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Novembre 2000
L'avete mai fatto in una vetrina? Io l'ho fatto lunedì pomeriggio. Non è stata, peraltro, l' esposizione più imbarazzante a cui ho sottoposto la mia faccia di tolla, in svariati anni di patacate, anzi. Le nostre amiche libraie qui, a...
Rosaria Cannavò /1-2
links for 2007-05-11
My Sey
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Amy Acker /3-4
Lost (in translation) /21
Su Cuba
Kate Beckinsale /1-2
Ci chiamano dandyne
Albert Speer
Le offerte speciali di Cinecittà
Indovina chi viene a cena? (Piovono pietre su RadioNation)
Ustica - Un caso ancora aperto /4
Un presidente proprio perfetto
Movable suicide
Saul Bass
Meanwhile
Google Video è una cosa meravigliosa
Sexpolitik 2008
Blogger 2005
Sarah Michelle Gellar 2005
Saul Bass
Meanwhile
Google Video è una cosa meravigliosa
NEW ITALIAN EPIC
Ascolta: il libro si fa podcast
Macerazioni
The classifica 11. E si potevano mangiare anche le fragoleee
The classifica 8. Non siamo mica gli americani
The classifica 5. Piantala con 'sti bonghi
Fratello Indovino
Ma Maria vuole bene a tutte e due uguale
Transspotting
E nun me chiama' "Sor Moretti"
...e la nipote della figlia di una che una volta è stata a Rivombrosa
Distrette vedute
...e poi chi resta a creare l'humus?
Il miracolo di maggio
Che qualcuno dica qualcosa di sinistra
Fratello minore
Abbiamo già dato
Seven
Viva viva la Gabina
La Disfantola
Il Manifesto del Partito Preso
30 anni fa
Ma io Fede lo guardo perchè mi fa ridere
Scientology /1: Rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza
2007
Begambiente
Aririmortis
Meglio fabbro che monsignore (e il 25esimo de I Siciliani)
Un ragazzo. Un giornale.
"La Sicilia": l'opposizione che non c'è stata
Torture, bufale porno, censura e bocche di rosa
Sotto il vestito, un prete
Nani borlotti girano il mondo e mandano cartoline
Kamerasutra! Tutti pazzi per la Bertinotti-sexy-webcam: «Chiamami e guardami mentre faccio cadere Prodi»
La parola ai sudici! Svolta nel giallo di Perugia: trovato un pelo di Amanda nelle caccole di Rudy rinvenute nel water di Meredith!
Obtorto culo! Attento, Walter: più che primarie, erano le ultimarie
Profezie
He's 352
Falchi su RCS - Monografia di Stefano Ricucci
Ce lo meritiamo, il padrone
Slittano le elezioni? Che Pizza
Il grande sonno
Anna Friel /1-2
Ilary Blasi /1-2
Elisha Cuthbert /35-36
La settimana in cui le veline sono andate al governo
Macchiaradio tra il punto G e il fattore X
La settimana dove tutti avevano una scusa per scrivere "I redditi 2005 degli italiani sono online"
links for 2008-05-10
links for 2008-05-06
links for 2008-05-05
Il primo libro (e il blog) di Guia Soncini
Donne nude gratis!
E' uscito Hitler (si spera per sempre, dalle nostre vite)
Philips premia i blogger "senza pelo" con Bodygroom
Su MyPixMania, 40 foto stampate gratis [sponsored]
Sony Vaio Serie FE [sponsored]
Assonanze (Trittico del buonumore)
Nuovi fascismi
Roma, bel suol d'amor
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La dodicesima domanda
Una questione di punti di vista
Netscappano. Ma poi tornano.
Hi, I'm a mac
La Ventura sul suo nuovo amore: Ci conosciamo da anni. È una persona che ha scelto di venire a vedere qualcosa in più di me.

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Questa sera, a partire dalle 21:30 il cazzeggiamento libero di Macchiaradio torna a imperversare su RadioNation.
L'elenco di coloro che hanno ricevuto l'invito per la serata (e va da sé che chi è già stato ospite è sempre gradito di default): Matteo Bordone, Michele Boroni, Laura Carcano, Francesco Cataldo, Paolo Luti, Gaia Giordani, Ilaria Mazzarotta e Gianluca Neri e chissà chi altri.
Chi perde la puntata può poi rifarsi con il podcast.
Potrete partecipare alla trasmissione in diretta utilizzando (gratuitamente) Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma. Se chiamate prima della trasmissione potrete lasciare un messaggio in segreteria.
Gli ascoltatori Google Calendar-muniti che vogliono rimanere sempre aggiornati sul palinsesto di RadioNation possono aggiungere il calendario ufficiale della radio copiando e incollando questo indirizzo
o questo
nella finestra "Search public calendars", o inserendo la chiave di ricerca "RadioNation".
(o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes). | ...oppure puoi riascoltarla direttamente in questa stessa pagina, semplicemente cliccando il tasto "Play" |
Se vuoi interagire in diretta con il programma, entra nella nuova chat di RadioNation cliccando sul link "Continua a leggere..." sulla destra, oppure qui.
Votare Perduto Per Sempre (copertina qui a fianco) libro del mese di Fahrenheit, trasmissione radiofonica di Radio3 Rai, vi porterà fortuna. Clemente Maria Fagioli, perito chimico di Lacchiarella (MI), lo ha fatto, e fra tre giorni esce con Denise Richards.
(Viceversa, Pierpippo Bucciarancia di Lamezia Terme ha voluto fare il fighetto, ha votato il libro di Joe Lansdale e gli si è incastrato il prepuzio nella zip del calzoni).
La sorellanza, chi se la ricordava più? Pensa che io non li ho manco vissuti, gli anni del femminismo "laico". Li vivo adesso, mentre si cerca di fare venire alla luce questo femminismo islamico che altrove è una realtà e in Italia era una chimera, fino a pochissimo tempo fa.
E mentre dentro e fuori dai blog si discute di Islam e femminismo, eccola qui, la sorellanza messa in pratica.
Quella che segue è una lettera presa integralmente dal blog di una signora che, sull'argomento, non ha nulla da imparare: Dacia Valent.
E l'obiettivo è quello di ogni femminismo, islamico o laico che sia: aiutare gli uomini ad essere migliori. Siamo certe che ce la possano fare.

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Apro un post nuovo (e potrei farne a meno), perché effettivamente quello sull'anoressia, che è molto interessante, sta precipitando in una deriva pro/anti fumo (e quindi, presto o tardi, pro/anti Facci).
Forse è stata colpa mia. A un certo punto della discussione qualcuno (non ricordo nemmeno il perché) ha affermato questa cosa:"Lo sai per esempio che risulta che i fumatori si ammalano di Alzheimer in percentuale molto inferiore ai non fumatori?"
Ebbene, io non lo sapevo; ma a naso fiutavo la stronzata.
Nel corso di una sessione tematica all’interno del grande happening di tendenza organizzato per accelerare la nascita del Partito Democratico (leggi “ricomporre i cocci e resuscitare la vecchia DC”), il vecchio pluri-ministro pluri-boiardo di Stato (persona peraltro sveglia, simpatica e gioviale) che modera la sessione raccoglie i nominativi di chi vuole intervenire e dare il proprio contributo alla discussione.
Il primo alza la mano. “Lei come si chiama?”, chiede il vecchio politico. “Antonelli” risponde la persona, seduta proprio di fianco a me. E il contrattacco del politico arriva tanto immediato quanto inatteso “Come il Cardinale di Firenze?”. Poi è il turno del secondo: “Qual è il suo nome?”. “Roverato” è la risposta. “Come il Consigliere di Telecom?”. E così via. Per ogni nome un’assonanza, una corrispondenza con un record del suo database personale di potente gerontocrate, costruito in decenni di vita vissuta tra raccomandazioni, favori personali e via dicendo.
Evidentemente nessuno dei presenti era parente del “potente” evocato dal proprio cognome e spesso si trattava solo di parole simili nel suono ma non perfettamente coincidenti. Ma era sorprendente osservare come il processo mentale ricorreva in maniera ossessiva nei ragionamenti del brillante settantenne.
Ed ho pensato a quanta fatica si può evitare e quali posizioni si può aspirare in questa miserabile italietta solo per il fatto di avere un cognome significativo e rappresentativo all’interno di questo Google dell’oligarchia che ingessa in modo sistematico e trasversale il nostro Paese, e che si autogarantisce potere e controllo limitando ricambio e accesso a chi non appartiene alla casta, a prescindere dal fatto che abbia capacità o meno.
Come una prorompente valletta in cerca di ingaggio, mi troverò un nome d’arte anche io… il mio vero nome è troppo anonimo per sfruttare appieno la brezza dominante dell’economia tribale.
Sto cambiando, sto crescendo, forse comincio a piccoli passi a vivere, non volevo neanche parlarne, adesso, ma c'è stato un tempo, un tempo così vicino che forse non è ancora finito, un tempo che non si divideva in ore, in cose da fare, in impegni, in pensieri, in odio e amore, ma in chilogrammi.
Mi è stato chiesto di scrivere un articolo sulla mia esperienza di malata di bulimia/anoressia (non bulimica, ma malata di bulimia, non è un tratto caratterizzante della personalità bensì la completa distruzione di quest'ultima), esperienza che per me purtroppo non è ancora giunta a termine - sono ancora malata e sarebbe stupido e inutile sbandierare ai quattro venti una guarigione fasulla o una falsa illusione - ed all'inizio ero molto titubante e scettica al riguardo, primo perché è difficile pensare lucidamente a se stessi e questo vale anche per le persone sanissime figuriamoci per quelle con problemi psicologici, secondo perché temo di non essere ancora pronta a ricevere critiche, consensi, dissensi, o anche silenzio su questo argomento.
Ho infine valutato che forse aprirmi in un articolo confessione a tema ego-centrico potesse non solo informare alcune persone che leggeranno queste righe di una malattia dell'anima tanto comune quanto letale e malinterpretata, ma anche e soprattutto liberare me dal senso di oppressione incredibile che mi dà soffrire di questa malattia ed aver sempre paura a parlarne.
Questa è la mia esperienza crudele, e voglio scriverla senza filtri, come non bisognerebbe mai fare beh io voglio farlo, perché ancora più crudele sarebbe per me nonostante tutto l'incapacità di buttare fuori tutto il dolore e di essere felice.
Io sono una persona tendenzialmente felice. Non sono sempre la musona dandyna cinica e disperata e autolesionista. Io detesto non essere felice, e non smetterò mai di soffrire per raggiungere la felicità.
La malattia, indubbiamente, ostacola, eppure io me la sono cercata col lanternino credendo che fosse la strada più facile all'attutimento del dolore. Ho avuto l'anoressia a 14/15 anni, l'iperfagia a 16/17/18, e bulimia dai 19 a ora, che ne ho 22 da un mese. A 14 anni ero anoressica e non lo sapevo. Andavo come molte ragazzine della mia età e di famiglia media, a danza.
Ero bravina, ero maledettamente bravina, e pertanto sotto continuo stress. Non passava giorno che le mie insegnanti non mi torturassero davanti allo specchio facendomi notare quanti rotolini di grasso io avessi quando piegavo la schiena, la pancia enorme e protuberante e molle che avevo di profilo. Tutti i giorni. Tutte le volte. Tutti gli spettacoli ero il salame della scuola, ma tutte, a turno, eravamo salami, prosciutti, mai troppo belle, mai troppo brave, mai troppo magre.
Ci davano delle diete per dimagrire prima degli spettacoli a teatro, prima dei provini o degli esami. Diete estreme che comprendevano frutta a pranzo e frutta a cena per settimane, se ti andava bene, altrimenti mele e solo mele, non toccate le banane!
A me fa piacere che si organizzino convegni nei quali ci si chiede "Come community, blog e contenuti generati dagli utenti stanno cambiando la nostra vita, il mondo dell’informazione e il modo di fare business?". Epperò penso che il modo di fare business si cambia anche e soprattutto intraprendendo una strada che non porti a ingiunzioni, avvocati, tribunali, ogni qualvolta un dipendente, un collaboratore o un fornitore si fanno passare per la testa l'insana e innaturale idea molto "webunopuntozzero" di essere pagati per il lavoro svolto.
Non sarebbe male, per iniziare. Dico così, in generale.
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