Marchette A Reti Unificate

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L’articolo che segue (uscito il 2 marzo 2006 su PeaceLink) è di Carlo Gubitosa, giornalista freelance, segretario dell’associazione di volontariato dell’informazione PeaceLink.

Il Tg5 del 28 agosto ’05, nella sua edizione delle 20, ha riservato grandi sorprese ai suoi telespettatori: una bella “marchetta” estiva, infilata nella scaletta approfittando del caldo. Questo termine si usa nel gergo giornalistico per indicare i pezzi commissionati da aziende, politici o amici di vario genere, “servizi” giornalistici che sconfinano nel regno illegale della pubblicita’ occulta, pratica illegale ma poco contrastata dalla societa’ civile e bonariamente tollerata dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Accade cosi’ che quella sera chi ha scelto l’ammiraglia dei Tg Mediaset, illudendosi di ricevere brandelli di informazione corretta, si trova davanti ad una pubblica acclamazione della nuova Punto, osannata ancora prima di essere messa in vendita. Le magnifiche immagini della nuova creatura di casa Fiat, commentate dalla suadente voce di Lamberto Sposini, diventano cosi’ un eccezionale spot pubblicitario gratuito travestito da giornalismo.
E allora uno cerca di prendere una boccata d’aria sul servizio pubblico, e non si crede ai propri occhi quando sul Tg2 delle 20,30, esattamente in quello stesso giorno, lo schermo fa comparire esattamente le stesse immagini con il medesimo montaggio (tu guarda che coincidenza), commentate da una brillante Maria Concetta Mattei che si avventura nel giornalismo d’inchiesta descrivendo in dettaglio, con parole molto simili a quelle di Sposini, un’auto “lunga oltre quattro metri, con una straordinaria abitabilita’, design firmato Giugiaro. Un rilancio in grande stile del segmento delle compatte per la casa torinese“.


Chi ha il dovere legale di intervenire in casi simili? L’Ordine dei Giornalisti? La Commissione di Vigilanza Rai? Topo Gigio, cacciato dallo Zecchino d’Oro per fare pubblicita’ ai libri del topo Geronimo Stilton? La risposta a questa domanda e’ che nessuno e’ tenuto a intervenire, e la pubblicita’ occulta viene perseguita solo su segnalazione degli utenti. Per questo motivo, dopo aver ritenuto che la misura ormai e’ colma e che non voglio essere trattato come un deficiente dai vari Lamberti e Marie Concette, il sottoscritto ha deciso di presentare un esposto all’Ordine Nazionale dei giornalisti e al Garante per la Concorrenza e il Mercato.
Il seguito della vicenda ricorda da vicino la barzelletta del pazzo che andava contromano credendo che fossero gli altri a sbagliare direzione: il pazzo ero io, che da solo cercavo di andare contro la corrente del giornalismo asservito, e non chi ha “normalmente” aperto gli spazi dell’informazione e del servizio pubblico televisivo alla pubblicita’ (neanche tanto occulta) della Fiat.
Bruno Tucci, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, risponde all’esposto mettendo nero su bianco che “quando un’azienda lancia sul mercato una nuova auto tutti indistintamente, i giornali, oltre la radio e la Tv sono portati a illustrare le caratteristiche della nuova auto. Non avendo quindi riscontrato nessuna violazione delle norme deontologiche, il consiglio ha deciso all’unanimita’ di archiviare il caso“. Preso atto di queste nuove tendenze nella deontologia professionale, rimangono alcuni dubbi: perche’ due Tg nazionali usano le stesse immagini? Chi gliele ha date? I telegiornali sono una vetrina di prodotti? Un’auto nuova e’ una notizia? Se si’, perche’ annunciare solo le auto Fiat e non vetture di altre marche, auto ad aria compressa o biciclette? Ma soprattutto, perche’ l’Ordine dei Giornalisti e’ arrivato cosi’ in basso?
L’epilogo di questa vicenda e’ scritto dal Garante Antitrust, che da’ la sua benedizione alle marchette televisive con una la lettera dell’Antitrust datata 2 febbraio e firmata dal segretario generale Fabio Cintioli, che mi comunica l’archiviazione definitiva del caso. Secondo il garante della concorrenza e del mercato, che in questa occasione ha garantito solo il mercato italiano dell’automobile, la Fiat non avrebbe danneggiato le sue concorrenti infilando pubblicita’ nei telegiornali. Il motivo e’ semplice: le espressioni enfatiche utilizzate nel servizio (straordinaria abitabilità del veicolo, rilancio in grande stile della Fiat) “non risultano artificiose, ma tipiche della prospettazione di un evento di attualita’ di interesse in quanto riguardante uno storico gruppo industriale nazionale“. Morale della favola: le marchette Fiat servono alla nazione per tenersi informata, ma quelle di altre aziende non vanno bene. I colleghi sono avvertiti: fate attenzione alla mano occulta che vi da’ da mangiare, se non e’ quella di uno “storico gruppo industriale nazionale”. Bene, a questo punto e’ ufficiale: mi vergogno del mio tesserino amaranto.

Note: Questo articolo e’ liberamente distribuibile, pubblicabile e utilizzabile su riviste e siti web. In caso di utilizzo di prega di contattare l’autore all’indirizzo di posta elettronica c.gubitosa@peacelink.it

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16 Comments

  1. Il Giornale non mi pubblicò il seguente. Rimediai su Dagospia.

    ***

    Hanno rifatto la Punto. Punto

    Per uno studio del senso critico del giornalismo italiano. Seguono rilievi circa gli articoli pubblicati dalla Stampa di Torino in merito alla nuova Fiat Punto Posizione in prima pagina: spalla a sette colonne. Estratti: “L’auto della svolta”. “E’una bella vettura”. “E’ una bellissima macchina”. “Una qualità mai vista”. “Consuma poco”. “Molto divertente, confortevole, con una straordinaria abitabilità”, “Ha spunto, è maneggevole”. “Ti affascina all’istante”. “Sorprende con la sua linea grintosa i mille invitati alla cena di gala”. “A tavola lunghe tovaglie grigie con centro tavola di ortensie bianche e genziane blu, come segnaposto una dolcissima Punto in miniatura realizzata dal maestro del cioccolato Guido Gobino”. “Vengono serviti antipasti di un menù esclusivamente piemontese: vitello tonnato, carne cruda al coltello, fiori di zucchini ripieni di ricotta alla menta, Tortino di patate con bomba di stracotto, annaffiato con Barolo Ceretto del ’99, mousse alla pesca, gelato alla viola e alla rosa”. “I cassintegrati di Mirafiori attendono gli ospiti”. “Qualcuno l’ha già ribattezzata baby Maserati”. “«Ma perché hai un’Audi?» si indignano e urlano a una Mercedes: «E’ brutta»”. “Si ferma anche la presidente della Regione Mercedes Bresso”.

  2. Spiacente, Abborigeno, non si tratta di indirizzi interni o esterni: il link che hai inserito, oltre ad essere smodatamente lungo (avresti almeno potuto utilizzare tinyurl.com) non c’entrava una beata fava con il tema del post.
    Se non va bene, pace: internet è immensa e noi, prima o poi, ci faremo una ragione della tua dipartita.

  3. L’episodio in sè è scandaloso, come scandalosa è la risposta del presidente dell’Ordine dei Giornalisti, ma IMHO chi guarda “l’ammiraglia dei Tg Mediaset, illudendosi di ricevere brandelli di informazione corretta” è un povero fesso. Idem con patate per gli altri telegiornali, beninteso.
    Ormai non credo ci sia un solo tg dove non circolino marchette, veline (dove l’informazione non sia “controllata”, insomma), per cui pensare di ricevere dell’informazione corretta, anche se solo a brandelli, è una pia illusione.

  4. Ma certo Neri, non c’è mica problema. Lo vedo come un invito.
    (Quando hai tempo dovresti anche dare una ripulita alle decine di commenti che non c’entrano un cazzo coi relativi post. Ma quelli fanno numero, si sa.)

  5. Se vogliamo proprio pareggiare tutti i conti, allora sarei anche interessato a sentire che hanno da dire oggi tutti quelli che sostenevano che il risanamento FIAT fosse in realtà una grossa operazione speculativa ai danni di banche, consumatori e stato. Personalmente mi ha stupito molto che un’operazione che tutti ufficialmente incensavano (appunto marchette e via dicendo) e ufficiosamente deprecavano sia poi davvero andata a buon fine. Visto che giornalismo significa oltre a dimostrare indipendenza anche saper leggere gli eventi è interessante capire, al di là delle dichiarazioni di rito imboccate dall’ufficio stampa torinese, perché sti benedetti eventi non sono stati letti e anticipati.

    ciao

  6. Ho letto di una stima che parla di 220 mila miliardi di lire versati dallo Stato nelle casse FIAT a vari titoli e modalità nel corso degli anni che furono. Anzitutto, qualcuno sa se è una stima plausibile? E se sì, questa generosità è stata giustificata da un adeguato ritorno allo Stato in termini di occupazione, produzione e quant’altro? Per adeguato ritorno, ovviamente, vale il principio dell’investimento: io ti do 100, tu devi fruttarmi (non necessariamente in un ritorno monetario diretto) 105.

  7. Grande Marchetta

    Nell\’edizione del Tg5 di questa sera è andato in onda un servizio sulla nuova Grande Punto, presentata nientepopodimenoche dal presidente di Fiat, Ferrari, Confindustria, Fieg,

  8. speriamo che a turno “aiutino” anche le altre aziende italiane, suvvia! in fondo, questa è una forma di concorrenza sleale più sostenibile di altre! comincerò a preoccuparmi quando faranno i marchettoni per le auto cinesi o giù di lì…

  9. Il Neri cancella chi vuole perchè il blog è suo. Se volete contestare questa facoltà, cominciate col leggervi la “Storia del Marxismo” della Einaudi.
    Studiate e rivedete il concetto generale di difesa del diritto proprietario, poi pigliate in mano il Diritto Civile e la Costituzione Italiana e leggete che lì c’è scritto come e perchè lui può cancellare le scalfiture fatte alla sua “roba”, per dirla come Padron ‘Ntoni.

  10. Senza Macchia(nera)Update: blog, soldi e storie di paraculismi vari. Uno si diverte, così per cazzeggiare quando ha tempo, a leggere Macchianera. Perché a volte ci son scritte cose interessanti, a volte cose inutili ma divertenti (a volte

  11. Scusate l’O.T., ma ho trovato un altro servizio del tg5 altrettanto marchettaro, con la differenza che se la sono giocata in casa. Sciacallaggio vero e proprio: un servizio di cronaca nera – assassinio in famiglia – dove l’ argomento principale non era il tragico accadimento ma le indagini del Ris di Parma, con i suoi operatori che si sono prestati alla comparsata e con annessa ricostruzione delle scene di gruppo della sigla nell’omonimo sceneggiato “Ris”, che guarda caso era in programmazione proprio in quei giorni sulla stessa rete del tg.
    Molto altro è intollerabile per me dell’informazione attuale: blog pensateci voi, fategli concorrenza di pregio a questi corrotti del cazzo!

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