Santa Lucia straniera a Milano

Santa LuciaChi legge Macchianera da un po’ sa che nella casa di chi vi scrive, fino a qualche anno fa, vivevano anche una Persona Corta Michele Boroni) e sua mamma. La Persona Corta era un modello in miniatura di bresciana, che tra i sette e i dieci anni cambiò città, scuola e amichetti per venire ad abitare a Milano, nella casa del convivente della bresciana in scala 1:1. Poi si sa come vanno le cose nella vita dei grandi: crescono anche loro, cambiano, fanno immani cazzate, dicono parolacce, si lasciano.
Ma se tra i rapporti tra grandi si riesce a dare una passata di bianchetto, con i piccoli non si può, non si riesce. Per quanto poco abbiano fatto parte della tua vita, per quanto tu non abbia avuto figli e per quanto, magari, quelli che hai avuto non fossero nemmeno figli tuoi, beh, lo diventano. Ed è una cosa che non cambia, questa.

Te ne accorgi, per dire, perché il Natale è più Natale. Pure per te che ormai sei grande. Pure per te che l’ultima notte di magia l’hai trascorsa quel 24 dicembre che non finiva mai, e sapevi che dentro ad uno dei pacchi regalo c’era un fiammante Commodore 64.
Te ne accorgi perché ogni tanto ci pensi, e pensi a come sarebbe la tua vita se.
Te ne accorgi perché ricordi tante cose: la volta in cui riuscisti a non farle avere più paura dell’acqua e tutti e due, armati di maschera e boccaglio, prendeste una stella marina (pochi secondi, perché lei la volle ributtare in mare) e seguiste una solitaria medusa che vi condusse in un banco tipo quello del film di Nemo, e allora oltre ad andare sott’acqua, imparaste entrambi a camminarci sopra, l’acqua.

O quella volta in cui, sulla spiaggia, chiese se peffavore le costruivi una scarpa di sabbia attorno al suo piede, e non l’avesse mai fatto, perché tu ti trasformasti in Renzo Piano, improvvisamente preso da calcoli necessari per studiare la stabilità del progetto, valutazioni sul tipo di sabbia che aveva la resa migliore, e da uno staff di amichetti della Persona Corta, tutti armati di secchiello, che provvedevano regolarmente a bagnare la scultura. Poi si stufò: lei voleva solo un semplice piede fatto di sabbia, e io le stavo costruendo la muraglia cinese dei piedi fatti con la sabbia. Però, credetemi, venne bellissimo.
Te ne accorgi, infine, quando pensi che è solo grazie a lei se, oltre al tuo primo Natale, ora puoi ricordare anche la tua prima Santa Lucia, intorno ai 31 anni, quando lei ne aveva ancora 7.

Perché va detto: il milanese medio aspetta esclusivamente il Natale. Ignora, non sa, non immagina nemmeno, che a poche decine di chilometri dalla sua città i bambini, qualche giorno prima del Natale, il 13, per la precisione) festeggiano Santa Lucia tra gli scampanellìi dei genitori che per le strade della città si prodigano per far credere ai piccoli che l’asino voltante della santa sia arrivato.

E’ un momento difficile per il milanese, questo, perché ti spiegano che esistono vari modi di festeggiare l’occorrenza, e che tutti questi modi hanno una propria liturgia.
In sostanza, vi dico quello che imparai io: le campanelline che suonano avvertono che l’asino della santa è proprio diretto verso casa tua. Sul balcone di casa bisogna allora preparare qualcosa per l’asino e qualcosa per la santa. In Veneto, ad esempio, un bagigio – traduzione per i non veronesi: una nocciolina – e un mandarino (che il bambino dovrà poi trovare già sbucciato, e serve per attirare l’asino con il profumo mentre le vecchia distribuisce i regali). Una seconda corrente di pensiero ritiene invece che all’asino vada lasciato fuori un ciuffo di carote e alla Santa, per ringraziarla, un bicchiere di acqua o una tazzina di caffè, a seconda dei luoghi e delle interpretazioni della storia. Fatto questo, i bambini devono andare a letto, perché leggenda vuole che se la Santa trova un bambino ancora sveglio, gli tira una manciata di sabbia negli occhi, perché che non vuole essere vista – e, se non dico una castroneria, è pure cieca.

Lo so che lo chiedo alla gente sbagliata: a voi donne che avete cassetti piene di campanelle proprio per questa eventualità, o avete fidanzati/mariti/compagni pronti ad industriarsi in qualche modo, anche mettendo in piedi un concerto per bicchieri e cucchiaio, pur di soppperire alla mancanza di quelle maledette campanelline.

Invece vi dico come si industria un vice-papà geek milanese con prole bresciana, privo di quasiasi tipo di metallo conico che possa anche vagamente assomigliare ad una campanellina, a pochi minuti dallo scoccare della mezzanotte del 13.

Va su Altavista Audio Search e cerca “campanelle”, in tutte le lingue.
Scarica il file .Wav adatto e lo converte in un formato leggibile da un telefonino.
Carica la suoneria delle campanelline in tutti i telefoni cellulari di casa e la imposta come predefinita.
Va a posizionare i quatto telefonini in quattro parti diverse della casa; uno perfino sul balcone.
E quando la mamma dice che è ora, si mette a fare regia con un quinto telefonino: fa squillare prima il più lontano, quello sul balcone (“Mamma, oddio, è lei, e io non sono ancora in pigiama!); fa squillare quello più vicino, all’entrata (“Ommamma, sentila, è già qui! E ora? Fammi mettere sotto le coperte, presto!”); fa squillare quello nel corridoio (“Shhhh… che vi sente che state parlando con me. Andate via, che io dormo.”) e, infine, l’ultimo.
Funzionò tutto alla perfezione.

E così, come l’ho avuta io, una vigilia di felicità mista a sbadigli, nell’attesa del mio Commodore 64, da quel giorno ce l’ha anche lei una festività da richiamare alla mente quando sarà troppo cresciuta per ricordarsi la magia di questi giorni quando li si vive da Persona Corta, in un corpo da bambini.

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24 Comments

  1. Scusa GNeri, non puoi ogni Natale menartela.. Sei un bell’omino.. Ricco, intelligente.. ‘Nzomma, un buon partito. Ma trovare una ragazzotta sana, sposarla (se vi va) e fare il bootstrap ad un paio di marmocchini no ?..

  2. Veramente un bel pezzo. Grande idea quella della suoneria. Mi vien da dire che sarebbe carino avere un blog di idee-gioco/festa (non necessariamente tutte tecnologiche), a cui attingere quando manca l’ispirazione.

  3. Snif.
    Santa Lucia si festeggia anche da noi a Pordenone. Da bravi friulani, per l’asino una carota, e per la santa un bicchiere di vino. I miei ne approfittavano per farci un regalino extra oltre a quelli di Natale.
    Comunque il post è bello per altri motivi.
    Buon Natale, Gianlu’.

  4. qui a brescia nelle versioni più grandguignolesche santa lucia tiene i propri occhi su un vassoio.
    e tira la cenere negli occhi.
    all’asinello gli si dà anche la farina gialla.

  5. Mi sono dimenticato una domanda che ho in testa da un po’: ma avere una festa così simile al Natale a ridosso del Natale stesso, non rovina un po’ l’atmosfera di quest’ultimo? La bimba poi aspettava il 25 con la stessa trepidazione degli altri bambini?

  6. Epperò a tredici chilometri da Pordenone (Sacile) non era Santa Lucia ma San Niccolò… insomma, anticipavano di una settimana.
    Per il resto, ho avuto vicino una Persona Corta per pochissimo tempo, quindi non posso parlare più di tanto.

  7. santa lucia è il giorno in assoluto più bello dell’anno per tutti i bambini di bergamo e zone limitrofe. a natale ci si scambia i regali con i parenti (per quanto mi riguarda da sempre) mentre la notte di santa lucia è magia pura. poi babbo natale fai presto a capire che ce n’è in giro troppi che le aziende ci marciano ma santa lucia non la vede nessuno… e tutti ma tutti i bambini qui scrivono la letterina e la portano alla santa in chiesa.

  8. speriamo che la bresciana in miniatura non usi leggere i blog dei padri acquisiti milanesi, per non eliminare la magia. Oppure, se ha gia’ un’eta’ tale da poter capire, speriamo che quei blog li legga, per aumentarla la magia

  9. Sei un’altra persona quando scrivi certi post, Gianluca. Una persona che, personalmente, riesce a commuovermi. Non sempre, eh, tante volte ti si manda a quel paese volentieri :) Buon Natale, in ogni caso ;)

  10. Leonaltro: in realtà l'”atmosfera del Natale” c’è da una trentina d’anni e poco più per via della massiccia pressione commerciale a concentrare gli acquisti. Nella maggior parte delle regioni italiane la festa in cui si fanno i regali ai bambini è tradizionalmente un’altra (qui a Roma la Befana.

  11. Beh, le tradizioni devono pur avere un loro momento iniziale, no?
    E poi anch’io ci sono da una trentina d’anni e poco più (va beh: 8 in più), per cui per me l’atmosfera del Natale c’è da “sempre” :-)

  12. In veneto funziona così: la Santalùssia è l’istituzione cattolica che porta dolcetti e doni a Verona e provincia. A Natale invece entra in carica il Gesù Bambino e consegna in tutte le altre città della regione.

    Il Babbo Natale della Cocacola è severamente bandito in tutte le provincie e viene relegato a distribuire volantini promozionali di telefonia mobile nei centri commerciali di periferia.

  13. A differenza di quanto Bordone ha sostenuto a vanvera nella puntata di Dispenser di qualche giorno fa, di solito chi festeggia Santa Lucia NON riceve i regali anche a Natale. E nemmeno all’Epifania.

  14. A Piacenza arriva Santa Lucia, a me personalmente lasciava una scia di cioccolatini dal mio letto fino ai regali, e il batticuore che provavo al risveglio si stemperava al primo cioccolatino: “allora sono stata brava”.
    A Natale toccava a Gesù Bambino, ibridato con Babbo Natale – nel senso che BN dava una mano a Gesù Bambino, altrimenti non tutti i bambini avrebbero ricevuto i regali entro mezzanotte (qesutioni logistiche).
    Poi veniva la Befana, retaggio delle origini romagnol-pesares-abruzzes-romane di parte della mia famiglia.
    Ero una bambina capitalista, la nemesi è che sono un’adulta pezzente.
    Comunque a Santa Lucia noi bambini piasinteini lasciavamo la tazza di latte o caffelatte, la carota (per l’asinello) e qualche biscotto.

  15. Fuori tema :
    sono su “Google”, scrivo “macchianera”, clicco “mi sento fortunato” e mi apre http://www.macchianera.it/. Settimanale di Dario Meschi??
    Allora torno su Google. Il secondo della lista è questo : http://www.macchianera.com/ … che dopo cinque minuti ancora sta caricando e mi rompo le balle.
    Al terzo posto in graduatoria, quindi comunque sul podio, ci siete voi.

  16. a me hanno detto che si lasciano latte e biscotti fuori la porta per questa tipa e, fortunatamente per il nipotame, facciamo regali sia a natale che a santa lucia.

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