Fenomenologia del commentatore di blog /1

Io qui posso commentare

  • Quello che tira più un link che una mandria di buoi:
    E’ molto interessante questo discorso sulla trattazione del tema della solitudine nel cinema francese. Restando in argomento: sul mio blog c’è un sondaggio sul vostro personaggio preferito di Buffy. Ecco l’indirizzo, ci si vede là…
  • Quello che ha le idee chiare:
    E basta con questi wallpaper con le fighe!
  • Quello che ha le idee chiare / dieci minuti dopo:
    Che palle questi post sulla politica.
  • Quello che mi sono svegliato ed è ancora il 1996:
    Ciao Macchianera! Molto bello questo tuo blog! Ieri ne ho aperto uno anche io: ti andrebbe uno scambio di link?
  • Quello che lui, invece…:
    Ma chi è che ha dato a questo la password da autore per scrivere su Macchianera? Pietoso, davvero. Peccato perché questo sito, un tempo…
  • Quello che è un problema del menu di navigazione:
    Non riesco a trovare il link per ricevere la password da autore.
  • Quello che Benni e Serra, ma mi facciano il piacere:
    Buongiorno a tutti. Sono il più grande scrittore satirico italiano, ma la dittatura rossa e la massoneria blogghistica impediscono che io assurga alla meritata fama. Sentite questa: due mosche a letto – Caro, smettila di russare! – Zzzz! Ah ah.
  • Quello che la concorrenza sleale:
    Cioè, non ho capito… Tu parli di terrorismo internazionale e non linki il mio blog che notoriamente, da anni, si occupa dei problemi del medio oriente? Sei davvero uno scorretto e un falso, perché non puoi dire di non conoscerlo: siamo stati inclusi nella rassegna stampa del convegno “Web Solido e Solidale 2006”, distribuita a tutti e trentasei i partecipanti.
  • Quello che compagni, nella misura in cui:
    Ancora qui a parlare di televisione? E i migranti? E la rivolta in Ungheria? E la partecipazione politica di base? E Guantanamo? E la maledizione del precariato? E l’intervento sul territorio? E i sud del mondo? E le tirannie? E la discriminazione razziale? Ah, a proposito: viva la democrazia, morte agli ebrei assassini.
  • Quello che io so chi sei e dove abiti:
    Ma bravo Neri, ma non ti vergogni a dire certe cose contro l’uso delle pellicce? Eppure ricordo benissimo queste tue esatte parole, quando eravamo compagni di classe alle medie: “Oh, vaffanculo se sono di camoscio, io le Timberland me le compro lo stesso!”
  • Quello che io so chi sei e dove abiti /2:
    …e poi fai il comunista ma c’avevi le Timberland, c’avevi.
  • Quelli che muoia Sansone con tutti i filistei:
    Siete delle merde. Andatevene tutti a fare in culo.
  • Quello che ti ha scambiato per il wallpaper:
    Ciao Britney, bello questo tuo blog! E pure in italiano! Io ti amo da quando cantavi “Ooops! I did it again”, sei bellissima, sei bravissima, non cambiare mai! Ti lascio il mio cellulare, non darlo in giro: 335-0670515
  • Quelli che poi capisci Cogne:
    Salve, redazione di Bisturi, finalmente ho trovato il vostro blog! Ho disperatamente bisogno di voi per un intervento di chirurgia estetica: sono mamma di due figli che vanno uno all’asilo e uno alle elementari. Dalla gravidanza mi sono rimasti il seno cadente, la pancia molle e il culo grosso. Quando tornano a casa, i miei bambini piangono perché dicono che hanno la mamma più brutta di tutti. Vi prego, aiutatemi voi!
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45 Comments

  1. Quello che si sente talmente superiore che anziché rispondere alle critiche scrive i disclaimer e le fenomenologie… ;)

    P.S.: ho messo lo smile per far intendere che è una battuta. Che tante volte la gente non lo capisce e nascono i flame inutili.

  2. lo diceva appunto sofri l’altro giorno a condor: quando uno a poche idee stila un elenco, che tira sempre

  3. … tutti che ci scherzano sopra e si defilano! Volerò basso, prendendo in prestito il titolo di una canzone di U. Tozzi: “Gli altri siamo noi”.

  4. Salve Neri. Leggo con piacere che il tuo blog è stato recensito nientepopodimeno che da giudizio universale [http://www.giudiziouniversale.it/]. Voto finale mezzo ombrello mezzo sole (in questo caso il detto “di chi post ferisce di post…” non è del tutto vero) (volendo, poteva andare molto peggio). Trascrivo e riporto:

    “C’è post per te
    Prima o poi sarebbe successo. È da quando questo mensile è stato fondato che cerchiamo un modo di recensire un blog. Un modo e una vittima sacrificale. Perché, parliamoci chiaro: i blogger sono una setta. Una casta chiusa, diffidente verso l’esterno come mormoni autistici, con la spruzzata di un ego grande come il lago Titicaca nel quale si specchiano da novelli Narcisi. Insomma, hanno tutti i difetti dei giornalisti, senza però esserlo. Detta così, sembra un po’ brutale, ma esattamente come i poveri e vituperati giornalisti, anche i blogger hanno dei pregi. Ad esempio quello di fotografare con precisione un momento culturale. Sono bravi a immortalare le tendenze. Alcuni sono anche sagaci, spesso hanno un punto di vista sulle cose esclusivo ma interessante. E se dobbiamo pensare a un blog che racchiuda tutti i pregi e i difetti di questa nuova forma di comunicazione sociale, beh, Macchianera è sicuramente il primo nome che può venire in mente. L’avvertenza, per tutti i non blogger che si avvicinano a un blog, è sempre la stessa: non spaventatevi. Perché a prima vista, visitare Macchianera è come entrare nel deposito oggetti smarriti della stazione di Napoli dopo il passaggio della Banda Bassotti. Un gran casino, insomma. Ovviamente l’autore, o gli autori come in questo caso, non si premurano di fornire alcuna coordinata al povero lettore casuale. È una sorta di selezione naturale: “se sei abbastanza sveglio per riuscire a capirci qualcosa, beh figlio mio, allora puoi anche essere dei nostri”. Altrimenti potete rituffarvi nel mare di internet per approdare da qualche altra parte. Perché di ciambelle, scialuppe, braccia tese qui non ne troverete. Quello che troverete è una serie di articoli, chiamati post, in ordine cronologico inverso. Quindi, dal più recente al più vecchio. Intorno, tutti i servizi che un blog può offrire: l’archivio di tutto ciò che è stato scritto, le parole chiave più usate, tonnellate di statistiche per lo più inutili, i post più letti e commentati, decine di link ad altri blog. Addirittura Macchianera ha anche una radio che trasmette programmi pure interessanti che poi possono essere scaricati sul proprio lettore portatile in formato podcast. Mal di testa? Tranquilli, è normale. Perché se non c’è il test di ingresso. Che blog sarebbe? Superato lo smarrimento iniziale, ora è finalmente l’ora di “godersi” il vero piatto forte di ogni blog: leggere quello che l’autore ha in testa e commentarlo. Macchianera ha da offrire molto, anche se non tutto è interessante. La portata principale è indubbiamente la satira. D’altronde dietro al sito c’è Gianluca Neri, ex redattore del mitico Cuore e creatore del portale Clarence, ora collaboratore della Magnolia di Gori e, presumibilmente, blogger a tempo pieno. I commenti di Neri non sono mai banali. Se però vogliamo dirla tutta, è molto più interessante l’occhio che getta sul mondo della televisione che le sue dissertazioni politiche o sul fumo. Ci sono anche diverse vignette, alcune piuttosto azzeccate. C’è anche una bella coltivazione di tuberi, sotto forma di due-immagini-due al giorno da scaricare con le foto di belle e famose signorine, spesso in déshabillé. Quello che conta davvero, però, è che ogni singolo post apre un piccolo dibattito. Eh già, perché l’altro pezzo forte dei blog essere interattivi. Io scrivo quello che mi passa per la mente, voi rispondete quello che passa per la vostra. Il problema è che questo dialogo è monco. È monco perché i blog dovrebbero fare circolare cultura. Ma ci riescono solo in parte per colpa della loro esagerata autoreferenzialità. Si parlano addosso, si chiudono all’esterno. Sono nicchie. Più o meno grandi, ma sempre loculi dove poche persone vanno a parlare sempre delle stesse cose. Sembra ormai che la strada intrapresa dalla cultura multimediale sia il motto decuberteniano “l’importante è partecipare”. E allora, se proprio dobbiamo farlo, meglio farlo in Macchianera che in altri blog. Con poche idee confuse.”

    Fonte: Gianluca Rocco – Giudizio Universale – N.18 – Novembre 2006 – pag.34

  5. Quelli che ti arrivano a parlare di bush,osama,islam e radici cristiane varie ma il tuo post originale era sulla cross-phase modulation in fibra ottica..(che poi sono la maggioranza dei frequentatori di blog)

  6. Hum.. io direi che,.. si ecco.. inconsciamente forse.. mi sento vicino a “Quello che lui, invece…”

    Si si shame on me…

    Hai dimenticato: Quelli che “Ma Gianluca, quando torni a fare la radio?”

    a proposito.. quando fai radio, gianluca?

    shame on me 2

  7. Ragazzi non scherziamo. Io questa cosa di commentare tanto per mettere in giro il link la ho fatta un sacco di volte all’inizio.
    Beh forse la sto facendo anche adesso.
    Ma questo non significa che non me ne vergogni.

  8. Ti sei dimenticato Quelli che anche loro nel loro piccolo: “Se vuoi vedere dei commentatori idioti vieni da me, ce ne ho un’antologia”.

    Una volta ho scritto sul blog di avere visto Sassoli nella piazzola davanti a dove lavoro. Da allora, sono bombardata di commenti di tarantolate isteriche avioprive che vogliono sapere se Sassoli è sposato, che gli lasciano messaggi adoranti, che vogliono sapere dove vive e via dicendo.

  9. Ma perchè, che problema c’è a piazzare un linketto su un blog che fa mijoni de lettori: google ti legge in un baleno. Meglio de così?

  10. Quello che ti scrive da anonimo: “sei cambiato, il tuo blog mi fa schifo al cazzo”

    e dopo loggato con tanto di link

    “sei sempre grandissimo!”

    Tratto da una storia realmente accaduta.

  11. (questo è uno di quei commenti che…)
    è capitata una raccontandomi, in un vecchio post su britney e madonna, che pure lei ha baciato la sua amica, ma non è omosessuale. Mi ha anche scambiato per britney, sì proprio

  12. quelli che escono dalla ritirata con in mano quella che ritengono possa essere l’epifania del secolo e la propongono come verità millenaristica senza nemmeno essere sicuri di aver tirato lo sciacquone:”il canto dell’essere e dell’apparire” non fa prigionieri

  13. Quelli che ti pubblicizzano con un commento da millemila battute l’ultimo disco di Marco Conidi, “UN VEERO CANTAUTORE DI MUSICA”.
    Io ce l’ho.

  14. Ok. Allora vado io.
    Scenario.
    Lei si fa vedere in una foto a 2 giga e mezzo con le bocce di fuori e le dita sui capezzoli. Appena sotto una poesia del tipo:
    “Mi manca
    la tua pelle
    seta
    sulla mia”.
    Commento tipo:
    Oh, ****, la tua sensibilità mi destabilizza. Non sai come vorrei che la mia Weltanschaaung si incontrasse con il tuo Zugzwang perché tu hai la poesia nelle tue corde, io sangue che sa di note nelle mie vene…
    Io, ve lo giuro, io a questi sassofonisti del tirapiùunbitdignocca costruirei un monumento.
    A forma di obelisco.

  15. ciao, io sono Questo. Perche parli sempre di Quello?

    (lo so,la battuta è quello che è, ma pure il post non è che sia un prolegomeno sulla metafisica futura. dunque pari e e patta.O se volte: Questo o Quello per me pari silton.)

  16. quelli che “le idee migliori le tengo per il libro mica gliele lascio a questo pretenzioso che da quando ha tirato su due soldi nemmeno ti calcola”

    quelli che “io ci lavoro su internet,mica come voi debosciati.Stavo solo facendo un giro per trovare materiale sui finanziamenti per l’elicicoltura”

    quelli con le gambe a V

  17. Quelli che la barra degli indirizzi di IE la usano per montare la panna: “…uff, da quando non hai più il blog sull’MSN Space non riesco più a trovarti…”
    Quelli che il premio Pulitzer:”…era tanto che non scrivevo un blog…”
    Quelli che li rinchiuderei in una matrioska:”…sONo PaSaTA dI QuI…”

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