Alien vs Predator 2

Le due mostruose creature, dopo secoli di inutili e violentissimi scontri mortali che hanno coinvolto, tra l’altro, intere generazioni di umani e di Raul Bova, trovano finalmente un accordo e decidono di sfidarsi in un serrato confronto televisivo, moderato dal repellente Clemente J. Mimun.


ALIEN: essere dalla forma umanoide, la cui testa è provvista, oltre che di un normale apparato dentale e labiale primario, di una piccola bocca estraibile, utile a smentire dichiarazioni appena rilasciate. Gli arti inferiori sono dotati di numerose sporgenze ossee, che gli permettono di mascherare una statura altrimenti ridicola.
Si sviluppa da un embrione parassitario, in grado di adattarsi a qualunque forma di vita possa ospitarlo durante questa fase particolarmente critica (governi socialisti inclusi), fase seguita da una crescita estremamente rapida e aggressiva, che lo porta ad imporsi dando origine ad una terribile filiazione di avvocati, giornalisti e sottosegretari. Si diffonde a livello sociale, oltre che con attacchi diretti, attraverso l’invio di segnali radio.
Le notevoli dimensioni della sua scatola cranica indicano, secondo alcuni, un’intelligenza incredibilmente sviluppata, secondo altri il residuo osseo di innumerevoli lifting; comunque sia, la superficie risulta talmente vasta da rendere impossibile la completa copertura da parte del cuoio capelluto.

PREDATOR: creatura umanoide, particolarmente robusta, i cui lineamenti deformi culminano in una spropositata mascella prensile, solo parzialmente nascosta da afflosciate guance elastiche. L’apparato oro-faringeo, solo parzialmente sviluppato, lo costringe ad esprimersi a fatica, attraverso mugugni e sospiri con i quali riesce comunque ad indicare i punti salienti del Programma.
Nasce e cresce all’interno di una comunità gerarchica millenaria, che lo addestra affidandogli incarichi privilegiati; più tardi si dimostra propenso alla conquista di territori inesplorati, spostandosi attraverso ultratecnologici pullman ad aria-condizionata e sfidando bellimbusti palestrati e con la spiccata propensione alla demagogia governativa.
Provvisto di un nervo ottico non del tutto sviluppato, si dota di un vistoso visore a infrarossi, utile a fargli individuare le questioni più scottanti, strumento che gli impedisce però di distinguere problemi coperti da un sottile strato di fango argilloso (ma il modello in questione, particolarmente difettoso, viene ingannato anche da un semplice paio di baffi).

Sebbene il Predator sia in vantaggio, a poche settimane dalle elezioni, mentre l’Alien, reduce da cinque anni di governo, appaia particolarmente nervoso, un dubbio assilla lo spettatore seduto in sala.
Un dubbio che non verrebbe fugato neppure il giorno di un’eventuale vittoria, ma che, forse, diverrebbe ancor più tremendo.
Chi conosce abbastanza un Alien sa di cosa sto parlando.

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