Noi non ci saremo

Cambiano i tempi.
Articolo 53 della Costituzione Italiana: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Articolo 53 della Finanziaria, governo di centrosinistra, anno 2006, sostanza, domanda: cazz’è l’internazionalismo?
Autoevidente la differenza: armonioso il primo, pericoloso il secondo; sacrosanti criteri di progressività fiscale nel primo, dimostrazione della legge di regressione nell’altro. Segue (grafico a fondo pagina).


Padoa-Schioppa permetta la confidenza: non contesto il taglio di 48 milioni di euro per gli aiuti alla cooperazione internazionale. Contesto proprio la direzione, che se non sarà un passo indietro (e partendo dal grafico in fondo, cristosanto, servirebbe un coraggio da insegnare nelle scuole) certo non sarà un balzo in avanti, un necessario sforzo decisivo. Mi dicono che gli aiuti cresceranno nel 2007, solito andamento a yo-yo, d’accordo, ma non ho forse ragione di credere che se per anni un auspicio delle Nazioni Unite (0.7 del PIL alla cooperazione) è stato preso al pari di un auspicio scritto su Macchianera, tra un anno – esattamente come ieri – staremo qui a chiederci se il Governo ha perlomeno fatto la sua parte per il Fondo Globale?

Per carità, nessuna timidezza, vengano pure fuori i rigurgiti del comune-sentire (che va oltre maggioranze e piccolezze politiche) secondo cui val più un tunnel che buca valli di un decoroso rispetto delle lealtà che appartengono all’internazionalismo – e il tunnel che buca valli è l’esempio più innocuo e meno contraddittorio che mi è dato portare. Questi – non politici, non governi, non maggioranze, ma piuttosto interi strati della popolazione italiana divisi fra l’indifferenza più aberrante e la più imbarazzante forma d’indifferenza compassionevole (gente pericolosa, simulatori d’orgasmi emotivi) – credono che la cooperazione internazionale sia un orpello, qualcosa di cui in fondo si può anche fare a meno, che tanto sono selvaggi da evangelizzare (dicono), che guardano alla cooperazione internazionale come a qualcosa da far rientrare nella lotteria della beneficenza di uno stato bello, alto, biondo, slanciato e ricco (eludendo gli autoritratti) nei confronti del mendicante verso il quale, in un livello altro del discorso, con il concorso dei predicatori della superiorità della razza si improvvisano pure capriole culturali per rintracciare l’origine di una legittimazione che del terrorismo internazionale ne è una delle mura portanti.

Cambiano i tempi, ma i tassi di mortalità non destano che interesse statistico o poco più, e su una scala di valori paiono pure superati dai vomitevoli sondaggi pubblici (tipo: il risultato di un sondaggio che suona pressappoco come “chi è secondo te il più birbante tra Mastella e D’Alema?“, non crea forse più imbarazzi ed interessi del sapere che in Niger il tasso di mortalità infantile è al 148‰?). Tassi di mortalità che pur avrebbero una loro proporzionalità con i tassi di criminalità delle economie nazionali mal-globalizzate.
Che poi se a Cuba – la quale merita qui una citazione per l’esempio d’internazionalismo pacifico che neppure i suoi critici le contestano, e che dovrebbe far rabbrividere i governi dei paesi ricchi che adducono manchevolezze economiche come giustificazione per il taglio dei fondi destinati alla cooperazione – che poi se a Cuba, dicevo, il tasso di mortalità infantile è del 5‰: allora non va bene, ci sono i comunisti che sono cattivi e falsano le statistiche e sono come i sovietici – dicono quelli che evidentemente non sanno dell’esistenza delle organizzazione internazionali governative, e che del resto non hanno meno esperienza dei sovietici nel truccare le carte, stando al non nuovo rapporto di CONCORD (pdf-ico-.gif file *.pdf, 1.27MB) sugli stanziamenti per la cooperazione internazionale gonfiati dalla cancellazione del debito e da esercizi vari di finanza creativa. Ben a ragione CONDOR denunciò che la cancellazione dei debiti di Iraq e Niger è stata fatta passare, in modo inverecondo, come sostegno ufficiale ai paesi in via di sviluppo o meno avanzati da parte di Austria, Germania, Gran Bretagna, Francia e (guarda un po’) Italia. Il grafico che segue evidenzia proprio tale aspetto; nel rapporto citato c’è pure una scheda paese-per-paese, giusto per farsi un’idea e dare un’aderente cornice ai nuovi tagli, che immagino rientreranno.

Allora, caro Governo, benché possa riconoscere in alcune tue frazioni l’impegno nella direzione tracciata dal buon senso, la sostanza è questa: rientra nei termini della logica il fatto che una maggioranza guidata da Silvio Berlusconi confonda l’internazionalismo con la beneficenza compassionevole, quando non con trucchi finanziari che pur non hanno frontiere. Rientra invece nei termini di una degenerazione più vasta, sia questa il segno di un vulnus profondo o un accidente transitorio, se un governo-eletto di centrosinistra prende la cooperazione internazionale non già come un dovere da fortificare ma come un indistinguibile capitolo di spesa.

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4 Comments

  1. Diego, temo che il numero di commenti al tuo post esemplifichi il livello di attenzione che in generale viene riservato al tema. Alla fine, purtroppo, gli italiani dedicano alla questione lo 0,19% dell’attenzione che dedicano alle news (e questa e’ gia’ una minima percentuale del loro tempo in generale). Salvo poi strepitare tutti seccati che gli immigrati dovrebbero starsene a casa loro, e che noi dovremmo semmai aiutarli la’, invece di accoglierli qui. Aiutarli la’ con quali soldi? Quelli di qualcun altro probabilmente, magari un paese scandinavo…

  2. non capisco il parallelo tra i due articoli 53 che hanno in comune solo il numero, non capisco che centri cuba o il “tunnel che buca valli” e ho fatto fatica a leggere il resto.
    comunque ben venga qualcuno di sinistra che, seppur timidamente, ha il coraggio di dire che al governo c’è “qualcosa che non va”.
    io avrei usato termini come scandalo o vergogna.
    cioè, non so se notate, i vostri eletti vi hanno preso per il culo.

  3. altri luoghi comuni sinistrorsi rilevati:
    “interi strati della popolazione italiana” -> colpa di tutti, colpa di nessuno.
    “sono selvaggi da evangelizzare (dicono)” -> dannati preti!
    “uno stato bello, alto, biondo, slanciato e ricco” -> maledetti nazisti!
    “predicatori della superiorità della razza” -> preti e pure nazisti!
    “come i sovietici” -> no comment.
    “Silvio Berlusconi” – > immancabile.

  4. @Cannonball: eh sì, il livello di strumentalità in tema di immigrazione è di un imbarazzante unico. Ed è una strumentalità diffusa: fosse solo in Parlamento uno lo capirebbe pure, vivono di strumentalità. Ricordo Calderoli (no, dico, Calderoli, ultimo governo) dire da Ferrara, qualche giorno fa, che l’unica soluzione è “aiutarli là” e che la Bossi-Fini è l’Ottava Meraviglia del Mondo – traducendo il senso (per inciso: una legge criminale non meno dei crimini che vorrebbe combattere).
    Presumo sappiano meglio di me che il sostegno alla cooperazione internazionale non farebbe diminuire l’immigrazione se non in minima parte, assunto che non pochi probabili-migranti vivono in uno stato di cronicizzazione della povertà tale che è loro “impossibile” una migrazione intercontinentale, economicamente parlando e non solo (qualsiasi studio onesto sull’immigrazione lo conferma). Quindi, nel breve periodo (quello interessa: il contatore di una legislatura), l’effetto sarebbe opposto.

    Quanto al numero dei commenti: un po’ sono io, noioso, ma se contiamo quelli che leggono il titolo (quando va di lusso) e poi commentano cercando d’essere simpatici o sovversivi, l’asimmetria si riduce :)

    @Ove: i due articoli 53 non hanno niente in comune oltre al numero, appunto. “Non c’è niente da capire”, cantavano. Cuba c’entra perché un altro esempio equivalente d’internazionalismo pacifico (di questo si parlava) faccio fatica a trovarlo, almeno del tipo sud-sud (certo, un internazionalismo non fondato su moneta contante: se “capitale umano” è una brutta parola, rende bene l’idea). Il “tunnel che buca valli” c’entra perché è un esempio di convergenza politica (da cui diffido d’istinto) nella direzione opposta a quella presa in tema di cooperazione internazionale. Se poi mi dici che sono moderato nelle critiche alla MIA maggioranza, quando non fa ciò che le si chiede, ti dico che hai sbagliato persona, che hai cannato: “degenerazione” è una parola moderata? Se vuoi ti dico che il Partito Democratico mi fa vomitare, anche se esula dal post.
    Ti ringrazio, infine, per l’utile analisi socio-semantica. Raccogli il materiale per un generatore automatico di post: ma funziona meglio con i giornali, credimi. Tutte quelle deduzioni aspre sui preti sono al più un difetto di comunicazione: simpatizzo per la Teologia della Liberazione.

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