8‰ (anche) alla ricerca

Segnalo una raccolta firme per un’interessante iniziativa. Si cerca di raccogliere le 100mila firme necessarie per modificare la legge del 20 maggio 1985, n.222, affinché il contribuente possa scegliere, in alternativa a stato o enti ecclesiastici, di assegnare l’8‰ dell’Irpef alla ricerca.
Sito per ulteriori informazioni e per aderire alla campagna
La legge attuale
La proposta di legge
Onde evitare infondate polemiche, alcune precisazioni:
– questa non è la solita inutile petizione online
– la proposta non è contro la Chiesa (né contro lo Stato) e vuole solamente offrire al contribuente un’alternativa valida alle possibilità già esistenti
– la proposta non è di origine partitica.

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24 Comments

  1. Questo appello e’ in giro da almeno una settimana, e non riesco a capire tre cose:
    1. come mai non si cita il 5 per mille che sara’ gia’ disponibile dalla prox dichiarazione dei redditi
    2. come mai l’airc e le altre associazioni che ne beneficerebbero non linkano l’iniziativa ?
    3. perche’ un privato cittadino dovrebbe finanziare la ricerca generica e non quella specificamente medica ?

    Spero che qualcuno mi aiuti a capire.

  2. Io sono per l’abolizione dell’8 per mille, non per la sua moltiplicazione.
    Il finanziamento della ricerca scientifica NON può essere messo in alternativa con il finanziamento della superstizione religiosa. E’ una vergogna.

  3. due cosine…

    l’8 per mille è nel concordato, il concordato è nella costituzione, chi vuole abolirlo deve avere i 2/3 del parlamento e la procedura di votazione per le leggi costituzionali (commento: in bocca al lupo)

    la scienza non è religione e si sovrappone alle altre voci, la richiesta di inserire la scienza nell’8 per mille è un modo per convincere chi da l’8 per mille alla chiesa a darlo alla scienza (magari medica)

    due considerazioni:

    c’è l’uaar per gli atei, iscrivetela nell’8 per mille e facciamola finita

    rendiamo obbligatoria la crocetta sull’8 per mille per tutti, c’è sempre lo stato per chi non ha religionre, così la smetteremo le polemiche sugli astenuti

  4. Concordo con PG: l’8 per mille deve essere abolito in toto, o quantomeno riformato per destinare alle varie religioni solo i soldi di chi firma, non anche quelli di chi non firma.

    Riccardo, quella che ci vogliono i 2/3 del parlamento mi pare una bischerata, non è mica legge costituzionale.

  5. Art. 7.della Costituzione

    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

    I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

    da ciò discende che le modifiche non accettate dalla Chiesa richiedono procedimento di revisione costituzionale

    1 a 0, palla al centro

    (ps: potete anche vincere, non sono un giurista)

  6. @tempesta

    non è giusto non distribuire gli astenuti, è meglio obbligare a mettere la crocetta

  7. Io penso che l’otto per mille alla ricerca potrebbe essere una buona iniziativa, insomma… ultimamente ci sono state così tanti bastoni fra le ruote dei ricercatori che almeno un finanziamento è doveroso… secondo me ognuno ha il diritto di pensare quello che vuole, perchè abolire l’8 per mille alla chiesa cattolica? Una parte dei fondi vanno alla caritas e a istituzioni da aiuto per immigrati, homeless, drogati e prostitute. Forse un tantino di tolleranza non sarebbe male, ogni tanto!

  8. Mi sembra il solito obolo-carità che noi (che facciamo ricerca) prendiamo: finché è un contributo per le chiese, mi va bene, ma alla ricerca ci deve pensare lo Stato! Non deve dipendere dal buon cuore dei cittadini.

    Anche se, tutto sommato, meglio l’obolo che il pochissimo che dà questo governo…

  9. Il referendum è inammissibile e verrà bocciato dall’apposita commissione che lo dovrà legittimare o meno.
    Non sono ammessi, nel nostro ordinamento, referendum riguardanti i Trattati internazionali.La legge sull 8×1000 è direttamente correlata ad un trattato internazionale e quindi non èuò esssere oggtto di referendum.
    Il concordato è un trattato internazionale non è una semplice intesa (come con altre religioni).

  10. La proposta di legge popolare è ugualmente inammissibile perchè la legge ricade in una dei 5 casi ex art 80 cost.Il parlamento, così come ha ratificato il trattato internazionale e poi ha creato le norme di attuazione ed adattamento di alcune disposizioni ivi contenute, è l unico in grado di modificare od abrogare quella legge.

  11. @Marco
    “perche’ un privato cittadino dovrebbe finanziare la ricerca generica e non quella specificamente medica ?”

    Perchè la ricerca di base in Italia è la più bistrattata. Perchè non esiste un Telethon per la fisica per esempio, e ce ne sarebbe bisogno. Inoltre, scienza non vuol dire medicina. Ci sono moltissimi campi della scienza che tornano utili a tutti, e comunque i macchinari medici non li progettano i biologi. Se si vogliono far progressi per esempio nella diagnostica occore finanziare la ricerca di base, Orfanella d’Italia.

  12. Ma si dai,finanziamo e aiutiamo le povere multinazionali farmaceutiche.
    Hanno cosi bisogno di abbattere un po di spese di ricerca,poverette.
    Saranno soddisfazzioni poi andare in farmacia e pagare profumatamente un farmaco 2 volte.
    Le spese pubbliche,gli utili privati.Giusto?

  13. Sergius, la ricerca che verrebbe finanziata sarebbe quella pubblica, ovvero libera e disponibile a tutti. Le multinazionali sarebbero (e sono) felicissime di non avere alcuna concorrenza così che i risultati della _loro_ ricerca possono essere messi sotto chiave e fatti pagare profumatamente. Ottimo, grandioso! Bah!

  14. @NOSS
    Di fatto stiamo gia regalando soldi.
    Il portafoglio da dove sono stati presi centinaia di milioni di euro per l’emergenza aviaria (finiti poi,con un massimo di 2 rimbalzi,nelle tasche dei soliti) è quello pubblico,cioe’ il nostro.

    Non mi pare che abbiamo fabbriche statali di medicinali.E allora in fondo quello che si fa è,ne piu ne meno, finanziare un interesse privato.

  15. @sergius
    Quando ti ammali cosa fai, ti fai un salasso con una sanguisuga, o arricchisci le multinazionali prendendo degli antiobiotici o farmaci antivirali? Francamente me ne fotto se si arricchiscono le multinazionali, se nel contempo si riesce a curare della gente. Capisco che di questi tempi il qualunquismo beppegrillesco vada per la maggiore, ma non esageriamo. In fondo, per chi è così disgustato dalla nostra società, ci sono sempre le comunità di mormoni e hamish. Un conto è lavorare per migliorare il nostro mondo, un conto è vivere fuori dalla realtà

  16. @Roberto
    Forse mi sono espresso male.
    Il punto è che quando si hanno risorse limitate e spesso insufficienti ,mi pare per lo meno strambo dilapidarle.
    Il tuo fine è potenziare la ricerca? Benissimo e allora potenzia quella e non il bilancio di questa o quella industria privata.Sono d’accordo
    Ma per favore non buttiamo soldi dalla finestra.

  17. @SIMO
    Condivido al 100% e ribadisco che non si possono buttare via risorse per foraggiare un sistema simile.

  18. OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE “8×1000 ALLA RICERCA”.

    Scusate se entro nelle vostre disquisizioni, sono il promotore della proposta in oggetto. Mi intrometto per fare un po’ di chiarezza. Ognuno è libero di non condividere una proposta, ma sarebbe giusto che formasse la sua opinione sulla base di elemeni certi di valutazione.

    1) Per prima cosa sarebbe meglio visitare il sito http://www.clubfattinostri.it/8×1000 per informarsi su tutto.

    2) La proposta non si pone come alternativa alla Chiesa. Anzi, salvaguarda la libertà di scelta di chi intende continuare a devolvere l’8×1000 alle religioni o allo Stato.

    3) La proposta intende istituire un Fondo Integrativo PER AIUTARE TUTTE LE BRANCHE DELLA RICERCA e non solo quella medica.

    4) L’8×1000 è danaro pubblico e sarà destinato alla Ricerca pubblica. Tra i beneficiari non sono contemplate strutture private come fondazioni, associazioni o industrie di ricerca.

    5) A chi ha fatto menzione del 5×1000 lo invito a leggere la home page del sito.

    6) Per quanto attiene la modifica della legge, che qualcuno ritiene non proponibile perchè anticostituzionale, la proposta non mira a togliere un centesimo alla Chiesa, purchè sia stato devoluto dal contribuente. Se la Chiesa perderà dei soldi saranno quote dell’8×1000 che continua a percepire “indebitamente per legge”. Ovvero le quote che 22milioni di contribuenti non devolvono a nessuno e vengono ripartite in prorzione delle scelte epresse (art.47).

    7) INSPIEGABILMENTE, quasi tutte le associazioni di ricerca che chiedono contributi alla gente anche con note manifestazioni nazionali, seppure informate della petizione in atto, non hanno risposto al promotore, non hanno aderito nè hanno contribuito a diffondere l’iniziativa.

    Mi auguro di avervi fatto cosa gradita. Se occorre contattatemi per ulteriori chiarimenti.
    Un saluto a tutti da Enzo Mellano

  19. Ma la chiesa di soldi non ne ha già abbastanza????
    Usiamoli davvero per qualcosa di utile, ben venga la ricerca!!!!!

  20. Sono un ricercatore, pubblico non privato.
    Chi non è nel campo, non sa a che punto di degrado e arretratezza stiamo arrivando nella ricerca in Italia. I fondi stanno diminuendo costantemente anno dopo anno. Nello stesso tempo, chi ci governa dichiara di aumentare i fondi per la ricerca, e mente sapendo di mentire. Molti colleghi stanno chiudendo i laboratori, per palese impossibilità di sostenerne le spese.
    Quando lo stato, o il parastato, chiede con operazioni mediatiche di sostenere la ricerca (nota bene: solo medica), sta soltando scaricando quel che sarebbe suo dovere sul pubblico; il quale abbocca per alleviarsi la coscienza.
    E l’inclusione delle spese per la ricerca nell’8permille non è lontana da questa idea.
    Il problema è che la ricerca DEVE essere supportata e mantenuta dallo Stato, non dalla carità della gente.

    Altro problema è l’8permille, con l’iniqua attribuzione dei fondi contando anche chi non ha scelto, ma questa è un’altra faccenda.

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