Predica della domenica (4): Lettera aperta del Papa.

ico-doncamillopeppone.gif Karo Allah,
io scrife te anche si io penza ke tu non esiste.
Io ho parlato con George (no no no mio secretario che è in facanza, ma simpatico petroliere ke guida United States) e lui è kontento perkè attakki dei tuoi figli alla mia persona dice ke gli danno prete. O forse lui parlava non di prete ma di pretesto, e poi diceva felice: Iran Iran, Iran… Bo, io no kapire.
Comunque Io scrife te per dirti che no ho offeso nessuno. Detto solo ke guerra e Dio stanno insieme kome strakkino e nutella.
Il mio interfento citava pezzi storici e ne kondannava il tono sorprendente. Infito anche Tu a leggerlo si avete internet e non solo vergini in fostro paradiso.
Mi hanno spafentato le parole di tuoi figli. Perchè sempre mettere bombe e violenze in mezzo? Perchè minacciare città e innocenti? Perchè non lasciare libertà di espressione?
Perkè non kapire che uomo, ragione, libertà è fede possono konvivere insieme senza rompersi le balle a ficenda? No diko solo a Te a ma ancke a me e miei amici kattolici. E’ ora di basta. Possiamo fifere in pace, konfrontandoci su nostri dissensi e senza ke sola donna o uomo deva più soffrire ankora.
Io kiede scusa per kose ke non ho detto si questo fa inkazzare. Ma poi makari kiediamo insieme perdono a umanità ke fogliamo servire per ki in nome di Dio muore, fa morire, fa soffrire a qualunque livello: ke è spettakolo pietoso e indegno di civiltà.
Ti fa? Dimmi di sì. Dai…
Dal Vaticano 17 settembre 2006, anno secondo del mio pontificato
Tuo, Joseph R.
Ps. Saluta piccolo Buddah ke è da un poko ke io non sento.

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24 Comments

  1. PPSS Komunque accetta umile konsiglio: poko kasino, manda acenti sekreti a sistemare fontamentalisti, con quei kolioni sudamerikani del diritto a liberare skiafi se no pekato mortale, (kome si kiamafano? teolocia libertazione, ipernazione.. non rikordo) ha funzionato penissimo, piu rotto kolioni!

  2. Riassunto. la religione islamica ha criticato la religione cattolica accusandola di aver criticato la religione islamica.
    Meglio: l’Islam ha criticato il Papa dicendogli che non può permettersi di criticare l’Islam.

    E’ accaduto e non è solo grave, è anche l’esempio più perfetto di quella mancanza di reciprocità tra nazioni o continenti o se vogliamo civiltà (in termini religiosi come politici) di cui tanto e vanamente si è discusso da cinque anni a questa parte. Ma questa volta non sono vignette, e chi scrive lo dice da ateo-agnostico- anticlericale: si tratta pur sempre della parola del rappresentante di Dio sulla Terra, della massima autorità morale d’Occidente: la quale martedì, nella sua lectio magistralis pronunciata in Germania, si era permesso di dare un’interpretazione della dottrina maomettana non proprio di comodo, a dirla male.

    A Ratisbona, martedì, parlando in quell’università dove aveva insegnato teologia tra il 1969 e il 1977, Papa Ratzinger aveva toccato il tema della guerra santa e aveva detto che la conversione ottenuta con la violenza, come può accadere in Islam, è irragionevole e contraria alla natura di Dio. Nel corso della sua lezione tuttavia si era rifatto a un solo e singolo esempio, quello dell’imperatore Manuel: a scanso di equivoci, il portavoce della Santa Sede aveva poi precisato appunto che “è solo un esempio, sappiamo che dentro l’Islam ci sono molte posizioni diverse, violente e non-violente “.

    Anche la scorsa settimana, qualcuno ricorderà, il Papa aveva detto che nessuno ha il diritto di usare la religione per giustificare il terrorismo. Già descrivendo così le parole del Papa, tuttavia, pare quasi che noi si debba difenderlo e giustificarlo: come se lo scandalo vero non risiedesse nelle reazioni registrate ieri nel mondo islamico.

    A dar fuoco alle polveri è stata la solita tv del Qatar, ‘al-Jazeerà: aveva informato il mondo arabo delle parole del Papa, due giorni dopo la sia lezione, ma l’aveva fatto in maniera maldestra: aveva estrapolato giusto le parole che potevano suonare offensive per i musulmani e non altro. Uno scherzo con fuoco, dimenticando di specificare che le parole del Pontefice corrispondevano meramente alla citazione di un libro di storia; troppo tardi per precisare. Sui forum islamici in Internet, gli stessi forum che sovente pubblicano i video e i comunicati della rete di al-Qaeda, la scomunica aveva inizio da quel momento.

    Ecco un estratto tra altri: «Che Allah lo maledica, è venuto da te il nostro profeta per combattere e per sgozzare. Toccati quindi il collo, o Benedetto».

    Il collo ce lo toccheremmo tutti, mel giorno in cui dovesse toccarselo il Papa. Quello di ieri pomeriggio era solo l’inizio di una vera e propria Jihad contro il Pontefice, e poco importa che i gestori dei forum abbianno cercato di correre ai ripari quando appunto era troppo tardi.

    Non si trattava di vignette, no, non si potevano arrabattare discorsi sulla lesa sensibilità islamica, pur a margine di un diritto di critica (di satira) che era e resta fondamento del nostro vivere comune. Perciò scendevano in campo, ieri, anche alcuni tra i principali leader religiosi islamici, tolleranza compresa: “Nelle parole di Joseph Ratzinger c’è un collegamento tra la Jihad, la guerra santa, e il terrorismo”. Ha detto Sayed Baqer al-Mohri, capo dell’assemblea sciita degli Ulema. Seguiva immediata richiesta di scuse, perchè collegare la Jihad e il terrorismo pare essere un assioma ardito. Tanto che Haken al-Mutairi, segretario generale del partito della comunità islamica degli emirati, la metteva giù ancora più dura: “Chiedo a tutti gli Stati arabi e islamici di interrompere le relazioni diplomatiche con lo stato Vaticano, sino a che il papa non si dirà dispiaciuto”.
    Poi, sempre ieri, a macchia d’olio, il capo del Consiglio Francese
    per la Religione Musulmana (CFCM) chiedeva “chiarimenti” al
    Vaticano. «Bisogna stare attenti», ha detto “a non confondere l’Islam, che è una religione rivelata, e l’islamismo che non è una religione, ma un’ideologia politica». Una distinzione che l’Occidente non si è mai posta.
    E in Italia? Il segretario generale della Comunità Religiosa Islamica si è limitato a segnalare “una mancanza di opportunità e di sensibilità nei confronti dei milioni di fedeli musulmani che vivono in Europa e nel mondo», ma non senza però specificare che «dall’inizio di questo pontificato è mancato un segnale di disponibilità verso il dialogo interreligioso”.

    La disponibilità al dialogo interreligioso dei leader islamici, invece, l’abbiamo vista ieri.
    Ora si tratta di auspicare che non si estenda come tipicamente accade, in Islam, laddove non vi è cautela e non vi è attenzione per quanto sia stato effettivamente fatto o pronunciato: da innocenti vignette alle parole innocue che martedì hanno risuonato in un’aula universitaria; autorità islamiche anche moderate che paiono ben disposte a soffiare sul fuoco che c’è ma nondimeno, come visto, su quello che non c’è: ciò che nessun occidentale potrebbe mai permettersi di fare, pena il risultare provocatorio o comunque politicamente scorretto.

    Sconfortante è peraltro che la nazione indicata da tutti come punta di diamente dell’Islam moderato, la Turchia, di fronte al gran canaio di ieri non abbia a sua volta osato prudenza. Il Gran Muftì turco, la massima autorità religiosa del Paese, ha letto a sua volta i giornali islamici e ha decretato: “L’Islam deve guardare con preoccupazione al prossimo viaggio di Benedetto XVI in Turchia”. Ma è come se anche la moderata Turchia non aspettasse altro.
    Quando Ratzinger divenne Papa, infatti, un quotidiano turco titolò così: “E’ Papa il cardinale che ha polemizzato con Erdogan”. L’allora cardinale Ratzinger, in un’intervista a Le Figaro, si era detto contrario all’ingresso della Turchia in Europa per ragioni storiche e culturali, e il premier Erdogan aveva risposto così: “La Turchia parla solo coi paesi europei”. Il clima era già quello. Quando poi Papa Ratzinger aveva chiesto di visitare Costantinopoli e di poter incontrare il patriarca ortodosso, l’anno passato, Ankara aveva risposto di no. Non era tempo.
    Mentre è tempo, ancor oggi, che ai cattolici turchi sia a tutt’oggi negato uno status giuridico, così che non possano aprire seminari nè circolare in tonaca nè lavorare nella pubblica amministrazione. Papa Ratzinger, a novembre, ci riproverà ed andrà in Turchia.
    Ma per ora, come in tutto il resto del mondo islamico, l’accoglienza è questa.

  3. ” Se a Belfast ti chiedono – Di che religione sei? –
    Tu rispondi – Buddista – …potrebbe salvarti la vita…”

    D. Luttazzi

  4. Facci, ma possibile che siete così asfittici di pensiero? Ma se proprio doveva dire ciò che ha detto, bastava che avesse parlato prima, negativamente, delle guerre sante cristiane: dalle crociate all’evangelizzazione selvaggia dell’america latina, dall’inquisizione alla persecizione ebraica. Allora l’altra mezza verità dell’islamismo sicuramente sarebbe stata più accettabile ed accettata. Detta così ha il suono di una lectio magistralis ai poveri ignoranti. Uno sfoggio di inutile e dannosa supponenza. Papa Giovanni Paolo II non l’avrebbe mai fatto e si starà rivoltando nella tomba. JPII è un Papa che ci ha riempito di scuse intelligenti e senza che glielo chiedevano, ma ha contribuito a far cadere il comunismo senza far stillare una goccia di sangue, a parte le sue.
    Questa dichiarazione di Ratzinger appare proprio come il giusto viatico al prossimo viaggio in Turchia, della quale, tra l’altro, aveva detto nel 2004 di non volerla in Europa. Tra una citazione biclica ed una dissertazione teologica ti spara una frase spaccatutto alla Calderoli che vanifica tutti gli sforzi fatti negli ultimi tempi per ritrovare il dialogo. Da non crederci. L’unico neurone si guarda intorno e domanda: “C’è nessuno?”

  5. Allah, ascoltalo!

    Predica della domenica, letta su macchianera-net:

    Karo Allah,
    io scrife te anche si io penza ke tu non esiste.
    Io ho parlato con George (no no no mio secretario che è in facanza, ma simpatico petroliere ke guida United States) e lui è kontento perk?…

  6. A Ratisbona, martedì, parlando in quell’università dove aveva insegnato teologia tra il 1969 e il 1977, Papa Ratzinger aveva toccato il tema della guerra santa e aveva detto che la conversione ottenuta con la violenza, come può accadere in Islam, è irragionevole e contraria alla natura di Dio. Nel corso della sua lezione tuttavia si era rifatto a un solo e singolo esempio, quello dell’imperatore Manuel: a scanso di equivoci, il portavoce della Santa Sede aveva poi precisato appunto che “è solo un esempio, sappiamo che dentro l’Islam ci sono molte posizioni diverse, violente e non-violente “.

    il 90% dei cristiani discende da gente convertita al cristianesimo a forza, il mondo greco-romano è stato convertito a forza con l’editto di teodosio.
    il mondo barbarico con le varie conversioni dei re
    che obbligavano anche i sudditi a convertirsi, non parliamo poi del posto dove vive la grande maggioranza dei cristian: l’america.
    le persecuzioni dei romani contro i cristiani erano delle battaglie di libertà, che purtroppo sono state perse

  7. Ne è passata di acqua sotto i ponti.. il mondo cristiano (metterei insieme cattolici, protestanti ed ortodossi) ha subito una evoluzione anche metodologica ( ovvero come “conquistare nuovi adepti”) in questi quasi 2 millenni.. da quel che mi risulta..la diffusione religiosa-culturale dell’islam non è poi cosi’ tanto variata dai suoi inizi.

  8. Vorrei comprendere come mai da questo blog ci sono stati commenti in cui si è detto che la reazione israeliana al rapimento dei loro soldati è stata eccessiva, mentre le reazioni islamiche alle parole del Papa, per quando da loro non condivise hanno come al solito provocato morti e distruzioni e nessuno qui dice una parola. Qualcuno mi spiega il significato della parola reazione eccessiva? Non credo di averne compreso il significato.

  9. oggi molti prelati cattolici (incluso il bavarese del vaticano) e politici sia di destra che di sinistra ascoltano con devozione l’unico vero papa, quello che vive alla casa bianca e che dice loro quando il bianco è nero e quando il nero è bianco….Amen

    tariq ali

  10. E’ sorprendente vedere governi di paesi presunti “laici” (Marocco, Turchia) intervenire in dispute di natura teologica. Solo un paese occidentale poteva imitare un tale esempio di laicità: l’Italia, dove il ministro Di Pietro (Di Pietro!) ordina al Papa di chiedere scusa. Ecco perché l’Iran ci considera partner strategico.

  11. Se il papa la pensasse come scrive don Diego, sarebbe un illuminista; ma l’illuminismo e’ uno dei peccati del modernismo.

  12. Bravo. Ripensandoci però quello che + mi ha colpito della lectio è questo passaggio:

    “non è sorprendente che il cristianesimo, nonostante la sua origine e qualche suo sviluppo importante nell’Oriente, abbia infine trovato la sua impronta storicamente decisiva in Europa”

    Insomma cinque secoli di missioni e colonie, tutto per niente?

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