e cravatta si può essere di classe o squallidi… stessa cosa vale per il nudo, se non capisci la differenza tra le due cose e non le sai classificare, non te le sto a spiegare io…
    Anche gli istinti primordiali si possono sublimare o svendere.

    Comunque una discussione sul nulla, la difesa di una cosa squallida mascherata da campagna morale pro-libertà. Cose già viste insomma.
    Gli inglesi fanno i programmi tv con la gente nuda, o che si masturba nei canali nazionali, però le donne in costume che fanno arredamento non si vedono.
    Immagino che qui si dia ragione alla chiesa o ai politici contro la fecondazione assistita, o i DICO e via di scorrendo, perchè anche loro ci vogliono convincere che siamo noi italiani ad essere più evoluti.

    Il punto è che siamo più trogloditi degli altri paesi occidentali, e trattiamo anche la figa da trogloditi, come questo post finto progressista.
    Si, lo so, lo squallore c’è ovunque, ma è una questione di proporzioni.

  2. A quando un bel post per tessere le lodi di Lucignolo? E l’elogio di Berlusconi che stappò la pancia dell’italia con le sue tv softporno? Come sempre, sono strano io invece che peso che abbia causato una socetà di merda, come quella italiana.

    In giacca e cravatta si può essere di classe o squallidi… stessa cosa vale per il nudo, se non capisci la differenza tra le due cose e non le sai classificare, non te le sto a spiegare io… ma immagino che la differenza tra cirilli e jon stewart la noti.
    Anche gli istinti primordiali si possono sublimare o svendere.

    Comunque una discussione sul nulla, la difesa di una cosa squallida mascherata da campagna morale pro-libertà. Cose già viste insomma.
    Gli inglesi fanno i programmi tv con la gente nuda, o che si masturba nei canali nazionali, però le donne in costume che fanno arredamento non si vedono.
    Immagino che qui si dia ragione alla chiesa o ai politici contro la fecondazione assistita, o i DICO e via di scorrendo, perchè anche loro ci vogliono convincere che siamo noi italiani ad essere più evoluti.

    Il punto è che siamo più trogloditi degli altri paesi occidentali, e trattiamo anche la figa da trogloditi, come questo post finto progressista.
    Si, lo so, lo squallore c’è ovunque, ma è una questione di proporzioni.

  3. A quando un bel post per tessere le lodi di Lucignolo? E l’elogio di Berlusconi che stappò la pancia dell’italia con le sue tv softporno? Come sempre, sono strano io invece che peso che abbia causato una socetà di merda, come quella italiana.

    In giacca e cravatta si può essere di classe o squallidi… stessa cosa vale per il nudo, se non capisci la differenza tra le due cose e non le sai classificare, non te le sto a spiegare io… ma immagino che la differenza tra cirilli e jon stewart la noti.
    Anche gli istinti primordiali si possono sublimare o svendere.

    Comunque una discussione sul nulla, la difesa di una cosa squallida mascherata da campagna morale pro-libertà. Cose già viste insomma.
    Gli inglesi fanno i programmi tv con la gente nuda, o che si masturba nei canali nazionali, però le donne in costume che fanno arredamento non si vedono.
    Immagino che qui si dia ragione alla chiesa o ai politici contro la fecondazione assistita, o i DICO e via di scorrendo, perchè anche loro ci vogliono convincere che siamo noi italiani ad essere più evoluti.

    Il punto è che siamo più trogloditi degli altri paesi occidentali, e trattiamo anche la figa da trogloditi, come questo post finto progressista.
    Si, lo so, lo squallore c’è ovunque, ma è una questione di proporzioni.

  4. Grazie per il suo intervento, di Mariano (anche se temo si autorigeneri all’infinito).
    In America, come in Inghilterra, le stesse ipocrisie di sorta, ma centuplicate. Io ho visto gente scappare inorridita dinanzi ad alcune scene de “Il declino dell’impero americano” e , idem, per “Les invasions barbares”, come mi sono sentita insultata perchè il mio paese è quello in cui “tutti tradite tutti” (bleah sottinteso).
    Le stesse persone, poi, e potrei fare esempi a morire, dopo una partitina a bowling si lanciano in simpatiche conversazioni rosa sulle dimensioni falliche dei loro boys, si aggirano bigotte e incuriosite in locali di un certo tipo e pagano una sorta di strano abbonamento tv dove delle grassone americane si confrontano sul sesso (sempre quello fatto di misure) e su confessioni video ai limiti della pornografia.
    L’unico scrupolo che ho è non sono mai intervenuta a queste discussioni ma ho subito scientemente e per quello stupido rispetto culturale che alle volte è inutile quanto immobilizzante. Volevo solo dire che sulle dimensioni è inutile che le fat girls si interroghino : gli americani – si sa- sò CAZZONI!!! ;)

    Rimedierò, per quanto e quando mi sarà possibile.

  5. Povero Gianluca Neri. Povero (si fa per dire visto il giro di affari che ha mantiene al grido di “Viva la figa!”).
    Non so che raporti possano legare uno che scrive lo sproloquio là più in alto e una persona come questa Giulia, l’unica spiegazione è che siano complici. Boh?
    Nel caso così non fosse la mia piena solidarietà a Giulia anche se, lo confesso, sono uno di quelli che si fa le pippe (mi amo molto), quando esce di casa a volte ha l’impressione di chiudere un caverna e se una donna si è rifatta le tette è perchè, penso, se le voglia far guardare.

    PS x Neri: tu scrivi della Canalis “Per lei che è vaccinata, patentata e soprattutto (la volevate stupida, dite la verità) laureata in legge?” Perchè? Se uno è laureato in legge è di certo intelligente?

    Povero Neri.

  6. Povero Gianluca Neri. Povero (si fa per dire visto il giro di affari che ha mantiene al grido di “Viva la figa!”).
    Non so che raporti possano legare uno che scrive lo sproloquio là più in alto e una persona come questa Giulia, l’unica spiegazione è che siano complici. Boh?
    Nel caso così non fosse la mia piena solidarietà a Giulia anche se, lo confesso, sono uno di quelli che si fa le pippe (mi amo molto), quando esce di casa a volte ha l’impressione di chiudere un caverna e se una donna si è rifatta le tette è perchè, penso, se le voglia far guardare.

    PS x Neri: tu scrivi della Canalis “Per lei che è vaccinata, patentata e soprattutto (la volevate stupida, dite la verità) laureata in legge?” Perchè? Se uno è laureato in legge è di certo intelligente?

    Povero Neri (si fa per dire).

  7. neri che ti sei bevuto?? la canalis non solo NON è laureata in legge (è già tanto se s’è presa la maturità al liceu sardu grazie al papino) ma è piena di cellulite quindi in quei cartelli è falsa come la sua emancipazione. il vostro problema, cioè tuo e della diecina, è che avete un solo modello di bellezza: la tettona magra. quando il nudo sarà vario e artistico potremo riparlarne. saluti ps: la canalis non sarebbe qualificabile intelligente neppure con tre lauree. poi cosa c’entrano le lauree… che la tommasi laureata alla bocconi è più intelligente della lucarelli che ha solo il diploma??per favore…

  8. Tra i primi posti del Giudizio Universale di Cuore c’era anche Enzo Catania detto turbominchia: attendo fiduciosa un magazine a lui dedicato.

  9. Maria Sung, attenta ad esprimere certi desideri, potrebbero avverarsi.
    Io all’epoca di Cuore dicevo che avrei voluto conoscere Enzo Catania detto Turbominchia, e poi me lo sono ritrovato in commissione d’esame!!! :D

  10. “Viva la figa! Che male c’è in una donna nuda? Che male fa a noi, alla comunità intera, all’universo tutto, uno che si fa le pippe mentre guarda una donna nuda? Del resto che male c’è se una donna piacente senziente, maggiorenne nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali decida di mostrarsi nuda sia gratis che a pagamento?”
    Queste cose ognuno dovrebbe insegnarle ai propri figli, in modo che possano avere un’idea realistica e completa di ciò che una Donna davvero è. Bisognerebbe spiegargli, appunto, che non c’è niente di male nelle donne nude sui giornali sui pannelli pubblicitari, anzi non possono che essere una splendida visione in una giornata grigia, qualcosa che magari ci tira un po’ su il morale, che ci fa pensare che il mondo è più bello per via del sesso. Uno spunto per disconnettere il proprio cervello dal contatto con i propri neuroni e attivare quello con il proprio membro. Che male c’è?
    Mettiamole pure da tutte le parti queste foto di donne nude, per le strade, nei bar, sugli autobus, perché tanto non fanno male a nessuno, non sono potenzialmente esplosive, né cancerogene al massimo fanno venire voglia a qualcuno di farsi una sega…il che non può essere che un bene.
    Saremo poi allo stesso modo contenti, e di certo non esiteremo ad invogliarle, quando le nostre figlie ci chiederanno il “book fotografico” in versione emancipata e noi che siamo progressisti e liberali non potremo certo che essere d’accordo. Il pensiero che qualcuno al massimo ci si possa fare una pippa davanti proprio non ci sconvolge.

  11. Perché non fatte una transazione.Neri la pianta con le Diecine e gli editori smettono di pubblicare romanzi di scrittrici che in copertina riportano cosce o altri muliebri panorami allusivi .D’ora in poi tutte le sere si recita il rosario

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