Mai Più

L’Associazione per il Partito Democratico organizza una petizione popolare per chiedere al Parlamento la riforma del sistema elettorale. Mi pare un inizio (e ho firmato), ma personalmente non lo ritengo sufficiente. Proporrei anche di far sapere ai nostri eletti, di tutti i partiti e di qualsiasi schieramento, che MAI PIU’ voteremo con questa legge, con la quale 10 persone, elette (quando va bene) dalle oligarchie interne ai singoli partiti, hanno in pratica nominato l’intero parlamento. Come si vede: una proposta assolutamente bi-partisan.


Se qualcuno vuole firmare e far firmare la petizione, intanto, può farlo partecipando all’iniziativa “9 + te” che funziona così: scaricate (e stampate in fronte/retro su un unico foglio) il modulo che trovate qui: sul fronte c’è il testo della petizione; sul retro la griglia per 10 firme. La prima firma sarà vostra; le altre 9 dei vostri conoscenti. Poi mettete il foglio (o i fogli) in una busta e spedite a Cittadini per l’Ulivo – Piazza Adriana n. 8 – 00193 Roma.

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10 Comments

  1. E’ la cosa più importante che sia comparsa su macchianera da diverso tempo a questa parte.
    volo a firmare.

  2. Dunque, se ho ben capito questi sostenitori del centro-sinistra hanno bisogno di un referendum per far approvare dalla propria coalizione una riforma che fa parte del programma di governo della suddetta. Siamo messi bene…

  3. Da elettore del centro-sinistra (non so ancora per quanto ancora), non posso che dar piena ragione al commento di Giacomo. Mi sembra che siamo al paradosso, e in diversi ambiti…

  4. Per quanto meritoria e ammirevole sia l’iniziativa, non si può non concordare con Giacomo.
    Un’altra perplessità: per quanto, all’epoca, siano state fatte molte (sciocche) polemiche in merito, la legge elettorale non si cambia quattro anni prima della scadenza delle Camere, al massimo un anno prima. Quindi, come iniziativa, mi pare un po’ intempestiva. A meno che, non ci sia bisogno di “pensare” per quattro anni una legge che lasci comunque tutto in mano agli oligarchi di partito…

  5. Per quanto meritoria e ammirevole sia l’iniziativa, non si può non concordare con Giacomo.
    Un’altra perplessità: per quanto, all’epoca, siano state fatte molte (sciocche) polemiche in merito, la legge elettorale non si cambia quattro anni prima della scadenza delle Camere, al massimo un anno prima. Quindi, come iniziativa, mi pare un po’ intempestiva. A meno che, non ci sia bisogno di “pensare” per quattro anni una legge che lasci comunque tutto in mano agli oligarchi di partito…

  6. Ad una qualsiasi riforma della legge elettorale andrebbe a mio avviso applicato il principio già espresso dal XXVII emendamento della Costituzione Americana, in una forma non diversa da questa.
    “Nessuna legge che modifichi la legislazione riguardante le procedure per l’elezione dei membri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, avrà alcun effetto, finché una nuova elezione del Parlamento non sia intercorsa.”

  7. Slowhand, la preoccupazione è che il cambio del meccanismo elettorale a pochi mesi dal voto possa essere una scusa per tarare una nuova legge sulle esigenze della maggioranza. Se ti sembra solo una (sciocca) polemica, spiegami tu cosa invece è degno di attenzione. Il virus dell’ebola è un problema abbastanza serio?

  8. Sono d’ accordo con Giacomo, il siamo messi bene io l’ ho detto il giorno che è nato questo Governo.
    I fatti non mi danno torto.

  9. MB, non si dovrebbe confondere la preoccupazione per un cosa fatta male con la ragione che spinge a fare quella cosa.
    Se si fa una riforma elettorale, è giusto protestare se viene fatta “su misura” per acchittare una probabile vittoria a chi in quel momento è al governo, ma è sciocco farlo perchè viene fatta “sei mesi prima”.
    Una riforma del metodo elettorale consiste, di fatto, nel superamento dei criteri con i quali sono stati eletti i parlamentari in carica, e come conseguenza porta alla loro delegittimazione. E’ per questo che non si può fare una riforma elettorale quattro anni prima che scada la legislatura. Secondo me, eh.

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