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NEL CICLONE. La spiaggia degli olivi e l´ex discoteca Tiffany.
25 agosto 2005 – dal Sito ufficiale del Comune di Riva del Garda
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dal Sito ufficiale del Comune di Riva del Garda
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«Stop all’ultima discoteca è una città per anziani»
da l’Adige.it – Quotidiano Indipendente del Trentino Alto Adige
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da Panorama.it – Hitech e Scienza
Oggi avrei voluto scrivervi e parlarvi di un sacco di cose.
Avevo in mente di fare gli auguri a Gigi (“sociogigi”, tutto attaccato, lo chiamavamo a Clarence) e Ludovica, che si sono sposati un mese fa, una quindicina di anni dopo essersi incontrati, e di mezzo ci sono stati momenti di tutti i tipi, ma sono capitate anche e soprattutto due persone più corte di loro che si chiamano Giulia e Gabriele, e che valevano la pena.
Magari vi avrei parlato di Veltroni. Magari anche no.
Forse vi avrei raccontato di un posto storico e bellissimo che diventerà un inutile museo sportivo solo perché a Roma hanno stanziato 50 miliardi di euro destinati a chi prende delle cose belle e ne fa musei sportivi.
Oppure avrei discusso con voi di quanto è strano che a volte servano eventi che ci travolgano per fare una cosa così semplice che si chiama pace.
Invece è stata una giornata così, e mi viene solo da dire una di quelle cose un po’ sceme e inutili che si dicono in questi casi (“in bocca al lupo”, “in culo alla balena”, “in groppa al calamaro”: fate voi) a Gianmarco, che siccome è entrato in un pronto soccorso che sembrava uno dei Simpson, quelli (del pronto soccorso, non i Simpson) hanno deciso di tenerlo lì per alleggerirlo – oggi – di un pezzettino.

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Nella mia casa/studio tutto è duro. Il letto prima di tutto. Chi non è abituato alla tavola di legno sotto il materasso fatto a mano, si sveglia con le ossa rotte. Non ho un divano ma questa panchetta dove mi stendo per meditare. Sono spigolosa perché vivo in una casa spigolosa oppure l’incontrario? Oppure le due cose vanno insieme?
Gli uomini che incontro sono tutti sbagliati per me, o sono io sbagliata per loro? O forse entrambi?
Se un uomo lo incontro biblicamente per la prima volta e ha una eiaculazione precoce è per colpa mia …poveretto era emozionato, oppure è lui che ha problemi punto?
Se poi questo sparisce è perché lui tanto si è tolto la curiosità di scopare con me o perché io lo ho guardato male e lui ora si vergogna?
E a proposito di droga –pesante, credo che sarà un grande passo in avanti quando nelle carceri sarà obbligatorio studiare e fare ginnastica. (Qui si parla di rivoluzionare il sistema penitenziario però….) Per quelli che si fanno di roba, 5 ore di ginnastica e gli passa la voglia di farsi. L’ozio, indotto dalla disoccupazione, matura dentro sè la depressione che porta dritto dritto alla delinquenza perchè la vita in cattività, come lo è una vita disagiata, fa perdere ogni speranza.
Il neohippy è chic perchè è consapevole di vivere in un sistema mondiale che ha ricreato le caste e i servi della gleba. Chi non capta il segno dei tempi non è chic, forse può essere alla moda e/o fare tendenza tra i propri simili, ma sarà sempre un bridge ‘n tunnel nella mondanità colta. [...] Il neohippy-chic è Creative Commons. [...] Bisogna ponderare con cura parole immagini dettagli. E l’odore, quello, bisogna tenerlo a bada ancor più di altro.
Mi rifiuto categoricamente di pensare che sono solo io quella che ha più problemi di altri, e mi viene il dubbio che non sono la sola ad avere buffi pensieri nella testa.
E’ il fascismo/comunismo del XXI secolo: non più gulag o esilio per i “dissidenti” ma il silenzio stampa. Io stessa ne so qualcosa perchè andando contro la nomenklatura RAI quando partecipavo all’Isola Dei Famosi – e avevo capito che qualcosa non andava – mi sono vista cancellare contratti e sono stata anche licenziata dall’agente che “non era d’accordo con me”.
Mi piace tenere il blog. in fondo sono vanitosa e mi piace sapere che qualcuno mi legge. Mi piace anche che si leggano gli errori di battitura, errori di consecuzio temporae e tutto il resto perchè scrivo di getto senza badare a correggere. In fondo quando parlo sono anche peggio: balbetto, dico fesserie perchè sono talmente timida e a volte quando parlo sembro deficente. Dico cose che non penso. Si mette in moto una sorta di auto-distruzione che fa sì che la gente pensa che sono stravagante, svagata anzi qualcuno è convinto che io sia parecchio scema. Come dargli torto?
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Last Subtitles
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Movies – subtitles for divx and dvd movies in many languages – dvd rip
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Tempo e previsioni meteo per Italia ed Europa
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I bet you did not know that we can do so many design with the hole in the CD!
Per tutti quelli che pensano che il cinema d’animazione non sia solo per bambini, per tutti quelli che pensano che Walt Disney non era un mostro cattivo, per tutti quelli che pensano che la Pixar sia un angolo di paradiso in terra e per tutti quelli che hanno storto un po’ il naso davanti a Cars, qui ci sono dieci minuti bellissimi di Ratatouille. Metto le mani avanti, io Cars non ho avuto il coraggio di vederlo. Avevo un po’ paura che stavolta avessero sbagliato qualcosa, avevo paura di essere stato tradito, avevo paura di trovarmi davanti ad una stanca routine produttiva. Ratatouille mi conforta e mi fa reinnamorare: l’immagine è ricca e profonda, capace di giocare con il fuorifuoco e la profondità di campo come non avevano mai fatto, le scene sommerse, con il cambio di luce, sono bellissime, i movimenti di macchina, per una macchina da presa che neanche esiste, sono perfetti. Ora, basta solo che alla Pixar non abbiano di nuovo risparmiato sullo script, è forse hanno fatto un nuovo piccolo gioiello. Ma anche se hanno risparmiato, la fucina ha riaperto e tutto è tornato a posto. E ora torniamo pure a parlare delle cose dei grandi.

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Cose strane. Mi sono chiesto: come mai ogni anno ho scritto un post per festeggiare il mio compleanno? Perché quel tanto che basta di vergogna non mi ha impedito, ciclicamente, di farlo?
Poi ho capito. Non è che volessi regali o auguri: serviva solo per piantare un paletto e ricordarmi che sono un disadattato. Lo dico perché fino a ieri mattina ero assolutamente convinto di stare per compiere 37 anni.
Invece sono 36.
Mica poco, se ci pensate.
E’ un po’ come se ti dicessero: “sei stato fortunato, ti abbuoniamo un anno”.
Oppure (cose che vanno dette sempre sfiorandosi un filo le palle) come fare “rewind” per i 365 giorni che pensavi di avere vissuto e invece ancora ti spettano.
Infine, quel post serviva anche a ringraziare – davvero, e tanto – tutti quelli che hanno fatto gli auguri (grazie a Skype, sempre solerte, o a questa segnalazione) nella giornata di ieri.
“Per la prima volta ho provato che cosa vuol dire l’umiliazione di non esistere. Con Gianni, con quell’uomo che stava morendo, ho vissuto 26 anni. Ma per le istituzioni, per l’ospedale, io ero nessuno. Non il convivente, non un parente. Nessuno. Solo un estraneo con nessun diritto.“
Su La Repubblica di oggi le toccanti parole di Ivan Dragoni, il compagno del fondatore della libreria Babele Gianni Delle Foglie scomparso una settimana fa.
Per tutti quelli che non capiscono perché i gay italiani rompono tanto le scatole protestando e manifestando per ottenere diritti che esistono già in tanti altri Paesi, europei e non solo.
Per chi disapprova se ce la prendiamo con la Chiesa cattolica, che vuole negarceli.
Per chi pensa che non siano una priorità per la maggioranza al governo, che ha cose ben più urgenti di cui occuparsi come la candidatura di Veltroni per il PD, per esempio.
Se oggi sarò al Christopher Street Day – il Gay Pride di Milano – anche io che non ho un compagno, è perché credo che quello che è successo a Ivan e ad altri sia profondamente ingiusto.
Cazzo io lo sapevo che prima o poi avrei fatto arrabbiare Montezemolo. Non che sia una sindacalista e non lavoro neanche nella pubblica amministrazione ma di sicuro non faccio neanche il tifo per la grande azienda.
Ma poi la mia non è una cosa personale contro la grande azienda anzi, quando ero più giovane c’erano i padroni da una parte e gli operai dall’altra, i padroni avevano un nome un cognome o magari due, avevano una villa da favola o magari due e andavano in vacanza sulla Costa Smeralda, o su quella Azzurra o magari su tutt’e due. Dall’altra c’erano gli operai che anche loro avevano un nome e un cognome magari banale ma pronunciabile avevano un appartamentino ad equo canone e la domenica andavano al mare a Ostia o all’Idroscalo o magari da nessuna parte.
Era tutto più semplice.
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