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  1. Scusate l’ignoranza ma sto rivera chicazz’è? Mai visto prima di ieri, pensavo fosse un operaio tesserato in uno dei comitati d’affare che rispondono al nome di sindacati concertativi, che finalmente si erano decisi a dare voce ad una persona comune, e invece è uno famoso, minchia!!! Adesso lo sarà di più, abbiamo capito che per raggiungere la celebrità in questo Paese ci sono due possibile vie: o i reality o a chi la spara più grossa :-)))

  2. Per il solo fatto di aver stigmatizzato il comportamento del vaticano nel negare i funerali a quel pover’uomo di Welby merita rispetto: in un mare di parole vuote e luoghi comuni (come al solito tante chiacchiere a cui non seguiranno i fatti) uno che dice cio’ che pensa senza paura delle critiche.

  3. Curioso come le parole dell’Osservatore Romano potrebbero benissimo adattarsi ad un discorso-tipo di quelli che si tengono da un certo balcone su una certa piazza una volta alla settimana.
    “E’ terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro (metti qui chi vuoi tu: arabi, gay, pacs-dico, staminali, etc.). E’ vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro (come sopra), sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”.
    “Si è tenuto un piccolo comizio, dando vita ad un confuso e approssimativo discorso sull’evoluzionismo e sui temi della vita e della morte. Tutto questo di fronte a circa 400.000 persone e ad un più numeroso pubblico televisivo”.
    Potenza mediatica alla rovescia.
    Il rovescio della mediaglia.

  4. ..se tutti i fancazzisti di sto concertone fossero andati a lavorare (!!!), avremmo un PIL delle dimensioni tipo “Rocco Siffredi”…

    …e comunque non c’era bisogno di scomodare una leggenda come Chuck Berry: bastava un pirla qualunque che sapesse quattro accordi (anche senza il barrè).

  5. Rivera aveva già detto le stesse cose sul palco di Emergency, alla manifestazione per la liberazione di Hanefi e Adjmal.
    Mi sembra strano che ora tutti si dissocino, visto che la posizione di Rivera era già nota e neppure inedita.
    Che male c’è a farsi pubblicamente domande che ognuno di noi può porsi intimamente?
    Che male c’è a puntare il riflettore sulle incoerenze di una istituzione che su alcuni temi importanti latita o è palesemente fuori tempo?
    E’ terrorismo farsi delle domande e riflettere ad alta voce? Se siamo arrivati a questo punto, ecco, Rivera è stato fin troppo moderato!

  6. ma possibile che la massa non si lamenti del livello di stupidità delle demagogia proletaria di rivera? ok, la demagogia proletaria quasi sempre si basa sulla pochezza intellettiva dei poveri interlocutori, in grado soltanto di plaudire qualsiasi stronzata, ma dal poco che ho visto ieri rivera ha raggiunto livelli inarrivabili.

  7. Caro cacchione, La massa non si lamenta? Il problema è proprio che la massa (e con lei i sindacati, la Rai e mio zio in carriola) si lamenta delle parole di un comico (non troppo bravo, siam d’accordo) e plaude all’Osservatore Romano, “indignato” perchè il suddetto tizio ha avuto l’ardire di affermare che il Santo Padre è un cazzo di troglodita.
    E’ per questo che viviamo in un paese di merda, mio caro…

  8. Il caso Rivera comporta una serie di riflessioni:
    1- Fino a ieri era sconosciuto ai più.
    2- E’ stato usato un palco che onestamente mal si prestava visto il carattere dell’evento, all’arringa del carneade.
    3- E’ però vero che ha semplicemente urlato un dato di fatto INCONFUTABILE al di là di ciò che i soliti bacchettoni e cattolici all’amatriciana possano pensare e dire: il VATICANO HA NEGATO IL FUNERALE A WELBY !! CIO RISPONDE AL VERO !!!
    come risponde al vero che lo stesso trattamento non venne riservato a qualche sanguinario DITTATORE o BANDITO ITALICO…
    I fatti sono questi e sono questi ad essere vergognosi non le persone che ne parlano.
    Mi sembra che parlare di terrorismo da parte dei media vaticani sia azzardato, quindi.

    Ma nel nostro paese funziona cosi,per dirla alla Travaglio, nascondere i fatti (oggetto della discussione) e parlare troppo e a sproposito del nulla.

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