Giovedì 31 Maggio 2007

Questa sera, dopo un tempo che a noi è sembrato interminabile (ma magari a voi no, e questo significa che state bene), dopo la bronchite che ha fiaccato il sottoscritto e vari impegni che non hanno persmesso agli altri ospiti di presenziare, questa sera, a partire dalle 21:30, torna Macchiaradio. Non si commenta nulla, anche perché il cazzeggio non ha bisogno di un pretesto. Oddio, uno ce ne sarebbe: provare il nuovo arrivato. Sabato torna anche SabatoNotte. Poi, settimana prossima, si va tutti ai RadioIncontri di Riva del Garda (RadioNation si occuperà dei vari podcast).
In studio: Laura Carcano, Laura Comoglio, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Simone Tolomelli.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
Sì può intervenire in trasmissione chiamando il numero di telefono che verrà comunicato nel corso della diretta, o utilizzando Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma.
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Volendo... non è che ci sia proprio bisogno di aspettare Santoro, questa sera...
di Filippo Facci
Anzitutto oggi è il 31 maggio, Giornata mondiale senza tabacco a cura dall'Organizzazione mondiale della sanità: il tema quest'anno è “Il tabacco è nocivo sotto qualsiasi forma o maschera”.
Tra i libri più venduti d'Italia, seconda notizia, c'è il longseller di Allen Carr "E' facile smettere di fumare", agile volumetto che in tutto il mondo ha venduto otto milioni di copie. L'autore, Carr, fumava sino a cento sigarette il giorno ma poi ha inventato un metodo per smettere come ha fatto da trent'anni, anche perchè, si legge a pagina 16, "ero certo che il fumo mi avrebbe ucciso".
La terza notizia, purtroppo, nel libro di Carr non c'è: è che Carr è stato ucciso da un cancro ai polmoni nonostante non fumasse da trenta. Aveva 72 anni.
La quarta eccezionale notizia è che l'autore di questo articolo, l'11 maggio scorso, ha detto addio al suo ultimo pacchetto di sigarette, e questo dopo aver scritto sul Giornale decine di articoli contro le crociate salutiste.
L'ultima notizia, infine, è che sempre l'autore di questo articolo, insomma io, adesso scrocco sigarette al prossimo e fumo pochi sigari toscani: ma dal punto di vista del beneficio salutare, dopo esser passato da cinquanta sigarette il giorno a due o tre al massimo (tutte scroccate) il risultato è che all'apparenza sto per finire al Creatore.
Mercoledì 30 Maggio 2007
Il giallo di Perugia lo conferma: la vera famiglia italiana è composta da un papà, una mamma e un agente del Ris. Evidentemente, nel matrimonio sono cambiate le regole d’ingaggio, ma le mogli non sono state avvertite. Cambiano i simboli del vincolo coniugale: per la donna la fede al dito, per l’uomo le manette ai polsi. Hanno ragione i teocon, non si può mettere sullo stesso piano una coppia gay e una coppia regolarmente sposata: è difficile che un omosessuale ammazzi di botte la moglie incinta. La Chiesa perdona Roberto Spaccino: «Barbara era perfettamente sana e non voleva morire: suo marito dunque non si è macchiato dell’abominevole crimine dell’eutanasia». Ma i vicini inveiscono contro l’uxoricida che ha messo in scena una rapina per nascondere il delitto: «Bastardo, se confessavi prima evitavamo di spendere una fortuna in antifurti». Domenica prossima grande manifestazione nazionale a Roma per protestare contro una magistratura relativista che si rifiuta di scaricare gli omicidi in famiglia al primo sbandato romeno a tiro. Silvio Berlusconi annuncia la sua presenza: «Così, se succede qualcosa a Veronica, avrò un alibi di ferro».

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Martedì 29 Maggio 2007
Per l'omicidio della donna incinta di otto mesi hanno arrestato il marito.
La notizia non è notizia ma solo fatto di cronaca perché siamo abituati a questo genere di brutalità maschile. E siamo abituati alle aggressioni fisiche e verbali a Luxuria, al “forte accento straniero” dei rapinatori della tabaccheria e ai disordini agli stadi.
Là fuori il mondo è pieno di uomini cattivi e di donne, nel caso specifico dell'omicidio di Barbara, che si indignano, si incazzano e denunciano questa crescente ondata di violenza contro le donne.
Là fuori insomma è pieno di omosessuali che si danno ragione o, sempre nel caso specifico, di donne che si danno ragione ed è per questo che non alcuna intenzione di andare là fuori o nel blog vicino, a darmi ragione da sola.
Perché questo è il punto, nessuno qui è colpevole di aver mai neanche tirato uno schiaffo alla propria compagna, ma lo siete tutti, indistintamente, di nutrire nei confronti degli ambienti femminili una certa diffidenza a meno che ovviamente, non si tratti di ambienti creati appositamente per attirare gli uomini. Ma qui non si parla di lap dance.
Caro Sofri, quello anziano. Tu lo hai fatto il '68, io ci sono nato. Io sono cresciuto in quella Roma presidiata dalla polizia. Tu hai intelletualmente lottato contro quel modo di essere Stato e quel modello economico; io l'ho vissuto così intensamente che l'ho lasciato.
Io abitavo vicino a dove si riunirono per decidere della morte di Moro. Io mi sono subito tutti blocchi di polizia, e mi sono visto il mitra spianato controllare la macchina di una famiglia con le paperelle che va al mare ad Ostia; a nove anni e mezzo. Quelli della banda della Magliana e quel baretto di Via Chiabrera non me li dimentico. E non mi dimentico il funerale della scorta degli agenti di Moro.
Non ti sto accusando di nulla, ti sto solo chiedendo un favore, a te e a chi magari sa qualcosa, accomunandoti solo per filone generazionale a Curcio, a Moretti, a Fioravanti: diteci come è andata, non dite "Ho ricordato, benchè non ce ne fosse bisogno, che lo Stato di quegli anni '60 e '70 aveva uomini e organi capaci di ogni illegalità e di veri crimini.". Ce ne è bisogno, eccome.
La generazione dei vostri figli vuole adesso andarci al potere. Senza casini e senza farsi male. Saremmo contenti di sapere qualcosa delle nostre radici, prima che la vita vi porti via a tutti.
Penso che ce lo dovete, no?
PS: grazie per averne fatto un nome di quelle persone dello Stato che decidevano a tavolino della sorte di tante persone.
In merito alla Proposta, mi trovo in linea con Camillo (rimango comunque più in linea di Adinolfi): suggerire alcuni nomi da inserire in un partito nato morto è inutile e antipatico, un po’ come se il presidente della commissione di vigilanza della Rai suggerisse qualcuno da assumere al direttore del TG1. Serve solo a parlare d’altro. I firmatari vogliono davvero partecipare alla vita del Partito Democratico? Ottima cosa: si riuniscano, si sforzino di scrive un programma di sostanza, mettano in evidenza le differenze con l’attuale dirigenza e si sporchino le mani giocando fino in fondo. E la piantino di guardare la data sulla carta d'identità, perché questi che vogliono pensionare poi ci piazzano i loro figli a fare i dirigenti.
P.S. a me Diaco sta anche simpatico.
Lunedì 28 Maggio 2007
Il mostro di oggi si chiama tumore, un signore che se na va in giro indisturbato da secoli a fare vittime tra uomini e simili. Un mostro che ha una predilezione per gli ambienti inquinati e fumosi, ma che non disdegna anche ambienti sani.
Il mostro è arrivato in prima pagina sull'Espresso con un articolo agghiacciante che, numeri alla mano, ha parlato di epidemia italiana. Va da sè che i numeri presentati sono corretti, ma va anche da sè che, qualora una persona metta l'aggettivo italiano ad un'epidemia, allora varrebbe la pena di farsi un giro nei paesi con uno standard di vita simile.
Per scoprire che, dati dell'organizzazione mondiale della sanità alla mano, di tumore muore una persona su 4 praticamente dappertutto nel mondo industrializzato: il 26,5% in Italia, il 26,6% in Germania, il 24,5% in Gran Bretagna, il 28,3% in Francia, il 23,2% negli Stati Uniti, e il 31,3% in Giappone.
Il problema fondamentale è che leggere l'aumento da 122,6 casi per milione alla fine degli anni Sessanta a 195,2 alla fine degli anni Novanta è dal punto di vista statistico molto complesso. Che un impatto dello stile di vita complessivo sui tumori sia notevole è stato già provato. Ma da lì a parlare di epidemia, e per di più di epidemia italiana, ce ne passa.
Senza per questo nulla togliere ai casi locali o regionali evidenziati nell'articolo, per i quali i disastri provocati situazioni ambientali eccessivamente inquinate sono sicuramente una causa primaria di sviluppo del mostro in questione.
Domenica 27 Maggio 2007
Sabato 26 Maggio 2007
Venerdì 25 Maggio 2007
You sass that hoopy Douglas Adams? Now there's a frood who knew where his towel was. You are invited to join your fellow hitchhikers in mourning the loss of the late great one. Join in on towel day to show your appreciation for the humor and insight that Douglas Adams brought to all our lives!
So long, and thanks for all the fish!
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Giovedì 24 Maggio 2007
Ogni mattina un leone si sveglia e comincia a correre. Ogni mattina una gazzella si sveglia e comincia a correre. Apparentemente ogni mattina appena svegli è consigliabile mettersi a correre. È un istinto ancestrale che la natura, maestra di vita, ci impone. Rassegniamoci: siamo animali. Cerchiamo di affrancarci dalla nostra bestialità, indossiamo uniformi borghesi e ci esprimiamo con formule di cortesia verso i nostri simili: ma siamo animali. Penzoliamo come primati dai rami della società civile, ne scrutiamo attoniti la progressiva e inesorabile desertificazione. L’eco della frustrazione rimbomba nel vuoto esistenziale che ci circonda. Cerchiamo perlomeno di soddisfare le nostre necessità primarie: mangiare, dormire, scopare.
Sono le due di notte e ha vinto il Milan. Niente in contrario agli schiamazzi notturni, ci mancherebbe altro: ha vinto il Milan, perdincibacco! Quando due mesi fa l’Inter ha vinto il Campionato, un macello uguale. Il fatto è che domani si va a lavorare, ma la scienza ci viene incontro con tre pastiglie di melatonina. Sulla scatola, veramente, c’è scritto di prenderne al massimo una. La melatonina è consigliata per ristabilire un equilibrio nel nostro ritmo circadiano. Contro l’insonnia notturna e la sonnolenza diurna, meglio l’Halcion: fa effetto prima. Oppure vieni qui, attraversi la città in delirio, schivi le bandiere, rischi la tua incolumità e scopiamo.
Mediamente pensiamo al sesso ogni 7 minuti. Un tifoso pensa alla sua squadra ogni tre. Adesso la partita è finita, giusto? Avete vinto, no? Quindi si può scopare, anzi bisogna: lo dicono anche le statistiche. Il 9 luglio 2006, durante la finale dei Mondiali, migliaia di coppie si sono date da fare e il baby boom dello scorso aprile ne è la prova. È la forza della natura, non possiamo sottrarci. Ci tocca scopare per forza. Puoi fermarti a dormire, se vuoi. Prima o poi finirà questo casino infernale. Domani ci alziamo con calma e facciamo colazione insieme. Non serve che scappi via di corsa, tanto mio marito sta via tre giorni. Così impara, lui e il suo mercoledì da coglione. Ah, sei anche tu ad Atene?
Se un pregio il Facci ce l'ha, è quello di essere preciso. E di documentare di come la sinistra, per non dire i comunisti, in realtà di mafia ed antimafia non capivano nulla. Non capivano nulla delle dinamiche e dei metodi. E quindi non elaboravano una strategia capace di fermarli e non trovavano gli uomini e i mezzi giusti. Alla storia giudicare se non capire di mafia è stato un errore. O se è stata semplicemente una mancanza di informazioni e di contatti di prima mano.
Detto questo, e visto che siamo in tema 1992, a me piacerebbe capire se in Italia ci sono state persone e istituzioni che queste informazioni di prima mano ce le avevano. Perchè a loro, e non alla sinistra, va ascritta la mancanza di azione coordinata e continuativa. A questo riguardo mi permetto di riproporvi questo post del Neri. Il video in questione sta anche su YouTube.
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Mercoledì 23 Maggio 2007
di Filippo Facci
"Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la mia prima volta: avevo già adoperato l’auto bomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento. Ho strangolato parecchie persone. Ho sciolto i cadaveri nell’acido muriatico. E, prima di farlo, molti li ho carbonizzati su graticole costruite apposta".
Scrivo dal fronte e le mie trincee, le mie barricate non hanno il colore camaleontico della sabbia, della terra. Non sono avvolgenti e protettive. Non deve piovermi addosso il piombo. Scrivo sotto muri alti tre metri, spessi uno, coloratissimi e nauseabondi. Signori vi scrivo dal fronte della munnezza. Ne ho sentite tante: che quella trincea l'abbiamo costruita noi, col nostro silenzio, con la nostra indolenza, con la nostra insipienza. Vi scrivo dal fronte degli uomini senza dignità, che per una visita dal medico chiedono il favore all'amico dell'amico, e restano in obbligo per anni. Dal fronte degli inetti, incapaci di tenere per un attimo la schiena dritta. Smidollati, incapaci, inutili i miei compagni al fronte. Sanno guardare solo quell'orizzonte che si presenta a un palmo dal loro naso, dal nostro naso. E accusano: prima uno, poi l'altro, poi quello che verrà.
Sopportano, i miei compagni. Quella puzza, quello schifo, quelle fiamme.
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Martedì 22 Maggio 2007
Ma a voi pare che un qualche esponente del Parlamento britannico abbia pronunciato verbo (anticipatamente) riguardo il famigerato documentario della BBC? No perché in Italia l'ex Presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, dice di non capire per quale motivo la RAI debba sperperare i suoi soldi nell'acquisto di una "schifezza" quale sarebbe il documentario in questione. Senza poi contare che - aggiunge - sarebbe meglio fare un bel lavoro da zero nel quale si approfondisca il problema dei preti pedofili sì ma in relazione alle altre bellissime cose che fa la Chiesa in giro per il mondo. Il rapporto che indica è 1:1000. Quindi? Cos'è, non vale dunque nulla?
E poi mi sono tastato per capire se ero vivo.
Francesco Alberoni è uno che i signoramia li fa benissimo, fino nelle sfumature. Cito da questo articolo (la segnalazione è di Iorek) la descrizione dei laici, pardon, "laicisti esasperati":
All'opposto troviamo coloro che appartengono alla tradizione illuminista e scientista, per cui l'uomo è libero di fare di sé ciò che vuole. Essi sono favorevoli a qualsiasi espressione della propria sessualità, al divorzio, a tut