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Venerdì 31 Marzo 2006
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Il protoingegner Ronaldo ha una solida formazione automotive che lo rende interessante esattamente quanto una Fiat Brava (ma c'è chi dice, senza nesso, quanto un comodino dell'Ikea). C'ha esperienza di sistemi di inizione e di candele d'accensione, ma ciò non implica che ne abbia mai visti in vita sua. Sono mere astrazioni, come l'anima, il karma, la democrazia e la mia Porsche. Il protoigegner Ronaldo, come tutti i protoingegneri di ultima generazione, si acquista all'Ipercoop facendosi finanziare dalla Findomestic: TAN e TAEG qualcosapercento e garanzia soddisfatti o cazzi vostri. Il protoingegner Ronaldo è fullopscional ed ha 6 sensi: vista, udito, tatto, olfatto, gusto e powerpoint. Ieri l'ho sentito discutere con sua moglie al telefono delle prossime vacanze. "Forse hai ragione tu, meglio la Sicilia" ha detto in conclusione "mandami qualche slide così decido". Il protoingegner Ronaldo è un bravo padre di famiglia e vota a sinistra perché è convinto che la differenza esista eccome. A volte lo guardo ed un pochino mi dispiace per lui, vorrei invitarlo a bere un caffè per parlargli, per spiegargli che esiste una speranza, che c'è vita oltre il powerpoint. Ma poi rinuncio, più che altro perché non ho idea di come diluire su quattro o cinque slides il concetto " me + you = coffee together", e son cose.

Dolcenera, Man-Lò Zhang, Leopoldo Mastelloni, Romano ProdiAl contrario dello scorso - anno, nel quale tutte le previsioni furono azzeccate, le cose questa volta sembrano essere andate - sin dall'inizio - in modo diametralmente opposto.
E se tanto mi dà tanto...


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Sulla scia dell'ormai celebre Giovanni Bivona, Paolo Cevoli, cabarettista di Zelig, scopre e pubblica sul suo blog l'assessore Pippo Di Maria, uno che sembra nato per essere l'autore naturale del suo Cangini Palmiro.
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Giovedì 30 Marzo 2006
Un irrinunciabile Matteo Bordone stende al tappeto Giulianone:
Al direttore - La recensione del libro scritto da Claire Breton, figlia di una coppia lesbica, era ideologica e confusa. I temi sono importanti e voi avete una posizione forte e opposta alla mia, ma quando l’effetto della lettura non va oltre il “dove andremo a finire”, qualcosa non va. Ci tengo a ricordare che la dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, quella di Jefferson & soci cui tanto ci ispiriamo tutti, sancisce il “diritto alla ricerca della felicità”. Si tratta di un diritto e di una ricerca: il come e se ottenerla riguarda i singoli. Le stesse insicurezze, gli stessi psicologi, le stesse aspirazioni alla normalità di quella ragazza, sono stati i compagni della vita dei figli di genitori separati, almeno dei primi. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti i figli di divorziati sono molto più numerosi e normali rispetto a trent’anni fa. Risultato: meno psicologi e meno disperazione. Anche in Italia i disadattati cronici che i cattolici paventavano ai tempi del referendum sul divorzio, come fate voi oggi con i figli delle coppie gay, sono cresciuti con le loro difficoltà e oggi sono delle persone normali. La vostra posizione, messa in questi termini banali e sconsolati, non va oltre un conservatorismo famigliare da pubblicità dei biscotti. Grazie.
Matteo Bordone, via Internet


Risposta del Direttore
Grazie per le sue critiche argomentate. Io sono un primitivo, come Silvio Orlando nel Caimano: non me lo spiegate quel problema, ché tanto non lo capisco.
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Mercoledì 29 Marzo 2006
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Martedì 28 Marzo 2006
The SKY is the limitBareddu Social ForumDopo il - pare apprezzato - esperimento di "Sabatonotte", questa sera alle 21:00 tornano "The SKY is the limit" e Macchiaradio.
Si parte subito con Juventus-Arsenal, ovvero: come commentare una partita in diretta senza vederla, con l'aiuto delle risorse gratuite reperibili da chiunque, e dagli ascoltatori.
Va da sé, quindi, che ci servirà il vostro aiuto. E siccome il calcio deve essere gratis, nell'aiutarci ci saranno cose che si possono fare e cose che non si possono fare. Per dire: chiamare da casa mentre si sta guardando la partita su Sky non va bene; chiamare da un locale che consente la visione di Sky, senza pagare il coperto, e poi magari farsi buttare fuori e richiamare da un altro locale, questo va bene. Oppure: decoder no, peer to peer sì. E per il resto si va di fantasia.
Potete chiamare su Skype o al numero di telefono fisso che verrà comunicato nel corso della diretta.
In studio, a raccogliere le segnalazioni su Juventus-Arsenal e inventarsi tutto il resto ci saranno Lorenzo De Marinis, Carlo Giuseppe Gabardini, Paolo Madeddu e Gianluca Neri.
Potete chiamare su Skype o al numero di telefono fisso che verrà comunicato nel corso della diretta.
Ascolta la puntata, premi "Play"
Ascolta la puntata

MacchiaRadioico-musicfarm2006.gifA fine partita, invece, Macchiaradio tenta il colpaccio: commentare non il Grande Fratello, non La Fattoria, bensì il presunto fanalino di coda tra i reality in onda, nonché quello che ha per capo-progetto il nostro inviato di riferimento: Music Farm.

Papabili per lo studio (semplicemente perché non sono stati ancora avvisati, e quindi devono prendere atto e confermare o meno la partecipazione): Lorenzo De Marinis, Laura Carcano, Francesco Cataldo, Antonio Dini, Carlo Giuseppe Gabardini, Gianluca Neri, Simone Tolomelli.

Chi perde le puntate può poi rifarsi con il podcast.

Potrete partecipare alla trasmissione in diretta utilizzando (gratuitamente) Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma. Se chiamate prima della trasmissione potrete lasciare un messaggio in segreteria.

MacchiaRadio PodcastSe hai perso la puntata, puoi sottoscrivere il podcast di MacchiaRadio ed ascoltarla in differita sul tuo PC o lettore Mp3 all'indirizzo http://www.macchianera.net/podcast.xml
(o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes).
...oppure puoi riascoltarla direttamente
in questa stessa pagina, semplicemente
cliccando il tasto "Play"
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E' successo questo: che RadioNation ha ascquistato otto nuove fiammanti cuffie microfonate (sono queste, per la cronaca) e se le è viste recapitare "unterminated", ovvero prive dai jack di connessione (uno normale stereo, per l'audio, l'altro XLR/Cannon, per il microfono).

Nella figura (A) come sono attualmente; nella figura (B) come dovrebbero diventare, considerato anche il fatto che il jack audio e il Cannon vanno posti ad una certa distanza l'uno dall'altro e quindi, si immagina, servirà dell'altro filo (se non altro, per non dover stare con la testa attaccata al mixer).

Esiste in zona Milano una qualche anima pia che sia in grado (a pagamento, ovviamente) di renderle a noi utilizzabili?
Se esiste, avrà la sempiterna riconoscenza degli avventori di Macchiaradio e degli ascoltatori tutti.
E poi, crepi l'avarizia: un'intera serata in diretta con gli speaker di Macchiaradio, luculliana cena compresa.

Nel caso, contattateci via messenger (trovate gli indirizzi nella colonna di destra del blog, in basso) scriveteci via mail all'indirizzo .
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Lunedì 27 Marzo 2006

No, dico, qui si sta rasentando Stanlio & Ollio: Giuliano Ferrara mette giù una fricassea di comicità allo stato brado. E noi siamo costretti a scrivere questo post riportando ampi stralci del Nostro e cadendo – forse – nel trappolone di parlare di Lui, di Berlusconi.
Dice la mosca cocchiera (che adesso ha anche la sfrontatezza di tirarsela da Bombacci che cerca la bella morte):“L’identità civile di Berlusconi è da sempre quella di un imprenditore che entra in lizza e chiede i voti agli italiani per sfidare il sistema della politica professionale forte della sua posizione sociale di uomo dell’impresa (…) Berlusconi è quella cosa lì che si vede non perché è un capopartito, ma perché riveste il doppio ruolo di leader politico e di imprenditore proprietario”.
Cioè: nessuno si azzardi a fare una legge seria sul conflitto di interessi sennò “vuol dire inaugurare un nuovo regime”. E qui siamo veramente alla realtà rovesciata: la sinistra è costretta a non dire che Berlusconi ha creato il regime perché no, perché così si fa il suo gioco, e Ferrara – invece – ritorce l’accusa contro, piglia tutti in contropiede e dice che il regime lo vogliono gli altri? Che Berlusconi sia uomo d’impresa ok, però “sociale” e pure anti-establishment no, per favore no. Berlusconi, per diventare uomo politico professionale (perché ormai lo è, giusto?), ha raccontato la balla di voler rappresentare il popolo contro i poteri forti e, dopo aver fatto il Presidente del Consiglio ininterrottamente per cinque anni (no, dico, il PresdelCons mica il romoletto-de-trastevere) torna qua e ci racconta le cose di cinque, dieci, dodici anni fa.
E poi dice ancora Bombacci-Ferrara: “E’ vero che nel contesto internazionale questa posizione doppia di Berlusconi è un’anomalia, ma l’anomalia risponde simmetricamente a un’altra assoluta eccezionalità: in nessun paese del mondo le principali forze moderate di governo sono state distrutte in radice da un assalto giudiziario, da nessuna parte si è aperto un vuoto politico ed elettorale come quello che si è spalancato davanti tra il 1992 e il 1994”.
Ma mi chiedo: ammesso che tutto questo sia vero, dobbiamo dare a Berlusconi anche La7? Ma fino a quando dovremo pagarlo questo presunto golpe della magistratura? E soprattutto, dobbiamo considerare normale che Fede ci fracassi la minchia tutte le sere che manda il Signore? Ma è normale un paese che considera normale avere Emilio Fede

Net To Be nr.529

Le strip di Net To Be alloggiano nel Warehouse
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Domenica 26 Marzo 2006
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Sabato 25 Marzo 2006

SabatonotteAppuntamento da non perdere, questa sera, con il numero zero della nuova trasmissione radiofonica "Sabatonotte", scritta e condotta da Matteo Bordone, Gianluca Neri e Simone Tolomelli.
Con i rumori della città di notte sullo sfondo, a partire dalle 23 in poi, qualcosa che su RadioNation non si è mai sentito.

Chi perde le puntate può poi rifarsi con il podcast.

Potrete partecipare alla trasmissione in diretta utilizzando (gratuitamente) Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma. Se chiamate prima della trasmissione potrete lasciare un messaggio in segreteria.

Ascoltate la puntata e poi lasciate un commento a questo post per proporre i temi (più specifici sono e meglio è) su cui i tre dovranno documentarsi per la prossima settimana.

RadioNation PodcastSe hai perso la puntata, puoi sottoscrivere il podcast di RadioNation ed ascoltarla in differita sul tuo PC o lettore Mp3 all'indirizzo http://www.macchianera.net/podcast.xml
(o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes).
...oppure puoi riascoltarla direttamente
in questa stessa pagina, semplicemente
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Ascolta la puntata
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Venerdì 24 Marzo 2006

Paz.JPG Approfitto dell'allegro consesso macchianeresco e metto a dura prova la banda di Aruba, che sta allegramente pazziando (ecco perché alcune cose stanno, ahimé, su YouTube) per segnalarvi la prima (Il Muro-Checkpoint) e la seconda puntata (Bambini) di Borders, un documentario sulla questione israelo-palestinese realizzato l'estate scorsa da Enrico Giovannone e da Ivano Casalegno e prodotto da PROSVIL Piemonte. Il documentario - di cui verranno rilasciate, sotto Creative Commons, altre tre puntate - è in lingua inglese, sottotitolato in italiano. Enrico e Ivano, bontà loro, hanno deciso di metterlo a disposizione, gratuitamente, in streaming e per il download, attraverso Teleblogo, il videoblog che sto curando con alcuni amici e colleghi (c'è anche il podcast da sottoscrivere, volendo).

L'ingegner Gino Lamborghini si asciuga spesso gli occhi con un fazzoletto, non perché abbia un dolore da liquefare in lacrime, soltanto perché l'hanno operato col laser per levargli la miopia. L'ingegner Gino si sottopone sempre alle operazioni alla moda, una volta si è pure rifatto i crociati, subito dopo che lo aveva fatto Del Piero. L'ingegner Gino ha più sessanta che cinquant'anni ma la cosa non lo preoccupa: ha accumulato tanta competenza di tecnica e di vita, che può permettersi di inseguire il sogno bagnato di ogni matematico: cessare in vecchiaia di essere l'eterno nerd coi brufoli che è sempre stato. L'ingegner Gino, così, si è comprato una Z4 verde metallizzato e sfreccia lungo la Panaria Nuova con i finestrini aperti e i Led Zeppelin a palla, quando arriva in ufficio al venerdì con i jeans scoloriti e le Bikkenbergs verde metallizzato tutti si domandano chi glielo faccia fare di restare con quella babbiona della moglie. L'ingegner Gino si preoccupa tanto per la figlia, che cerca di piazzare in una banca, quanto per l'amante, che cerca di piazzare in un residence per mignotte slave vicino a Sorbara. Non è antipatico l'ingegner Gino, ma non saresti felice di averlo come padre. O marito. O amico. Nel ruolo di estraneo, però, niente da dire: è perfetto.

Siccome in questi giorni si sta cominciando a votare all'estero, ci si può scatenare col sondaggione di Macchianera, memori del centro clamoroso fatto per Ratzi.
Le solite regole semplici: postare nei commenti chi vince e una previsione sulle percentuali. Se volete esagerare, e se ce l'avete fatta a capire il meccanismo elettorale, mettete eventuali differenze tra camera e senato.
Il premio è lo stesso identico delle altre volte: niente di niente, ma proprio niente.


Comincio io: vince il nano 49,7 a 48,9.

Corriere della Sera Magazine del 9 marzo 2006La prematura dipartita del computer domestico non ha consentito, fino ad ora, di ringraziare con le dovute maniere la scrittrice Camilla Baresani (la quale, peraltro, gestisce un frequentatissimo forum che potrebbe tranquillamente passare per blog) per l'articolo che ha dedicato al sottoscritto sul Corriere della Sera Magazine del 9 marzo scorso (qui l'immagine, qui il testo).
Citazione doverosa anche per Michele Boroni, che le ha fatto da guida nella tana del blogger.
Peraltro, il Magazine del Corriere della Sera è tornato a parlare di Macchianera nel numero in edicola ieri, all'interno di un articolo di Vittorio Zincone, pagina diciotto.

Va detto che condensare un tema ampio come l'universo dei blog in poche righe non è facile, ed è persino normale la semplificazione dei concetti, considerando soprattutto il fatto che ci si sta rivolgendo ad un lettore tecnologicamente vergine. Malgrado tutto sento imperativo il bisogno di chiarire alcune questioni e - soprattutto - di mettere le mani avanti per evitare ripercussioni.
Quindi dico alla persona che mi ha arredato casa e in particolar modo a quella ditta che firma gran parte dei mobili da me acquistati che la Baresani stava scherzando: intendeva dire che è difficile, per un single, fare sembrare "vissuta" la propria casa. A Claudio Sabelli Fioretti: quando ho detto che "il cazzeggio è da allora la mia filosofia di vita", non intendevo da quando ho incontrato lui. A voler dirla tutta, parlavo delle riunioni per la decisione dei titoloni in prima pagina su Cuore. Di quel particolare e sublime tipo di cazzeggio. A mia mamma: non ho mai trascorso - giuro! - un intero anno in panciolle a "spendere gli imprevisti guadagni". Cioè, delle due, una non è vera. E cioè che li abbia spesi: l'anno di inerzia, invece, c'è stato, ma se ne sentiva il bisogno. All'amministrazione, all'esercito e all'intelligence americani: in realtà lavoro esattamente dove lavoravo prima di svelare gli omissis del rapporto Calipari: Camera Café e Magnolia sono venuti parecchio prima. Così, ve lo dico perché sennò, magari, mi prendete per un mangiapane a tradimento che campa sulle disgrazie altrui; poi finisce che vi incazzate ancora di più, e non è il caso, vi fa male. Infine, al mio vicino di casa che no, non è vero che vive in una periferia meneghin-sovietica da quadro di Sironi. Non se la prenda, fa fede TuttoCittà: Niguarda è a uno sputo dalla Stazione Centrale.

Il luogo del delitto menzionato nel titolo di questo post, invece, fa riferimento al numero di "Sette" in edicola il 1° marzo di sei anni fa. Correva l'anno 2000, infatti, e gli allegri faccioni di chi vi sta scrivendo e del di lui socio in quella che fu l'impresa di Clarence apparvero in copertina sul settimanale del Corriere della Sera, sotto un infausto titolo che costò ai due qualche parente, qualche amico e una serie di battute tra cui va segnalata quella di Alessandro Robecchi: «Bella. Bella copertina. Nella prossima mettono uno in divisa sotto il titolo: "...E io sono la finanza, piacere."»

Fu inevitabile e doveroso, almeno per come la vedevamo noi - per quanto trascinati ignari da un fotografo prima sul Duomo, poi sul piazzale antistante la Borsa di Milano, poi costretti a posare in groppa a una limousine senza per questo sospettare alcunché -, dare carta bianca alla redazione tutta per la presa per i fondelli.

MA GUARDA UN PO' COSA HO SCOPERTO DIETRO UN BLOG
(di Camilla Baresani - Corriere della Sera Magazine, 9/3/2006)

Critiche al «Grande Fratello» e sberleffi al «signor B.», editoriali serissimi sulle vignette danesi e opinioni improntate al «cazzeggio come filosofia di vita». E poi, ricette di cucina, rubriche di musica, tecnologia... Siamo andati a vedere come vivono (e come lavorano) gli animatori di siti-diario che stanno spopolando online. E abbiamo scoperto la loro vera funzione sociale. Controinformazione? Macché: praticamente, un calmante.

Scrittori comulsivi di lettere aperte, spioni, comici in cerca di ingaggio, commentatori da bar, spiriti polemici frustrati, esibizionisti, visionari, fanatici appassionati di musica, o tecnologia, o cibo...: tutte categorie ampiamente rappresentate nel mondo dei blog, spari internettiani dove qualsiasi povero cristo dotato di un computer può con minima spesa impiantare una sorta di diario pubblico, visitato ogni giorno da quante più persone saprà far cadere nella sua rete. A volte addirittura decine di migliaia.
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