I vicini di casa

Da molti anni, in luoghi diversi, i miei vicini di casa ogni tanto protestano: ma poi finisce sempre che qualcuno muore.
Giuro.
Quello che segue è un carteggio vero.
Ora sta ricapitando. I vicini stanno protestando addirittura via blog. Fate qualcosa. Avvertiteli. Prima che sia tardi.

Anno 1995, viale San Gimignano.

Egregi signori,
V’importuno per informarvi che entro i primi dieci giorni di gennaio, se tutto andrà bene, lascerò il mio appartamento per trasferirmi altrove. So di darvi, in un certo senso, una buona notizia.
Non vi nascondo che tra le ragioni per le quali mi trasferirò vi è anche quella, appunto, di non disturbarvi ulteriormente. Non dev’essere sempre piacevole avere un vicino come me, me ne rendo perfettamente conto.

Quel che tuttavia vorrei credeste – e nel dirvelo non ci guadagno nulla – è che in tutto questo periodo non mi sono limitato a fare semplicemente i miei comodi. Ho cercato, nel mio piccolo, di limitare al massimo quel che poteva essere fonte di fastidio: per questo pochissime volte (quasi mai) ho invitato amici, e moltissime volte (quasi sempre) ho cercato di far sì che si andasse a casa d’altri anche per cose tutto sommato normalissime: cenare, vedersi un film, cose del genere. Tutte cose, appunto, che milioni di persone fanno, anche se spesso le fanno in appartamenti e in condomini coi muri un pochino più spessi dei nostri.
Ho gradito assai meno le vostre proteste notturne, le vostre urla selvagge e i vostri pugni sul pavimento, legati alle mie attività sessuali. E’ stato in quel frangente che ho giudicato il nostro rapporto irrecuperabile. Il letto era rumoroso, la mia fidanzata era chiassosa e io ho 25 anni. E’ tutto.
Non credo neppure che le due vostre figlie ne siano uscite poi così diseducate. non vi nascondo che con loro ho mantenuto un rapporto cordiale e che una in particolare, peraltro la più piccola, mi ha anche fatto dei complimenti per la durata.
Spero che al mio posto possano venire degli inquilini più consoni al vostro stile di vita. Viceversa io traslocherò in uno stabile anni ‘20, di quelli coi muri spessi così, dove magari potrò ascoltare la mia musica senza disturbare. Purtroppo l’ascolto della musica è per me anche un lavoro: tra altre cose, recensisco la qualità audio dei compact-disc, cosa che non sempre è possibile fare con le cuffie.
Torno a dispiacermi del cattivo rapporto che abbiamo avuto per quasi tre anni, anche perchè con gli altri inquilini è invece stato sereno.
Mi hanno riferito, e spero non sia vero, che un componente della vostra famiglia sta attraversando un momento difficile. Spero che le cose, con l’anno nuovo, possano andarvi solo meglio.

(l’inquilino del piano di sopra è morto due mesi dopo).

1998, viale dei Mille

Gentile signora,
La fase cordiale del nostro rapporto termina qui.
La prego vivamente, anzi, le impongo di non telefonarmi più e soprattutto non ogni qualvolta ritenga di dover attribuire a me i problemi del suo sonno.

“Sono un po’ di sere che non dico niente”, ha detto in un messaggio telefonico delle ore 10 e 58. Ripeto: delle 10 e 58. Par di capire che ultimamente ho potuto ascoltare la mia musica, dunque, non perchè lecito e nella norma: bensì perchè lei mi ha concesso il favore di non telefonarmi.

Da un po’ di mesi ho avuto l’impressione di aver sentito musica sempre meno e a un volume sempre più basso. Si era tentata una soluzione di compromesso e forse lei ritiene ch’io non l’abbia rispettata. Se lei pensa questo, a questo punto mi interessa poco. Abbiamo perlomeno un dato certo: le sue telefonate sono cresciute di intensità. Mi sono stufato.
Abito qui da quasi due anni e per un anno e mezzo ho tenuto lo stereo a volumi mirabolanti (molto superiori agli attuali) senza che accadesse nulla. Da un po’ di tempo è successo qualcosa e ora ne ho la certezza: questo qualcosa non è successo a me.

Non voglio essere nè insensibile nè indiscreto, ma io non sono tenuto al rispetto dei problemi altrui. Io amo Wagner e suo marito se n’è andato di casa: sono colpevole solo della prima cosa.
Chiami la Polizia o i Vigili, se crede. Risponderò nelle opportune sedi portando a testimonianza, particolare non indifferente, sette piani di inquilini – quelli del mio stabile – che non hanno nulla a che ridire delle mie abitudini: come mai? E non mi citi cortesemente il signori S. che sono notoriamente entrambi sordomuti, ci sono tutti gli altri. Guardi, sono per natura incapace d’ipocrisia. Dunque voglio essere chiarissimo nel dirle due cose.

Prima. Non solo non accetterò più lamentele illegittime, o meglio: non solo non abbasserò il volume, ma ho intenzione di alzarlo. Credo che recupererò qualche socialità invitando qualche amico a casa come fanno pochi milioni di italiani, e ben dopo le 10.58 di sera, e persino con altri volumi. Conosco gente che fa un casino che lei neanche s’immagina, gente – le assicuro – molto più maleducata di me. Loro saranno anche fortunati, ma se qualcuno si lamentasse ne uscirebbero perdenti: loro si vìolano la legge. Io invece non voglio più censurarmi impropriamente, nè – mi è successo proprio ieri sera – sentirmi dire di continuo “alza, non sento” da chi era con me ad ascoltare musica.

Seconda cosa. Cerchi un rimedio. Cambi casa. Personalmente dormo coi tappi nelle orecchie e non solo di giorno, anche di notte. Ho il sonno leggero, basta un autobus che passa per svegliarmi. Non telefono all’Atm per questo: mi risponderebbero che gli autobus notturni sono a norma di legge anche se mi danno fastidio. Ebbene, forse questo che non è chiaro: le piaccia o meno, sono a norma di legge anch’io.
E ieri sera mi sono veramente girate le palle.
Glielo metto per iscritto perchè sia chiaro. Conservi questa mia e la produca al momento opportuno, se ritiene. Non ce ne saranno altre, o saranno su carta intestata.

1999, Viale dei Mille

Gentile signora,
mi ha fatto piacere incontrarla ieri alla Scala, benchè non abbia voluto salutarmi. Sa una parte temevi che dicesse al Maestro se avesse potuto un pochino abbassare. Dall’altra non capisco che cosq siate andati a fare ad ascoltare il Crepuscolo degli Dei, visto che io glielo sto facendo ascoltare ripetutamente da almeno due mesi.

1999. Viale dei Mille

Egregio avvocato,
mi scuso per il ritardo con cui provvedo al pagamento della rata trimestrale e annesse spese.
Le circostanze che hanno favorito la catena delle mie dimenticanze, più che a noncuranza e sciatteria, sono legate ai ritmi di vita che da svariati mesi sto conducendo: dimoro a Roma per tutta la settimana e torno a Milano appunto solo per il week end. Qualche volta – è accaduto di recente – faccio ritorno il sabato e riparto la domenica sera. E’ certo problema mio, mi rendo conto; confido tuttavia che possa fungermi quantomeno da attenuante. Mi impegnerò affinchè il ritardo non si ripeta.

Mi coglie invece di sorpresa il riferimento a supposte lamentele circa il volume «della radio e della televisione». Alquanto di sorpresa: in primo luogo perchè io non posseggo nè radio nè televisione. In secondo luogo, sono assente per buonissima parte della settimana e ciò potrebbe bastare; ripetute volte mi sono premurato di verificare personalmente coi medesimi inquilini (mi riferisco ovviamente a quelli dei piani superiore e inferiore) se il citato volume disturbasse o meno. Non una volta – non una – mi è stato rivolto appunto alcuno, mentre altre volte sono stato paradossalmente invitato a mettere o rimettere musiche le quali mi si dicevano gradite. Ella può star certo che non sto scherzando.

Tempo addietro ebbi, diciamo così, un contenzioso con un’inquilina non di questo stabile bensì di quello adiacente, giacchè la sua stanza da letto coincide colla mia stanza di soggiorno. Problema superato (esso concerneva, più che la mia musica, il suo sistema nervoso) e comunque dubito sia quello cui ci si stia riferendo.

Vado discretamente fiero dell’eccellente rapporto che mi sembra di aver instaurato cogli inquilini di questo stabile, nel quale mi trovo ottimamente; parimenti buono mi pare sia il mio rapporto con Lei. Mi spiace dunque che alcuni (senza nome e dunque per me inesistenti) non abbiano pensato, eventualmente, di bussare alla mia porta per farmi presente, sempre eventualmente, un problema.
Sono a disposizione.

Approfitto per ricordare che attendo ancora il ripristino di una porzione di muratura nel mio bagno, invero sgradevole a vedersi.

2000, Viale dei Mille

Egregio avvocato,
Forse saprete che nell’ascensore dello stabile da me condiviso (viale dei Mille 23) è da poco comparso un orribile cartello: Vietato fumare.
Ignoro se l’iniziativa sia collegiale o dovuta alla personale e non richiesta iniziativa di qualche inquilino. Ad ogni modo non è questo il problema. Esso, il cartello, è semplicemente orribile a vedersi: trattasi di stampata a mezzo computer, appiccicato malamente (e neppure diritto) con lo scotch.

Il problema è questo: se proprio si ritiene necessario che cartello debba esservi (anche se spesso, in altri stabili, l’ho visto accompagnato da un posacenere che dia la possibilità di spegnere la sigaretta galeotta) auspicherei che si provvedesse ad affiggerne almeno uno vero, al prezzo di poche lire. Mi offro volontario per acquistarne uno a mie spese, se appunto necessario.
Qualora non si provveda, ritengo giusto avvertire che, con la medesima estemporaneità e improvvisazione con cui è stato affisso il cartello, provvederò ad asportarlo per eventualmente sostituirlo di mia iniziativa.

***

(Notizie: L’avvocato in questione, galantuomo d’altri tempi, è deceduto due giorni dopo la scrittura della suddetta. Si ritiene che non l’abbia letta perche’ era in ospedale. L’ha ricevuta il figlio, che sostituirà il padre nel ruolo di amministratore condominiale.
La padrona dell’appartamento mio (e di altri) e’ deceduta all’inizio del 1999.
Dal 1996 ad oggi, nei due appartamenti adiacenti a quello di Filippo Facci, al quinto piano, sono morte tre persone (tutte di malattia).
Il cartello e’ stato rimosso dall’ascensore a meta’ novembre. L’ho rimosso io.
Già che siamo in tema: la sarta che mi ha confezionato buona parte delle mie cosiddette mantelle-tabarri – portinaia di uno stabile accanto a casa mia, in via Modena – è morta di cancro allo stomaco nell’autunno del 2000.
Quella che gestisce la lavanderia in cui andavo si era solo rotta una gamba.

***

2007, Milano, zona Lambrate

Dal blog sbucciature (http://www.sbucciature.splinder.com/post/10492845#comment)

Lunedì 08 gennaio 2007

Ri.post della solitudine molto rumorosa (che si vorrebbe trasformare in silente solitudo)

Cerco consigli per sconfiggere i rumori molesti che provengono dai miei vicini di casa: a sinistra famoso giornalista che ascolta a TUTTE le ore del giorno musica demenziale ad ALTISSIMO VOLUME. A destra simpatica signora ultra settantenne che organizza feste e partite di burraco tutte le sere…

Dal commento n. 12 del post:

Salve, sono il famoso giornalista famoso. E sono discretamente incazzato, dopo aver letto quanto sopra. Non sopporto le balle nè le caricature. La realtà è molto diversa, ed è già il risultato di un compromesso evidentemente non colto, anzi deriso. Per quanto riguarda la parola ‘vigili’, che qualcuno ha osato pronunciare, ho solo da dire: li aspetto. Per quanto riguarda gli avvocati (vi parla un signore che per ragioni professionali ha superato le 200 tra querele e cause civili, perdendone soltanto due) in genere si mettono paura loro. Per quanto riguarda l’impianto home theatre, non è un impianto home teatre, è un impianto di (bassa) amplificazione a tre canali perchè la tv che ho comprato altrimenti sarebbe stata muta. Circa l’ascoltare musica tutto il giorno, per incredibile che paia, io tendenzialmente la mattina vado a lavorare e torno la sera. Segnalo infine alla tenutaria del blog che dissuadere si scrive con due s.
Qualcuno, a proposito di complessi di colpa e di pressione posicologica, dovrebbe semmai chiedersi quanto possa essere distensivo vivere 24 ore al giorno col pensiero di disturbare neo mamme che scrivono e dissertano sul silenzio.
In ogni caso ho 39 anni e sto invecchiando. E’ tempo di rinverdirsi. Di ripescare la passione per Wagner (segregata in cuffia) e per l’heavy metal.

(continua. Manca tutta la parte col dirimpettaio di fronte, quello proprietario della villa, perchè siamo alle pezze in tribunale)

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47 Comments

  1. Questa cosa del parlare via blog è troppo divertente! Troppo.
    E forse la seconda lettera a Viale dei Mille sa un pò di bastardo, o di maniaco, in base a come la si legge.
    Ciao. (segue piccola e fugace toccatina ai coglioni)

  2. Anche a me è successo qualcosa del genere, per ben tre volte. Era il periodo in cui seguivo dei progetti editoriali e con un socio contattavamo diversi gruppi editoriali, il più delle volte per corrispondenza. Di tutte le persone da noi contattate, solo tre non si degnarono neanche di rispondere: sono morte a distanze di anni l’una dalle altre di cancro. Giuro, non scherzo. Quindi, se mai mi verrà voglia di mandarti una lettera, ti consiglio di rispondere. La sfiga è una scienza esatta!!

  3. Prenditi degli iVicini, così sono più accessibili, più semplici, più versatili e più leggeri.

    E soprattutto non venire mai ad abitare vicino a casa mia. Non tanto per Wagner, ma per la morte.

  4. KikJ ha ragione. Errore di battitura (la lettera fu scritta a mano). Nel 1995 ne avevo 28.

  5. Piccolo consiglio non richiesto: se proprio si vuole riprendere qualcuno per un errore di ortografia, poi è meglio ricontrollare 5 volte il proprio testo, onde evitare di scrivere “posicologico” (tra l’altro nella frase immediatamente seguente allo sberleffo) e “nè”.

    E poi hai fatto male a linkare il blog in questione: altro che Wagner e Heavy Metal, pare che dalle tue parti si ascolti piuttosto Giorgia e Matia Bazar!

    Con immutata stima

    p.s.
    Nel mio ascensore tempo fa comparve la scritta a pennarello di un inquilino stufo di trovarvi cartacce e altro: “L’ascensore non è una discarica”
    Subito sotto, un genio del graffito aggiunse qualche giorno dopo:
    “Non è nemmeno un quaderno”

  6. caro F.F., ho notato che la tua vicina, nel suo interessantissimo e imperdibile blog (se ne sentiva la mancanza), ha riproposto una stoccata nei tuoi confronti (troppo gentile il tuo commento: http://www.sbucciature.splinder.com/post/10536202#comment).
    ma perchè non appronti un paio di casse “bose” sparate al massimo contro il suo appartamento, così da farle perdere temporaneamente il controllo degli sfinteri? almeno avrebbe un valido motivo per lagnarsi… e poi, vuoi mettere la soddisfazione?

  7. che bello scoprire che siamo circondati da pazzi melodrammatici. potremmo fare incontrare il mio vicino e la tua vicina, farli accoppiare e vedere che succede!

  8. Filippo, sei mica affittabile su richiesta? Sai com’è, avrei un’ideuzza per sbarazzarmi di una vicina particolarmente odiosa… ;o))) Eheheheh…
    … Pulito, efficace, insospettabile: se mi garantisci l’esito, perché non ne fai un business e metti pure un’inserzione?
    Guarda, ti regalo uno slogan stile “Signor Bonaventura”…

    “Il vicino? Me ne impippo!
    Ché ci pensa Sor Filippo!”
    Facci Un Enorme Favore D.C.V.M:
    Disinfestazione Controllata Vicini Molesti
    Sicura, rapida, efficace:
    provala!
    Dopo,
    il tuo vicino non sarà + tale…

    ciauz!:oD

  9. Credo che sia un problema di famiglia quello della “signora sbucciature”: anche il suo cane Max aveva travasi di bile perché vedeva (e sentiva?) il mio gatto miagolargli dietro la vetrata della sua terrazza.

  10. Ho lottato sei anni per gli stessi motivi con il vicino del piano sottostante. E’ vero che – soprattutto a Milano – il grado di tolleranza, la tipologia e lo stile delle lamentele rasentano il grottesco.
    E’ anche vero che se, negli anni, le lamentele sono sempre le stesse, una qualche porzione di ragione forse dovresti concederla ai vicini o, se sei stato semplicemente sfortunato a capitare con degli intolleranti, è il caso di cercare una bella casa isolata, dove far vibrare la musica e i sensi senza troppi problemi.
    Riguardo alle morti, dalle mie parti ti chiamerebbero lu ‘cillitte de lu malaugurie.
    Aggiornarci sui tuoi traslochi, a questo punto, è un dovere.

  11. Io sono l’unico GGGIOVANE che avevo quelli sopra di me, due vecchi rincojoniti, che facevano rumore a qualsiasi ora del giorno, andavano in giro con gli zoccoli per casa e tenevano la TV accessa a palla!
    Veniva anche uno strano odore di erba bruciata la domenica mattina, e non era incenso…

  12. Ti credo che schiattano , li stressi ! Gli fai produrre radicali liberi a fiotti ! Fistiorbo , magari gli sbuffi in casa anche il fumo passivo !!! ( ma fumi tu ?)… Comunque , off topic , non puoi dire a ferrara che l’ obesità è una malattia , lui che va così decadentemente fiero delle sue 380 Lb !!!

  13. Cribbio, Facci, la prima vicina ti aveva talmente terrorizzato che per timore di far rumore hai dovuto scrivere a mano la lettera invece di batterla a macchina? :-D

  14. “ma perchè non appronti un paio di casse “bose” sparate al massimo contro il suo appartamento, così da farle perdere temporaneamente il controllo degli sfinteri?”

    Conosci anche tu la leggenda urbana della “nota marrone”? Tra l’altro è una leggenda che non è ancora stata del tutto smentita:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Brown_note

    Provala sui tuoi vicini, Filippo. Fallo per la scienza.

  15. @giorgiot:
    E’ stato fortunato. Avrà cercato il suo nome su google ed è spuntato il suo sito con il link al blog :P (ipotizzo io). Ste robe le vedi sempre fare nei film americani e dubiti che possa capitare una cosa del genere anche qui, anche se la sua vicina non è proprio una persona comune.

  16. Filippo, l’unica cosa che mi tratteneva dall’erigerti un altarino pagano era la tua profonda vena di passione classica, troppo aliena dalle mie sonorità di formazione (megadeth, iron maiden, anthrax, i primi metallica, i primissimi dream theater e gli ultimi apocalyptica)

    il tuo riferimento alla passione giovanile per l’heavy era meramente ironico o ci potrebbe anche auspicare un corroborante commentario sui generis di quelli precedentementi apparsi sulla musica “colta”?
    :)

    PS: ancora grazie per i lagolai ;)

  17. Caro Antonio, gli Iron Maiden (primi due album in particolare, con Paul Di Anno) rimangono nel mio cuore e li ascolto ancora. Ricordo gli scontri coi Tamarri che adoravano solo Saxon e AcDc (che pure alla fine ascoltavo). Poi mi sono un po’ perso, gli apocalyptica non li ho neppure mai sentiti nominare. Mi sono rieccitato un po’ di tempo fa con il dvd dei Metallica orchestrati da Nick Kamen.
    Di recente ho ricomprato i primi Black Sabbath e mi sono reso conto di che cosa non stavo più ascoltando da troppo tempo.

  18. ..pure il metal abbiamo in comune ;)
    fino a qualche anno fa mi ritenevo il clone musicale di harris, le so suonare ancora tutte e per tutte intendo tutte.
    se ti interessa che fine ha fatto il genere il lo zenith e quindi anche la fine sono i death del compianto shuldiner; gli opeth sono già oltre. qualunque vicina apprezzerebbe entrambi..

  19. gli Apocalyptica hanno cominciato proprio riarrangiando per violoncello alcuni dei pezzi piu’ famsi dei Metallica, poi hanno pensato bene di aggiungere una doppia cassa e di fare qualcosa di loro, i risultati li lascio commentare a te:


    <- Path


    <- Somewhere Around Nothing

    per l’altarino hai preferenze o faccio io a guisa di Ganesha? :)

  20. C’entra nulla.
    E’ Facci l’autore dell’ironico articolo sul grido di dolore di Lerner vittima piemontese delle zanzare dell’era Berlusconi?

  21. Filippo, io ho lo stesso problema, anzi, peggio: il mio salotto confina con un bar.
    Se io ascolto musica (diciamolo: molto spesso, ma non a volumi eccessivi. Evvabbè, per la maggiorparte ascolto opera, ma è sempre meglio della musica unz-unz della tipa del piano di sopra…e dovrebbe ringraziare il cielo che non mi metto a fare vocalizzi di agilità in casa, proprio per non disturbare i vicini!) arriva il gestore del bar alla mia porta dicendo che disturbo i suoi clienti. Ha!
    Se invece io vado da lui a dirgli di abbassare il volume della tv che guardano nel retrobar la domenica mattina ad orari improbabili (specialmente quando guardano la Formula 1, non è bello sentire “VROOOOM!!!” ALLE 6.45 AM…) mi risponde che non ho rispetto per il suo lavoro.
    Poi, qualche mese fa, ha fatto dei lavori nel bar, spostando i motorini i alcuni frigoriferi verso la parete di confine: non ti dico che rottura di palle (parlo per eufemismi, ché son femminuccia, io.) quando, in piena notte, fanno un rumore che nemmeno il reattore “c” di Chernobyl.
    Gliel’ho fatto notare, chiedendogli cortesemente di riposizionarli come stavano in precedenza, e mi ha ri-risposto che non ho rispetto per il suo lavoro.
    E lui, per il mio sonno?
    Gli ho fatto scrivere una diffida dal X Dipartimento del Comune, l’ufficio che si occupa di questi problemucci, per disturbo elettroacustico.
    Dopo qualche giorno il bar era chiuso per lutto, ma non so chi sia morto. Presumibilmente un suo parente, ma non lui, ché il rumore dei frigoriferi dell’animaccia sua ancora si sentono eccome (quello della tv non si sente più, però). In ogni caso non è più venuto a lamentarsi della musica, almeno.

  22. Facci, sei veramente un grandissimo rompicoglioni. Se vieni ad abitare sopra casa mia e tieni il volume alto, vedrai che la prossima volta il volo giu’ dal tetto lo offre la casa.

  23. Ne ho seccati tanti di quelli come te. Una volta per tre giorni di seguito, per fare guerra psicologica, rigorosamente di notte, misi un film porno ad altissimo volume.

  24. Meglio tardi che mai… sì, sei veramente maleducato, anche se fai di tutto per non esserlo, te lo concedo. Purtroppo sei anche simpatico e io comprendo i tuoi infiniti problemi col mondo, ti sostengo lo sai, ti ho anche detto che per risolverli basta semplicemnte modificare l’atteggiamento che hai col mondo. Ti piace rimanere così? Giova al tuo personaggio? Lo capisco. ma personalmente, visto che di mestiere scrivo, come te, chiedo solo di evitare i repeat di venticinque volte la stessa canzone, o di tenere alta la musica durante le ore centrali della giornata. Tutto qui. Poi mi dispiace che le persone ti offendano, ma a volte te le cerchi proprio. Non intendo morire, questa mi sembra la cosa più sgradevole che tu possa aver detto, peggio scritto, da quando ti conosco. Perciò mi ritengo offesa e ti ributto addosso il brutto presagio.
    buona domenica Filippo.
    Elisabetta

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