Never be rude to an Arab…

luotto90.jpg"Mai essere scortesi con un arabo", cantavano saggiamente i Monty Python più di trent’anni fa (e, aggiungevano, "nemmeno con un israeliano, un saudita o un ebreo, o un irlandese, non importa in che modo"). La canzone finiva bruscamente con un’esplosione nella seconda strofa, dove si consigliava di non sfottere neanche "negri, italiani e crucchi". Alla profetica riflessione pythoniana sui limiti della satira, mi permetto di aggiungere un mio personalissimo link tra il farsesco e agghiacciante reality show planetario e un insignificante, trascurabile episodio di cronaca televisiva, risalente al lontano 1985


Più ci penso, più mi convinco che è cominciato tutto con Andy Luotto. Correva l’anno 1985, le torri gemelle svettavano ancora orgogliosamente nello skyline di Manhattan, gli Usa non avevano invaso l’Iraq e vendevano armi sottobanco all’Iran per finanziare i contras nicaraguensi, Osama bin Laden era ancora uno stimato palazzinaro saudita con buone entrature familiari nel clan Bush e Al Zarqawi era una matricola di medicina. La centrale dell‘impero del male era ancora additata nel Cremlino, su cui sarebbe sventolata, ancora per qualche anno, la bandiera rossa. Gli italiani ancora facevano i lavori che oggi, potendo, non farebbero più nemmeno gli immigrati stranieri, la Lega sembrava un malriuscito spin-off dei "Gufi" di Gianni Magni, Berlusconi era solo l’arrembante tycoon milanese che regalava agli italiani "Sentieri", le tettone di "Drive In" e i trionfi del Milan, venerato nei pensierini sgrammaticati di "Io speriamo che me la cavo" e artisticamente sfottuto nel "Ginger e Fred" di Fellini. Già, era ancora vivo Fellini: basta questo a dirti che era proprio tutto un altro mondo.
Eppure, i primi sintomi dell"orribile degenerazione culturale che oggi ci fa tirare in ballo la guerra santa per un paio di vignette danesi (scarsine, peraltro) su Maometto, sono apparsi proprio allora, quando Roberto D"Agostino non era ancora Dagospia e teorizzava l"edonismo reaganiano nel salotto di Quelli della notte. Dove, per qualche tempo, apparve anche Andy Luotto, nei panni di un improbabile sceicco bianco che si esprimeva in un grammelot arabeggiante, punteggiato dal tormentone "popl’ arab’".
Macchietta non particolarmente sofisticata, un classico della farsa dai tempi dei finti turchi del ¨Borghese gentiluomo" di Molière, ma la mimica e la simpatia di Luotto conquistarono al personaggio una certa popolarità. Da un giorno all"altro, lo sceicco sparì dal programma. Se non ricordo male, fu lo stesso Luotto ad autocensurarsi, impensierito da "minacce" non meglio precisate: si capiva, comunque, che il suo "sceicco" aveva fatto arrabbiare qualcuno
. All’episodio non si diede una grande importanza. Nessuno si mobilitò in difesa di Andy. Il Foglio di Ferrara non esisteva (l’Elefantino era ancora alla corte di Craxi), il Giornale "di Montanelli" non perdeva tempo con beghe di guitti televisivi e, in genere, i preti stavano un po’ più zitti.
Oggi, probabilmente, Ferrara scenderebbe in piazza per il comico arboriano, vittima del fanatismo islamico e del panciafichismo laicista, e promuoverebbe una colletta in suo favore spiritosamente intitolata "Luotto per mille". Il Giornale di Belpietro gli chiederebbe una rubrica settimanale in pseudo-arabo. Le gerarchie ecclesiastiche metterebbero in guardia dagli eccessi della satira (di cui, in vent’anni, pare siano diventati profondi esperti) Su "popl’ arab’" si misurerebbe l’adesione ai valori dell"Occidente. Forse, masse di islamici furenti in Pakistan e Indonesia circonderebbero le nostre ambasciate bruciando le immagini di Luotto, di Arbore e, già che ci sono, anche di Marisa Laurito.
A questo punto, dovrei decidere dove andare a parare. Abbiamo sbagliato vent"anni fa, nel non difendere la libertà di sfottere anche i musulmani, o sbagliamo adesso, nel fare di quattro vignette non finissime una bandiera di civiltà? Abbiamo sbagliato tutt’e due le volte, temo. Ma almeno quel primo sbaglio era in buona fede.

(Articolo pubblicato da Il Giornale di Sardegna il 6 febbraio 2006)
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24 Comments

  1. Mi pare di ricordare un altro episodio, accaduto alcuni anni dopo al Trio Lopez-Solenghi-Marchesini, riguardante una reprimenda (con conseguente autocensura) ricevuta per qualche battuta satirica indirizzata all’ayatollah Khomeini nel corso di Domenica In… ricordo male?

  2. Lia sono d’accordo con te sull’inopportunità di pubblicare certe vignette. Oggi un bell’articolo di Merlo parlava della libertà di stampa che è tale anche se si sceglie di non pubblicare.
    Libertà di pensare, di regionare ma soprattutto, direi, di valutare.
    Non vedo però cosa c’entrino le avventure di Luotto di oltre venti anni fa con quello che sta succedendo ai giorni nostri.
    Non è possibile paragonare, come tu stessa dici, il contesto politico di allora con quello attuale in cui l’esasperazione, in qualsiasi campo, ha il sopravvento sulla capacità di ragionare.
    Sentieri a parte, ovviamente.

  3. Vis, mi sa che Lia ha fatto una battuta. L’esagerazione paradossale per sottolineare il paradosso che stiamo vivendo in questi giorni ;-)

  4. Vent’anni son passati e non é cambiato proprio nulla.
    Noi continuiamo a chiedere scusa.

  5. Quel personaggio di Luotto era fantastico.
    Me lo ricordo con la banda di Arbore che cantava in finto arabo “Salam ‘elecco”!
    Ancora rido.
    E ricordo anche le polemiche sulla parodia su Khomeini del trio.
    Allora i paesi musulmani erano (per noi europei) semplicemente o alleati degli americani o dei sovietici.
    Secondo me quello che accadeva allora c’entra…l’avanzata del fondamentalismo islamico che rifiutava sia l’Est che l’Ovest non è iniziata proprio con la rivoluzione iraniana?

  6. però, detto per cura filologica, nell’85 il Milan non aveva ancora vinto niente con berlusconi presidente
    la prima vittoria del nano fu lo scudetto dell’88

  7. comunque, per rispondere alle osservazioni di vis,
    i musulmani permalosetti, fino a invadere il tuo diritto a dire fare baciare lettera testamento, lo sono sempre stati

    mi domando (domanda sincera, nel senso che ignoro la risposta): non è che l’ironia e l’autoironia è un patrimonio esclusivamente occidentale o giù di lì?

    sarà un caso ma i (non molti) musulmani che ho conosciuto nella mia vita, anche quelli incontrati venticinqueanni fa (tempi non sospetti) erano sempre torvi e seriosi

    magari ho preso male io, come si dice

  8. Ma almeno Caravan Petrol di Renato Carosone possiamo continuare a cantarla?
    Il ritornello era ben peggio dell´Andy Luotto arboriano :-)

  9. il clima era meno avvelenato ma come si può vedere alcuni erano già piuttosto scuscettibili e con poco sense of humor…

    ricordo cmq che i Monthy Phyton con brian di nazareth fecero una satira divertentissima ma feroce delle religioni (certo principalmente la cristiana ed ebraica ma c’era anche un pezzo sui palestinesi non male) ed era il ’79…

  10. Beh, se pensate che i Cure hanno inciso Killing an Arab senza che sia stata proclamata una fatwah o che Robert Smith abbia ricevuto minacce ci si consola, ecco…

  11. Non credo che la rabbia che sta esplodendo in questi giorni sia generata da qualche (brutta) vignetta, ma penso che abbia le sue basi nella contrapposisione tra popoli benestanti e poveri; se quegli islamici che oggi tirano pietre alle ambasciate potessero permettersi lo stile di vita che vedono nelle finction americane non starebbero in strada a dimostrare.

  12. E se pensi che “Killing an Arab” si basa sul racconto di Camus “Lo Straniero”, fin dove andiamo indre’?

  13. Eddagli. L’89 non è servito a niente.
    Osama Bin Laden non aveva certo le pezze al culo, anzi. Molti dei kamikaze erano benestanti. Parlare di contrapposizione ricchi-poveri è una bufala, anche perchè il fondamentalismo è finanziato a suon di petroldollari da certi sceicchi che se trovano mille euro per terra manco si chinano.
    D’altra parte, anche qui in occidente, a spaccare le vetrine e bruciare bandiere ci sono i figli di papà. Chi non ha i soldi di solito non ha tempo da perdere in queste cavolate: deve lavorare per sbarcare il lunario. Lo diceva Pasolini già trent’anni fa, da allora è cambiato poco.

  14. Vabbè ai disordini partecipano ANCHE i poveri.
    Sono la manovalanza, come è sempre successo, di chi ha soldi, istruzione e potere, che invece di pensare ad usarli per il benessere dei propri popoli, (e con tutto il petrolio che hanno ci vorrebbe un niente), li usano per finanziare terrorismo e guerra.
    Costringono la propria gente a subire IL DRAMMA dell’emigrazione che, dispiace dirlo, diventa una leva geopolitica nei confronti dei nostri paesi.
    Così la vedo io.

  15. El Angel, a suo tempo Robert smith ebbe non pochi problemi con killing an arab, tanto per rasserenarti un po’ :)

  16. Dato che Killing an arab era tratto dal racconto di Camus “lo straniero” non conteneva assolutamente niente di offensivo nei confronti degli arabi, almeno per quel che ricordo io.

  17. ecco il testo:

    Uccidendo un Arabo (the cure – killing an arab)

    In piedi sulla spiaggia con una pistola nella mia mano
    Fissando il mare fissando la sabbia
    Squadro con la canna
    L’arabo a terra
    Vedo la sua bocca aperta ma non sento nessun suono
    Sono vivo sono morto
    Sono lo straniero che uccide un arabo
    Posso girarmi e andare via
    O posso sparare al sole
    Fissando il cielo fissando il sole
    Qualsiasi cosa io scelga ha lo stesso valore
    Assolutamente nulla
    Sono vivo sono morto
    Sono lo straniero che uccide un arabo
    Sento il sobbalzo del calcio d’acciaio liscio sulla mia mano
    Fissando il mare fissando la sabbia
    Fissando me stesso riflesso negli occhi
    Dell’uomo morto sulla spiaggia
    Dell’uomo morto sulla spiaggia
    Sono vivo sono morto
    Sono lo straniero che uccide un arabo .

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