Bordone Rules, Giuliano loses

Un irrinunciabile Matteo Bordone stende al tappeto Giulianone:

Al direttore – La recensione del libro scritto da Claire Breton, figlia di una coppia lesbica, era ideologica e confusa. I temi sono importanti e voi avete una posizione forte e opposta alla mia, ma quando l’effetto della lettura non va oltre il “dove andremo a finire”, qualcosa non va. Ci tengo a ricordare che la dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, quella di Jefferson & soci cui tanto ci ispiriamo tutti, sancisce il “diritto alla ricerca della felicità”. Si tratta di un diritto e di una ricerca: il come e se ottenerla riguarda i singoli. Le stesse insicurezze, gli stessi psicologi, le stesse aspirazioni alla normalità di quella ragazza, sono stati i compagni della vita dei figli di genitori separati, almeno dei primi. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti i figli di divorziati sono molto più numerosi e normali rispetto a trent’anni fa. Risultato: meno psicologi e meno disperazione. Anche in Italia i disadattati cronici che i cattolici paventavano ai tempi del referendum sul divorzio, come fate voi oggi con i figli delle coppie gay, sono cresciuti con le loro difficoltà e oggi sono delle persone normali. La vostra posizione, messa in questi termini banali e sconsolati, non va oltre un conservatorismo famigliare da pubblicità dei biscotti. Grazie.

Matteo Bordone, via Internet

Risposta del Direttore
Grazie per le sue critiche argomentate. Io sono un primitivo, come Silvio Orlando nel Caimano: non me lo spiegate quel problema, ché tanto non lo capisco.
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40 Comments

  1. X JoeTempesta: grazie per l’esegesi, ma avevo capito benissimo. Che “con i figli dei divorziati” non sia successo, è un’affermazione del tutto arbitraria (chiunque ha esperienza di amici e coetanei traumatizzati, o anche no: dipende, come è stato scritto sopra, da come si è verificato il divorzio e come i genitori sono stati capaci di spiegarlo ai figli). Detto questo, giusto per farti capire che non puoi paragonarmi a Ruini, io da cattolico sono favorevole al divorzio: perché credo che il mio Dio non vorrebbe che due persone si scannino dentro casa procurandosi infelicità eterna.

    E’ arbitrario poi, anche affermare che “probabilmente non accadrà neanche con i figli dei gay”: ma che ne sai, scusa? Basare su questo, cioè sulla possibilità che i “figli” crescano normalmente, la difesa delle forme alternative di famiglia, mi sembra argomento piuttosto debole: equivale a dire, proviamo: poi se la vedranno le generazioni future (ragionamento che rivela un atteggiamento di indifferenza e irresponsabilità). Volete fare tanto i fighi, i moderni, facciamo i pacs, uh il progresso che orgasmo, ci avviciniamo all’Europa, che bello, in realtà a voi dei gay e delle lesbiche non ve ne frega un cazzo, se non che votino per i Ds o la Rosa nel Pugno: è una questione di potere, non etica né civile, né morale come volete venderla.

    Ho dato del razzistello a Bordone, soprattutto in riferimento alla frase sul “conservatorismo famigliare da pubblicità dei biscotti”. Che ne sa lui del sentimento tradizionale di tante famiglie che credono nella loro funzione sociale, che tentano di rimanere unite e che affrontano con sacrificio ed entusiasmo il dono di avere dei figli? Come si permette di dare in sostanza del minus habens, della macchietta pubblicitaria a chi crede nella “famiglia, società naturale fondata sul matrimonio?” E’ un atteggiamento supponente, presuntuoso e…razzista.

    Mi accaloro, eh, ma sono un bravo ragazzo e cerco (a fatica) di rispettare tutti.

  2. Mi aspetto da un momento all’altro che qualcuno paragoni l’omosessualità (che mi raccomando, non va incoraggiata, eh? E’ una BRUTTA BRUTTA BRUTTA abitudine, bimbini! Non siate busoni! Busoni è brutto e cattivo!) ai rapporti con gli animali, e poi abbiamo fatto l’en plein di boiate generaliste.

    Quanto alla casistica limitata sui bastardi riportata nel commento, la prossima volta scrivo un trattato di duecento righe su tutte le varianti della stronzaggine maschile e femminile, così placo le povere vittime della discriminazione inversa.

  3. Il matrimono omosessuali incoragia lomosessualita0 è una cosa ke si sà lò dicono tutti anke li psicologi studiate ke frse è meglio intanto censurate cme a esempio qste cse bambolescente.com/archives/gin_a_body_top.html come mai??????

  4. Anche una ripassatina alla grammatica ogni tanto non farebbe male, nevvero?…
    E poi, cos’è? T si cnsmn le dt a schccre ttt i tst?

  5. Don’t feed the trolls.
    Già discutere con quelli che dicono cose in italiano comprensibile è un problema.

  6. Io sono d’accordo col papa: sulla famiglia e sull’aborto non si puo’ transigere: ciascuno deve fare cio’ che la propria coscienza gli dice di fare. Ed il diritto deve difendere questa sua liberta’.

  7. riprendo dalle ultime parole di un commento,
    a cui ha gia dato risposta Joe Tempesta, cmq
    “viva Ratzinger” dentro quel viva c’è tutto
    quel fantastico integralismo che il nostro
    Giulianone sta cercando di coagulare intorno
    alla sua battaglia politica ,travestendolo
    con i panni laici dell’etica. Voglio aggiungere
    che il nostro, dialetticamente insuperabile,non
    deve aver fatto molta fatica a sfottere Bordone
    piuttosto che Cervantes se gli avesse scritto;più
    difficile la parte di consigliere politico visto i precedenti confidiamo che continui a dare consigli.

  8. Mi incuriosisce davvero il concetto di ‘incoraggiare all’omosessualità’: cioè, anche vedendola in un’ottica integralista cattolica ovvero come un grave peccato e quindi come atto di autodeterminazione, di volontà umana e non divina.
    Già, perchè il dio di certi papi e di certi cattolici (che ormai sempre più raramente è lo stesso Dio del Cristo) non potrebbe mai creare froci !
    Io, per me, sono abbastanza certo di non poter essere ‘incoraggiato all’omosessualità’.
    Ma, vedendola in quest’ottica, posso pure umanamente comprendere il razzismo di certi omofobi che, evidentemente, ancora non han dubbi sulla propria ‘sponda’…

    Genitori buoni o cattivi, mi pare fosse questo il problema: perchè non subordinare dunque il diritto sacro e biologico e costituzionale a figliare ?
    Perchè non selezionare quali genitori siano degni ed adatti ad aver figli ?
    E mica sto parlando di requisiti genetici o economici o sociali !
    Nooo, un bel test con quiz a risposta chiusa: sei tossicodipendente ? Sei alcolizzato ? Sei stato denunciato per comportamenti violenti ? Tradisci tua moglie/marito?
    Certo, ci si possono mettere altre domande, persino ‘sei una checca o una leccafighe ?’
    A patto però di poter dimostrare come un genitore gay possa essere più pericoloso, per la virtù del piccolo, di un qualsiasi prete o pessimo genitore etero…

  9. Qualcuno ha commentato così poco fa ”

    Adesso il matrimonio omosessuale incoraggerebbe l’omosessualità. Certo, e il matrimonio eterosessuale incoraggia l’eterosessualità.”

    Temo che il tono sarcastico dell’affermazione si smorzi davanti al fatto che l’affermazine non è poi così lontana dal vero.

    Intendiamoci, non stanno proprio così le cose, ma aprire ad un concetto nuovo una società non da solo la possibilità a qualcuno di godere delal sua libertà, ma indirizza l’evoluzione di una società verso una modalità piuttosto ch eun altra.

    Il divorzio non ha dato solo la possibilità di lasciarsi a chi lo voleva, ha creato un nuovo senso del matrimonio, ha modificato la percezione dell’unione di coppia, ha modificato il modo di percepire l’idea di impegno.

    Una società è un sistema, un’ecologia, modificrne una partecomporta tutta una serie di cambiametni a catena, anche di molto lungo termine.

    Che siate daccordo o meno con matrimoni omosessuali, cogliete la complessità della scelta. Non si tratta di aggiungere una possibilità in più ai cittadini, si tratta di modificare un sistema sociale.

  10. Altro commento postato poco fa “Nessuno nega che una famiglia al di fuori della norma come una coppia di omosessuali possa essere un problema di integrazione sociale, ma credere che possa essere meglio della gran quantità di famiglie composte da un padre puttaniere e da una madre depressa è ridicolo.”

    Mi pare che queste leggende aggiungano davvero poco alla discussione. Possibile che quando parlo con un sostenitore dei matrimoni gay le coppie eterosessuali siano sempre orribili unioni di mostri e le coppie gay dei paradisi felici? Possibile che quando parlo con chi è favorevole al divorzio sembra che i divorziati siano delle grandi multifamiglie felicissime, mentre le banali coppie che stanno insieme da una vita debbono per forza essere tristi?

    Sarà che vivo in un altro paese io :-)

    Francesco

  11. Altro commento postato poco fa “Nessuno nega che una famiglia al di fuori della norma come una coppia di omosessuali possa essere un problema di integrazione sociale, ma credere che possa essere meglio della gran quantità di famiglie composte da un padre puttaniere e da una madre depressa è ridicolo.”

    Mi pare che queste leggende aggiungano davvero poco alla discussione. Possibile che quando parlo con un sostenitore dei matrimoni gay le coppie eterosessuali siano sempre orribili unioni di mostri e le coppie gay dei paradisi felici? Possibile che quando parlo con chi è favorevole al divorzio sembra che i divorziati siano delle grandi multifamiglie felicissime, mentre le banali coppie che stanno insieme da una vita debbono per forza essere tristi?

    Sarà che vivo in un altro paese io :-)

    Francesco

  12. ” Possibile che quando parlo con un sostenitore dei matrimoni gay le coppie eterosessuali siano sempre orribili unioni di mostri e le coppie gay dei paradisi felici? Possibile che quando parlo con chi è favorevole al divorzio sembra che i divorziati siano delle grandi multifamiglie felicissime, mentre le banali coppie che stanno insieme da una vita debbono per forza essere tristi?”

    No, esistono unioni omosessuali infelici e coppie etero che stanno insieme da una vita e sono felici : e allora?

  13. Dura: sposarsi è un diritto garantito alle coppie. Perchè dovrebbe essere garantito solo alle coppie eterosessuali, o della stessa religione, o …

    Troppo comodo leggere solo la parte della costituzione che ti aggrada, e tralasciare allegramente il resto.

    E probabilmente il concetto di famiglia inteso in senso tradizionale non è più al passo coi tempi; la famiglia “mulino bianco” non rispecchia più il sentire delle persone, e lamentarsi o rimpiangerla – ammesso che sia mai esistita – fa sembrare tanto “vecchietto sulla panchina del parco che ricorda i bei vecchi tempi”.

    Altro: ma se il matrimonio eterosessuale incoraggia la “normalità” (bah) e quello omosessuale la “diversità” (bah), da dove sorgono i gay, visto che sono tutti figli di etero?

    Cheers,

  14. Ma insomma, in Danimarca il matrimonio omosessuale è legale dal 1989 (vi risparmio la lista degli altri paesi che ormai lo ammettono, con gli stessi diritti “etero” – adozione compresa): vi risulta che questi luoghi siano teatro di chissà quali avvenimenti esecrabili per l’umanità? Io no.

  15. stending ovescion per Francesco.

    Che salutare ventata di “politicamente scorretto”!

  16. ” Che salutare ventata di “politicamente scorretto”!

    E’ vero.

    Aspetto con ansia un’altra ventata di ” politicamente scorretto”.

    Che ne dite di :” non ci sono più le mezze stagioni “?

  17. Giggimassi: accalorati pure, dovresti sapere che non mi spavento ;-)

    Sarà anche un’affermazione arbitraria, dire che i figli dei divorziati stanno peggio dei figli di non divorziati, ma lo è nella eguale misura in cui lo è sostenere che i figli dei non divorziati stiano meglio. Tale e quale. Quindi? Quindi, via libera al divorzio.

    Stessa cosa per le coppie gay: tu dici che mi sbaglio a sostenere (come anche fa Bordone) che probabilmente un adottato da una coppia gay (uomini o donne, fa poca differenza) non starebbe peggio di uno adottato da una coppia omosessuale, perché è un’affermazione arbitraria anche questa.
    Beh, è arbitraria allo stesso di sostenere il contrario.

    Proviamo? Sì, perché? Che c’è di male a provare? Cosa serve a un figlio? Di essere amato, dai genitori innanzitutto, e dagli altri in secondo luogo.
    Se una coppia di uomini ama il proprio figlio, questi non avrà alcun problema. Se quando esce di casa non viene additato dai cattolici-che-difendono-la-famiglia come il figlio di due che “offendono la pubblica morale” (vedi quello che accade oggi con la pubblicità degli omosessuali che -orrore!- si baciano, nient’altro), il figlio crescerà normalissimo e sanissimo. Forse, imparerà a rispettare la diversità invece di chi cresce in una famiglia “tradizionale cattolica”.
    Potrebbe diventare omosessuale a sua volta?
    E’ una stupidaggine bella e buona, usata in malafede come spauracchio: altrimenti non esisterebbero AFFATTO gli omosessuali, visto che sono TUTTI cresciuti in famiglie eterosessuali.
    Ma anche ammesso e non concesso che sia vero: e quindi? Se anche uno diventa omosessuale che problema c’è?
    Dire che “uno potrebbe essere spinto all’omosessualità presuppone il considerare l’omosessualità una condizione di handicap, e non lo è (e nemmeno DEVE esserlo, se non fosse per quei retrogradi che la pensano così.

    Infine, tralascio ogni commento sul fatto che noi (chi?) si vorrebbe spingere gli omosessuali a votare RnP o DS per questioni di potere. Alle stupidaggini preferisco non rispondere affatto.

  18. Joe, ma come sei retrogrado.
    Non lo sai che adesso la ” filosofia ” del ” ” dove andremo a finire “, è molto, ma molto politicamente scorretta?

  19. Joe, il discorso fila, ma perdi tempo. Guarda che con questi signori la logica, i fatti, i dati o la loro assenza, non hanno nessun effetto. Mentre ti insultano e ti prendono per il culo (leggere i commenti) fanno pure le vittime, gli offesi. Non gli interessa discutere, proporre, il loro scopo è sfinire l’avversario sbattendogli in faccia le loro scelte personali.

    Sbattere in faccia, ripeto e sottolineo, perchè nessuno favorevole a matrimonio o adozione gay ha mai detto un cazzo di niente contro una coppia tradizionale in quanto tale. Farebbe la figura del coglione.

  20. Joe: infatti, quelle che tu riporti sono due affermazioni specularmente arbitrarie. Tu vuoi provare, io no: abbiamo lo stesso IDENTICO diritto di dirlo, solo che “quelli come me”, i conservatori famigliari da pubblicità, sono continuamente sbertucciati come retrogradi e bacchettoni, non vanno in piazza a protestare, non hanno avanguardie culturali radical chic a sostenerli, e chiedono solo che lo Stato – pur rimanendo fondamentalmente laico – reinvesta le sue risorse, non solo economiche, nella famiglia come cellula sociale fondante dell’identità cristiana. Che poi è l’identità che ha permesso all’Occidente di diventare ciò che è, nel bene e nel male.

    Io non sono contrario alle famiglie “alternative” per la stupidaggine che i figli possano “ereditare” l’omosessualità, questo non l’ho mai detto quindi non mettermelo in bocca.

    Sullo sfruttamento a scopi politici di queste istanze degli omosessuali, guarda: più che stupidaggini mi sembra di aver detto una banalità e scoperto l’acqua calda, forse per questo non merito risposta.

  21. A me pare semplicemente che si voglia imporre – quasi sempre negando dei diritti – un unico modello di famiglia, con la scusa della tradizione e l’identità cristiana. Non sarà magari che certi valori – rigidi, accettati supinamente e senza senso critico – faticano a stare in piedi “da soli”, e debbono essere confortati da scelte politiche ben precise?

    E tra questi valori fondanti l’identità cristiana, non v’è pure la tolleranza verso il prossimo? E se il prossimo lo tollero, non devo forse lasciarlo libero di decidere che tipo di sessualità vivere, che tipo di famiglia avere, che percorso scegliere? O tutto questo è secondario rispetto all’innato desiderio religioso di evangelizzazione?

    (Desiderio che, per inciso, mi pare innaturale, perchè tenta di rendere simile il diverso, quando si sa che la diversità è ricchezza…)

  22. A me pare semplicemente che si voglia imporre – quasi sempre negando dei diritti – un unico modello di famiglia, con la scusa della tradizione e l’identità cristiana. Non sarà magari che certi valori – rigidi, accettati supinamente e senza senso critico – faticano a stare in piedi “da soli”, e debbono essere confortati da scelte politiche ben precise?

    E tra questi valori fondanti l’identità cristiana, non v’è pure la tolleranza verso il prossimo? E se il prossimo lo tollero, non devo forse lasciarlo libero di decidere che tipo di sessualità vivere, che tipo di famiglia avere, che percorso scegliere? O tutto questo è secondario rispetto all’innato desiderio religioso di evangelizzazione?

    (Desiderio che, per inciso, mi pare innaturale, perchè tenta di rendere simile il diverso, quando si sa che la diversità è ricchezza…)

  23. A me pare semplicemente che si voglia imporre – quasi sempre negando dei diritti – un unico modello di famiglia, con la scusa della tradizione e l’identità cristiana. Non sarà magari che certi valori – rigidi, accettati supinamente e senza senso critico – faticano a stare in piedi “da soli”, e debbono essere confortati da scelte politiche ben precise?

    E tra questi valori fondanti l’identità cristiana, non v’è pure la tolleranza verso il prossimo? E se il prossimo lo tollero, non devo forse lasciarlo libero di decidere che tipo di sessualità vivere, che tipo di famiglia avere, che percorso scegliere? O tutto questo è secondario rispetto all’innato desiderio religioso di evangelizzazione?

    (Desiderio che, per inciso, mi pare innaturale, perchè tenta di rendere simile il diverso, quando si sa che la diversità è ricchezza…)

  24. Bello il tema dello sfruttamento a scopi politici. Ovviamente questo non tocca l’UDEUR e Rutelli, immagino.

    E poi, certo, vi mancano i giornali e le forze culturali. Come per esempio la campagna antireferendaria pagata, con l’8×1000, da tutti noi, e il papa che un giorno sì e l’altro pure indica la retta via al buon politico. Siamo in una situazione in cui i partiti fieramente laici in entrambi gli schieramenti sono al margine, quasi ininfluenti, lo sanno tutti ma questi continuano a piangere e a fottere.

    Infatti tutto questo casino (mamme lesbiche, figlie sconvolte) per ottenere cosa? Che lo stato laico investa risorse e dindini nelle persone? Nelle famiglie? Giammai! Qui si fa la questua per la famiglia cristiana, eccheccazzo, gli altri so’ negri.

  25. Non mi pare che si voglia imporre un unico modello di famiglia, i divorziati risposati che non vivono in assoluta castitò sono esattamente peccatori quanto le coppie omosessuali, mentre gli omosessuali casti NON sono assolutamente ne peccatori ne moralmente riprovevoli per la religione Cattolica.
    Questa è la pura morale cattolica, privata dalle tartufesche invenzioni di pura propaganda elettorale dei Tartufi come Ferrara.
    Chiunque creda sinceramente nella morale cattolica dovrebbe capirlo.
    Tutti i leader del centrodestra sono divorziati risposati e quindi esattamente sullo stesso livello morale di Vladimir Luxuria.
    I sostenitori di certe posizioni sono semplicemente ipocriti e mi fanno schifo quando fanno i moralisti e parlano di radici cristiane senza sapere di minimamente di cosa stanno parlando.

  26. Luca: che c’entra l’8 per 1000? Se sapessi quante missioni, opere di beneficenza e carità, fondazioni, beni culturali ecclesiastici la Chiesa mantiene con quei soldi (e manco bastano), forse parleresti meno a sproposito.

    Il Papa non parla al buon politico, almeno questo Papa: parla al buon cristiano, a prescindere dalle sue visioni politiche: gli si rivolge sul piano della coscienza e della morale. C’è differenza.

    Mr.White: citi il valore della tolleranza assolutamente a sproposito, come fanno sempre i “laici”: cioè il cattolico visto come un povero fregnone chiamato ad abbozzare sempre, manco fossimo tutti San Francesco. Nella dottrina cristiana la tolleranza ha senso solo se accompagnata alla giustizia.

    Comunque tutto questo non c’entra con uno Stato che, non si sa bene per quale motivo, dovrebbe essere trascinato anzi quasi obbligato a regolare per legge forme alternative di famiglia, che esistono già di fatto, e che riguarderebbero poche migliaia di persone. Se questa attenzione alle “minoranze” deve portare a una “disattenzione” verso la famiglia tradizionale, disattenzione che in Italia va avanti da tempo, nonostante (o a causa di) 50 anni di DC, beh, se permetti io non ci sto. E non mi vergogno affatto di dirlo.

  27. giggimassi: che disattenzione? dov’è che la legge non destina attenzione al nucleo familiare?

    rispondi ad una semplice domanda: per quale ragione una estensione dei diritti minerebbe diritti già esistenti?

    alla fine solo di questo si tratta. e chi la tocca la famiglia tradizionale, c’è, va bene, ma ce ne sono altre.

    se la legge non tenesse conto dei cambiamenti insiti nella società staremmo ancora ai duelli per cedere il lato destro della strada.

    lo stato dovrebbe essere laico, sarebbe bello ricordarlo, ed essere regolato da leggi, non da morale, che ognuno si tenga la sua.

  28. Un appunto: spesso chi si dice contrario ai genitori gay, porta come assunto imprescindibile “un bambino ha diritto ad avere un padre e una madre”. Sbagliato. Un bambino ha diritto invece all’amore e alla cura. Un bambino orfano, per esempio, può ricevere amore e cura da uomini, donne, anziani, suore…Il bambino non discrimina. L’importante è che si senta amato e protetto e speciale. Rendere più veloci e meno dispendiose le pratiche d’adozione, please. E per me un grosso SI anche alle adozioni gay.

  29. Un appunto: spesso chi si dice contrario ai genitori gay, porta come assunto imprescindibile “un bambino ha diritto ad avere un padre e una madre”. Sbagliato. Un bambino ha diritto invece all’amore e alla cura. Un bambino orfano, per esempio, può ricevere amore e cura da uomini, donne, anziani, suore…Il bambino non discrimina. L’importante è che si senta amato e protetto e speciale. Rendere più veloci e meno dispendiose le pratiche d’adozione, please. E per me un grosso SI anche alle adozioni gay.

  30. Giggimassi, sull’otto per mille sono disponibili i dati ufficiali forniti dalla stessa CEI.

    Tanto per dire, nel 2004, su 952 mln di euro assegnati alla Chiesa Cattolica:
    – 442 mln sono andati in “esigenze di culto e pastorali”;
    – 320 in sostentamento del clero;
    – 190 in “interventi caritativi”.

    Tra le “esigenze di culto e pastorali” ci sono i soldi che vengono utilizzati per il funzionamento della CEI, incluso il potente apparato comunicativo che tanta parte ha avuto nel referendum…
    Forse è un po’ off topic, ma è giusto per far presente che le vecchine tremanti dei lacrimevoli spot made in CEI si vedono recapitare solo il venti per cento delle donazioni dei cittadini…

  31. OT: l’8 per mille non è sostegno alla chiesa cattolica ma risarcimento per annessione dello stato pontificio e nazionalizzazione dei beni della chiesa avvenuti durante il risorgimento; la chiesa può per questo usarlo come le pare et piace, chi non apprezza non dia, hoc est.

  32. mi sembra un argomanto un po bacato dire che l’8 per mille è un risarcimento alla chiesa cattolica, se è così perchè viene dato anche ai valdesi e alle altre religioni? non ha senso.

  33. Giggimassi: se anche la nostra *presunta* identità cristiana non fosse una cagata antistorica inventata ad arte per difendere il diritto di imporre il proprio credo agli altri, se anche avesse qualche fondamento di realtà, permettimi comunque di dissentire: tu avrai pure la tua identità cristiana, ma se permetti io no. E anche fossi l’unico, come si tutelano le minoranze linguistiche perché è dovere di uno stato democratico farlo, dovremmo tutelare anche le minoranze religiose e persino (penzanpo’) quelle a-religiose.
    E quindi tu fai pure come ti pare, segui la morale che preferisci, ma per quale motivo devi imporla a me, tantopiù che non faccio nulla di male?

    La differenza tra laicità e cattolicesimo: il laico ti lascia libero di seguire la tua morale, il cattolico ti impone la sua.

    E sull’otto per mille, caro Giggimassi, non tirare fuori le grandiose opere di bene che farebbe la Chiesa cattolica: grazie, belle opere, nessuno le mette in dubbio. Il piccolo problemino è che l’8 per mille è nient’altro che una TRUFFA, un IMBROGLIO e un FURTO/ESPROPRIO a favore di un ente religioso privato.
    Alla chiesa vanno i soldi anche di chi NON ha firmato, e persino quelli di chi ha firmato PER ALTRE confessioni. Saperlo, e sono sicuro che tu lo sapessi, e giustificarlo “perché dovresti sapere le grandiose opere di bene che vengono svolte dalla Chiesa” è pura e semplice malafede.

  34. Mauoshi: ii nostro Stato, anche se laico, ha a che fare con un popolo che si professa ancora cattolico, almeno a parole, in sette casi su dieci. Non si può non tenerne conto e rovesciare le proporzioni. Sui “diritti” delle minoranze, parola di cui i libertari e liberisti amano riempirsi la bocca, ma mai ricordando anche i doveri, ti dai la zappa sui piedi da solo: i diritti hanno bisogno di tempo, anche moooolto tempo per essere affermati: è un dato storicamente accertato, non è che ogni minima istanza della società, che valga per dieci o mille o diecimila persone, zàc, diventa legge l’indomani. Questo vale per lo Stato e vale a maggior ragione per la Chiesa, che ragiona secondo altre logiche da quelle politiche, e difende il suo punto di vista etico e morale (non lo impone, lo difende).

    Dottorbuco: vogliamo chiedere a un bambino orfano, se preferirebbe avere “indietro” i suoi genitori, padre e madre, oppure tenersi coloro che (benemeriti) lo hanno comunque cresciuto?

    Ivano: e secondo te, in quelle “esigenze di culto e pastorali”, ci sono solo le spese per la Cei? Ah, ma dimentico che la malafede anticlericale è gramigna dura da estirpare in questo paese, pronto a perdonare i ladroni che quasi portano al fallimento la Fiat, ma sveltissimo a indignarsi per le spese del Vaticano: fa sempre molto figo il filone “denaro occulto” in stile edizioni Kaos. Ti dico solo che con le leggi Siccardi lo Stato italiano avrà usurpato dieci volte tanto di tutto quello che ha restituito alla Chiesa negli ultimi 10 anni (e fece bene, sia chiaro: è solo per ridare le proporzioni a chi si scandalizza sui numeri).

    JoeTempesta, mio miglior nemico ;-) Se tu non firmi, in pratica rinunci a scegliere, quindi lo Stato decide come gli pare, e ripartisce gli avanzi in proporzione al “peso” delle confessioni: quindi prima i cattolici. Firma per altri e risolto il problema. Sull’identità cristiana sei in errore profondo, ne sei intriso anche se la rinneghi (legittimo, sia chiaro): su questo non so come convincerti, se non invitandoti a rileggere autori fondamentali: i padri della Chiesa, la scolastica, Pascal, Max Weber, Del Noce, Croce stesso, e tanti altri.

    Sulla morale, invece, hai ribaltato il discorso: non sono io che la impongo, ma tu (o voi) che volete imporre un cambiamento radicale e antitetico alla “mia”. Sta a voi dimostrare che è una “buona” morale, lottate per difenderla se ne siete capaci come i cristiani hanno lottato secoli per la loro…

  35. Giggimassi: con l’8 per mille non funziona come dici tu. Non è il *mio* otto per mille che va alla confessione che firmo, ma *del mio* otto per mille dell’IRPEF va alla confessione per cui firmo solo la percentuale equivalente alla totalità delle firme per la stessa. Mi spiego meglio: il totale dell’otto per mille viene suddiviso tra le varie confessioni nella proporzione delle firme che raccolgono, tipo sondaggio. Quindi se per la chiesa cattolica firma l’80% e per la chiesa evangelista il 10%, a questa andrà il 10% del totale dell’otto per mille, alla chiesa cattolica l’80%. Quindi, l’80% anche di chi non firma, e -di fatto- l’80% anche di me che firmo per l’evangelista. Chiaro?

    Sulla morale, invece, fai un’operazione furbettina e dici che io impongo la mia a te, ma il tuo discorso crolla come un castello di carte quando per quanto mi riguarda tu puoi tranquillamente non sposare un uomo e non adottare figli nel caso tu lo voglia fare, viceversa, tu lo impedisci a me, sulla base di una morale che è la *tua* e la *tua* sola. Non puoi dirmi di difendere i miei diritti come hanno fatto i cristiani per anni (che qui non è luogo e momento, ma mi divertirei non poco a farti un bel po’ di esempi di questi diritti “difesi”): nelle questioni di questo genere (di coscienza, ancora prima che di religione), non ci si può rapportare con il criterio de “la maggioranza vince”.

    Sull’identità cristiana, è e resta un’invenzione per giustificare la quale si deve fare una bella opera di potatura di un bel po’ di Storia dell’Europa, e non saranno i “padri della chiesa” a convincermi che non è così, per ovvie ragioni. Tantopiù che tu stessi mi sembra tu faccia un bel po’ di confusione (non so quanto non voluta) tra il cristianesimo e il cattolicesimo, altrimenti non saprei dove cercare questa *identità* tra i numerosi atroci stermini.

  36. >Nella dottrina cristiana la tolleranza ha senso solo se accompagnata alla giustizia.

    Per giggi: mi piacerebbe che mi spiegassi il passaggio per cui estendere i diritti della famiglia “tradizionale” a quelle “alternative” sarebbe un’ingiustizia.

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