Predica della domenica (1): I poveri. E i miseri.

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Ufficio parrocchiale, sabato mattina.
Entra una di quelle signore che – qui a Torino – chiamiamo gran madama. E’ seguita dal marito, magrolino, testa bassa, che porta due borse di nylon.
“Salve Reverendo” esordisce orgogliosa “ ho portato dei vestiti per i poveri, li prendete vero?” Sorrido e ringrazio.
Chiamo con l’interfono il nostro addetto che arriva e si occupa di prendere le borse di nylon dalle mani del marito silenzioso per smistare la roba e controllarla.
La signora attacca bottone: “Sa, nella nostra famiglia sempre ci occupiamo dei poveri, diciamo che è giusto fare del bene, qualcuno ci deve pur pensare a questi poveretti… non passa anno che noi non si faccia donazioni, sa ci teniamo…”


L’addetto della Caritas rientra con discrezione in ufficio mentre il disco della signora prosegue. Mi chiede se posso uscire fuori. Lo seguo e mi indica le due borse. Mi invita ad esaminarle. Torno in ufficio un pò imbarazzato con i sacchetti in mano. “Mi spiace signora, questa roba non possiamo prenderla”. “Come mai?” mi chiede lei sorpresa. “Be… vede… è tutta rotta, alcuni capi sono davvero rovinati e inoltre sono… sporchi…” Lei straluna gli occhi. “Ma… tanto… sono per i poveri… cosa c’entra?” Mi chiede con la faccia più incredula del mondo.

(Avete presente quando in SCRUBS i personaggi si estraniano dalla realtà e vedono accadere cose fuori dal mondo? Bè: a me è apparsa la scena di un diavoletto che saliva stanchissimo dall’inferno, dava un cinque alla signora e diceva: “giornata difficile laggiù, ora tocca a te, ti do il cambio alle 18,00, buon lavoro…”)

Ritorno alla realtà e rispondo: “Signora, i poveri hanno forse nulla, ma la dignità di sicuro la possiedono ancora”.
“Ma vanno sempre vestiti sporchi in giro, io li vedo sa? Lei no?” è la sua replica sempre più stupita.
“Mi spiace” dico con tono poco amichevole e riconsegnando le buste al marito che mi guarda con occhi terrorizzati.
I due girano i tacchi e se ne vanno, ma lei sulla porta riesce ancora a dire: “non capisco cosa vuole questo… tanto i poveri sono sporchi…”

(Cambio di inquadratura. Rivedo il diavoletto di prima che mi ripassa davanti e mi dice: “io al confronto… sono un dilettante…” e va via sconsolato.)

Morale della predica: per i poveri tutti possiamo fare qualcosa di utile. Per i miseri nel cuore viene il sospetto invece che ci sia qualche difficoltà in più.

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42 Comments

  1. il paradosso è che tali sogetti, sono CONVINTI che quello che fanno, è cosa buona e giusta.

    saluti

  2. Una volta, davanti ad una chiesa di Parma, una grossa scritta (ogni domenica il prete ne espone una…) recitava:
    Se dai da mangiare ai poveri, sei un buon cristiano.
    Se ti chiedi *perchè* sono poveri, sei un comunista.

  3. come le generose donazioni di medicinali scaduti… così si scaricano dalle tasse e non c’è neanche bisogno di smaltirli

  4. L’essere umano non cambia proprio mai. Siamo sempre delle gran merde, in fondo. O meglio, la maggior parte di noi nemmeno si vergogna di se stessa, nemmeno sa quel che dice. Veramente…

  5. Per fortuna che c’è la ricca-signora-sporca-dentro. Sennò come faremmo a sentirci tutti più buoni?

  6. Non che sia la prima volta che sento parlare di simili atteggiamenti [purtroppo, è abbastanza comune], ma perchè tutte le volte che mi succede, mi resta sempre un retrogusto [di me*da] in bocca?

    Bah.

  7. ce ne sono anche da esportazione. ho fatto un viaggio in sudamerica con un famiglia con figlia adolescente, tutti “politically correct”. si erano portati vestiti usati (rotti e sporchi pure quelli) fin laggiù. ma il massimo è stato quando la figlia, per fare un bel gesto davanti al gruppo, si è tolta la maglietta sudata e sporca che aveva su da 2 giorni e l’ha data a una bambina. ecco, lo sguardo incredulo, dignitoso e disgustato di quella bambina io non lo dimenticherò mai.

  8. In fondo, non c’è molta differenza con quelli che comprano “equo e solidale” o che boicottano la Nestle. Ci piace stare a posto con la nostra coscienza ed esibirlo: verso l’esterno, o verso noi stessi.

  9. Murmur,

    vedo che ha una sensibilità particolare. Davvero.
    Questo spiega come — nella sua ottusa visione — non riesce a distinguere l’atto dall’animus; mi spiego meglio.
    Non si può dire (perché è illogico) che “chi boicotta Nestlé” vale tanto (o poco) quanto la viscida signora dell’articolo di don Diego. Infatti, prima di porre questa equiparazione, è necessario specificare con quale animus colui il quale “boicotta Nestlé” compie quest’azione. Difatti, colui il quale “finge” di boicottare Nestlé (facendolo cioè solo al fine di apparire) sarà certamente uguale alla signora; ma lo stesso non si potrà dire di chi compie la stessa azione intimamente convinto che ciò che quell’azienda fa è contro i principi morali che dovrebbero informarci tutti, e per questo compie un atto che ha un profondo significato (non dirò giusto o sbagliato; dirò anzichenò “ragionato”, che non è poca cosa).
    Insomma: a mio avviso, invece di buttar giù quella righina striminzita di commento avrebbe dovuto spiegarsi meglio; sempre che quello che le ho fatto notare abbia per lei ragion d’essere (o importanza).

    Un caro saluto.

  10. [quote]C’è chi è sporco fuori, e chi dentro. La signora — ci scommetto — era esteriormente lindissima.[/quote]

    Minciotti mi hai fatto tornare in mente quella battuta che diceva :

    aveva la coscienza pulita….[b]Mai Usata ![/b]

    :D

    saluti

  11. Ah, il mio caro nuovo amico Abboriggeno: ci si sente sempre via commenti, ora qua, ora là. Strana coppia, ma “mi piaciamo” (sì, è orribile, ma grammaticalmente corretto).

    Già, Kroat: la battuta che ci vuole per l’occasione.

  12. Egregio sig. Minotti,

    pur non avendo le Sue capacità dialettiche, cercherò di spiegare meglio la mia “ottusa visione” (mi aspettavo di toccare nervi scoperti).

    Lei dice che è necessario considerare l’animus di chi compie la buona azione. Ebbene, come fa Lei ad esser certo che la “viscida” signora (A proposito, non dimentichiamo che la drammatizzazione… ops volevo dire il post, è “di parte”, nel senso che è il racconto di una sola delle 2 parti) non sia intimamente convinta che donare ai poveri sia un “principio morale che dovrebbe informare tutti”? Forse il fatto che se ne vanti con il prete? Oppure il fatto che pensi che “tanto i poveri sono sporchi”?

    Magari, al contrario di quello che crede Lei, la signora proverebbe sincera gioia nel vedere per strada un povero (mi scuso nel caso la parola sia poco politicamente corretta) difendersi dai rigori dell’inverno con uno dei suoi vestiti.

    Forse Lei, signor Minotti, boicotta la Nestle perchè crede che non sia giusto il modo di agire di quell’azienda;

    forse la signora dona ai poveri semplicemente perchè crede che non sia giusto che loro soffrano il freddo.

  13. Egregio sig. Minotti,

    pur non avendo le Sue capacità dialettiche, cercherò di spiegare meglio la mia “ottusa visione” (mi aspettavo di toccare nervi scoperti).

    Lei dice che è necessario considerare l’animus di chi compie la buona azione. Ebbene, come fa Lei ad esser certo che la “viscida” signora (A proposito, non dimentichiamo che la drammatizzazione… ops volevo dire il post, è “di parte”, nel senso che è il racconto di una sola delle 2 parti) non sia intimamente convinta che donare ai poveri sia un “principio morale che dovrebbe informare tutti”? Forse il fatto che se ne vanti con il prete? Oppure il fatto che pensi che “tanto i poveri sono sporchi”?

    Magari, al contrario di quello che crede Lei, la signora proverebbe sincera gioia nel vedere per strada un povero (mi scuso nel caso la parola sia poco politicamente corretta) difendersi dai rigori dell’inverno con uno dei suoi vestiti.

    Forse Lei, signor Minotti, boicotta la Nestle perchè crede che non sia giusto il modo di agire di quell’azienda;

    forse la signora dona ai poveri semplicemente perchè crede che non sia giusto che loro soffrano il freddo.

  14. Murmur, forse il problema non è perchè la signora dona ai poveri, ma che con il suo modo di fare dimostra inequivocabilmente di considerare i poveri degli esseri inferiori, neanche degni di un vestito, per quanto umile, perlomeno pulito.
    E’ il fatto di considerare un essere umano inferiore la cosa che la signora potrà pure pensare. ma che la scredita di fronte a cio che è l’essenza del Cristianesimo, l’uguaglianza di tutti gli uomini davanti Dio, e ci si ricordi sempre della frase ” è più difficile per un ricco entrare nel Regno dei Cieli che per un cammello passare dalla cruna di un ago” che sembra fatta apposta per la signora in questione.
    In fondo anche Hitler credeva sinceramente nell’inferiorità degli eberi, e la cosa non lo rende certo piu simpatico.

  15. e se ammettessimo che del prossimo ce ne frega poco e niente , anzichè tenere in vita una misera rognosa insufficiente astiosa carità?

    e se i poveri la capissero di smetterla di riprodursi, che non fanno altro che allungare la fila dei poveri per un’ulteriore generazione?

    mica pensieri belli

    ma, dopo millenni di Storia, anzichè raccontarcela con la carità verso i poveri o con i diritti di chi è povero,che non se li è mai filati nessuno, prendessimo atto che siamo fatti come siamo fatti?

    mi addolora scrivere queste cose, ma l’eterno ping pong ricco/povero è senza sbocchi

    se i poveri ci danno un taglio a riprodursi (di essere poveri lo sanno anche loro), forse eviterebbero dolori alla discendenza e inconcludenti dibattiti al prossimo

  16. Murmur,

    MinCiotti, non Minotti. Quisquilie, ma è sempre bene precisare :)

    Tornando all’argomento principe: concordo con lei che l’articolo di don Diego sia drammatizzato (come credere alla presenza del diavolo turnista?); e che, forse, sia un briciolo di parte. Ma se assumiamo vere le parole della “viscida signora” (passata ormai alla storia con questo appellativo), non possiamo che dedurne certamente la sua distorta idea di povertà, ch’è intima convergenza di miseria materiale e spirituale; e spesso ciò non è vero. Con frasi quali (assumendo siano vere) “Ma vanno sempre vestiti sporchi in giro, io li vedo sa?” e “non capisco cosa vuole questo… tanto i poveri sono sporchi…” pare proprio che ella voglia sostenere la teoria per cui il gusto non esiste al di sotto del reddito minimo imponibile. Sarò un folle, forse, ma lei crede questo? Io no.
    Non si scusi per il “povero”: non ci vedo niente di disonorevole in un’attestazione del reale, come non ci vedo niente di ragguardevole nella parola “ricco”.

    Io mi astengo dal comprare prodotti Nestlé perché ritengo che la loro politica economica sia ampiamente biasimevole e — dato che, essendo consumatori, la nostra unica arma è quella di astenerci dal consumo — cerco così di cambiare le cose. Le sembrerò donchisciottesco, ma forse non sa che nel 2004 in Inghilterra un movimento di consumatori iniziò una propaganda anti-Nestlé mettendo in luce tutti quegli aspetti misconosciuti della sua politica economica, e determinò così un calo del fatturato del 3%. Non è poco. Segno che possiamo ancora fare qualcosa, se le cose non ci stanno bene. Faccia un salto sul mio sito, se vuole (o cerchi in rete): troverà qualche scheda sull’operato di questa azienda.

    Spero di aver chiarito i suoi dubbi.

    Un caro saluto.

  17. Non era più semplice semplicemente dire alla signora di dare a quei panni un colpo di lavatrice, magari accampando qualche scusa a lei plausibile tipo “magari i poveri sono sporchi ma gli operatori della Caritas che li devono maneggiare preferiscono avere a che fare con panni puliti” ?
    Ok, la signora non avrebbe cambiato la sua concezione di “povero”, che per lei resta sporco, ma almeno qualche vestito si sarebbe potuto recuperare.
    Un po’ di pragmatismo in certi frangenti non guasta. In questo modo invece la signora non cambia comunque la sua visione, i panni finiranno in un cesto della spazzatura, e quei poveri che avrebbero potuto coprirsi resteranno senza.
    Con l’intransigenza non si raggiungono gli obiettivi.

  18. Caro Joe,
    quei vestiti erano rotti e sgualciti come ho scritto nel post, oltre che spochi. Fosse stata solo l’ultima questione ti assicuro che la si risolveva… una macchia si toglie, una manica non sempre si rimette.
    Buona giornata

  19. Egregio sig. Minciotti,

    concordo con il suo ultimo post. Ammetto che il mio paragone tra la signora e il boicotta-nestle/equo-solidale non considerava le di lei distorte convinzioni sulla povertà. Escludendo questa assolutamente non da poco differenza, il paragone non mi sembra così sbagliato.

    “Supponiamo che il grande impero della Cina, con tutte le miriadi dei suoi abitanti, fosse improvvisamente inghiottito da un terremoto e consideriamo come in Europa una persona di umani sentimenti […] sarebbe impressionata nel ricevere notizia di tale terribile calamità. Prima di tutto, immagino, esprimerebbe con forza il suo dolore per la disgrazia occorsa a quel popolo infelice, e farebbe molte riflessioni malinconiche sulla precarietà della vita e sulla vanità di tutte le opere delgli uomini, […] E alla fine di tutta questa bella filosofia, espressi per bene tutti questi umani sentimenti, quella persona […] si concederebbe svago o riposo con lo stesso agio, con la stessa tranquillità di cui godrebbe se nessun incidente del genere fosse mai accaduto. L’incidente più futile che le capitasse direttamente le recherebbe maggiore disturbo. Se sapesse di dover perdere il mignolo domani, questa notte non riuscirebbe a prendere sonno ma, non avendoli visti mai, russerà con la più profonda sicurezza sulla rovina di cento milioni di uomini. […] Quindi, per salvare il proprio dito mignolo, una persona di sentimenti umani sarebbe disposta a sacrificare le vite di cento milioni di fratelli sconosciuti?”

    (Adam Smith, teoria dei sentimenti morali)

    E Lei, signor Minciotti, sarebbe disposto a sacrificare domani il suo dito mignolo perchè cessino tutti i misfatti della Nestle?

    L’impegno morale e “fisico” della signora e il Suo, non sono molto diversi.

    E’ molto facile e molto meritorio donare ai poveri, e ci fa stare meglio. E’ molto facile e molto meritorio boicottare la Nestle, e ci fa stare meglio.

  20. Caro Don Diego, ritengo che il problema sia un pò più pesante;
    la signora NON CI ARRIVA PROPRIO!
    Proprio così.
    La tizia, a distanza di giorni, sarà ancora lì a parlare male di lei e della Caritas, magari fa il salottino del pomeriggio con le amiche e racconta questa storia e le amiche le danno ragione!
    Il problema è di sostanza e non si risolve facilmente.

  21. Dunque, non lo si dave fare perché è molto facile e/o perché è molto meritorio?
    Mah, io credo che se una cosa può fare un pochino piccolino piccolino di bene è meglio farla, se poi ti senti meglio pure tu… meglio ancora.Inoltre se quello che si fa reca solo giovamento a se stessi e non causa danno ad altri…qual’è il problema?
    Mah, mi sembra che le vostre energie possano essere spese per sparare a bersagli più significativi.

  22. Forse bastava dire alla vecchina: mi porti solo biancheria integra e ben lavata, l’altra non ci interessa; il racconto sarebbe stato meno interessante ma anche la vecchina sarebbe stata trattata da persona e non da scema.

  23. Anch’io regalo i vestiti ai poveri, ma lo faccio direttamente e non tramite questi pretacci che poi si sa li vanno a rivendere anzichè darli ai poveri!

    C’è anche un’altra differenza tra me e la vecchiaccia: io non solo regalo vestiti nuovi, ma anche lavati e stirati…mannaggia a me e a quando mangio come un bue, che poi ingrasso ed i vestiti non mi vanno più e sono costretto a regalarli a dei poveracci zozzi che si mettono i miei bei vestiti nuovi, pulti, stirati e magari anche di marca (non della Nestlè, ma di una società collegata)!

    L’importante è essere generosi d’animo!

  24. Murmur, sei una merda. E come tutte le vere merde, quelle autentiche (tipo la signora di cui sopra) pensi che tutti siano delle merde come te.
    Non mi taglierei un mignolo per la Nestle’, ne’ vedo perche’ dovrei farlo. Sono loro che vanno fermati, non io che debbo autopunirmi per le loro cazzate. Io adoravo i baci Perugina e quando quegli stronzi hanno comprato la Perugina ho dovuto smettere di comprarli. Facile, dirai tu. Eppure ho dovuto privarmene perche’ sono degli stronzi loro. Ho rinunciato e rinuncio a questo ed altro, perche’ ci sono degli stronzi come te che se ne fottono.
    Adam Smith aveva torto, e lo Tsunami l’ha dimostrato. Qual e’ il valore collettivo delle donazioni fatte dagli Italiani per lo Tsunami? Indivudalmente era nulla, alcuni un euro, altri piu’, ma la collettivita’ Italia ha fatto piu’ che tagliarsi un mignolo, le persone che la compongono si sono interessate, sono rimaste colpite, non hanno dormito con lo stesso agio di prima, per un motivo semplice, perche’ se senti la campana suonare, quella campana suona sempre anche per te. Perche’ siamo accomunati dal semplice fatto di appartenere al genere umano. Le ricerche piu’ recenti nel campo della psicologia evolutiva hanno dimostrato come il neonato, gia’ dopo 41 minuti dalla nascita, riconosca il volto di un essere umano e dimostri di esserne affascinato perche’ conscio di appartenere allo stesso genere. La gente fa la carita’ perche’ e’ un’esigenza emotiva che condividiamo tutti. Non tutti hanno la capacita’ di tradurre questa esigenza in atti concretamente effettivi (invece di mandarla a casa, Don Diego avrebbe dovuto parlare con la tizia del racconto, spiegarle, invitarla a seguire corsi in cui venga spiegato cos’e’ e come si fa – oppure i preti organizzano solo corsi di catechesi?). Io gestisco un budget annuale di svariati (intorno ai 100) milioni di euro di “carita’”, non sono soldi miei, ma ti assicuro che valgono molto piu’ di un mignolo tagliato.

  25. Don Diego, se non valeva la pena allora hai fatto bene :-)
    Proposta: perché non fai un bel post dove spieghi che generi di vestiti servono, come devono essere messi (un buco in un maglione si rattoppa oppure non vale la pena?), in che stato devono essere consegnati (lavati, ok, imbustati uno a uno?) eccetera? E le scarpe? Nei cassonetti gialli di milano le vogliono nella scatola, se non erro… Penso sarebbe utile per quelli come noi fashion victims ;-) che hanno un sacco di roba che non si mettono più ma che è ancora in buono stato.
    Forse c’è già spiegato da qualche parte, ma siamo anche pigri…

  26. Cannonball, quello che scrivi è indubbiamente bello (magari un po’ edificante), ma tempo che non sia vero

    la carità dipende in gran parte dal senso di colpa
    e lo tsunami non credo dimostri l’attenzione dell’uomo per l’altro uomo

    lotsunami fu un evento clamoroso, di cui si parlò molto e avvenuto in luoghi dove molti erano stati in vacanza

    altre miserie non se le fila nessuno
    e, scusa la battuta, che poi non è nemmeno mia, ma:

    “nessuno si è mai ucciso per non riuscire ad amare il prossimo come sè stesso”

    non ti dico che mi faccia paicere, capiscimi, ma non conta quello che piace a me o a te, conta la verità dell’animo umano
    la verità non si cura di canoni morali o estetici creati da noi, canoni rispettabilissimi ma derogabili non appena non ci convengono più da qualche punto di vista

  27. spezziamo una lancia ed un’arancia a favore della signora, magari il suo atteggiamento era dettato più dall’ignoranza che dalla cattiveria, magari civettando con le sue amiche qualcuna le avrà fatto notare che la carità si fa per gli altri e non per far bene a se stessi

  28. Murmur,

    non la capisco. Davvero, ci provo. Ma non ci riesco. Bella la sua citazione da A. Smith, ma la trovo davvero poco pertinente, se non per descrivere la “viscida signora”. Perché vede, il sofisma è lapalissiano: non sono io a dovermi tagliare il mignolo per fermare la Nestlé; è piuttosto questa (rectius: i suoi dirigenti) a dover procedere a resezione di ben altra protuberanza fisica. Mi spieghi lei — e con precisione, la prego — perché dovrei IO sacrificarmi per gli errori DEGLI ALTRI.

    Il problema, per quanto mi par di capire, è che lei crede che “donare è facile e sistema la coscienza”. Ebbene, a parte che in molti casi si dona convinti di fare del bene, e non per sistemarsi la coscienza (perché convinti della profonda ingiustizia che regna sovrana nel mondo); e poi, anche se così fosse, è meglio una donazione “lava-coscienza” o l’assenza di donazioni? Forse che vuol tornare alla vulgata del “tanto so tutti uguali, se màgnano su ‘nni cosa”? Prego, si accomodi: ma non conti su di me.

    “Pensa che gli altri sono giusti o lo saranno, e se non è così non è tuo l’errore.” J. L. Borges.

    Attendo risposte esaurienti: il mio mignolo trema nell’attesa.

  29. Le differenze sociali e umane agli occhi del cristiano autentico non scompaiono affatto, e non sono nemmeno irrilevanti, se non ai fini della salvezza.

    Non è richiesto al cristiano ricco e ben vestito di provare piacere ad abbracciare e baciare in bocca un lebbroso coperto di stracci, bensì di utilizzare le grazie che Dio gli ha concesso come farebbe un buon amministratore di cose non sue.

    Il resto, ossia le tonnellate di messaggi che precedono questo, è per lo più merda di cattolici di sinistra, ossia, in definitiva, di non-cristiani.

  30. Mio fratello per un periodo ha fatto il portiere. gli hanno dato un serminterrato umido in un palazzo di lusso dove in ogni casa di 400 mq c’erano una odue persone.Ogni tanto gli davano le scarpe vecchie o qualche pigiama strausato per la famiglia.Lui andava a Porta Portese e si vestiva sulle bancarelle ma quelle schifezze potevano mettersele in quel posto.Ecco cosa sono i ricchi e’ per questo che la gente non ha la casa ed il lavoro.Spremono il prossimo come limoni e poi quando non gli servi piu’ un calcio nel sedere.

  31. Il Kenya rifiuta “aiuti alimentari”: cibo per cani

    L'azienda neozelandese Mighty Mix ha offerto al Kenya 42 tonnellate di cibo per cani. Da destinare agli uomini, s'intende. Una iniziativa infelice, ancorché sincera, che sembra dimostrare come la vergogna non abbia Colonne d'Ercole …

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