Se non lo dice nessuno, lo dico io

copj13.asp.jpegScusate, devo dirlo a qualcuno, devo farlo io.
Sì, perché se nessuno dice che questo libro – gigantesco in più di un senso – è non un oggetto, ma una visione – ché la parola “capolavoro” ce l’hanno svuotata e sputtanata negli ultimi cinque anni e ormai vale quanto una vite spanata – be’, lo faccio io.

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9 Comments

  1. qualche giorno fa c’era una lunga recensione su su repu, su questo libro, e già quella invogliava

    certo che è lungo più dei karamazov*

    *)record personale di lunghezza di libro letto, 1992, a livello del mare, per ossigenare meglio i tessuti cerebrali

  2. assolutamente d’accordo.

    già “terra rossa, pioggia battente” e “amore e nostalgia a bombay” (dove mosse i primi passi l’ispettore Singh)promettevano bene (grazie, vecchia INSTAR). Oggi si può cantare clear and loud: Vikhram Chandra è fantastico.

    prossimamente, qui : http://www.rvnet.eu/fuoritesto/003
    un dovuto approfondimento

  3. Guarda che se scrivi “spannato” non indica lo status di uno che ha ricevuto dello spam (scusa la critica ma oggi piove, inverto tutte le dopipe con il carattersre successivo ed ho appena letto il post Disfantola).

  4. un saluto a petu.. quando sono andato a vistitare il tuo sito e non l’ho visto più ho subito pensato “cazzo, vuoi vedere che sta volta ha fatto successo sul serio”
    invece no.. per fortuna era solo un problema tecnico
    ;)

  5. – ThePetunias: per “colpa” di questo post me lo sono comprato… Se poi non mi piacerà ti chiederò i danni… ;-)

    – Valerio: di Morozzi avevo letto Blackout, mentre non ho più trovato in giro “L’era del porco”. Meritevole anche quello?

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