Faccio una Filippica

Sono storie che fanno male. Perchè Dario Fo è comunque un pezzo della storia e della letteratura di questo paese. E perchè ha sempre rappresentato un modo bellissimo di essere di sinistra.
Una cosa però non mi è andata giù del pezzo del sempiterno Facci: la chiosa finale con la citazione della sentenza (di primo grado non appellata, e quindi definitiva). Non per la citazione in sè, esatta e documentata come tutto il pezzo. Ma per qualcos’altro.
Visto che veniva posta la sentenza definitiva come un timbro finale del fatto che una persona abbia commesso un determinato fatto, mi chiedevo se dovremmo essere così diretti anche riguardo un’altra sentenza definitiva, anch’essa parte dolorosa della storia della sinistra italiana:

Benedetto Craxi conosceva molto bene il sistema di illecito finanziamento del suo partito e i meccanismi perversi che alimentavano tale sistema, entrato paradossalmente a fare parte, per prassi consolidatasi negli anni, della fisiologia organizzativa del partito, e nulla fece per porre fine ad esso, al quale, anzi, aderì.
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31 Comments

  1. ognuno assume una posizione e poi la tiene o si sposta a fo si potrebbe anche chiedere dei tempi del soccorso rosso(oggi sarebbero fiancheggiamento)e a facci sulla comodità di essere craxiani al giornale alla rame sul perchè con di pietro a rutelli sullo sbandieramento delle nozze in chiesa anche al piccione sniffarolo chiederei ecc. ecc.

  2. Forse il senso è che f.f. ultimamente riesce a farla troppo spesso fuori dal vaso…oltretutto sapendo di farlo.
    A tratti sembra la brutta copia di Ferrara, come se una bella copia dello stesso fosse dignitosa.
    Peccato, perchè in fondo f.f. mi è pure umanamente simpatico.

  3. si Gabriella, tuttavia il paragone ha una sua logica, non mi sentirei di dare contro a Carletto.
    O meglio, possiamo dare contro a Carletto almeno quanto dovremmo dare contro ad alcuni interventi azzardati di f.f.
    Dal momento che non intendo partecipare allo sport nazionale di dar contro a Facci, anche per non fare nè il suo gioco nè quello del gentile padrone di casa……

  4. Un post alla cavolo.
    Sentenza contro sentenza non c’entra niente.
    Lì si sfotteva due santini, uomini di specchiata onestà intellettuale, che campano coi tironi moralistici sui ladroni. Ma che nascondono qualche scheletro mai ammesso completamente.
    E la sentenza citata è una beffa per il Nobel giullare che racconta ciò che gli pare, balle.
    Su, un po’ di spirito. Non era satira da Bagaglino.

  5. Bah…tutto cio’ che riguarda Craxi è da bagaglino.
    La stessa esistenza di un Craxi è da bagaglino.

    Ma stiamo davvero ancora a discutere sull’omuncolo?
    Nostalgici!

  6. Dal pezzo emerge l’imbarazzo che avete nell’avere Facci in redazione

    Che, tra l’altro, già si capiva dal fatto che i suoi pezzi NON SI POSSONO COMMENTARE

    (cosa inaudita: questo è internet, non Il Giornale di Bersluconi)

  7. credo che la scelta di non consentire i commenti nei post FF sia una libera scelta dello stesso FF.

  8. Unico senso di questo post consentire i commenti per mettere il patetico Facci di fronte alla sua nullità. Povera animuccia vigliacca, incapace di sostenere le conseguenze delle sue pernacchiette. Piccioncino che comunque non può imbrattare un monumento troppo grande per lui. A me sono bastate poche parole per fargli perdere il fragile equilibrio con la pura forza dei fatti, tanto che cancellò, con il consueto coraggio, ogni traccia del mio passaggio. Se a Neri piace così affari suoi, ma sarò solo uno dei mille che metteranno sempre il piccolo mercenario davanti alla sua meschineria.

  9. Mah… Dario Fo ha fatto male, anzi malissimo a nascondere il suo passato, però occorre anche contestualizzare le cose. Nel 1944 aveva 18 anni, che sicuramente allora, e in quella situazione, pesavano più di adesso, ma non erano comunque molti. Possiamo chiedergli il conto di quanto fatto allora, ed è legittimo, come è legittimo pensare di soffermarci *anche* sui 60 anni successivi che, omissioni su quei fatti a parte, parlano abbastanza chiaro.

  10. La vita dovrebbe essere una somma.
    Fatti i dovuti calcoli, il fascismo di Fo ha prodotto un comunista. E un premio Nobel.

    Fatti i dovuti calcoli, eh. Poi se c’è chi non sa contare…

  11. . . . “un modo bellissimo di essere di sinistra” NON ESISTE.

    E assieme a quello dato ad Arafat, il nobel a Dario Fo è sicuramente il meno azzeccato dalla nordica giuria dell’ambito premio.

  12. Buonanotte Darwin. Hai citato una sentenza NON definitiva che per giunta straccia una condanna inflitta a Craxi dalla Corte d’Appello.
    Che la politica si reggesse sul finanziamento illecito e che Craxi si sia limitato a comportarsi come tutti gli altri politici è circostanza riconosciuta dallo stesso Craxi, cinque anni prima della sentenza, nel famoso discorso alla Camera.
    Ottima informazione, dunque, e ottimo commento: caso speculare a quello Fo.

  13. Facci è un genio : chiudendo i commenti riesce a “stimolare” un nuovo post a cui seguono i commenti che sarebbero comparsi nel suo. Secondo me se la ride sotto i baffi.

  14. France, in che senso non definitiva? Perche’ contumace?
    Comunque io volevo fare solo il paragone tra il caso Fo (fatto, anni di negazioni, parziali ammissioni, sentenza).

  15. C’é chi dice : NO !

    Signor Sindaco Portobello, Lei nel marzo del c.a. ha diffidato la Italcementi.

    Consci del fatto che il provvedimento da Lei adottato nei confronti della Italcementi era un atto Dovuto, ci preme in ogni caso comunicarLe il nostro grande apprezzamento, per la Sua decisione, a dimostrazione di un’assunzione di responsabilità.

    Probabilmente possiamo affermare, che per la prima volta ad Isola delle Femmine una pubblica istituzione, intima e sollecita un’Azienda privata al rispetto delle leggi in materia ambientale, della salute dei cittadini, al rispetto del territorio in cui un’azienda, agisce e produce.

    Ci rendiamo conto delle resistenze che ha dovuto superare nell’adottare il provvedimento, perché come tutti possono immaginare, ma non dire, (si vocifera) che tra la politica (con la p minuscola) e la Italcementi si è creato una sorta di “vicendevole e benevolo condizionamento”.
    Vedasi l’impegno della Italcementi nel soddisfare alcune esigenze della nostra Comunità, nel favorire assunzioni di nostri concittadini e varie opere di beneficenza, un esempio illuminante è stata la concessione autorizzata qualche anno addietro, dal Comune di Isola per la realizzazione del deposito di stoccaggio di petcoke.

    Sembra esservi dubbi sulla sua legittimità, oltretutto in un sito in cui si svolgeva attività estrattiva. A tal proposito c’è da chiedersi ed eventualmente verificare la scadenza della concessione.

    Per tornare alla Sua diffida, noi pensiamo che diversamente da quanto affermato dalla Italcementi, il petcoke non è una cosa “innocua.
    Esperti chimici hanno dimostrato il petcoke: riccho di metalli pesanti e zolfo.
    L’ARPA sembra aver riscontrato delle violazioni per l’uso del combustibile Petcoke, al punto di doverne dare dovuta informativa all’autorità giudiziaria.

    L’uso di questa “feccia del petrolio”, che va sempre più aumentando, determina un incremento vertiginoso dei profitti.
    Tutto ciò naturalmente può avvenire se è consentito, senza che chi ne ha la responsabilità si curi di tener conto dell’ubicazione dello stabilimento che è posto in un’area altamente abitata, riflettiamo! All’ingresso del Paese. (alto rischio oltre che ambientale anche sanitario).

    Oggi finalmente: l’ARPA ammette che le proteste dei cittadini di Isola avevano fondamento.

    I Cittadini di Isola delle Femmine dicevano la verità! D’altronde anche l’ Italcementi comincia a dire qualcosa in più, anche se con lo scopo di tirare acqua al suo mulino senza dire fino in fondo come stanno effettivamente le cose! (per esempio quando si vuole scambiare il petcoke con il carbone o polverino di carbone).

    L’ARPA afferma che: “…la Italcementi non è in grado di fornire la documentazione tecnica allegata ai decreti autorizzativi sopraelencati, né di indicare quali fossero i combustibili autorizzati, né la data d’inizio d’impiego del petcoke; si evidenzia altresì che la natura del combustibile utilizzato…… le modalità di gestione del petcoke non sono citate nei decreti autorizzativi e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Ditta sul contenimento delle emissioni diffuse; inoltre la ditta effettua attività di recupero rifiuti costituiti da refrattari nella linea di produzione clinker e di gessi chimici da desolforazione nella produzione di cemento nel molino cotto 3.

    Di quest’attività di recupero non è data evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti d’emissione.

    Ai sensi delle direttive Europee gli “Stati membri (cioè l’Italia) devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che POTREBBERO recare pregiudizio all’ambiente e in particolare:

    – senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora;
    – senza causare inconvenienti da rumori od odori;
    – senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse.
    In percentuale, proviamo a chiederci, quanto incidono sull’inquinamento dell’aria le continue e frequenti emissioni derivanti dall’attività lavorativa della Italcementi?

    INQUINARE l’aria, è un reato molto grave, che coinvolge il Sindaco, e dirigenti della pubblica amministrazione.
    Le considerazioni che in genere sono fatte a fronte di tali affermazioni sono:
    “siete in grado di provare ciò?” I ricercatori parlano in termini di anni per avere una casistica certa e meritevole di costituzione in giudizio. Per esempio a distanza di anni, in un’area ove si produce cemento, si è accertato che sul 20% della popolazione erano concentrati il 60% dei tumori polmonari presenti nella zona e ciò ha provocato denunce penali.

    Quando si parla di emissioni, per la salute dei lavoratori della Italcementi dei loro figli e dell’intera Cittadinanza è importante sapere quantitativamente le sostanze immesse nell’aria.
    Un Sistema di rilevazione e controllo autogestito con la partecipazione delle Associazioni dei Cittadini, potrebbe fornirci delle indicazioni precise sulla qualità dell’aria che respiriamo.
    – Ci chiediamo se il Sindaco i Rappresentanti dei lavoratori e i cittadini siano bene informati su quanto con sempre più frequenza avviene in termini di emissioni.

    Chiediamo a Lei Signor Sindaco, che ha avuto l’opportunità di approfondire la questione.
    Se ha chiesto spiegazioni, rispetto delle normative ed impegni precisi alla Italcementi.

    Noi Abbiamo fondati motivi per ritenere che nulla di tutto questo sia accaduto e dobbiamo prendere atto che chi “giura” sulle garanzie del processo produttivo, chi parla di “controlli efficienti” sui combustibili utilizzati, chi si sbraccia per sostenere di “avere a cuore” e di fare il possibile per tutelare la salute dei suoi concittadini, in pratica cerchi di mascherare una tragica realtà che risulta più comoda nascondere o minimizzare.

    Sottovalutare o fingere di ignorare, i rischi a cui quotidianamente i cittadini di Isola sono soggetti, e perdere altro tempo, contando sullo sfinimento, l’emarginazione, la derisione,
    l’ isolamento di chi è impegnato nella difesa della salute e della qualità della vita, E’ UN REATO!
    Vi è in Noi la convinzione che oggi: la tecnologia ha in serbo tutti gli strumenti necessari affinchè il ciclo produttivo della Italcementi, possa svolgersi nel rispetto della salute dei lavoratori dei nostri cittadini e di quelli di tutti i comuni limitrofi. Il problema è solamente di natura economica.

    Nel ribadire ancora una volta la nostra posizione della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, rivolgiamo un forte appello ai cittadini e ai lavoratori affinché si riprenda una seria riflessione su quanto avvenuto e quanto sta avvenendo in questi impianti.

    La tutela della salute non può essere delegata e l’unica garanzia passa attraverso l’assunzione di un impegno diretto, responsabilità e azione di noi cittadini direttamente interessati.

    Signor Sindaco Portobello, a Lei che è delegato a tutelare la salute pubblica, chiediamo di essere più presente quando si affrontano di queste problematiche che vedono coinvolta l’intera comunità che Lei pensa di Amministrare.
    Ora! Ai cittadini di Isola delle Femmine è data una grande opportunità: attraverso una grande opera di bonifica dell’area che l’ARPA ha certificato essere contaminata creare le condizioni di un recupero ambientale e paesaggistico ai fini di una fruibilità da parte dei cittadini di un sito che la Comunità Europea ha dichiarato essere area di protezione ambientale e che in Italia è stato recepito dal Decreto Presidenziale 357 dell’8.9.97.

    Comitato Cittadino Isola Pulita

    http://isolapulita.splinder.com/

  16. “il fascismo di Fo ha prodotto un comunista”.
    Non è successo solo nel caso di Fo, ed è tutt’altro che fonte di stupore.

  17. francamente me ne infischio. Nel senso che di queste storie se ne conoscono tante. Pure Ingrao fu tra i fascisti se non ricordo male. Ma non voglio entrare nel merito di questo o quello.

    La vera questione è: mi son detto, fammi vedere di che si parla aspettandomi un qualche commento su questioni di stringente attualità o altre cose che ci apaprtengo (il “ci” è genericamente generazionale) e invece anche in un blog, anche tra persone di generazioni che non hanno da regolare conti di storie passate (dalla resistenza agli anni ’70 a tangentopoli) e per far questo intasano paginate di giornali (poi dici che sono in crisi) anche laddove si lamenta che questo paese è vecchio, che è ancorato al passato ecc. – anche qui stiamo ancora a discutere neanche di storia – che andrebbe bene – ma di singole falle nel curriculum vitae di singoli personaggi. Cosa che non serve alla discussione sulla storia (la storia fatta “a personaggi” va bene per le fiction tv o i film tipo Troy) ma sopratutto non va bene per un paese che ha bisogno di discutere dell’oggi e possibilmente del domani. Prima che il nostro domani sia uno “ieri” (neanche tanto entusiasmante come quelli contraddittori, fascistizzati di Fo e Biagi)

    Io mi augorerei dai luoghi come la rete escano i nuovi opinionisti che manderanno quel vecchio trombone di Enzo finalmente in pensione. Questo accadrà quando smetteremo del tutto di parlarne, nel bene e nl male.

  18. Francamente me ne infischio pure io.

    Se per attaccare Biagi e Fo bisogna risalire a 60 anni fa, con argomenti così futili, significa che di argomenti seri non ce ne sono.

    Peraltro, non capisco il pluriennale accanimento di Facci contro Biagi, posso solo pensare che sia una questione personale.
    Biagi non mi è mai piaciuto, ma nel caso del “licenziamento” ha semplicemente fatto valere il suo contratto di lavoro, vogliamo riconoscerlo o dobbiamo essere garantisti a singhiozzo? Certo Biagi poteva comportarsi diversamente: fare causa alla Rai (come Santoro) o starsene zitto e prendere senza vergogna un mega stipendio dirigenziale per 3-4 anni senza fare nulla, come Freccero, che ora strepita per un posto “adeguato ai suoi meriti”.

    Ultimo punto: possibile che per attaccare Facci si debba tirare in ballo tutte le volte Craxi? il giovanotto (si fa per dire) non è ancora svezzato?

  19. Ma che senso ha il post?
    Una sentenza non cancella l’altra.
    La differenza stà nel fatto che la
    prima è stata negata al limite del
    possibile, la seconda no!

  20. Mah, nessuno coglie la differenza fra craxi che ammise subito quello che aveva fatto e Fo che continua a negarlo. Craxi si fece carico moralmente delle sue azioni, il premio nobel no; anzi, continua a farci quotidianamente la morale, cosi’ come il tamburino dei veri valori Grass.

    Non dico questo perche’ abbia particolare simpatia per Craxi ma, se si fanno giudizi di paragone, allora lo preferisco a Fo, almeno relativamente a questa vicenda.

    Piu’ diffusamente su Fo, poi, non capisco come non ci si accorga che i valori come l’antifascismo, se usati come quotidiana clava politica, si svalutano, soprattutto se viene fuori che hai alcuni scheletri nell’armadio.
    Anzi, piegare questi valori alle proprie esigenze politiche e per rafforzare il culto della propria personalita’ (tratto fascista della nostra cultura, duro a morire) mi sembra un notevole stupro dei valori stessi.

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