Il denalo non puzza.

Come non ammirarlo?
La Confindustria guidata da Luca eccetera di Montezemolo ha sempre indicato un’arma precisa per battere la concorrenza cinese: la qualità. Ora scopriamo che il fondo Charme guidato dal figlio Matteo, partecipato da Diego Della Valle, si è alleato con la concorrenza cinese per produrre cachemire di non accelsa qualità, “ma con un rapporto qualità-prezzo molto interessante”. Bravi.


Il fondo Charme peraltro ha sede in Lussemburgo e neppure in Italia. Ha detto Matteo Montezemolo: “Abbiamo detto sì dopo aver controllato, anche sotto l’aspetto etico, gli standard produttivi”: con ciò lasciando intendere d’aver risolto una serie di problemi che angustiano la comunità internazionale. Abbiamo qui l’articolo del Wall Strett Journal (maggio 2001) sul cashmire cinese adulterato e mischiato con altre fibre, abbiamo il rapporto della Cashmere Manufacturers Institute (dicembre 2000) sulla contraffazione delle etichette, abbiamo l’intervento della Federal Trade Commission nonché le relazioni dei principali organismi umanitari sulle condizioni di schiavitù di certa produzione cinese, che per il cachemire è il 53 per cento di quella mondiale. Montezemolo e Della Valle hanno evidentemente risolto tutto: è una vittoria del Made in Italy che non vediamo l’ora di mostrare al mondo, anche grazie alle inchieste giornalistiche e alle ispezioni sui luoghi di produzione che avranno senz’altro modo di facilitare.

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