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Domenica 30 Aprile 2006

I tre voti per l’inesistente Marini Francesco - poi corretti - non sono altro che pizzini.

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Sabato 29 Aprile 2006
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Venerdì 28 Aprile 2006
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Giovedì 27 Aprile 2006

MacchiaRadioGrande FratelloInevitabile, la sera della finale del Grande Fratello, il commento in diretta di Macchiaradio a coronare l'epilogo dell'edizione Marcuzzi. A partire dalle 21:15.

In studio, alle prese con nuove mirabolanti attrezzature: Matteo Bordone, Michele Boroni, Laura Carcano, Lorenzo De Marinis, Carlo Giuseppe Gabardini, Gianluca Neri, Simone Tolomelli. Porte aperte a tutti i passati ospiti di Macchiaradio, se ne hanno voglia.

Chi perde le puntate può poi rifarsi con il podcast.

Potrete partecipare alla trasmissione in diretta utilizzando (gratuitamente) Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma. Se chiamate prima della trasmissione potrete lasciare un messaggio in segreteria.

Google Calendar Gli ascoltatori Google Calendar-muniti che vogliono rimanere sempre aggiornati sul palinsesto di RadioNation possono aggiungere il calendario ufficiale della radio copiando e incollando questo indirizzo XML o questo ICAL nella finestra "Search public calendars", o inserendo la chiave di ricerca "RadioNation".

MacchiaRadio PodcastSe hai perso la puntata, puoi sottoscrivere il podcast di RadioNation ed ascoltarla in differita sul tuo PC o lettore Mp3 all'indirizzo http://www.macchianera.net/podcast.xml
(o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes).
...oppure puoi riascoltarla direttamente
in questa stessa pagina, semplicemente
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'Dolore'' e ''rabbia'' per l'attentato di Nassiriya, costato la vita a tre militari italiani, viene espresso dal sindacato nazionale Carabinieri in congedo (Sinacc) per la Uilp, unitamente al 'Giornale dei Carabinieri' e 'Radio Sicurezza'. Il sindacato e il 'Giornale dei Carabinieri' esprimono ''rabbia per la prevedibilita' di tale attentato gia' denunciato all'indomani dell'eccidio di Nassiriya del 12 novembre 2003''. Link comunicato stampa

Non è un segreto che da queste parti il sottoscritto sogni una sinistra più a sinistra (sostantivo) e meno sinistra (aggettivo) e quindi non provi la benché - minima - simpatia per le facce che la maggioranza delle persone in questo paese ha scelto (di nuovo) per farsi rappresentare.

Visto da qui - ovvero dalla postazione di uno che pur desiderando con tutto il cuore e gli altri organi principali la sconfitta del governo uscente, si è dovuto rimettere al volere dello stomaco, che non se la sentiva di dare il proprio appoggio incodizionato alla controparte -, il debutto non è stato dei migliori: messa di fronte all'opportunità di decidere se considerare il bicchiere mezzo pieno ("Abbiamo vinto di poco") o mezzo vuoto ("Stavamo per perdere"), questa sinistra ha scelto la via meno onesta della proclamazione della vittoria secondo un'unità di misura taroccata avventatamente definita dai propri avversari.
Te lo aspetti no, da uno che si dichiara moralmente superiore, che dica: "Ok, ce l'abbiamo fatta e siamo felici, ma guardate che ci siamo riusciti per un pelo, e ora più che pensare a quanto abbiamo fatto di giusto per vincere, dobbiamo capire che cosa abbiamo sbagliato per arrivare quasi a perdere".
Direte voi: chissenefrega, les jeux sont faits.
Avete ragione: siete al governo. Complimentoni.

Sapete cosa renderebbe ancora più gustosa la vittoria, ora? Portare quelli come me - quelli che non hanno votato, convinti che se la sinistra deve fingersi centro pur di attirare le masse, allora, forse, al governo non ha diritto di andarci - a dire: "Avevate ragione voi. Sono stato un idiota e ho sbagliato: avrei dovuto votarli".
Basterebbe un segnale, un piccolo gesto. Tipo prendersi un anno - al massimo, ed è già troppo - per far sì che il Presidente della Repubblica e il Ministro della Giustizia arrivino finalmente a concedere una grazia che tutti quelli che a parole dicono di volere non si sono sentiti nella condizione di poter accordare.
Quel giorno, dovesse mai presentarsi, sarà sufficientemente chiaro che avevate ragione voi, che chi vi scrive è stato un idiota, ha sbagliato e avrebbe dovuto votarli.

La FattoriaMaurizio CostanzoTempi duri per Cicciopanzo: in una sola settimana la PierBarbara dichiara in diretta, nel corso de "Le Invasioni Barbariche", che se c'è una trasmissione che non farebbe mai vedere ai suoi figli, beh, quella è Buona Domenica; Patrizia e Eleonora, mamma e figlia nell'ultimo Grande Fratello, confessano alle Iene di provare vergogna nel partecipare al contenitore domenicale di Canale 5; e Vanity Fair se ne esce con la notizia che Selvaggia Lucarelli, concorrente nel reality "La Fattoria" avrebbe imposto a Mediaset e Endemol una clausola al proprio contratto che la esoneri dalla partecipazione a "Buona Domenica".

Va riportato che la moglie della De Filippi l'ha presa bene: ha scelto, all'ultimo, di non farsi brillare in studio, e si è limitato a dar via di testa aggredendo qualsiasi sottoprodotto da reality gli capitasse per le mani. Prendendo la mira (nel caso del pacchetto completo mamma-figlia) o colpendo a caso (prendendosela con l'innocuo Pier Renato o con il rompipalle Orlando Portento che stava, per l'appunto, rompendo le palle come da contratto).

Poi la dichiarazione di guerra nei confronti di Selvaggia nostra (rea, in passato, di aver ironizzato sulla vena animalista della fratenra amica Enrica Bonaccorti e di aver fatto presente al giornalista conduttore che quella cara, simpatica e bella ragazza cui aveva dedicato un editoriale zeppo di elogi, e che sosteneva di non conoscere, era in realtà la fidanzata del figlio): "Abbiamo controllato e non c'è scritto niente del genere sul contratto. La signorina dovrà fare lo sforzo di venire. Sapete com'è: laggiù in Marocco questi perdono la testa. Figuriamoci chi già la testa non ce l'aveva già prima di entrare".

Va da sé che qui - ora a maggior ragione - si tifa compatti per la vittoria dei buoni Lucarelli e Pernarella (geniale la prima nella risposta ad Alessia Fabiani che sosteneva di volerle rubare il mestiere: "Ora, io il tuo mestiere potrei anche volertelo rubare, solo che prima dovrei sapere qual è"; e indimenticabile il secondo ripreso nella casbah mentre canta in solitudine l'"Opera Buffa": dopo Moretti, anche Guccini fa capolino in un reality), e si attende la fatidica puntata di "Buona Domenica" nella quale i due dovrebbero apparire come l'evento televisivo del decennio, i cosacchi in San Pietro, l'inondazione, le cavallette, le cavallette...

Si allontanarono alla spicciolataQuelli che seguono sono alcuni dei testi raccolti nel volume "Si allontanarono alla spicciolata - Le carte riservate di polizia su Lotta Continua" (a cura di Luca e Adriano Sofri, Sellerio, 1996 - il testo completo è anche scaricabile dal sito Sofri.org, in un oscuro formato ".bin") e sono stati scelti da un gruppo di faldoni provenienti dalla Questura di Torino. La lettura offre spunti comici al limite dell'epico ed è consigliata per capire il tenore di gran parte delle segnalazioni inidirizzate alle questure su Lotta Continua da parte di infiltrati e informatori: la minaccia rappresentata dai "capelloni"; bersaglieri che menano attivisti e per questo vincono in premio una licenza e 50.000 lire; finanziamenti da parte di "banchieri ebrei"; avvenenti ragazze del movimento che si "offrono a soltati negri americani"; collegamenti con il terrorismo internazionale e Al-Fatah; piloti infiltrati in aerodromi per utilizzare aerei in azioni di sabotaggio. Roba da chiedere i diritti d'autore a Al Quaeda.


Torino, 2 settembre 1970
"RELAZIONE SU LOTTA CONTINUA IN MERITO AI PRESUNTI COLLEGAMENTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI"

Le notizie che mi accingo a riferire sono di una discreta probabilità e perciò vanno considerate come probabili e non certo perché assunte indirettamente.
LOTTA CONTINUA riceve finanziamenti dall'estero da banchieri ebrei che sono interessati alla lotta nel Medio Oriente. Le sorti di Lotta Continua sono legate al movimento di Al Fath e a quello delle PANTERE NERE americane.
In Italia agisce sotto la protezione del PCI il quale ha gli stessi interessi nella lotta nel Medio Oriente.
A Verona, dove esiste un comando della NATO, si sono infiltrati nell'esercito americano. Alcune avvenenti ragazze di Lotta Continua si sono "offerte" a soldati negri americani riuscendo a carpire notizie segrete e fomentando casi di insubordinazione.
A Bologna si riuniscono ogni quindici giorni (15 e 26) ma lo ingresso alle loro riunioni è riservato solo ai massimi dirigenti del movimento.
La centrale di Lotta Continua sarebbe a Bologna e non a Trento o Milano o Torino.
A Trento tra gli studenti esiste un esperto artificiere che sa preparare esplosivi e qualsiasi congegno esplodente.
A Trento funziona una radio privata che è manovrata dal gruppetto che in questi ultimi tempi si è staccato da Lotta Continua.
A Genova funziona una radio trasmittente clandestina piazzata nella parte alta della città. Il congegno è montato su autocarri che si spostano nella zona e che sono collegati con le trasmittenti piazzate dentro capannoni. Quando la radio mobile dell'autocarro è "avvistata" si collega con quella "fissa" e quest'ultima può continuare le trasmissioni.
Il ciclo è continuo ed è atto ad eludere la sorveglianza perché praticamente esistono più stazioni fisse che diventano mobili col passaggio delle stazioni poste sulle macchine.
Esiste un piano di lotta per il periodo autunnale.
La lotta deve iniziare dopo il quindici ottobre nelle scuole, nei quartieri e poi nelle fabbriche.
D'accordo con elementi del PCI stanno e vogliono organizzare comitati operai come le vecchie cellule del 1948.
Per comunicare tra loro non si servono più della posta, né del telefono; si servono di telegrammi cifrati e con parole d'ordine segreto.
Pare che si stiano occupando dell'armamento.
In zone costiere della Toscana e della Liguria esisterebbero dei depositi di armi venuti dall'estero e di provenienza identica a quella di Al Fata.
Altri rifornimenti verrebbero dalla Svizzera.
Uno studente di Sociologia di Trento ma originario di Siracusa (o Ragusa) è riuscito ad infiltrarsi negli aerodromi di Trento e di Verona per conoscere segreti sulla costruzione di aerei per azioni di sabotaggio.
A Savona esisterebbero nuclei di Lotta Continua in stretto contatto con quelli di Torino e con l'estero via mare. Pare che tramite marinai riescono a tenere contatti con gli arabi.
A causa della chiusura della facoltà di Sociologia di Trento, dove sono malvisti dalla totalità della popolazione, alcuni quest'anno si iscriveranno nelle facoltà scientifiche e in Ingegneria per organizzare meglio la lotta armata grazie alla preparazione tecnica che s'impartisce in tali facoltà.
Le assemblee sono diventate una messa in scena e cercano altri metodi sempre più clandestini.
Non è escluso il ricorso ad atti dinamitardi di commandos per creare uno stato di tensione permanente. Non è escluso qualche atto teppistico contro operai per creare caos e odio al fascismo. Sono gente disposta a tutto.

P.S. Le notizie riferite vanno vagliate, può darsi che siano esagerate nell'euforia di qualche rivoluzionario, ma sono frutto di conversazioni con elementi di Lotta Continua di Trento e di Bologna.

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Mercoledì 26 Aprile 2006
di Macchianera
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Meno male! Ci sarebbe davvero di che vergognarsi, se durante il corteo milanese del 25 aprile qualcuno avesse fischiato un vecchio invalido, partigiano ed ex deportato, con più medaglie sul petto che denti in bocca. Per fortuna il signor Brichetto ha fugato l'equivoco: "Se c'è qualcuno che ha il diritto di fischiare mia figlia, sono io: è da anni al governo insieme agli eredi di quelli che hanno contribuito a mandarmi a Dachau. Pur di farsi eleggere sindaco, ha dato il giorno di libertà alla badante e mi ha accompagnato alla manifestazione. E comunque, tengo a precisare: sono il padre di Letizia Moratti, ma non il nonno di Riforma Moratti".
Scusi ministro, ma chi semina vento raccoglie fischi: se nella sua scuola si studiasse di più la Resistenza, ci sarebbero meno deficienti che confondono gli eroici combattenti della Brigata Ebraica con i falchi della destra israeliana.
La Cdl diserta come sempre le celebrazioni della Liberazione: "Stiamo ancora ricontando i risultati del '45. Abbiamo ragione di credere che il fascismo non abbia perso".

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Martedì 25 Aprile 2006
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Lunedì 24 Aprile 2006
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Domenica 23 Aprile 2006

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Sabato 22 Aprile 2006

SabatonotteAppuntamento da non perdere, questa sera a partire dalle 23:30, con la terza puntata della trasmissione radiofonica "Sabatonotte", scritta e condotta da Matteo Bordone, Gianluca Neri e Simone Tolomelli.
Con i rumori della città di notte sullo sfondo, qualcosa che su RadioNation non si è mai sentito.

Chi perde le puntate può poi rifarsi con il podcast.

Potrete partecipare alla trasmissione in diretta utilizzando (gratuitamente) Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma. Il numero di telefono fisso è 02-89052267 Se chiamate prima della trasmissione potrete lasciare un messaggio in segreteria.

Ascoltate la puntata e poi lasciate un commento a questo post per proporre i temi (più specifici sono e meglio è) su cui i tre dovranno documentarsi per la prossima settimana.

RadioNation PodcastSe hai perso la puntata, puoi sottoscrivere il podcast di RadioNation ed ascoltarla in differita sul tuo PC o lettore Mp3 all'indirizzo http://www.macchianera.net/podcast.xml
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Venerdì 21 Aprile 2006

Davvero mirabile l'articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi: la puntuale raccolta di citazioni, figlia di una curiosa conta ad opera dei mejo cervelli della CDL, pare un thriller con tanto di finale a sorpresa.
Dico: comunque la si metta - considerando la lista "Vallée d'Aoste" unionista o indipendente o, ancora, indipendenti o berluschine le liste "Unione Popolare Autonomista" e "Die Freiheitlichen" - in nessun caso il vantaggio complessivo della CDL al Senato supera il 50% (al più: 49.64%), e il distacco massimo ottenibile è di 171.919 voti. Volendo essere buoni, ma proprio buoni (qui, invece, calcoli più equilibrati).

Eppure, ordinando le citazioni raccolte da Stella:

Oggi nessuno può dire di avere vinto. Al Senato abbiamo la maggioranza assoluta dei voti.
(Silvio Berlusconi)
Non si può non tener conto del fatto che al Senato abbiamo la maggioranza assoluta dei voti.
(Maurizio Gasparri)
All'opposizione ci sarebbe una coalizione che ha al Senato la maggioranza assoluta dei voti. Un dato che dimostra in maniera palese che la maggioranza degli italiani vuole a palazzo Chigi ancora Berlusconi, autentico vincitore morale.
(Renato Schifani)
di Brontolo

Non ho tempo. Non ho voglia. Insomma: non.
But.
Voi vi scannate per una battutella in cinquanta. E volete che là sopra vadano d'accordo.
Ma quando vi passa?

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