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Archivio per luglio, 2007

Lavoratore attento, qui il vento non fischia ancora

lug 29 2007 Inviato da nella categoria Vergogna Equa e Solidale

schioppa.gifLa legge Biagi non corre rischi di essere peggiorata. (ndb: con “peggioramento” il genio può intendere due cose, che fanno a gara per livello di terrore; ciascheduno scelga l’interpretazione che pare più compatibile con il livello di umidità del proprio habitat, e quindi più rispettosa dell’ambiente).
(Tommaso Padoa-Schioppa presentando il suo “Italia, un’ambizione timida”)

Se serve un ghostwriter, mi faccio avanti. La prossima potrebbe essere questa:

L’età pensionabile non corre rischi d’essere innalzata al giorno della morte.

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Tweets from Vacation (#174834212)

lug 29 2007 Inviato da nella categoria Personale

Arrivato. 2h 40′.

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Kelablu questa settimana:

lug 29 2007 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

Kelablu

  • Ventre a terra contro il Fast Food | Arriva in Italia Fast Food Nation, il film ricavato dal libro di Eric Schlosser. Peccato sia quasi Agosto.
  • Chiedi a Melina | Verso un comunicatore gastronomico più civile, più garbato.
  • Il tiramisu lo hanno inventato a Treviso | Ma il Washington Post, svalvolato, vuole riscrivere la storia
  • McDonald's introduce Hugo | Però si guarda bene dal dire che la nuova bevanda ha 410 calorie.
  • Diventare cuochi con i blog | Si cucina pure ad Agosto (ricette estive).
  • Gli uomini preferiscono le bionde, specie se misteriose, nude, e in Ferrari | E se poi non sanno cucinare?
  • Pubblicità: posizionamento o posizione | Quando più del brand conta la sfiga!
  • Speciale Steely Dan | Pronta la mappa del gusto di Lucca (Navigator: vado – mangio – compro)

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Raduno amarcord

lug 29 2007 Inviato da nella categoria Personale

Ho ritrovato per caso un vecchio cellulare, ormai abbandonato, su cui avevo memorizzati i numeri della blogosfera. Di quella blogosfera di cui un tempo facevo parte, che un tempo rappresentata la mia vita sociale.
Mi sono sorpresa leggendo nomi e vecchi sms che neanche ricordavo (ormai, d’altronde, non ricordo nemmeno cosa ho fatto ieri…), e la prima, unica cosa che mi è venuta in mente di fare è stata visitare Macchianera, ricordare – come un flash nebbioso – che anche io ho un account da queste parti, e che d’estate, quando la gente è meno e quindi si dà meno fastidio, un post amarcord e del tutto personale mi sarebbe stato concesso.
E’ così che ora mi trovo a scrivere, a ripensare come fino a tre anni fa era tutto diverso. A pensarci: tre anni fa io e lui siamo andati perfino a trovare Gianluca nella sua amata pineta.

Per non dire di tutte le feste, i raduni, a cui si partecipava, tutti insieme, tutti amici. Ho smesso definitivamente un anno fa. Qualche giorno prima dell’incidente che mi ha cambiato la vita.
Mi ritrovo adesso ad avere problemi di memoria mentre cerco di associare i nick ai volti, e a chiedermi dove siano finiti tutti.
Io, mettiamola così, ho messo su famiglia, ma un raduno amarcord lo farei volentieri.

E voi?

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links for 2007-07-28

lug 29 2007 Inviato da nella categoria Senza categoria

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Cartolina preventiva

lug 28 2007 Inviato da nella categoria Personale

Villa Emilia - Donoratico (LI)Questo è un post ciclico, che si ripete, anno dopo anno.
E ogni anno serve a dire che sto partendo per le vacanze.
Ogni anno lo scrivo il giorno prima di partire, perché poi ci si dedica alle valige e, soprattutto, all’identificazione di tutti i trasformatori/alimentatori/adattatori necessari per fare funzionare le (poche) diavolerie elettroniche che mi porto dietro: un cellulare, un iPod, un Pc portatile che alla fine resta quasi sempre spento, una macchina fotografica.
Ogni anno, per tutto il periodo in cui sono via, non scrivo sul blog. Feci una sola eccezione, il giorno in cui morì Enzo Baldoni, e un titolo apparso su “Libero” del giorno prima, ancora più stronzo della media naturale che mantengono i titoli di “Libero“, mi aveva fatto sbottare. Dò una sbirciata a MacchiaLight, di tanto in tanto. Se ho proprio voglia di dire qualcosa, magari provo Twitter e tento di ricredermi sulla sua inutilità.
Ogni anno anticipo quel che farò e non ci crederete, ma riesco sempre a non rispettare le previsioni.
Ogni anno dico che mi godrò la Toscana, il mare, il sole, il cibo, l’aria buona, e una delle più belle ed estese pinete d’Italia. E questo invece lo faccio per davvero.
Ogni anno metto il link per vedere via satellite il posto in cui vado. Chi fosse curioso lo trova qui o qui Clicca qui per aprire con Google Earth (per vederlo allo stesso modo, ma nella magnificenza di Google Earth).
Ogni anno dico che leggerò un sacco di libri (sia di carta che in formato e-book: ci tengo a specificarlo per gli schizzinosi), e va a finire che non mi bastano mai. Allora inizio a leggere cazzate che trovo sulle bancarelle. Per dire: lo scorso anno mi sono letto i primi due libri di Moccia. Davvero. Volevo capire. Lui, e tutti i fan di 3MSC. Io non ci credevo, a quello che leggevo. E parlo sia dei contenuti che proprio della costruzione logica delle frasi. Mi dicevo: li leggo per poi scrivere un post, quando torno. Poi uno torna e non ci ha più voglia di perdere tempo per scrivere di Moccia.
Ogni anno dico che mi manca la cucina di Filippo Volpi, e continua ad essere vero. Mi consola sapere che dopo che la sua Locanda Menabuoi è finita soffocata dalle pizzerie al trancio sull’Aurelia e dalle sagre paesane che servono fritto misto congelato, che, volendo, si possono tornare a gustare le sue creazioni. Solo in un altro posto. Però quest’anno forse riesco a provare “La Pineta” di Bibbona, col fido EmmeBi e una buona compagnia. E magari anche, che so, un Gambero Rosso, che è un peccato averlo lì a sette chilometri e non esserci mai andati (non che uno non voglia: è che in genere va prenotato con un anticipo di qualche era geologica).
Ogni anno riempio tonnellate di schede di memoria di foto, poi non mi resta il tempo per selezionarle. Alcune di quelle dello scorso anno sono sparse su Flickr, altre si trovano in un album su Picasa. E le belle – che io ricordi – sono rimaste fuori da una selezione che sarebbe durata fino alla pensione. Prima o poi.
Negli ultimi due anni ci sono andato da solo. Quest’anno no.

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Tweets from Vacation (#172385642)

lug 28 2007 Inviato da nella categoria Personale

  • Pensa che chi usa Twitter sia parecchio discostato dalla realtà, ma siccome non si fida nemmeno di sé, decide di provarlo per l’estate.
  • …e pensa anche che questa cosa della terza persona sia oltremodo imbarazzante, oltreché una pessima interpretazione della lingua inglese.
  • @mante: bisogna sempre provare quello che si critica, e soprattutto quello che non si capisce :)
  • Nel frattempo egli, esso, it, insomma io, sto impazzendo a cercare di fare funzionare i post futuri su Movable Type. Non vanno da 1 anno.

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Good news

lug 27 2007 Inviato da nella categoria Strips




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links for 2007-07-26

lug 27 2007 Inviato da nella categoria Bookmarks

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Segue dibattito

lug 26 2007 Inviato da nella categoria Opinioni

…a questo e questo, per chi era disattento.


Noi semo quella razza
che non sta troppo bene
che di giorno sarta fossi
e la sera le cene.

Lo posso grida’ forte
fino a diventa’ fioco
noi semo quella razza
che tromba tanto poco.

Noi semo quella razza
che ai’ cinema s’intasa
pe’ vede’ donne ‘gnude
e farsi seghe a casa.

Eppure, la natura ci insegna
sia su’ i monti, sia a valle
che si po’ nascer bruchi
pe’ diventa’ farfalle.

Noi semo quella razza
che l’è tra le più strane
che bruchi semo nati
e bruchi si rimane.

Quella razza semo noi
l’è inutile far finta:
c’ha trombato la miseria
e semo rimasti incinta.

(Bozzone – Carlo Monni, da “Berlinguer ti voglio bene“, 1977)
    (Casa del popolo Majakowsky, negli anni settanta. Il salone è gremito di tavolate di gente che gioca a tombola. Il compagno Vladimiro Tegoloni legge senza riprendere fiato i numeri)

  • Cioni Mario: Tombola!
  • Vladimiro: Basta con la tombola! Basta con la tombola, sospensione di’ rricreativo… principia a avviare i’ culturale!
  • (Molti si alzano velocemente in piedi per andarsene)

  • Vladimiro: Seduti, perdio! Presento ai’ pubblico ‘ndispensabile i’ titolo e i’ tema di’ dibattito… e dopo… anche in base ai’ famoso proverbio: tira più un pelo di fica che du’ paia di bovi, dò la parola alle due signorine. Ecch’i tema: “Pole la donna permettisi di pareggiare co’ l’omo?” No!
  • Marta: Sì!
  • Vladimiro: S’apre i’ dibattito.
  • Ester: Non è che…
  • Ester: Ciao… non volevamo fare una conferenza, volevamo solo…
  • Voce dal pubblico: Leccamelo!
  • Vladimiro: I’ primo che risento dire leccamelo lo sfondo… Scusino eh… vadiano avanti…
  • Ester: Noi si voleva solo fare una chiacchierata con voi sui problemi della donna… poi alla fine tireremo le conclusioni…
  • Primo intervenuto: Scusi… io ho seguito un po’ la questione… le donne ‘ncazzate e via e via e via… ma ‘nsomma… la donna, la donna, la donna… o l’omo?
  • Secondo intervenuto: Io so’ pe’ ‘i pareggio dell’omo e delle donne… a parte a me, che son troppo superiore e la mi’ moglie la tengo sottomessa… ma gl’altri le donne le potrebbero lasciare un po’ più libere… ovvia!
  • Ester: Va bene. Chi deve parlare adesso?
  • Terzo intervenuto: In certi casi sì, però anche l’omo e c’ha i’ su’ patire, come me che andavo a fa’ all’amore co’ una d’Aiolo, i’ martedì, i’ giovedì e i’ sabato, senza macchina, dieci chilometri a piedi… e quarche vorta anche sotto l’acqua… oh perché un la venia lei a fa’ all’amore a casa mia, ‘uella buhaiola, quarche volta?
  • Primo intervenuto: ‘nzomma… i’ femminismo… le questioni femminili… la femmina… la femmina… o i’ maschio?
  • (Appaiono in sala e vengono verso il palco, ‘Gnorante e Buio. Il Cioni, cerca di defilarsi)

  • ‘Gnorante: Quattro amici maschi pe’ caso giocano alle carte… si vince, si perde, si vince, si perde… tre vincano, uno perde… ‘Paga!’ ‘Non ho sordi’ ‘Pagare!’ ‘E io sordi non avere.’ Debiti di gioho debiti d’onore… tu ci dara’ quarcosa in natura… Ora… la mucca, ‘un ce l’ha… i’ vitello gl’è scappato… tu ci dara’ la tu mamma e i’ debito è pagato… Quesito…
  • Primo intervenuto: La mamma, la mamma, la mamma… o i’ babbo?
(da “Berlinguer ti voglio bene“, 1977)

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Omonimo, se ci sei, batti un colpo

lug 26 2007 Inviato da nella categoria Segnalazioni

I casi sono due: o si sono sbagliati, oppure c’è un altro Gianluca Neri che va in giro disquisendo più o meno delle stesse cose di cui, se capita, parla anche il qui presente.

Il 16 luglio a partire dalle 9.30 presso l’Aula minor della Pontificia Università S. Tommaso D’Aquino (Largo Angelicum,1), si è svolto il Convegno “Privacy e sicurezza. Nuovi diritti di cittadinanza, nuove responsabilità istituzionali”, organizzato da Confservizi Lazio.
Vi hanno preso parte oltre che il presidente di Confservizi Lazio, Giuseppe Labarile, anche il Sottosegretario di Stato del Ministero degli Interni, Marcella Lucidi, il Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, l’Assessore capitolino alla Sicurezza, alle politiche giovanili e ai rapporti con l’Università, Jean Léonard Touadi, il Presidente Cotral Franco Cervi, il Direttore del Dipartimento Politiche delle Risorse Umane del Comune di Roma, Pietro Barrera, il Direttore Tutela, Vigilanza e Sicurezza di Metropolitana di Roma, Gianluca Lucisano, il rappresentante dell’Associazione Italiana Vigilanza, Gianluca Neri ed il sociologo Maurizio Fiasco

Va detto che, a giudicare dalla cronaca del convegno, non sembra che l’intervento del mio personale “mini me” sia stato così pregnante, dal momento che non ve ne è traccia.
Ne avevo già letto un giorno prima. E va detto che ho aspettato fino a tarda sera per vedere se mi fosse venuto l’impulso irrefrenabile di correre a Roma. Solamente trascorsa qualche ora dall’ultimo treno per la mattina sono stato sicuro che non ero (o “non sarei stato”?) io.


Aggiornamento: ne / hanno / pure / parlato / in / tanti. Pare che quest’altro Gianluca Neri sia responsabile dell’”Associazione Italiana Vigilanza”: nel comunicato c’era una virgola di troppo tra ruolo e nome. Ci sono anche le foto, ma non ci trovo il me stesso vigilante (c’è uno nero, ma al singolare).

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Corsi e ricorsi storici

lug 26 2007 Inviato da nella categoria Tech

Challenger Teacher in SpaceIl prossimo 7 Agosto a bordo dello Shuttle Endeavour ci sarà Barbara Morgan, l’astronauta che insieme a Christa McAuliffe fu selezionata nel 1985 per il programma Teacher in Space. L’idea della NASA era in qualche modo quella di attirare l’attenzione delle giovani generazioni per lo spazio. Un programma da PR che purtroppo, a causa di un problema di elasticità delle guarnizioni che uniscono i diversi blocchi dei razzi laterali, si trasformò in una tragedia, con la perdita dei sette astronauti e la distruzione completa dello Shuttle Challenger. Era il 1986, e la Morgan aiutò la NASA nei mesi successivi durante la commissione d’inchiesta per poi tornare alla sua attività di insegnante nell’autunno.
Come per il mal d’Africa, lo Spazio è e rimane una fissazione per tutti coloro che hanno qualcosa a che farci e la Morgan non è stata da meno. Dopo più di un decennio si è ripresentata alle selezioni della NASA, questa volta non come professoressa ma come astronauta, ed è stata presa. È un po’ una storia incredibile e bellissima, che attraversa una generazione, il sogno dello spazio possibile coltivato negli anni ’80 e finito in quella fredda mattina del 1986. Quel crederci e ritirarsi sù che ha contraddistinto la NASA in tutti questi decenni e che ne ha fatto, piaccia o no, l’agenzia governativa che più di tutti ha innovato, con soldi pubblici, nel panorama statunitense.
Ed è bello pensare che in fondo questa storia è e rimane una storia di donne e uomini che non hanno mai smesso di credere alla nuova frontiera e alla possibilità per l’uomo di vivere e lavorare fuori dal protettivo e sicuro guscio terrestre.

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Previsioni

lug 24 2007 Inviato da nella categoria Strips




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Dieci diecine di svista

lug 23 2007 Inviato da nella categoria Senza categoria

Ci sono molte cose su cui Gianluca e io siamo d’accordo. Quasi altrettante su cui siamo in disaccordo. Le Diecine, ahimè s’è capito, non fanno parte del primo gruppo.

L’errore fondamentale di questo post, lo dico subito tanto perché sia chiaro da dove voglio partire e anche dove voglio arrivare, è dare per scontato che lo scazzo nei confronti delle Diecine sia solo mio, e sia limitato alle Diecine come fenomeno in sé. Questa non è una cosa mia, non è una malinconia che mi prende la sera e tantomeno, come sembra suggerire il post, un momento di rabbia mista invidia nei confronti di chi si è messo in fila davanti a me quando distribuivano le tette (che poi, per ragioni anagrafiche, credo fosse la Marcuzzi e non la Diecina della settimana scorsa, ma sono dettagli) ed è generosa nel mostrarle al mondo.

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Il corpo del reato

lug 23 2007 Inviato da nella categoria Opinioni

Ten Magazine, il giornale per uomini che hanno qualcosa da dire.”
E quel qualcosa, oltre ogni ombra di dubbio, è “Viva la figa!”
KillBill - La Diecina della settimana
Qui l’album completo di KillBill,
la diecina della settimana

Lo scriveva Giulia Blasi (il suo blog, per i pochi che non lo sapessero, è “Sai tenere un segreto?“) in questo post su Macchianera, in relazione al lancio di un periodico online con cui avevo e ho a che fare.
Ed è da quel giorno (da un po’ più di tempo, a dire la verità, ma non stiamo a sottilizzare) che ho in testa una domanda.
Questa domanda, alla fine può essere riassunta in un semplice, ipotetico pensiero.
E il pensiero è il seguente: che male ci sarebbe, nel caso, nel pensare “Viva la figa”?

Quando risposi a Giulia, scrissi – riciclando biecamente una vecchia barzelletta – che “Abbasso la figa!” è una cosa che può pensare solo un nano, ma io qui intendo proprio in senso filosofico. Mi chiedo: non dovremmo rallegrarci tutti del fatto che esista, la figa? Non era per caso questa l’intenzione delle centinaia di migliaia di persone che la votarono e la mantennero per anni al primo posto del sondaggio di Cuore che chiedeva di indicare “le cinque cose per cui vale la pena vivere”?

Credo che lo spunto (e questo nuovo tsunami di impetuosi commenti post-post-post-femministi) nasca dall’articolo del Financial Times secondo cui nella comunicazione italiana apparirebbero troppe donne nude.
Allora chiedo: che male c’è in una donna nuda?
Dice: che uno si fa le pippe guardandola.
Al che parte spontanea la domanda: e che male fa a noi, alla comunità intera, all’universo tutto, uno che si fa le pippe mentre guarda una donna nuda?
Dice: che si diventa ciechi. E in più si cresce con l’idea che il corpo femminile possa essere mercificato.
Va bene. E che male c’è quando una donna piacente, senziente, maggiorenne, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, di propria spontanea volontà e quindi libera da qualsiasi tipo di coercizione, decide di mostrarsi nuda, sia gratis che dietro pagamento?

Ho la versione dei preti: ci ho fatto tredici anni di scuola assieme. Ora vorrei la vostra, quella di gente che vive nel 2007; progressista; liberale; emancipata; che probabilmente non crede ad un essere superiore che prima ci crea nudi e poi considera peccato il non coprirsi; che quasi sicuramente qualche volta nella vita o più volte in un solo giorno si è masturbata; che non ha atteso il sacro vincolo del matrimonio per sacrificare il proprio o l’altrui imene. Chiedo: che problemi avete con la nudità, con il sesso, con l’innocua esposizione di un corpo innegabilmente bello, armonico, vitale (e, nel caso, anche di uno non bello, non armonico, non vitale?).

Giulia io la conosco da parecchio tempo, ed è quindi con tutta l’amicizia possibile che dico a lei e a quelle che la pensano come lei, che a volte ho l’impressione possano essere tranquillamente annoverate in una tipologia di individui di cui ho letto un’illuminante definizione oggi, per caso, su un blog che nemmeno mi è piaciuto troppo: “i cialtroni in un singolo campo”. Cito testualmente:

Ovvero, quella categoria di persone che sono perfettamente lucide in tutto, tranne che in un unico argomento intoccabile, sul quale non c’è verso di farle ragionare. Su quel singolo tema, sono capaci di partorire le atrocità più crudeli, le ridicolaggini più grottesche, le assurdità più contraddittorie, ed è assolutamente impossibile mettersi a discutere con loro alla pari. Qualunque obiezione viene presa come una dichiarazione di guerra, qualunque critica come una persecuzione, qualunque singola persona che non è d’accordo appare come parte di un gigantesco complotto cosmico contro di loro.

Faccio un esempio: oggi, nei commenti a questo post, si parlava di diritto alla privacy. Qualcuno che non ricordo se n’è uscito con la fesseria che rubare una password e utilizzarla non è poi così esecrabile, se hai qualcosa di importante da dire, che il fine giustifica i mezzi e tutte quelle balle lì. Al che Giulia ha commentato (l’ha fatto utilizzando una metafora, ma a volte l’uso che si fa delle metafore è altamente chiarificatore):

Sei per caso del partito secondo cui quelle che escono in minigonna si meritano lo stupro?

E, davvero, io ho pensato che l’equazione “minigonna = stupro consentito”, ormai, la fanno solo gli stupratori. Ma che evidentemente è un tarlo che rode, qualcosa di atavico che ancora fa male dentro, una reminiscenza di un mondo e di una società che grazie al cielo esistono solo nei nostri ricordi (e forse nemmeno in quelli: diciamo in quelli dei nostri genitori). Possiamo affermarlo tranquillamente, anche tutti in coro, oggi, in un giorno a caso di metà luglio: quelli che pensano che l’abbigliamento di una donna implichi e sottintenda un qualsiasi tipo di assenso all’approccio o alla molestia sessuale sono in primis dei delinquenti e in secondo luogo delle monumentali, emerite, incomparabili, inaudite teste di cazzo.
Non ci voleva tanto. Di quanto stiamo parlando, in fondo? Dello 0.01% della popolazione? C’è ancora tutto questo bisogno di generalizzare (cito nuovamente Giulia, da un suo commento: “Mi meraviglio solo che l’ “evolutissimo” maschio italiano, quello che si offende se gli dici di chiudere la porta della caverna quando esce, ancora ci caschi. No, anzi, per la verità non mi meraviglio per niente”) per fronteggiare ed emarginare una minima percentuale di dementi?

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