Dieci diecine di svista

Ci sono molte cose su cui Gianluca e io siamo d’accordo. Quasi altrettante su cui siamo in disaccordo. Le Diecine, ahimè s’è capito, non fanno parte del primo gruppo.

L’errore fondamentale di questo post, lo dico subito tanto perché sia chiaro da dove voglio partire e anche dove voglio arrivare, è dare per scontato che lo scazzo nei confronti delle Diecine sia solo mio, e sia limitato alle Diecine come fenomeno in sé. Questa non è una cosa mia, non è una malinconia che mi prende la sera e tantomeno, come sembra suggerire il post, un momento di rabbia mista invidia nei confronti di chi si è messo in fila davanti a me quando distribuivano le tette (che poi, per ragioni anagrafiche, credo fosse la Marcuzzi e non la Diecina della settimana scorsa, ma sono dettagli) ed è generosa nel mostrarle al mondo.


Sono diventata maggiorenne quando le Fast Food erano già un topos nella cultura nazionale: non conosco un’altra società o un’altra mentalità. Quello che mi disturba, da diversi anni e in misura crescente, non mi disturba per osmosi rispetto a un movimento femminista a me vicino nel tempo o nello spazio (femminismo in Friuli-Venezia Giulia? Non fatemi ridere), ma per autentico accumulo di esasperazione. Qui non c’entra, o comunque non c’entra in maniera rilevante, l’autobiografia; non c’è ostilità verso la “donna nuda”, né come persona né come idea, e tantomeno come rivale in qualità estetiche. Tanto più che l’ultimo post uscito sul mio blog poco prima di tutto questo quarantotto era né più né meno che un elogio del burlesque. Cosa che da sola basta a mandare a gambe all’aria tutto l’impianto dialettico di cui sopra.

Veniamo a noi, dunque.

Nello specifico, la trovata delle Diecine mi urta per una serie di fattori. In capo a tutto c’è quanto detto qui, che si riassume facilmente in: e che due coglioni. Solita figa 2.0, solite tipe nude con tanta voglia (malcelata, o comunque negata a parole) di arrivare da qualche parte, o quantomeno di vincere la gara di popolarità atta ad eleggere la più bona. Miss Italia lo fa da molti più anni e con modalità abbastanza simili: donne svestite in fila e contrassegnate da un numero come bovini in fiera, vince quella che viene ritenuta la più bella. Segue discorso di rito.

Il secondo motivo per cui la trovata delle Diecine mi urta, anzi no, mi fa un po’ ridere e un po’ intristire, è che il premio per la Supergnocca della Settimana è… far vedere le pere! Cioè, fatemi capire: mettere la propria foto su Internet per intrattenere il pubblico allo scopo di fare delle foto leggermente migliori e più svestite per intrattenere il pubblico.

Come dire: chi gioca in prima base? Chi.

Il terzo, e più pressante motivo per cui le Diecine mi urtano (non le Diecine, ovviamente, ma tutta l’iniziativa: sai mai che qualcuno equivocasse) non è legato tanto alle Diecine quanto a una certa aria che si respira non solo in Italia, ma nel mondo in generale. In Italia puzza di più, ma siccome ci viviamo dentro da decenni (per non dire secoli) il tanfo ci è diventato quasi impercettibile.
Faccio un esempio pratico. Un mio amico, un caro, carissimo amico, ha l’abitudine di riferirsi alle ragazze come “pussy” (singolare o collettivo: una pussy, c’è pussy). Un altro usa abitualmente, allo stesso modo, il termine dialettale riferito all’organo genitale femminile nella sua zona. Esempi isolati? Non so. In ogni caso, mi colpiscono: non sento molte donne riferirsi agli uomini come “manico”, singolare o collettivo.
Le Diecine (non come donne, ma come parte di un trend), nel loro piccolo modo, contribuiscono ad alimentare questo genere di pensiero. In un uomo intelligente e di buona cultura, l’utilizzo di una certa terminologia si può classificare come un retaggio linguistico: se però ad adoperarla è uno di quelli che quando esco di casa non mancano di farmi la radiografia e lanciarmi dietro apprezzamenti, mi sorge il dubbio che per una fetta consistente della popolazione le donne siano, in verità, pussy. O figa. O termine dialettale a scelta.
Una donna, ridotta al minimo termine della sua avvenenza comparativa, è nient’altro che quello: pussy. La Diecina di turno non conquista la prima pagina perché è simpatica, intelligente, colta. La conquista perché tutti in coro le hanno cantato “Ollellé ollallà faccela vede’ faccela tocca’ ” e lei, tutta felice dell’attenzione ricevuta, si presta.

E a te chettefrega? Potrebbe domandare qualcuno. Fai un altro mestiere. Che te ne frega se esistono dieci cento mille ragazzette pronte a svestirsi su Indernezz per potersi ri-svestire su Indernezz ma con un trucco e una luce migliore?
Me ne frega. Eccome. Ma questa non è la sede per spiegare in lungo e in largo perché. Un’altra volta, magari, ché sto già andando lunga. Ma ancora una volta: non ha solo a che vedere con me come persona. Ha anche a che vedere con il fatto che Macchianera non è – anzi, diciamo che vorrei che non fosse – un sito dedicato alla figa. E’ un posto dove si sono dette cose interessanti, anche importanti, a volte solo divertenti, ma comunque un sito dove la partecipazione è, o dovrebbe essere, trasversale ai sessi. Nel loro recinto su Ten, le Diecine hanno una ragione di esistere: magari io non la condivido, magari è più legata a un interesse commerciale che alla glorificazione della Divina Patata quale ragion d’essere degli ex lettori di Cuore, ma ce l’hanno. Su Macchianera, paiono fuori contesto. La polarizzazione in senso maschile di questo blog mi sembra un po’ uno spreco, ma del resto questa è casa di Gianluca. Solo perché ho un duplicato delle chiavi non significa che possa cambiare i mobili.

In conclusione, ordunque:


Allora chiedo: che male c’è in una donna nuda?
Dice: che uno si fa le pippe guardandola.

Ecco, Gianluca: non è proprio così.

Piccolo aggiornamento a vivo: Nicola, nei commenti, lamenta la mancanza di una parte nel mio ragionamento. Sull’argomento “Del perché me ne frega” sono stati scritti libri, saggi, tomi anche fondamentali del femminismo internazionale, e io qui avevo solo lo spazio di un post. E’ un argomento che ho affrontato diverse volte sul mio blog, delle quali l’ultima è questa, e più massicciamente (e collettivamente) su Sorelle d’Italia. Tutto questo, ovviamente, non aggiunge e non toglie niente al post in sé.

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37 Comments

  1. Ste, in amicizia, eh: ma bafangulo :D

    Dario: viva la sessualità libera come lo dite voi? Ti puoi tenere l’abbraccio, guarda, e te lo dico con grande leggerezza. Ché c’ho da leggere Harry Potter e invece è un’ora che sto qua a parlare con i sordi.

  2. Ops, Giulia, non c’era ancora il tuo commento mentre scrivevo il mio ma vedo che facciamo lo stesso ragionamento sul rispetto. Che poi, è davvero tutto lì il problema. Anzi, il problema grosso è che si debba ancora farlo presente.

  3. Fiordiblog: Mi fai cadere le braccia (si può dire “braccia”?). Ho volutamente usato la metafora del bastone del rabdomante, proprio perché differente dal cervello. “Perché quello che conta è scopare” l’ho scritto io. Bene, almeno so che leggi. Prova a leggere anche quello che c’è scritto intorno, magari ti potresti accorgere di un po’ di cose.
    Tipo che ti stavo regalando un punto di vista differente dal tuo, per aiutarti(vi) a capire. Vedi, io ho capito benissimo perché ti (vi) dà fastidio che gli uomini ti (vi) appellino “fica”. Non ho difeso un qualsivoglia presunto diritto a continuare a chiamarti(vi) “fica”. Ti (vi) ho tentato di spiegare, come prima anche Ste e Murmur, perché è difficile per un uomo capire fino in fondo il motivo per cui “fica” sia offensivo.
    Non ho obiettato nemmeno una volta che tu(voi) possa (possiate) ritenerlo offensivo. Perché a differenza tua (vostra?) io leggo e capisco. E so benissimo che l’offendersi è soggettivo e se una cosa ti offende le mie uniche due opzioni sono decidere di tenerne conto o fregarmene, di certo non sostenere o tentare di dimostrare che non è offensivo.
    Infine che magari è scritto a cazzo di cane, ma di certo non è scritto col pisello.

    Giulia: sono combattuto se seguirti sulla tua strada, e un’obiezione analoga e speculare te l’ho già fatta (quella che hai bellamente ignorato), oppure lasciar perdere, perché so che discutere quando l’interlocutore parte da una tesi precostituita, senza lasciarsi sfiorare non dico dal dubbio ma quantomeno dalla curiosità di sapere cosa ne pensa l’altro, è del tutto inutile. Anche perché, come in questo caso, si buttano in mezzo un sacco di cose che sono degnissime di essere discusse ma che non c’entrano nulla e diventano nient’altro che ragionamenti – lo ripeto – capziosi.

  4. Joe, devo mettermi a discutere del fatto che l’infanticidio è commesso in maggioranza dalle madri, o ti faccio presente che un pari numero di padri accoppa i figli a tutte le età, insieme alla moglie, oppure accoppa solo loro per colpire la moglie? (Anzi, pari numero un accidente, ma sorvoliamo.) Vogliamo veramente imbarcarci in una discussione sulle radici dell’infanticidio a livello nazionale e internazionale? Se vuoi lo facciamo: ma non qui. Dove di fatto si sta parlando di un’altra cosa, vale a dire di rapporti fra adulti maschi e femmine.

    Offendersi perché si viene chiamate “figa” è soggettivo solo nella misura in cui si può pensare che quello che riguarda le donne sia soggettivo o individuale (cioè: che siamo solo io e Fiordiblog le pazze, e le altre siano sane). E’ oggettivamente un’offesa. E perdonami se ti dico che capisco benissimo da dove viene: vorrei solo che smetteste di giustificarlo con tante parole, e cominciaste ad ammettere che è parte di una cultura del non rispetto. Altrimenti è logico che tutto ti sembri capzioso.

  5. Giulia, non so si era capito o se la foga da vendicatrice di tutte le donne oppresse ti abbia accecato, comunque era evidente che il riferimento alle donne pesanti come la cassouela era proprio per te, quindi non rientravi nella categoria da abbracciare, vai tranquilla. Guarda che tutto sto casino nasce dalla tipella là sopra che si è fatta fotografare con le tette fuori. Visto che nessuno l’ha costretta a farlo, lei l’ha fatto liberamente, lapalissiano. E tu ti sei scandalizzata e hai cominciato a berciare, altrettanto lapalissiano. Vatti a leggere harry potter e lascia stare le donne che vengono picchiate, che quello si è un discorso purtroppo molto serio, e merita tutt’altra analisi, che francamente vista la tua equazione uominituttiuguali=ragionanosoloconilcazzo=picchianoledonne, non mi sembra tu sia in grado di fare.
    Ciao acidella

  6. “Vogliamo veramente imbarcarci in una discussione sulle radici dell’infanticidio a livello nazionale e internazionale? Se vuoi lo facciamo: ma non qui. Dove di fatto si sta parlando di un’altra cosa, vale a dire di rapporti fra adulti maschi e femmine.”
    Concordo a 100% comprendendo anche la discussione sulla violenza sulle donne. Che, per citarti, è un’altra cosa da i rapporti tra adulti maschi e femmine. Quello di cui si parlava qui.

    Quell’*oggettivamente* lì, invece, è il perfetto sunto della tua posizione: tu qui rappresenti tutte le donne, compresa Federica che di suo la penserebbe in un altro modo.

  7. Joe, guarda che non è che tu mi abbia rivelato chissà quale mistero dell’universo. Ci arrivavo anche da sola, sai, a quel tuo punto di vista “regalato”.

    Forse non s’è capito che la cosa avvilente è proprio che non ve ne rendiate neanche conto, che non ci arriviate, che caschiate dal pero quando vi si fa notare che è offensivo, riduttivo e volgare.
    Nonostante il cervello che nessuno mette in dubbio che abbiate.

    E che ci facciate talvolta il “fioretto” di astenervi non perché capite, non perché rispettate, ma facendo quasi una concessione a un nostro incomprensibile capriccio.

    Questo sì, che fa cadere le braccia.

  8. Joe, quindi non hai capito PERCHE’, ma solo CHE?
    Non hai veramente capito PERCHE’?

    Quanto a Federica, sono pronta a scommettere che se qualcuno la guardasse e mormorasse “Oh, c’è figa”, un filino di fastidio lo darebbe anche a lei che è così liberata e sana di mente. Del resto, se io ti do del coglione e tu non ti offendi, non significa che non ci sia un’offesa. Solo che tu non la percepisci. Il PERCHE’ non la percepisci è un discorso che riguarda solo te e la tua testa.

    Non intendo ripetere che la mancanza di rispetto implicita nel designare metà della popolazione mondiale utilizzando solo l’organo sessuale si colloca su un continuum di assenza di rispetto per la persona. E’ ovvio, ed è sconcertante che uomini intelligenti come te non riescano a fare la correlazione.

  9. MI pare che sia JOe sia Giulia abbiano ragione. Il termine” figa ” non è effensivo, meglio NON lo dovrebbe essere, perchè è semplicemente un modo volgare-riduttivo-” pittoresco” di appellare una donna.
    Chiamare ” figa” una donna non significa per forza racchiudere nel termine il significato della donna nel suo insieme. Il punto è che per MOLTI uomini dire figa equivale esattamente a dire donna, perchè, effetivamente, per loro la donna è quella cosa lì. Lì inizia e finisce la donna. Per cui hanno ragione Giulia e le altre donne che si ” offendono” ( ma sbagliano a non fare distinguo ), perchè a me pare che ultimamente si stiano accentuando certe tendenze a vederle solo come oggetto.
    IL che ci riporta alle ” diecine”. IO come donna non sono offesa dalla semplice NUDITA’ della donna. Dipende da come la % 0 della donna viene proposta. UNa donna può essere nuda, fare vedere tette, sedere, tutto , e lo stesso non fare passare NEANCHE per l’anticameera del cervello che sia un soggetto passivo. Tipo, Mgada Gomez si spoglia, ma sembra mostrare consapevolezza, sembra essere perfettamente padrona del gioco. Mentre le pubblicità della Tim sono UNA più BRUTTA e mortificante delle altre, perchè puntano sulla tetta e sul fisico.La donne non mostrano non dico cervello,( quello non è mica necessario ) ma neanche personalità, vivacità. Ne ricordo una. due o tre di loro. Dalla foto si vedevano solo tette e sedere. E sguardi da mucche in attesa di farsi docilmente mungere. E allora trovo mortificante per le donne essere rappresentate così e prestarsi a queste cose.
    Certo, lo stesso, se siamo in regime di libertà, dovrebbe esserci anche la libertà di mostrarsi mucche. Ma se questa tendeza a vedere le donne come quarti di carne diventa troppo estesa, o la sola opzione presente sul mercato, allora permettete che di quando in quando ALTRE donne si inca***…

  10. Siete sempre pronte a dire che il maschio è offensivo, che è prepotente, che la sua visione figacentrica tiene al guinzaglio la Vera Liberazione Femminile, mentre invece la donna media nei confronti degli uomini si comporta benissimo, vero? Certo, quando si dà voce alle proprie frustrazioni (eravate le bruttine della classe, per caso?) il discorso scade sempre…

  11. “MI pare che sia JOe sia Giulia abbiano ragione. Il termine” figa ” non è effensivo, meglio NON lo dovrebbe essere, perchè è semplicemente un modo volgare-riduttivo-” pittoresco” di appellare una donna.”

    E’ un modo di appellare un organo sessuale, NON la donna. Che poi chi lo usa non si renda conto di ridurre la persona a un organo sessuale, grazie, l’abbiamo capito.

  12. Giulia, no. E allora?

    Harry Potter magari con un tocco di bacchetta può riuscire a trasformarmi (“ridurmi”) in un essere sessuale, uno che mi chiama “figa” no.

    Sarà come dici tu questione di percezione diversa; forse è la stessa percezione diversa che fa sì ch’io non mi senta né più “liberata e sana” di mente rispetto a te o qualsivoglia altra persona e non senta la necessità di parlare per categorie o a nome di categoria alcuna.

    E ti dico come mio personale parere(che puoi benissimo ignorare, ci mancherebbe) che per me questo tipo di femminismo d’assalto che dai l’idea di portare avanti tu sia il più delle volte controproducente e porti all’esatto contrario. Cioè sembri ghettizzarti un po’ da sola. In primis, appunto, parlando per categorie.

  13. Premesso che G.Neri ha scritto delle “coglionate” – e spero per lui che lo abbia fatto per tornaconto personale – e che se veramente crede alle cose che ha scritto ha un problema, vorrei discutere di un dato che troppo spesso viene considerato di fatto. Il ragionare, male, con il pisello. Parlo per me, ma io quando ragiono con il pisello ragiono benissimo; raramente trovo migliori momenti di ispirazione.
    Oso: non trovate che, nei diveris campi dell’espressività umana, alcune delle più grandi opere siano state realizzate ragionando con il pisello?

  14. Chiamare “fica” una donna e stuprarla non è esattamente la stessa cosa. E volendo, sì, hanno le stesse radici, “la mancanza di rispetto”; ma volendo forte. Come “mandare a quel paese quello della macchina davanti a te” e “invadere l’Iraq”, stessa radice.

    Rileggo tutti gli interventi di Joe (che pur non conosco) e onestamente, non ce n’è uno che non mi senta di sottoscrivere “senza se e senza ma”. Inclusa la soggettività dell’offesa: tutte le donne si offendono se uno le dice “sei una bella fica?”. Voi sì, ho capito, ma proprio tutte tutte tutte?

  15. Dei di Kobol, Giulia, ma leggi o fai finta?
    Ultima volta, poi rientro nella mia caverna.
    Ho detto (e ridetto) che un uomo non capisce fino in fondo il motivo per cui “figa” può essere offensivo e ho spiegato perché.
    Se ti rispetto provo a capire, se non ci riesco amen, ma comunque smetto di offenderti. Per Fiordiblog questo non basta, a lei non basta essere rispettata, lei vuole assimilarmi, vuole che la pensi esattamente come lei. Ma vabbè, forse si è solo spiegata male. (“è avvilente proprio il fatto che non lo capiamo”).

    Sul resto, abbi pazienza, ma perché ti ostini con l’oggettività di una cosa che è una tua opinione, per quanto condivisa da molte altre persone? Perché parli a nome di Federica? Nessuno la conosce, di quel che pensa sappiamo solo quello che ha scritto, e a quello dobbiamo attenerci fino a che non riterrà di emendarlo.
    Sennò, scusa, che differenza c’è tra te che parli per TUTTE le donne (o per Federica) e quello che ti diceva che eri la bruttina della classe o quell’altro che insinuava che quando uno urla “fica!” alla tua amica tu provi invidia?

  16. No Joe, era esattamente quello che volevo dire.
    Che vuoi, è che mi piacerebbe così tanto di più che il rispetto della donna in quanto persona fosse tanto connaturato (sia negli uomini che nelle donne) da non aver bisogno di essere richiesto o imposto, tanto da non aver bisogno di un “perché”.
    Se permetti, il “non capisco ma mi adeguo”, in questo caso, sì, mi pare alquanto avvilente.

  17. Fiordiblog, hai detto bene. Il rispetto della donna…anche da parte delle donne. Se no poi quelli come il Neri c’hanno ragione.

  18. Federica, non mi aspetto certo che tutte abbiano la mia stessa sensibilità, o quella di Fiordiblog o di altre, sull’argomento. C’è gente che si scanna per farsi fotografare a tette di fuori, sgomita per fare un pompino a Salvo Sottile e gode tantissimo quando le urlano dietro apprezzamenti per la strada. E’ evidente che ci sono delle differenze di percezione e mentalità anche fra donna e donna. Se a te piace essere inglobata nel mucchio della “figa” e non lo leggi come un segno di scarso rispetto, che ti devo dire, vivi sicuramente molto serena e me ne compiaccio.

    Per me non è un problema risultare anomala, accetto che possa succedere. Vedo una situazione malfunzionante e sbilanciata, mi domando quali siano le sue radici culturali, ne parlo. Dopotutto, anche tu oggi dai per scontate le libertà conquistate dalle nostre madri in faccia agli sberleffi dei Gianluca Neri dell’epoca. Anche allora, c’erano quelle che stavano bene come stavano, nella loro nicchietta. Ognuna sceglie la propria posizione: tu scegli la tua, io scelgo la mia.

  19. Federica, non mi aspetto certo che tutte abbiano la mia stessa sensibilità, o quella di Fiordiblog o di altre, sull’argomento. C’è gente che si scanna per farsi fotografare a tette di fuori, sgomita per fare un pompino a Salvo Sottile e gode tantissimo quando le urlano dietro apprezzamenti per la strada. E’ evidente che ci sono delle differenze di percezione e mentalità anche fra donna e donna. Se a te piace essere inglobata nel mucchio della “figa” e non lo leggi come un segno di scarso rispetto, che ti devo dire, vivi sicuramente molto serena e me ne compiaccio.

    Per me non è un problema risultare anomala, accetto che possa succedere. Vedo una situazione malfunzionante e sbilanciata, mi domando quali siano le sue radici culturali, ne parlo. Sono isolata qui (ma neanche tanto), sono in compagnia altrove.

  20. Ah ottimo Giulia, adesso Federica visto che non la pensa come te è da annoverare tra quelle che sgomitano per fare un pompino a salvo sottile (e chi cazzo è, tra l’altro?) o per mostrare le tette. Eccezionale apertura mentale, complimenti davvero. Tra le altre cose, se volessi scendere un attimo dal piedistallo da cui sputi sentenze moralistiche a destra e manca, te ne saremmo un pò grati, che sembri un savonarola “denoantri” un filo patetico. Con questo chiudo davvero i miei interventi perchè il clima, con giulia e st’altra fiordiblog si è fatto pesante.

  21. Non per difendere Giulia (che non conosco e che si difenderà benissimo da sola) ma scusa, Dario, non mi sembra che abbia detto di Federica quello che tu dici. Ma proprio per niente.
    Salvo Sottile cmq è un giornalista (diciamo così) figlio del + illustre padre già ex vice direttore di “sacco” Liguori a Studio Aperto. Mica cazzi!
    Scusa Giulia, ma tu conosci veramente una tipa che ha sgomitato per fare un pompino a Salvo Sottile? Perbacco!

  22. Mi è capitato di conoscere gente che lavorava perché scopava o aveva scopato con politici di rilievo o sottosegretari. Alcune non ne facevano mistero, altre erano più discrete ma non si capiva cosa ci facessero lì, e poi improvvisamente venivano licenziate e si capiva. La densità di donne disposta a qualsiasi compromesso pur di un quarto d’ora in video era devastante. Una mia collega, a un certo punto, si è vista cancellare un programma divertente e ben fatto che lei contribuiva a scrivere: si sospetta che la co-conduttrice, un’incapace totale, abbia fatto pressioni perché lei fosse estromessa. Da chi era protetta, e come?
    Non lo saprò mai. Ma deve essere stato qualcuno di grosso, se è riuscita a far emarginare una delle cocche del direttore.

    Esistono molti tipi di compromesso. Quello minuscolo, quello piccolo, quello medio, quello grande e quello grandissimo. Ognuna decide per sé: quello che hanno deciso queste signorine, tuttavia, fa danno alle altre. Alimenta un sistema.

  23. Certo, siete dure e pure voi, zero compromessi. Farete un lavoro bellissimo, redditizio e piacevole immagino.
    E magari a queste stupidaggini ci credete anche, povera Italia.

  24. Andrea: il rispetto è una condizione non negoziabile.
    Credo che il rispetto nei confronti della donna vada rinforzato e insegnato quando serve (e dio solo lo sa quanto serve: non dimenticarti che viviamo in un mondo dove tutte le donne -tutte!- hanno subito vari gradi di molestia sessuale in vita loro).
    Credo fortemente in questa imprescindibile educazione al rispetto, di cui quello verso la donna non è che una branca di quello verso gli altri, in generale.

    Se poi ci sono persone come Dario, per il quale questa battaglia è roba da “savonarola de noantri”, questo non fa che rafforzare la mia convinzione che la strada da fare sia ancra parecchio lunga e difficile.

  25. Partendo dal riferimento di Joe e arrivando a Giulia: a parte che qui c’è anche chi mi conosce ma non è questo il punto ed è irrilevante. Il fatto sta che non c’è nulla né da dimostrare, né da convalidare, né da emendare.

    Magari qualcosa da puntualizzare sì, Giulia: non provare fastidio nel sentirsi appellata “figa”, gnocca”, “topa” e via discorrendo non significa per forza gongolarsi dell’ “essere inglobata nel mucchio della figa”, né “godere tantissimo quando le urlano dietro apprezzamenti per la strada”. E ciò non mi chiude in nessuna nicchietta e non mi fa sentire neppure la strafottente alla quale stanno bene tutte le cose come stanno, mi sembra finanche superfluo sottolinearlo. Bisogna chiamare Harry Potter per carpire questa lieve differenza?

    Tu stai trattando una problematica con toni a volte troppo seriosi per quel che mi riguarda visto il contesto (che è un criterio soggettivo e mai mi sognerei di dire che è oggettivo) e quel che leggo mi risulta talvolta un minestrone cosmico farcito di riferimenti che c’entrano poco e portano la discussione sul cavilloso, troppo cavilloso.

    E permettimi una mia piccola considerazione trasversale: non ti sei resa conto che in certo senso con il tuo post di “scazzo verso le Diecine” hai fatto anche tu un grosso banner pubblicitario verso lo stesso sito che disprezzi, ed ogni commento si è trasformato anch’esso in un piccolo bannerino?

  26. Dario, ovviamente non c’era l’intento di accomunare Federica alle spompinatrici di turno, era solo un modo di dire che mi rendo conto che le posizioni variano parecchio di donna in donna. Se fossimo tutte compatte sull’argomento, dubito fortemente che le Diecine (proprio come ragazze a tette di fuori) esisterebbero.
    Sul resto non mi esprimo, non credo sia necessario. Ti commenti benissimo da solo.

  27. Giulia: ;-)

    (Comunque vi prego basta. Stamattina in piscina mi sono sentito in colpa quando ho alzato gli occhi su un divino culo perizomato che mi si è parato di fronte mentre la proprietaria, semi-genuflessa, testava l’acqua con un dito della mano. Ho fatto tipo Benigni ne “Il Mostro” per non pensarle di tutti i colori e ho cominciato a fare ragionamenti sul Dow Jones, il meteo, la borsa, la chiropratica, l’impennata della Fiat)
    [Ste]

  28. “Se fossimo tutte compatte sull’argomento, dubito fortemente che le Diecine (proprio come ragazze a tette di fuori) esisterebbero.”
    Con tutto il rispetto, questa causa proto-femminista a fronte di un fenomenino per 4 brufolosi, sta sfiorando il ridicolo. Insieme alle citazioni drammatiche di avvilimenti vari, dibattiti sul tasso di offensività della parola figa, il peggio per te poveretta a chi non è d’accordo, l’aria irrespirsbile in Italia, ecc.
    Dovessi ragionare un attimo per categorie, direi: non facciamoci ridere dietro.

  29. Virginia: secondo me l’ultima parola a questo (sì, inutile) dibattito dovrebbe essere la tua. Hai detto tutto in tre righe. Condivido anche gli spazi tra una lettera e l’altra.
    [Ste]

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