Portraits from the Bigger Apple / I – L’ingegner Gino.

L’ingegner Gino Lamborghini si asciuga spesso gli occhi con un fazzoletto, non perché abbia un dolore da liquefare in lacrime, soltanto perché l’hanno operato col laser per levargli la miopia. L’ingegner Gino si sottopone sempre alle operazioni alla moda, una volta si è pure rifatto i crociati, subito dopo che lo aveva fatto Del Piero. L’ingegner Gino ha più sessanta che cinquant’anni ma la cosa non lo preoccupa: ha accumulato tanta competenza di tecnica e di vita, che può permettersi di inseguire il sogno bagnato di ogni matematico: cessare in vecchiaia di essere l’eterno nerd coi brufoli che è sempre stato. L’ingegner Gino, così, si è comprato una Z4 verde metallizzato e sfreccia lungo la Panaria Nuova con i finestrini aperti e i Led Zeppelin a palla, quando arriva in ufficio al venerdì con i jeans scoloriti e le Bikkenbergs verde metallizzato tutti si domandano chi glielo faccia fare di restare con quella babbiona della moglie. L’ingegner Gino si preoccupa tanto per la figlia, che cerca di piazzare in una banca, quanto per l’amante, che cerca di piazzare in un residence per mignotte slave vicino a Sorbara. Non è antipatico l’ingegner Gino, ma non saresti felice di averlo come padre. O marito. O amico. Nel ruolo di estraneo, però, niente da dire: è perfetto.

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4 Comments

  1. Bikkembergs, con la “emme”, grande stilista una volta, vestiva persino David Bowie, poi purtroppo il boom e via tutti a slogarsi caviglie per camminare su quelle scarpe coi tacchetti.

    Addio Dirk, butto i tuoi capi, viro bruscamente su Paul Smith, lui si che non mi deluderà mai…

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