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Per una sorta di quel riflesso meccanico definibile come “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, qui siamo state anche tentate di esprimerci sul malinconico spettacolo offerto dall’infinita stupidità comunicativa dimostrata dall’UCOII e dall’incommensurabile malafede delle reazioni che ne sono seguite.
Tra uno sciocco pasticcione e un abile ipocrita, che vuoi che ti dica, la scelta di campo della sottoscritta è ovvia e mi parrebbe superfluo ribadirla.
Solo che proprio non ci riesco, a mettermi a scrivere sulla cosa, e il per il più ovvio dei motivi: perché, sui blog, questo stesso discorso che oggi infiamma i giornali e fa strappare i capelli a tutti gli – sfaccendatissimi – chiacchieroni professionisti d’Italia, è già stato sviscerato per anni, e con le stesse parole, lo stesso stridor di denti, le stesse cordate di indignazione e le medesime puntualizzazioni e spiegazioni.
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Sia chiaro: lungi da me la difesa degli spot Vodafone, ma in quello dove lei scappa al momento del sì e, lasciando lì tutti a pensare qualcosa dietro i cappelli, monta in sella alla moto di Silvio e poi (mi pare nell’altro spot) vanno al mare e lei entra in acqua col vestito bianco, sì insomma non ci vedo nessun attentato alla famiglia. Come invece credono quelli di Cl che al meeting di Rimini hanno tributato un lungo applauso a Luca Volontè quando ha attaccato a brutto muso: “Le famiglie si facciano sentire! Dicano che cambieranno azienda se non si cambierà la pubblicità!”. Mi stavo chiedendo: ma chi glielo ha detto al Volontè e ai suoi scherani che poi la Chiatti e Muccino non li facciano sposare? Magari in Chiesa con Socci che fa il chierichetto?

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Uno dovrebbe esserci persino abituato alla castroneria del giorno, aiutato – per esempio – dal Corriere della Sera che un giorno scrive che Kevin Smith sarebbe il regista del floppone “Gigli” (sbagliato, era “Jersey Girl”, sempre con Affleck e la Lopez, che però lascia questa valle di lacrime al quinto minuto) o, quello seguente, che l’esclusiva Orange County, in California, farebbe da sfondo al serial “Desperate Housewives” (sbagliato: come da acronimo si tratta di “The O.C.”; le casalighe disperate vivono nella fittizia Fairview).
E insomma, su, si sa che qui da noi la verifica delle notizie (anche quelle semplici semplici, per cui sarebbe sufficiente una ricerca sull’Internet Movie Database) è hobby di nicchia, quindi non sbalorditevi se Repubblica, oggi, accennando alla catena di sfighe che avrebbero colpito la produzione dell’ultimo “007″ riporta:
In ogni caso, secondo quanto riportato da alcuni giornali, l’episodio ha provocato sconcerto nell’entourage della storica produttrice della saga Bond, Brigitta Boccoli, e ai vertici della Mgm – la casa di produzione che detiene il marchio 007.