Qualche riga sul Referendum di domani

«Penso che sia un dovere di ogni italiano andare a votare. Poi, ognuno ha la libertà di fare come vuole» (Franco Marini, seconda carica dello Stato).

Toh, un Presidente del Senato che non invita all’astensione per ragioni balneari: ma che non si monti la testa, il sindacalista: fare meglio di Marcello Pera è un merito elementare.


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Che ce frega della Nexus, noi c’avemo Macchiagol, Macchiagoool…


In più: è curioso notare come lo stesso Pera Marcello e quelli come lui, a margine del referendum sulla PMA invitarono all’astensione con un però; dicevano (non tutti): «Dire sì equivale a non toccare più nulla per anni. E anche il no rende intangibile l’argomento […] Astensione è una pausa di riflessione morale e un omaggio alla democrazia parlamentare». Poi, passata la paura da Medioevo, tutti lì a tranquillizzarsi e a tranquillizzare che la legge 40, no, la legge 40 non si tocca.

Dicevo: al di là di quelli che ancora stanno contando le schede e che nei ritagli di tempo buttano giù la prima che viene loro in mente, è curioso come (pur a pesi invertiti) nemmeno stavolta manchino le magnanime virtù dal solito fronte: dicono (non tutti) che se dovesse vincere il sarebbero disposti a miglioramenti e scelte condivise.
Piuttosto: non serve lungimiranza per capire che il bambino piangerà tenendo il muso per tutta una legislatura, dovesse malauguratamente vincere il e dovesse il centrosinista (quantomeno) accogliere le proposte di correzione che oggi si levano dai cosetti (quei tipi, per capirci, che partono con il vantaggio di non doversi scoprire sparacazzate da un giorno all’altro).

Dovesse vincere il NO, il dialogo con quegl’altri non cambierebbe comunque registro (e figuriamoci): uno parla, l’altro piange a prescindere; cerchi un’amichevole pacca sulla spalla e quegl’altri gridano alla violenza carnale omosessuale (tenuto conto dell’impresentabile misoginia che uno percepisce guardando la composizione per sesso del Parlamento).
Eppure la Costituzione può, deve essere rivista: basterebbe iniziare dall’articolo 48, che condiziona il diritto di voto politico all’acquisto della cittadinanza italiana. Dico: non vedo altre valide vie italiane che possano portare verso la formulazione di decenti politiche migratorie, tali da evitare di cavalcare l’incompiuta onda elettorale il cui unico approdo è un’insopportabile realtà (tradotto: la Bossi-Fini è insopportabile e, pur se un po’ meno, la Turco-Napolitano era insopportabile). È triste, ma l’Italia va avanti così, a forza di bacini elettorali.

E allora, per questi e per i mille altri motivi se volete più sostanziali, voto NO.

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13 Comments

  1. E’ giusto ricordare ogni tanto che la costituzione non è una carta a se da tirare fuori nelle ricorrenze ma che è base del nostro vivere in questa società. L’idea che si possa stravolgere senza considerare gli effetti cascata sull’intero impianto legislativo italiano è fuori di senno. Perciò votiamo no e speriamo che si decidano a rispettare quella vecchia prima di passare ad una nuova, vedi aapunto i diritti di cittadinanxza di cui sopra o il diritto al lavoro, la famiglia etc etc

  2. il problema è che ogni tanto serve una rivoluzione per rinnovare il sangue.

    io voto si pur non sapendo esattamente dove andremo a finire, ma quello che so è che cosí lItalia non mi piace e non mi è mai piaciuta.

    Dire “..periamo che si decidano a rispettare quella vecchia prima di passare ad una nuova..” equivale a dire…Lasciamo le cose come stanno..marce come sempre.

    io voto SI

    max

  3. Voto si. Proprio perchè la costituzione è alla base del nostro vivere in questa società, non una bibbia da tirare fuori nelle cerimonie. Alcune rigidità nel mondo della scuola, del lavoro, della sanità, servono solo in certi contesti sociali ed economici, poi il paese cambia e queste iniziano a creare solo inefficienze, privilegi, mafie.

  4. Anche io ho votato SI’, in un seggio deserto. Vorrei sottolineare che non ho mai votato per il Nano, per il partito di porconi-raccomanda-vallette o soci, ma mi rifiuto di seguire le indicazioni di voto del curato di campagna/premier. Semplicemente odio il bicameralismo perfetto, checchè ne dicano i signori che ho contribuito ad eleggere.

  5. Evviva, adesso sì che potremo andare a puttane in nome del progresso.
    Che noia gli stessi programmi scolastici da Bolzano a Caltanissetta, via via, ognuno faccia il cazzo che gli pare, e ora di milanès obbligatoria a scuola anche per i magrebini.
    Che noia la sanità che si paga uguale dappertutto, dagli con i rincari al nord e relativi ospedaloni figoni per i residentoni coi macchinoni, e al sud si fottano.
    Che noia il sud, tout court. Che se ne vadano affanculo con la loro miseria mentre noi giriamo sul macchinone.
    Che noia l’Italia, vuoi mettere con la Padania?

  6. Ma voi che andate a votare:
    Avete almeno provato a leggere cosa state andando a votare o avete preso per buone le verità della televisione?
    In ogni caso per chi fosse ancora indeciso il testo della riforma se lo può leggere qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=149609

    Io ho provato a leggermelo un po’ (non tutto, ho anche una vita) e ho visto come un testo che sono in grado di capire (la costituzione attuale) viene trasformato in qualcosa che non sono in grado di capire.

  7. Che noia questa Giulia, questa informatissima cittadina itagliana crede che a Bolzano e a Caltanissetta si studino gli stessi programmi…
    Ignora il fatto che a Bolzano vige l’apartheid: scuole italiane e scuole krukke, evidentemente con programmi diversi!
    Tra parentesi informo la informatissima cittadina Giulia che 5 regioni su 20 sono già autonome….

  8. Carissimo Donato, mi rendo conto che voler avere ragione a tutti i costi sia un traguardo fondamentale anche quando si dicono cazzate, ma comunque facciamo una precisazione, così sei contento.

    Ho vissuto diciannove anni della mia vita in una regione a Statuto Speciale, dei quali tredici in una città dove le scuole sono divise fra slovene e italiane. Bene, ho conosciuto moltissima gente che, venendo dalla scuola slovena, non è riuscita a proseguire gli studi all’università italiana (il mio ex fidanzato incluso) perché avendo studiato in un’altra lingua sul territorio italiano faticava a recuperare la terminologia necessaria. Il tasso di abbandono degli studi fra gli sloveni è altissimo; quelli che continuano, spesso scelgono di studiare a Lubiana. Che se permetti è una grossa perdita per l’università italiana.

    Ora: estendiamo il problema a tutta la penisola, facciamo in modo che ogni regione crei programmi ad hoc in base a una supposta “appartenenza culturale”, e guardiamo che cazzo succede. Questo succede, ad avere scuole diverse per minoranze diverse: il separatismo uccide la cultura. Sono contraria? Sì. Molto. Sono favorevole al bilinguismo? Assolutamente, ma le due lingue non dovrebbero escludersi a vicenda. Metti nel calderone anche l’ora di dialetto, e vedi cosa succede.

    L’autonomia delle cinque regioni, al momento, non permette loro di fare il cazzo che preferiscono con le risorse interne, la sanità, i programmi scolastici, fottendosene del resto del paese. Mi dispiace fartelo sapere così, alla brutta, ma non sono sicurissima di essere io la disinformata.

  9. è finita 60-40.
    Una mazzata simile nessuno se l’aspettava davvero.
    La cosa più clamorosa è che il NO vince anche al nord e soprattutto a Milano città, dove la Moratti in poco tempo ha già fatto un bel po’ di cazzate.

    Questa è la fine dell’asse Berlusconi, Bossi e Tremonti. Il futuro del centro-destra non passerà più da Arcore.
    E forse anche per il centro sinistra è venuto il momento di cambiare politica e guardare davvero avanti.

  10. Allora, tre round conclusi, due ai punti ed un KO la CDL ne ha abbastanza o vuole continuare?
    Seondo me credo sia ora la smetta di fare la guerra all’Italia e si deida a fare un’opposizione costruttiva. Pungoli il governo sulle cose importanti, scuola, lavoro, pensioni e la smetta di dar retta a Bossi.
    A proposito non aveva dichiarato che sarebbe andato in Svizzera?

  11. “tre round conclusi”
    I round sono di più, é dalle elezioni politiche del 2001 che la CDL non vonce un’elezione.
    Però “il paese é spaccato in due”…ma non diciamo fesserie. Da 5 anni il paese, ad ogni elezione, ha bastonato la CDL per le politiche del suo governo.
    I non mi pare, stando ai recenti “round” che i tanto citati (ma mai mostrati) sondaggi post elezioni del 9 aprile diano una CDL in maggioranza nel paese come certuni vogliono far credere.

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