Vota Bagnasco per un Paese senza gay

Ditemi voi se, con la pubblicazione della Nota pastorale sulla famiglia e sui Dico, Bagnasco non farebbe bene a candidarsi per le prossime elezioni.
“Il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge”. Con questo appello ufficiale non possono più sostenere di non fare ingerenza nelle cose di Stato. La CEI è ormai un partito politico a tutti gli effetti.
Non solo: non vedo proprio come ci si possa ancora dichiarare gay e cattolici, quando la Chiesa dimostra una simile ostilità verso gli omosessuali.
Ah, e se non siete gay ma vi dichiarate a favore della legalizzazione delle unioni di fatto non siete buoni cristiani, sappiatelo.

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5 Comments

  1. Io vorrei sapere da coloro che difendono l’attuale atteggiamento della Chiesa:

    Se dichiarare per filo e per segno come un parlamentare cattolico deve votare rispetto a una determinata legge NON è un’interferenza della Chiesa con lo Stato…

    …allora QUANDO si configurerebbe una tale interferenza?

    Spiegatemelo, please…

  2. Matt Butler, attendo con ansia un tuo fulminante corsivo sul giusto soddisfacimento delle virili esigenze fisiologico-sessuali degli uomini sposati del Belpaese, che vanno a bagasce ma senza intaccare la famiglia tradizionale, base fondante della nostra società…
    (Chi sei, il fratello + furbo di Rhett???)

    Scommetto che appartieni a quella strana genìa di uomini che se e quando provano a lavarsi la maglietta da soli, guardano quello strano oggetto misterioso che è la lavatrice e chiedono alla moglie: “Quale programma devo impostare?”
    E lei – l’angelo del focolare legata al marito da voto indissolubile – replica:
    “Dipende da cosa c’è scritto sulla maglietta?”
    E lui le fa, serissimo:
    “VAMOS A LA PLAYA”

    … spero non dicessi sul serio, ma mi sa che sono troppo ottimista…
    (ciao, Morosita!;o)))

    buon we a tutti…

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