Questa stanza non ha più pareti, ma alberi /3 – fine

Un anno dell'albero

Io sono sicuro che parecchi di voi, con il passare del tempo, abbiano iniziato ad essere in ansia per le sorti del celeberrimoalbero apparso qualche mese fa su questo blog.
Ebbene, dopo più di un anno e cento foto esatte, cala il sipario sul vegetale più paparazzato in assoluto; l’unico al mondo ad avere fatto ricorso al Garante della Privacy.

Cliccando qui potrete ammirare su Flickr, foto dopo foto, i suoi mutamenti attraverso l’autunno, l’inverno, la primavera e l’estate.
Qui, invece trovate un collage di tutte le immagini (la versione ingrandita di quello che vedete in alto).
La serie di foto finali era pronta da tempo per essere inviata sul server, ma è andata online in ritardo. Per questo si conclude con l’inizio dell’autunno 2006.

Il progetto era questo: ogni mattina (o ogni pomeriggio, quando capitava, insomma, a condizione che fosse almeno una volta ogni tanto) mi affacciavo alla finestra per fotografare sempre dalla stessa angolazione (senza cavalletto: lo dico per i più pignolini che faranno notare gradi di inclinazione diversi) lo stesso albero.
Ho iniziato che aveva foglie di un giallo che sembrava disegnato. Nel frattempo abbiamo visto la neve sui suoi rami, i primi germogli, e le foglie verdi prima che tornasse inesorabilmente biondo.

Per prevenire quelli a cui prude il commento: sì, l’idea non era un granché originale: c’è in “Smoke” e chissà in quante altre opere. Però è stato divertente, quindi chissenefrega.
Clicca qui per vedere la serie di immagini su Flickr.

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10 Comments

  1. Non importa se l’idea era già in Smoke, è carina e ti faccio i complimenti perché pensavo di farlo anch’io con un olmo qua sotto. Solo che io le cose le penso e basta :-)

  2. io l’ho fatto con la pancia di Paola, mia moglie.
    Che aspetta Pietro.

    ps gianluca, nel post parli di “autunno 2006”. trattasi di “autunno 2005”?

  3. Mentre dai palazzi vicini notavano il Neri guardone con una macchina fotografica. Ora è il voyeur del quartiere.

  4. Meglio voyeur che cannibali, anche se la storia c’insegna che spesso la prima mania ha portato alla seconda.

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