L’altro Tommaso

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Fin dal primo momento ho deciso di non parlarne, di non fare vignette, di non mettere banner. Cosa può sperare un papà che per giunta ha un figlio che si chiama Tommaso? Può solo sperare che l’altro papà, l’altra mamma, l’altro Tommaso si ritrovino, punto. Erano già tanti, troppi a parlarne e molti da voltastomaco. Trasmissioni sedicenti di informazione pomeridiana per metà tragedia e metà fidanzamenti velina-coglione di turno, hanno riempito di facce contrite, semi-illazioni ributtanti, ospiti “specialisti” di ogni materia, i nostri penosi palinsesti. Basta. Ora solo un abbraccio vano ed impotente ai suoi genitori e il bacio, che stasera non ho dato al mio Tommaso che sereno dorme di là, all’altro più piccolo Tommaso vittima della violenza che ogni giorno ci cammina accanto, ci cammina dentro.

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32 Comments

  1. Ho un figlio che si chiama Tommaso

    Non trovo altre parole che condividere completamente quelle scritte da Mauro Biani….

  2. Ho un figlio che si chiama Tommaso

    Non trovo altre parole che condividere completamente quelle scritte da Mauro Biani….

  3. una vicenda che ci butta a terra,facendoci rotolare verso la fine del mondo con la bocca piena di polvere.Polvere e dolore

  4. non è finita, purtroppo. perchè dopo lo sciacallaggio dei cosiddetti giornalisti ed opinionisti, è già iniziato lo sciacallaggio elettorale.
    Chi si affretta a chiedere la pena di morte, chi si affretta a ribadire che i mostri sono terroni, chi ributta in ballo la riforma della giustizia.
    E un presidente della Camera che arriva a dire “no alla pena di morte, solo perchè siamo cristiani”: il rispetto per la vita non esiste per gli ebrei, per i musulmani, per i buddisti, per gli indù? e per gli atei?

    Vergogna. Dolore e vergogna.
    Di cosa dovremo ancora stupirci e indignarci?

  5. Gli occhi dei bambini

    Guardo gli occhi di mia sorella e mi risulta totalmente inconcepibile l’idea che qualcuno possa farle male.Sono dipendenti i bambini quando sono così piccoli, anche se oramai camminano da soli, corrono, iniziano a biascicare le prime parole.Eppu…

  6. Gli occhi dei bambini

    Guardo gli occhi di mia sorella e mi risulta totalmente inconcepibile l’idea che qualcuno possa farle male.Sono dipendenti i bambini quando sono così piccoli, anche se oramai camminano da soli, corrono, iniziano a biascicare le prime parole.Eppu…

  7. Grazie Mauro, giustissimo Clara.

    Purtroppo nella società della comunicazione i pro e i contro son sempre sul fil di lana, poi in campagna elettorale anche la morte di un innocente angelo viene infangata dalle parole di questi politici che credono e pretendono di avere l’ultima parola su tutto.

  8. Vengo da lunghe discussioni telefoniche su “troppo clamore”/”e’ giusto cosi'” e altre contrapposizioni del genere, volevo solo lasciare due dati, magari per riflettere un secondo , fra un mese, rileggendo questo commento dopo che il piccolo “figlio di tutti” non fara’ piu’ notizia.

    In America (fonte DoJ) nel 2002 (ultimo dato disponibile) sono stati uccisi 350 bambini bianchi, 250 bambini neri, e una trentina di varia nazionalita’.
    Se assumiamo che nel resto del mondo il tasso di criminalita’ sia simile (che sappiamo essere un arrotondamento per difetto), ogni anno vengono uccisi circa 2000 bambini.

    2000 bambini.
    Fanno sei bambini al giorno. Uccisi.

    Perche’ si parla tanto solo di Tommaso?

    Un altro paio di dati piu’ “vicini a noi”, dato che mi viene sempre risposto che i morti nel resto del mondo sono sostanzialmente condannati alla serie b:

    In Italia nel periodo 1988-2000 sono stati uccisi 124 bambini.

    10 all’anno.
    1 al mese.

    Non mi sembra di vederli al tg cosi’ spesso.

    Parliamo di rapimenti?
    Negli ultimi trent’anni ci sono stati 694 rapimenti, la maggior parte dei quali ai danni di minore(e’ piu’ facile avere il riscatto dai genitori, che non dai figli).

    Sono 23 rapimenti all’anno.
    Due al mese.
    E neanche questi vedo al tg.

  9. Stavo pensando…

    Mentre commento ho mia figlia in braccio,
    non ci sono parole per descrivere tutto ciò.
    Mi aspetto che le coscienze di questi vigliacchi venga illuminato.

    Un bacio al piccolo Tommaso.

  10. Vergogna vergogna vergogna.
    Vergogna per due teste di cazzo che prima rapiscono e poi ammazzano un bambino per risolvere velocemente i propri desideri di ricchezza.
    Vergogna per chi oggi a Firenze (sono fiorentino, vergogna doppia) allo stadio esponeva lo striscione inneggiante la pena di morte.
    Vergogna per quei politici, Mussolini e Casini in testa che si riempiono la bocca di frasi come “difendere la famiglia”, “rispettare la vita”, e poi emendano questi bei proclami dicendo, in sostanza, che la vita è da rispettare solo se è quella di chi gli sta simpatico e “si comporta bene”.

  11. Resta lui, un bambino di sei anni con una pena che gli schiaccerà l’esistenza. E il corpo di un altro bambino schiacciato dalla mostruosità dell’animo umano.
    Altro, nient’altro che valga la pena di essere rammentato se non quella ragazzina violentata di fronte al fidanzato la cui pena è stata valutata dalla giustizia in cinque anni.
    E poi di contorno, silenzioso e addolorato, il nostro smarrimento, la rabbia che risveglia gli istini primordiali di vendetta e ti porta a pensare lasciatelo al padre di Tommaso lasciate quel mostro nelle mani di quell’uomo dall’aria burbera la cui vita privata è stata data in pasto alla stampa come la morte di suo figlio appresa dalla tv.
    E questa volta dietro non c’è dietro una banda di extra comunitari da strumentalizzare per fini politici, non c’è il disagio di una famiglia che gli assistenti sociali non sono stati in gradi di valutare, non c’è la follia omicida sottovalutata dagli psichiatri di una Asl, non c’è una crisi dei valori cattolici schiacciati dal satanismo dilagante e non c’è degrado sociale, nè miseria economica nè morale,
    Non c’è niente, niente su cui scaricare la rabbia, non un capro espiatorio che possa attenuare questa rabbia, se non forse il modo in cui sono state condotte le indagini solo perchè l’esito è stato drammatico o l’informazione a caccia di scoop la cui insensibilità umana lascia sempre attoniti e vagamente disgustati.
    Altro, ancora una volta altro.
    Fuori è una bella giornata di primavera ma questo dolore che non ti appartiene e che per pudore di fronte al dolore vero di una famiglia tieni nascosto in un angolino del cuore, offusca un po’ questo sole impertinente. L’altro giorno parlavo con un ispettore di polizia della sezione minorile – è morto vero? – non so – mi ha risposto lui ma la mancanza di contatti da parte dei rapitori, quel silenzio così opprimente era già un segnale, come il silenzio di quel poliziotto accompagnato da un lieve reclinar del capo.
    Tutto il resto saranno solo polemiche.

  12. ” Buonanotte Fiorellino ”
    by Francesco DeGregori
    Buonanotte, buonanotte amore mio
    buonanotte tra il telefono e il cielo
    ti ringrazio per avermi stupito
    per avermi giurato che e` vero
    il granturco nei campi e` maturo
    ed ho tanto bisogno di te
    la coperta e` gelata e l’estate e` finita
    buonanotte, questa notte e` per te

    Buonanotte, buonanotte fiorellino
    buonanotte tra le stelle e la stanza
    per sognarti devo averti vicino
    e vicino non e` ancora abbastanza
    ora un raggio di sole si e` fermato
    proprio sopra il mio biglietto scaduto
    tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di te`
    buonanotte, questa notte e` per te

    Buonanotte, buonanotte monetina
    buonanotte tra il mare e la pioggia
    la tristezza passera` domattina
    e l’anello restera` sulla spiaggia
    gli uccellini nel vento non si fanno mai male
    hanno ali piu` grandi di me
    e dall’alba al tramonto sono soli nel sole
    buonanotte, questa notte e` per te.

    Riposa in pace Thomas.

  13. Lavoro in un ristorante: l’argomento più dibattuto nel weekend era proprio la questione-Tommaso.

    – Io quelli lì non li farei più uscire di galera: e aprirei le gabbie così gli altri detenuti fanno il lavoro per noi.
    – Se li incontrassi non resisterei a spaccargli la faccia.
    – Pena di morte e basta!

    Questi alcuni dei commenti (riferibili), ma l’andazzo è chiaramente di stampo talebano-castrista. Forse è un bene che ci sia ancora qualcuno che si indigna e si prende a cuore le sorti della moralità e della delinquenza. Per cerchiamo di non farci prendere troppo la mano…

  14. Sono un moderato. O almeno mi considero tale. Centrorso/sinistrorso, sostenitore da anni di istituzioni che vanno da Telefono Azzurro, a Emergency e Medici Senza Frontiere, alle varie ONLUS per il recupero dei tossicodipendenti, oltre a ENPA, canili e leghe Anti Vivisezione.
    Poi, ho un bellissimo bimbo di 18 mesi.
    Mi spiace per chi si scandalizza a certi commenti sugli autori del delitto, ma mettendo sulla bilancia da una parte il mio modo di pensare e sentire, e dall’altra l’idea di quel che è successo, non riesco a biasimarmi quando mi vien da dire: ammazzateli. O, nella migliore delle iporesi, rendetegli la vita un inferno.

  15. La violenza che ci cammina dentro, dici. E concordo. Sento lo stesso dolore e sdegno. Poi leggo il tuo giudizio (condivisibile) sui nostri “penosi palinsensti” e su chi li abita. E allora mi chiedo perché tanti blog, compreso il tuo, siano così appiattiti su questi “penosi palinesti”, al punto da dendicare loro articoli, commenti e discussioni a non finire? Chi alimenta tutto ciò, se non noi che diamo così tanto spazio al mondo totalmente autoreferenziale dei media e al loro tanto deprecato modo di porgere le notizie?

  16. Caro Emanuele,
    sono papa’ di una bimba di 4 mesi, ed anch’io mi sono interrogato sui miei sentimenti quando ho saputo di Tommaso. E’ inevitabile l’istinto della vendetta, e certamente toccasse a me, anelerei a quella vendetta. Pero’ devo usare la testa e pensare, pensare che di tutti i milioni (non so quanti siano, e non mi va di calcolarlo) di bambini che ci sono in Italia, e’ toccato ad uno, uno solo. Io devo pensare alla sicurezza della mia piccola, e so – dati alla mano – che la pena di morte renderebbe questo paese meno sicuro, non piu’ sicuro. Questo mi basta, e mi tranquillizza.
    Un interrogativo rimane, cui nessuno sembra aver accennato: cazzo ci faceva in giro dopo un anno di galera un tipo che aveva stuprato una minorenne dopo aver legato il suo fidanzatino ad un albero per fargli guardare meglio cosa faceva alla sua donna? Come stanno quei due oggi, come vivono? Come hanno reagito quando hanno saputo che lo stronzo andava in giro dopo un anno di galera? Forse dovremmo pensare seriamente alla certezza delle pene, piu’ che alla loro gravita’.
    E concordo che Casini ha perso una buona occasione per tacere.

  17. Ma che bella conventicola di forcaioli.
    E poi bello davvero, quell'”ammazzateli”. Nemmeno il coraggio di farlo con le proprie mani, per vedersele comunque pulite e non, come sarebbero nonostante tutto, sporche di sangue.

  18. Cannonball: grazie per la risposta.
    Joe: prima o poi doveva capitare anche questo: che qualcuno mi desse del forcaiolo. Ma qui non è questione di vicinanza con l’una o con l’altra tendenza politica. Io dico che se avessi la certezza di una pena veramente esemplare (tipo spaccare pietre a vita), non userei parole tanto dure. Poi vieni a sapere di gente che ne ha combinate di ogni tipo, e che è in giro nell’attesa di ricominciare, non appena ne ha l’occasione. Io dico solo questo: per come stanno messe le cose nel nostro Paese, se qualcuno facesse del male al mio bambino, così come è stato fatto a Tommaso, e mi mettessero in mano un interruttore dicendomi “se lo premi il responsabile non potrà più nuocere a nessuno”… beh, ti assicuro che la tentazione sarebbe davvero forte. E, per una volta, al diavolo la tolleranza e il rispetto per il prossimo. MI spiace ma anche sforzandomi non riesco, al momento, a pensarla diversamente.

  19. Emanuele: Se non erro (espediente retorico, lo so da me che non erro) queste “non riesco a biasimarmi quando mi vien da dire: ammazzateli” son parole tue.
    La solita solfa su “come vanno le cose in questo Paese” non serve a null’altro che a giustificarsi ancora un po’, a “biasimarsi” di meno.
    Perché se l’assassino del bimbo si fosse fatto tutti i suoi 5 anni di galera (ma se li è fatti? boh) prima o poi sarebbe comunque dovuto uscire. E siccome la pena, in questo Paese, stavolta sì è vero, è tutto tranne che rieducativa, ma piuttosto svolge la funzione punitiva/vendicativa che tanto piace alla gente che piace (a me non piace né codesta gente né codesta funzione, ma tant’è, pare che siate maggioranza e ne prendo atto), quando uno esce dopo i suoi X anni di galera, se li facesse anche tutti fino all’ultimo giorno, che fa? Delinque, ancora.
    Sicché, che intendi per “certezza della pena”? Che per tutti i crimini ci vuole l’ergastolo, dallo stupro al furto? Perché oh, anche ammesso che ogni assassino si becchi l’ergastolo e buttiamo via letteralmente la chiave, tutti gli altri prima o poi uno escono. (*se* escono, perché per qualcuno i suoi anni di galera si trasformano in pena capitale di fatto, ma questa è un’altra storia e sono sicuro che agli indignati qui presenti non interessi affatto).
    Allora, se il padre di un bimbo ammazzato, il fidanzato della ragazza stuprata dal branco, il figlio del gioielliere ucciso durante una rapina covano ed esprimono il desiderio di uccidere a loro volta il delinquente, io lo capisco, non faccio alcuna fatica, lo comprendo. Quello che non capisco è questa specie di sommossa popolare che ogni volta si leva al grido di “pena di morte! pena di morte!”.
    Cari “pena di morte”, bisogna che inizi a censirvi, a catalogarvi, per rinfacciarvelo quando direte che un embrione è Vita-con-la-v-maiuscola e quindi non si tocca, quando sbraiterete contro l’aborto, quando darete del codardo a quello che si droga o si suicida perché la vita “è un dono e non puoi sprecarla così”.
    Tu, Emuanuele, che ti definisci un moderato, sostieni la lega antivisisezione, probabilmente perché pensi che la vita di un animale valga tanto quanto la nostra. Giusto. Ben fatto. E però, quando la vita è quella di un uomo, che può aver commesso i crimini più indicibili, ma resta sempre un uomo, preferisci sperare che qualcuno lo prenda e lo ammazzi o, come qualcun altro sempre qui tra questi commenti, che “aprano le gabbie e qualcuno se l’inculi”.
    Non ce l’ho con te, eh, figurati. Ce l’ho con questo diffuso bisogno di sentirsi buoni, a spese di qualcun altro, a basso costo. Non andando a votare per un referendum perché bisogna difendere 4 cellule, sostenendo la lega antivisisezione, invocando la pena di morte.
    Sembrano in contraddizione, ma so benissimo che non lo sono.

  20. Joe: anche “O, nella migliore delle ipotesi, rendetegli la vita un inferno” sono parole mie ;-)
    Riguardo alla cosiddetta certezza della pena: non dico che chi ruba una mela debba finire i suoi giorni in carcere. Ma per crimini efferati come quello in oggetto, l’idea che a un individuo venga vietato, e per sempre, di condividere potenzialmente i miei spazi vitali, quelli di mia moglie, di mio figlio… non mi dispiace per nulla. Potremmo discutere sul “come” ciò si possa fare, questo sì.
    Per il resto: sono andato a votare per consentire la ricerca sulle staminali. Sono diventato vegetariano anche perché non avrei il coraggio di ammazzare un animale con le mie mani (troppo comodo lasciare che siano altri a farlo per me). E continuo a pensare che, se dovessi scegliere, anzi se fossi costretto a scegliere tra un cagnolino investito in mezzo all’autostrada – povera bestia senza colpe – o la lobotomia a uno di questi galantuomini (o l’evirazione per gli stupratori recidivi, o il taglio delle mani per gente come Tanzi), non ci metterei più di 20 secondi a pronunciarmi. Un saluto e grazie per la tua replica. Ciao, Ema

  21. Joe, sono piu’ o meno pienamente d’accordo con te. E se anche il tizio si fosse fatto non 1, non 5, ma diciamo anche 15 anni di galera per lo stupro, nulla avrebbe impedito che uscito ricominciasse o ammazzasse un altro bambino. Ma permettimi di sospettare che quell’anno singolo di galera per uno stupro tanto efferato quanto violento gli possa aver fatto sospettare che per il rapimento, al piu’, se gli andava male, si faceva 2-3 annetti e chissene. Certo non si aspettava di far fuori il ragazzino (ed e’ ancora da dimostrare).
    In passato ho lavorato con detenuti ed ex-detenuti. Loro mi hanno sempre confermato che la galera non li ha rieducati manco per il cazzo, e su questo ti do’ ragione. Ma almeno – mi hanno detto quelli che avevano passato piu’ di 10 anni dentro – li ha messi fuori dal giro, scollegati dalla realta’ delinquenziale in cui (soprav)vivevano, gli ha impedito fisicamente (logisticamente) di ricominciare. E’ un discorso relativo, e vale per quello che vale, e vale solo per alcuni di loro. E’ una faccenda maledettamente complessa che non possiamo ridurre nello spazio del commento ad un post. Tuttavia, lasciami pensare che se invece di 1 anno se ne fosse fatti 7-8, affanculo magari ci avrebbe pensato 5 minuti di piu’, magari giusto fuori della porta del cascinale…

  22. Joe Tempesta, magari potresti pensarci tu alla funzione rieducativa e a evitargli, poverino, il trauma vendicativo/punitivo. Prendertelo in casa, magari dargli un lavoretto come carpentiere. Ah, attento che non ci siano bambini, o donne in giro.

  23. Sai cos’è, Murmur1979, il fatto è che quella cosa della funzione rieducativa che tanto ti fa schifo, la prevede quel foglio di carta straccia che evidentemente devi considerare essere la Costituzione Italiana (art.27).
    Se vuoi fare un ripasso la trovi qui.
    Sono sempre più convinto che bisognerebbe abolire l’ora di religione, che tanto non insegna nulla a nessuno, è evidente, con un’ora di *educazione civica*.

  24. Commossa dalla tua sensibilità di padre, di uomo e di vignettista
    Francesca Ferrara (Frannie- B-inK Lady)

  25. Commossa dalla tua sensibilità di padre, uomo, e vignettista. Francesca Ferrara (Frannie – B-inK Lady)

  26. Joe, ma infatti. Secondo me, per dire, 30 anni a spaccare pietre sono molto rieducativi.

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