Io quello non ce lo voglio più

c271.jpgCosì Gene Kranz, il mitico direttore dei voli Apollo reso famoso dall’Apollo 13, si rivolse a Deke Slayton, il selezionatore degli astronauti delle missioni Apollo.
In orbita c’era l’Apollo 7, con Schirra, Eisele e Cunningham. Era il primo test con equipaggio dopo la tragedia dell’Apollo 1. A bordo era successo un po’ di tutto: raffreddori, malesseri vari, malfunzionamenti della strumentazione. E il comandante, Wally Schirra, veterano e unico astronauta ad aver volato sulle Mercury e sulle Gemini, si stava piano piano ammutinando, rifiutando di fare alcune operazioni ordinate da terra. Non volò più nessuno dei tre, e Schirra si giocò la fortuna di essere il primo uomo sulla luna; fortuna che, secondo un tacito accordo, doveva toccare ad uno dei 7 piloti delle Mercury. Scomparso Grissom nel rogo dell’Apollo 1, diventato un monumento vivente John Glenn, perso Alan Shepard per l’otite che lo stava minando, rimaneva solo lui in servizio.
Ma, con quella spocchia tipica degli astronauti degli anni sessanta, lui se ne fregava. Voleva solo testare gli Apollo, perchè lui era e rimaneva un test pilot.
Se ne andato ieri. Magari sarà lì sulla Luna.

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5 Comments

  1. questa storia mi ricorda un po’ la trama di Space Cowboy o come caspita si chiamava quel filmaccio con Clint Eastwood versione astronauta.

  2. Wally Schirra, come il cognome può lasciar capire, ha una certa italianità: infatti è originario di Loco in Val Onsernone (Ticino, Svizzera).

  3. Ma se non sbaglio Shepard era affetto da Sindrome di Meniere, molto piu’ grave di un otite (causa la perdita del senso dell’equilibrio) e incompatibile con l’astronautica.

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