Francesco Alberoni è uno che i signoramia li fa benissimo, fino nelle sfumature. Cito da questo articolo (la segnalazione è di Iorek) la descrizione dei laici, pardon, “laicisti esasperati”:

All’opposto troviamo coloro che appartengono alla tradizione illuminista e scientista, per cui l’uomo è libero di fare di sé ciò che vuole. Essi sono favorevoli a qualsiasi espressione della propria sessualità, al divorzio, a tutte le forme di convivenza e di matrimonio, all’eliminazione della designazione di padre e madre, all’aborto, a molte droghe, all’eutanasia e alla sperimentazione genetica. Alcuni anche all’incesto e alla pedofilia.

Potrei fare un sacco di battute grossolane su come per un pedofilo la laicità è un handicap, ma non è necessario. Comunque tenetelo presente: secondo Alberoni (e il Corriere, che pubblica questo articolo senza fare un plissé), essere laici significa credere all’eliminazione della designazione di padre e madre. Molto utile, immagino, se si crede anche nell’ingropparsi la propria prole minorenne nel nome della libera espressione della propria sessualità, del divorzio, delle droghe, dell’eutanasia, della sperimentazione genetica e pure dell’aborto, via, non facciamoci mancare nulla.