Fate girare, grazie

Ciao Filippo.

Io sono *******, sono fiorentina e ho 23 anni. Non ci conosciamo, ma c’è una cosa che mi fa un po’ incazzare e siccome mi ispiri simpatia ne volevo parlare con te.

Certamente sai di quell’idea del Ministro Melandri di proibire per legge che sfilino modelle con Indice di Massa Corporea inferiore a 18, al fine di limitare il diffondersi dell’anoressia. Idea peraltro già venuta a Zapatero.

La cosa mi punge sul vivo, poiché sono affetta da Disturbi Alimentari da anni (anoressia e bulimia, spesso insieme). Ora, io vorrei tanto che qualcuno dicesse alla Melandri che una legge del genere non salverà una sola ragazza né dall’anoressia, né dalla bulimia, né da nessun altro disturbo dell’alimentazione. L’anoressia è una malattia mentale, il Ministro dovrebbe estirpare il tarlo che sta nelle nostre teste: ipotesi ovviamente impraticabile, fantascientifica.

Chi si ammala (ragazze, ma anche ragazzi) non lo fa perché ha deciso di voler essere uguale a Kate Moss che ammicca dalle pagine patinate. Si cade nei Disturbi Alimentari per tanti fattori concomitanti, ma tutti legati a noi stesse e alle nostre famiglie. A me è mancato Amore dai genitori, e non perché sono orfana, ma perché non mi hanno fatto capire che mi volevano e che mi avrebbero voluto bene per il solo fatto di essere la loro figlia.

Ho ricevuto da loro il messaggio che per farmi amare dovevo rispondere a certi canoni (estetici e non). Sono cresciuta temendo costantemente il giudizio di mia madre, e comunque pensando sempre di avere qualcosa di sbagliato, da correggere.

L’anoressica, certamente sfoglia le riviste di moda e guarda con ammirazione le indossatrici, ma ti assicuro che quando digiuna o vomita l’ultima cosa a cui pensa sono proprio le sfilate. E poi, permettimi di osservare che la Melandri mica farà andare in passerella normali taglie 44, di 1 metro e 65 con le tette piene e il fianco mediterraneo. Neppure ci accorgeremo della differenza, si vedranno le solite gazzelle di 1.80 m che porteranno una 40 invece di una 38.

Personalmente, questo provvedimento mi sembra solo una trovata (scopiazzata, oltretutto) ad alto tasso di spettacolarità e nient’altro.

Il nostro Ministro, mi chiedo, ha pensato magari di farsi un’idea su cosa voglia dire vivere con un DCA? Lo saprà la Melandri che le ragazze come me fanno una vita d’inferno in nome di un male che toglie tutto ma che resta l’unico punto fermo delle tue giornate? Un male che sta nella testa, in fondo in fondo alla testa, altro che modelli estetici fuorvianti.

A un’anoressica (o una bulimica) mancano tutti quelli che si chiamano piaceri della vita; le mancano sì, ma non li vuole. Rifugge il cibo, i contatti, le relazioni di qualsiasi genere (affettive, sentimentali, di amicizia). Qualche settimana fa ho fatto una parte di merda a un tizio che mi aveva detto che gli piacevo. Non mi aveva fatto niente, mai baciata, mai toccata, mai offesa in alcun modo. Ancora mi chiede scusa e non sa per che cosa. Ma io ho avuto paura, dico PAURA: non posso permettere a nessuno di interferire con la vita che faccio. E non dico di non desiderare un qualche contatto carnale o di non sentire delle pulsioni, ogni tanto.

Mi sono dilungata, ma spero tu abbia capito. Perciò Filippo, tu che scrivi su un quotidiano, su una rivista di moda, nei blog in rete, vedi un po’ se riesci a far arrivare questo concetto alla Melandri. Se qualche giornalista delle redazioni dove lavori la incontrerà, la intervisterà, diglielo. Preferirei lo facessi tu, secondo me hai il piglio giusto e ti starebbe a sentire.
E dille che se proprio vuole fare qualcosa per chi è nelle mie condizioni, deve far sì che i medici (anche quelli generici) siano più preparati, più ricettivi verso certi segnali.
Dille che i Centri per i DCA convenzionati con il SSN sono pochi e hanno sempre pochi posti.

Vedi che puoi fare, ciao.

(Già pubblicata in prima pagina sul Giornale di domenica, con lievi modifiche).

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9 Comments

  1. Io non sono una commentatrice sfrenata, perché alle volte si può anche leggere, non condividere e tacere. Oppure leggere condividere e tacere. Provateci, alle volte è un’ottima cura contro:
    a) la demenza galoppante,
    b) le figure dimm…
    c) la banalità
    d) la mancata assimilazione, nel bene e nel male, di ciò che si legge
    e) altro

  2. C’è qualcuno che non ti crede? Non vedo il motivo per non farlo. Se affermi di star male per quanto mi riguarda ti credo, non sono così stronza da pensare che tu scriva delle cose, non vere tra l’altro, solo per ottenere spazio e attenzione. A questo punto allora chiunque scriva in un blog lo fa per questo motivo

  3. Cinzia. C’è il 70% che non mi crede. Ti dirò di più. Che mi insulta. Mi provoca poi mi dice che sono stronza se rispondo. Mi deride. Le persone care mi dicono di fregarmene, se non mi credono persone non degne di stima, ma…..e se fossi io quella chiaramente indegna di stima e qualsivoglia amore? La gente si sente presa in giro, forse ha paura di tanto dolore, preferisce pensare che sia una recitina piuttosto che affrontare il fatto chiaro che io e tutte le altre siamo MALATE e potrebbero esserlo anche i loro figli e loro non lo vogliono sapere perché fanno gli struzzi e preferiscono venire sul mio blog o scrivermi email offensive dandomi della cogliona….per dirti più gentile delle 57 carinerie che mi sono arrivate privatamente tra ieri e oggi. Dovrei fregarmene. Ma non ho scorza. Io non sono forte come chi si permette di giudicare e insultarmi senza avermi neanche mai vista negli occhi…senza avermi raccolta da terra col cucchiaino quando ero ubriaca e piena di vomito addosso e sui vestiti e imbevuta di farmaci e di cercare disperatamente di rinvenirmi svegliarmi o di portarmi al pronto soccorso come hanno fatto le poche persone che veramente mi sono vicine, che VIVONO la mia situazione quotidianamente e credimi…..per LORO tutta questa storia NON è AFFATTO DIVERTENTE COME LA TROVA QUEL 70% di mondo. Filippo Facci, ti chiedo umilmente di leggere questo mio intervento, non gli altri, ma questo soltanto si, sono lucida, sono arrabbiata, sono, vaffanculo, onesta, anche se a nessuno piace ritenermi tale, te ne sarei grata con tutto il mio cuore. Grazie.

  4. Quando si viene attaccati è duro avere la scorza sufficiente per fregarsene questo è certo, non comprendo il motivo di scriverti insulti mi sembra un gesto cretino ecco tutto; ci sono migliaia di persone sui blog che scrivono solo cazzate e allora dovremmo insultare tutti? Inoltre è facile giudicare e insultare dalla poltrona dell’ufficio o da casa propria. Credimi continuo a non comprendere. In ogni caso l’unica cosa che posso dirti è quella di chiedere aiuto e di gridare forte, ma non qui, chi potrebbe sentirti? O meglio chi potrebbe fare concretamente fare qualcosa per aiutarti? Fatti aiutare ma davvero, non farti solo accompagnare al pronto soccorso, chiedi di più. Ti abbraccio.
    PS spero che Facci ti ascolti

  5. Secondo me le modelle dovrebbero essere di statura media, non troppo magre non troppo grasse, perchè la maggioranza delle persone rappresentano questa descrizione…….poi sulla passerella quello che dovrebbe interessare è il vestito non l’indossatrice……forse per questo che nel mondo della moda ci sono molte donne che soffrono di annoressia o bulimia?
    Perchè devono seguire delle diete,delle attivita fisiche troppo pesanti e strssanti che le fanno soffrire perchè hanno paura di ingrassare e non poter più lavorare in quel campo.

  6. ho vissuto per tre anni con persone affette da disturbi alimentari: chi usciva da anni (almeno 8) di anoressia, chi da 2 anni di bulimia, chi pesava più di 100 kg (in questo caso non è un numero detto per dire) e che mangiava una viennetta intera ogni volta che era sotto stress, chi viveva di barrette comprate in farmacia.. e mi fermo qui. Li ho visti, ho imparato molte cose, e anch’io mi sono sentita anoressica, bulimica, stressata, impoverita, schifosa, grassa, asociale, non accettata. Il cibo è diventato anche il mio pensiero fisso. Cosa mangerò? e se stavolta salto? vivere con problemi alimentari è vivere con una malattia. Non ci sono pippe. C’è solo bisogno di medici e di guarire. Si si si si, è vero tutto quello che dite. Problemi con i genitori, son la società, con i giornali e con la moda. Ma il primo problema è con se stessi. Per quanto il mondo attorno mi ami e mi faccia sentire gnocca, se io non mi amo non c’è niente da fare. E difficilmente una legge potrà obbligarmi ad amarmi.

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