Questo non è un libro, questa è dinamite. E io non sono un uomo, io sono un carciofo. Insomma, non so più che cazzo inventare per piazzare questo "Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della...
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Questo post si ripete, puntuale e identico, ogni anno. Il motivo è che ogni anno di questo periodo parto per le vacanze. Quest'anno non fa eccezione. E siccome sono uno cui Indiana Jones fa una pippa e per cui i viaggi di "Avventure nel mondo" hanno l'appeal di una scampagnata, torno nello stesso posto di sempre, in Toscana, a godermi il mare, il sole, il cibo, l'aria buona, e una delle più belle ed estese pinete d'Italia. Chi fosse curioso lo trova qui (per visualizzarlo sulle mappe di Google, quest'anno in alta definizione) o qui (per vederlo allo stesso modo, ma nella magnificenza di Google Earth).
Non c'è più invece - e purtroppo - la Locanda Menabuoi di Filippo Volpi, che ci ha regalato due anni di ottimi e ricercati piatti, prima di finire soffocata dalle pizzerie al trancio sull'Aurelia e dalle sagre paesane. Un epilogo che pare preso paro paro dal "Baci e abbracci" di Virzì, che peraltro è di casa in quei luoghi e, al momento, anche l'unico che li sa raccontare (li vedete ritratti anche nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo"Tu la conosci Claudia?", che non mi sento proprio di consigliarvi, malgrado vi prenda parte l'intoccabile e amata Paola Cortellesi).
Per il resto, tutto come al solito: una montagna di libri; snorkeling (se si può, ché quest'anno pare le meduse siano particoalrmente incattivite e prolifiche); fiorentine spesse minimo 8 centimetri alla griglia; e 60 giga di playlist dell'iPod da ascoltare sull'amaca, sotto i pini. Poca internet (a parte qualche post - scritto rigorosamente dal telefonino -, qualche sbirciata a MacchiaLight, perché in fondo Macchianera resta attivo ed aggiornato dagli altri autori). Magari pure un salto al Gambero Rosso di San Vincenzo o a "La Pineta" di Marina di Bibbona, se capita, ché è reato andare lì da tanti anni e non averci mai mangiato.
Per finire, un po' di "varie ed eventuali" che avrebbero potuto diventare post se avessi avuto più tempo, se la salute fosse stata migliore, se.
Il gatto Will ha rischiato di diventare una star della televisione. Poi ho pensato: "Sì, vabbé, ma che gusto c'è? Non può nemmeno raccontarlo agli amici".
Dio stramaledica il corrieri espresso. Specialmente quelli di tre lettere (lo so: ce ne sono due; beh, le lettere non sono né la U, né la P, né la S) che ti promettono la consegna del tuo nuovo telefono di sabato - e tu hai già venduto il vecchio su eBay -, ti dicono di richiamare alle 13:30 per avere nuove informazioni sulla consegna del pacco, e poi scopri che il sabato chiudono e smettono di fare consegne alle 13.
SabatoNotte tornerà a settembre, con qualche novità. Tipo: potrebbe chiamarsi VenerdìNotte, o GiovedìNotte. Ma torna. Il brutto di tutto questo è che bisognerà cambiare il logo. Il bello, che la cadenza settimanale verrà finalmente rispettata.
Un grazie a tutti i lettori prodighi di segnalazioni a proposito di radio locali che hanno più volte trasmesso il remix di Tiziano Ferro che plagia Kelly Osbourne che omaggia i Visage, nella versione originale che è apparsa qui su Macchianera.
Buone vacanze a tutti!
Ciao, sono Maurizio Crozza e voglio dirti una cosa… Ogni anno la Toscana è depredata della sua terra stessa. Ogni giorno un po’ di Toscana muore… Forse per gli incendi? No, no, no, no. Forse per i saccheggi? No, no, no, no. Forse perché… No, no, no, no. La Toscana muore perché ogni giorno qualcuno porta via un sasso. Se ognuno di noi portasse via un sasso, la Toscana si espanderebbe in tutto il mondo, e nessuno potrebbe riconoscere più la Toscana, che sarebbe ormai in tutto il mondo, quindi tutto il mondo si potrebbe chiamare Toscana. Quindi la Toscana non esisterebbe più. Non portare via un sasso dalla Toscana, perché altrimenti non sappiamo più dov’è la Toscana. Quest’anno la Toscana è 52 metri sotto il livello normale della sua Toscanità, perché i sassi sono stati portati in tutta fretta così, come se nulla fosse. Non portare via il sasso dalla Toscana. E’ una campagna per la Toscana in Italia.
(Maurizio Crozza, Elio e le Storie Tese - “Shpalman”)
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RaiTre sta mandando in onda a tarda notte immagini edite e inedite degli scontri in occasione del G8 a Genova nel luglio del 2001. Non so da quando lo stia facendo, per quanto, e con quale frequenza. So solo che nel giro di una settimana mi è capitato di vedere due speciali: una versione senza tagli delle riprese dei cameramen Rai e, poco fa, un documentario sottotitolato in francese.
A giudicare da ciò che è rimasto impresso sul nastro del comportamento di Polizia e Carabinieri (ma soprattutto Polizia) si giunge ad una sola conclusione: doveva essere davvero formidabile, quella coca.
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Qualche sera fa a casa Neri si sono fatte le ore piccole. Le 4 e mezza del mattino, se ricordo bene. A parlare di un argomento che sembra cucito per stare addosso a un blog: tu scrivi il post, fai i bagagli, te ne vai in vacanza, e nel frattempo il blog vive di vita propria, alimentato dallo tsunami di commenti generati da quella discussione.
Comincio col dirvi chi c'era, in rigoroso ordine sparso: il sottoscritto, Matteo Bordone, Lorenzo De Marinis e Carlo Giuseppe Gabardini. C'è stata, fino ad un certo punto, anche Laura Carcano, che però ha abbandonato prima del gong per knock out provocato da un suo personale Zidane troppo preso dal dibattito.
Siccome potreste lasciarvi influenzare dalla simpatia o dall'antipatia per l'uno o per l'altro, facciamo invece che c'erano A, B, C e D, e che abbiamo mescolato le carte, per cui non sono nell'ordine in cui li ho elencati poco fa.
Ebbene, ora non ricordo perché e percome, ma B si lancia in un'affermazione impegnativa, e cioè che di qui a pochi anni i CD musicali spariranno, e lo scambio o la compravendita di musica avverrà esclusivamente via file.
A e D sostengono che si tratti di un'immane cazzata, perché le persone associano al supporto sentimenti, emozioni, ricordi.
B ribatte che si diceva la stessa cosa anche dei dischi in vinile, e guarda che fine hanno fatto.
C ammette di essere affascinato da entrambe le teorie: capisce quella di A e D, ma considera valide le ragioni di B.
A e D sostengono - prima l'uno e poi l'altro - che la gente ha bisogno di comprare qualcosa di tangibile, che può vedere e toccare, e che solo ad elementi con queste caratteristiche assegna un valore. Continuano, i due, sostenendo che un file non è un oggetto, bensì qualcosa di astratto, impalpabile, immateriale.
B, a questo punto, si lancia nella seconda affermazione delicata della serata, e cioè che un file - al contrario di quanto pensano - è invece a tutti gli effetti un oggetto. E che poi noi ci siamo nati con il vinile, alcuni con il CD, e se è vero che li abbiamo ancora quasi tutti negli armadi perché ci siamo affezionati, è anche vero che le nuove generazioni nascono e crescono con la musica già in forma di file.
A sostiene che B stia dicendo una cazzata: un CD è come un libro; ha una sua copertina, ha una sua storia, mentre un semplice file no. E aggiunge: cosa dici agli amici, guardate la mia collezione di dischi, o guardate quanti file ho nel mio iPod?
B dice che va bene sia la prima che la seconda: esiste gente che si vanta di possedere tutti i vinili originali di un determinato gruppo, così come persone che mostrano orogliose un iPod che contiene intere discografie. Alla fine quel che conta è avere da disponibilità di un brano, non importa su che supporto.
D gli risponde: è perché tu sei un geek.
C, a questo punto, chiede: scusate, io sono abbastanza d'accordo con B, però solo nel caso in cui i file vengano comprati; allora sì che per chi li ha acquistati diventano a tutti gli effetti un oggetto. Se invece può scaricarli liberamente dalla rete, come avviene ora, non vale lo stesso ragionamento: molte persone scaricano centinaia di brani che non ascolteranno mai, solo per il gusto di farlo.
A e D sostengono che prima o poi non sarà più possibile farlo, perché le case discografiche non possono starsene con le mani in mano.
B li interrompe sostenendo invece che la pirateria esisterà sempre, solo che diventerà sempre meno accessibile e ad uso e consumo di pochi geek e dei propri amici, ragion per cui, le percentuali dei consumatori che acquistano dischi e quelle di chi, invece, scarica musica online rimarranno più o meno le stesse.
A, non ci sta: dice che nemmeno i ragazzini (anzi: soprattutto i ragazzini) sono disposti a spendere anche meno di un euro per acquistare della musica, e che non sono mica tutti coglioni.
B pensa che A sottovaluti il numero di coglioni totali sulla faccia della terra e gli chiede per quale motivo, allora, frotte di adolescenti si fiondano a scaricare suonerie tarocche e orribili sfondi per il cellulare, a 2,5 euro al pezzo.
A è convinto che gli adolescenti non abbiano soldi da spendere, e per questo non si sognino nemmeno di buttare via un dollaro per una canzone, e C ribatte che è molto più facile che vogliano sacrificare un dollaro per una canzone che gli piace, piuttosto che 20 euro per un blocco da dieci canzoni, di cui ne desiderano solo una.
D la butta sulla qualità: i fanatici che possono permettersela pagano per la qualità, e la qualità sta in un vinile o in un cd, ma non in un file mp3.
A Butta il carico e afferma che le case discografiche tenteranno sempre di vendere la stessa cosa per due volte, su supporti diversi: il file, e poi il CD.
B, invece, sostiene che Apple, con iTunes, abbia sostanzialmente messo davanti al fatto compiuto le major della musica, piegandole ad un nuovo concetto di fruzione della musica, e che, comunque, queste ultime inizieranno a spingere sempre più per il download a discapito del CD, in quanto non avendo supporto e distribuzione consente un margine di guadagno maggiore.
Finisce pari e patta. Fuori sta quasi facendo giorno, e il discorso nel frattempo si è spostato sulla miniaturizzazione buona o cattiva, sulle foto digitali, sugli e-book: potete immaginare che una discussione sull'esistenza o meno di Dio avrebbe acceso meno gli animi.
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Mettiamo che risulti fondata (ma per quello che posso capirne - cioè niente - ne dubito) l'ipotesi secondo la quale la vittoria dell'Italia varrebbe qualche punto di PIL; si diceva mezzo punto o poco più. Bene, grazie. Ora, però, si ricorda questo Governo la situazione dell'Italia quanto a sostegno alla cooperazione internazionale? Di pancia direi di sì, anche in forza della nomina di Patrizia Sentinelli (Rifondazione Comunista) a viceministro degli Affari Esteri con delega alla cooperazione internazionale.
Per gli altri che avessero un quadro un po' nebuloso - confusi da numeri di sondaggi che spuntano da ogni dove, il grafico a lato mi pare piuttosto evocativo per l'Italia: se non altro per il fatto stesso d'essere dietro perfino agli Stati Uniti, un po' figli dell'amministrazione Reagan (ricordo la Conferenza sulla Popolazione di Città del Messico nella quale proprio gli USA decisero di togliere il loro contributo al Fondo delle Nazioni Unite per le attività in tema di popolazione).
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Avete presente "Stop! Dimentica"? Su, non fate gli gnorri: è il nuovo singolo di Tiziano Ferro, volenti o nolenti lo si sente un po' ovunque. E non fate nemmeno finta di non sapere chi sia Tiziano Ferro: è quello che, da qualche tempo a questa parte, pare che ovunque poggi il piede pesti una merda.
Ebbene, la sua ultima hit è uguale sputata ad un brano di Kelly Osbourne (già, la figlia - parecchio in carne - di Ozzy), peraltro prodotta mica dall'ultimo dei pirla: Linda Perry, ex cantante dei 4 Non Blondes, macchinetta sfornasingoli per Christina Aguilera, Pink e Gwen Stefani.
L'orecchio, va detto, è di Franciskje (anche se le segnalazioni del plagio via internet si stanno sprecando, e già immagino orde di commentatori pronti a giurare che l'hanno scoperto loro, per cui facciamo così: è di tutti, tranne che di quei due-tre quotidiani online che domani riporteranno la notizia citando come fonte "Blog", così, generico).
Peraltro pare che il brano della Osbourne (il quale, va da sé, ha anticipato di qualche mese quello di Tiziano Ferro) sia dichiaratamente "un omaggio" (così si dice) alla canzone “Fade to grey” dei Visage. Per lo meno la prole del vecchio Ozzy l'ha detto; Tiziano Ferro, invece, non ha citato gli autori dell'originale nei credits del disco.
E insomma, dicevamo che i due pezzi sono talmente identici che persino qui si è riusciti a confezionare un remix dignitoso, realizzato - va detto - senza alcuna aggiunta rispetto ai due brani originali (nemmeno un'esile batteria comune a fare da collante), al punto che non c'è stato nemmeno bisogno di cambiare la tonalità o il tempo, e per la maggior parte del tempo le melodie si sovrappongono perfettamente a partire dai primi secondi senza una dissonanza che sia una.
Clicca il tasto "Play" per ascoltare il remix "made in Macchianera"
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Negli Usa il pilota di un telefilm del creatore di Scrubs cancellato dai network è finito su YouTube. Piace talmente tanto - l'ha visto quasi mezzo milione di persone - che adesso i network in questione lo vogliono rimettere in produzione. E' una notizia del New York Times dello scorso 3 luglio, finita ieri su SlashDot. Si accettano scommesse: lo "scoprirà" per primo il Corriere lunedì prossimo o Repubblica tra martedì e mercoledì?
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E' tra i pochi blog di un periodico (se non l'unico) a valere la pena di un bookmark (mica per altro: è che si vede che ci tengono e lo curano). Le ragazze che lo realizzano, poi, hanno anche le braccine lunghe, organizzano un aperitivo a Milano, il 25 luglio, su una bella terrazza, e promettono di offrire. Invito aperto anche agli amici degli amici degli amici: basta avvertire dicendo "io ci vengo"su questa pagina.