Per chi si fosse chiesto che fine avesse fatto…

Guia Soncini su Il Foglio del 7/1/2006il porcobastardo è tornato, sta presumibilmente bene, è sposato, è vivo, e lotta insieme a noi.

…Insomma ero lì che pagavo vestiti carissimi e immettibili fiera di averli acquistati in presaldo, quando una commessa è arrivata con una Balenciaga nera, e io ho alzato gli occhi al cielo come una ragazza veramente di mondo, una che sa che la prossima borsa è la Muse di Saint Laurent, una che si è messa in lista per una Birkin, una che di Balenciaga ne ha due e neppure le usa, ho alzato gli occhi al cielo e ho detto “Che palle, ancora la Balenciaga!”. La commessa un po’ imbarazzata ha detto “Ma il signore la regala a una signora che non ne ha neppure una”, io mi sono voltata e il signore era uno manco male che stava discretamente allungando una carta di credito, e la commessa oltre alla Balenciaga aveva in mano una scatolina, ma lì per lì non ci ho fatto caso perché stavo osservando con una certa soddisfazione un vestito di Lanvin per donne dai fianchi stretti che invecchierà intonso nel mio armadio però l’ho comprato in presaldo e sono davvero furbissima. Prima di avvolgere la Balenciaga nella velina, la commessa ha alzato la scatolina e ha fatto notare al tizio che la stava infilando nella borsa. Ho guardato il tizio: “Quello è un anello?”. “Sì”. “Lei sta regalando alla sua fidanzata una Balenciaga con dentro un anello?”. “E’ mia moglie”. Non solo esistono uomini che ti vanno a comprare la borsa modaiola e dentro ci fanno infilare un grande classico. Non solo esistono uomini che fanno di te una moglie. Esistono anche uomini che a questo punto hanno la delicatezza di non guardare con disprezzo la culona da presaldi che hanno di fronte e di non dirle “Adesso non ti fa più tanto schifo, la Balenciaga, brutta zitella”. Ho tentato di deglutire ma non avevo saliva. Ho abbassato gli occhi e ho detto solo: “Credevo che uomini come lei esistessero solo al cinema”. Poco dopo lui è uscito, lasciandomi lì con la certezza che a me non accadrà mai; una commessa ha iniziato a dire “Eh, ma non sa quanti ne capitano, l’altro giorno…”; quella che stava strisciando la mia carta di credito l’ha zittita con una gomitata, “Non dirglielo che poi si deprime”; e io ho capito che te l’avrei rinfacciato a ogni vetrina di ogni gioielleria e a ogni albero di ogni Natale, che io ti amerò pure di meno ogni festività che passa, ma mi pare che la cosa sia reciproca.
(Guia Soncini, Il Foglio“, 7/1/2006)
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44 Comments

  1. Ma che peccato! E’ rimasta senza parole… poteva chiedergli se faceva l’imprenditore, quanti cinesi sfruttava per fare soldi. Quanti contratti precari utilizzava in italia. Insomma dove ricavava la pecunia per regalare cose insensatamente costose a una moglie malata di moda, e chissà quanto spende con l’amante!

    Ecco il solito rompipalle comunista.

    Non riesco a fare nemmeno un inciso, ma mi sembra che questa demenza modaiola venga presa un po’ sul ridere e mai affrontata realmente. E’ una di quelle cose che rendono piacevole la vita di tutti i giorni, un po’ come prendere in giro lo scemo del villaggio, o il collega depresso in ufficio.

    Questa persona deve essere CURATA!

    P.S. Per caso berlusconi ha pagato un condono anche per i finanziamenti (a fondo perduto) con cui vive il foglio? Ma come criticare una come la soncini anche se lavora direttamente per il berlusca, e farrara, se ha questa produzione così impegnata.

    P.P.S Oh, ma certo, lo scritto è piacevole. Grazie B.

  2. toh…ed io che avrei detto che la Guia parlasse d’amore…sarà che oltre ad essere comunista son femmina, e allora quando hai nella tua vita una testa di ca@@o di uomo, ti rendi conto di quanto sia risibile il fatto che sia di destra o di sinistra, ricco o povero. Sempre una testa di ca@@o che ti rende infelice rimane. Bell’articolo! Adesso vado in cerca di una foto della balenciaga su google…;-)

  3. Un racconto di una splendida Bridget italica, ricca di colte citazioni, di isparazioni letterarie a cavallo tra cosmopolitan, vogue evanity, con una punta acida alla bukowsky …

  4. Avevo anche scritto “Non riesco a fare nemmeno un inciso” non con la qualità della soncini (che non avendo un “lavoro vero” può addestrarsi tutti i giorni). Comunque non invocavo il governo, ma la pisichiatria.

    Era ovviamente un commento sarcastico, riferiva altri argomenti di attualità come le Balenciaga. Volevo anticipare il prossimo post.

    Poi c’era un PDF allegato che è stato creato con i soldi, a fondo perduto, di forza italia. E’ sempre bene ricordarlo.

  5. YAWN!!! … Beh, tutto qui?:o(((((

    C’è un conformismo anche nell’ironia. Ogni giornale modaiolo (non solo femminile) ospita ormai dozzine di commenti simili, a volte assai migliori per stile e tono. Riderò il giorno in cui troverò – sparso fra menù erotici improponibili (“Soufflé di cioccolato, saké e bottarga”) e consigli tattici (lo cornifichi, ma dirglielo vivifica il rapporto. E come mai lui poi scappa, visto che alla fine vuoi solo quello che agogna la Soncini? Ma insomma, puoi anche farlo un figlio a 45 anni, eh, se sei una libera professionista dal reddito superiore ai 100mila euro annui, perché è molto trendy). Senza contare come togliere le prime rughe con l’estratto di pesce palla giapponese – qualcosa di DAVVERO interessante in suddette riviste (?), che occhieggio solo dal parrucchiere e ghigno, ghigno. Ma ddai…

    Insomma, nel ribaltare il cliché si è ricascati nel solito cliché, manco fosse un gioco di scatole cinesi.

    … E se il marito, questo mitico essere cartacreditoeabnormodotato avesse scelto un pataccone orrendo che manco Briatore o la Lollobrigida in Gran Pavese?

    E poi, scusate, non v’insospettisce un marito che per farti un regalone aspetta i saldi?
    A me puzza del peggiore difetto che un uomo possa avere: la tirchieria, mascherata da avveduta parsimoniosità.

    Guia, dammi retta: non sai come sei fortunata e che rischio hai corso, altroché!;o)))

    P.S.: meglio Gucci. Balenciaga è così insopportabilmente barocco…

  6. Il commento di Caine mi sembra fuori luogo rispetto al contesto del post, dell’ articolo.

    I pezzi di Guia Soncini sono sempre dilettevoli.
    Onestamente, essendo anche qualche annetto che mi capita di leggere i suoi articoli sul “foglio-internet” o su “io donna”, devo dire che comincia un pò a stufare, essere ripetitiva. La posa incrocio Bridget-Carrie (con molti annessi) l’ ha raschiata abbastanza.
    Dovrebbe rinnovare i temi. Spesso qualche chicca nell’ intero articolo si trova , ma nella globalità esso da un’ impressione di déjà vu .

    A prescindere da questo post, chè comunque è una segnalazione, vedo un GNeri incredibilmente attivo sul fronte Blogghistico negli ultimi tempi; chissà : l’ avranno rivitalizzato le feste o Condor ?
    Continua così.

  7. Consigliatemi una borsa femminile da regalare. Non ne trovo. Quelle nominate dalla Soncini mi fanno tutte cagare tranne la Birkin (solo ma in modelli particolari che costano almeno 9000 euro).

  8. Mah, io una borsa a una donna non la regalerei: troppo facile sbagliare (stessa cosa con i vestiti e le scarpe).
    L’unica eccezione è quando passando davanti a una vetrina ella sospira che le piacerebbe taaaaaaanto avere quella borsa.

    Il commento del comunista ha dato un divertente tocco di surreale a questo post.

  9. Anvedi, grande il riferimento alla tirchieria. Occhio da grande osservatrice che evidenzia ciò che è sotto gli occhi di tutti ma sfugge non visto, come accade in un gioco di prestigio, nella distrazione da mille citazioni e loop mentali. Regali da 10.000 euro, borsa di marca ed anello, ma rigorosamente al momento dei saldi. ehehehee!

    P.s.: La Guia del racconto non scopa più perché presa eccessivamente dalla masturbazione, troppe pippe (al cervello) ehehehehe!

    P.p.s.: Le donne da che mondo e mondo hanno sempre cercato uomini che le sanno trombare con decisione, che sono protettivi, e in genere, non difettano di un sapido condimento di abbondante ironia. 3 ingredienti per una vita stupefacente.

  10. Bon, se piace proprio solo la Birkin ci sono delle buone occasioni su Ebay, con prezzi che vanno da 400-500 euro ai 3500.

    ( i modelli in coccodrillo mi provocano orrore e raccapriccio , di qualunque modello )

    A me non dispiace la Balenciaga, ma la mia preferita in questo momento è la Paddington.

  11. Ventomare, hai descritto il mio uomo ideale. Ne ho avuto uno così, sai? Bonvi. Peccato il destino invidioso non abbia apprezzato… sìc.

    Filippo, vuoi un regalo indimenticabile?
    Immagina una di quelle sdrucite bag militari multitasche che usavamo noi pischielli alle medie, tirandole sino al liceo. Sì, proprio quelle… stipate di eserciziari, dizionari, crostatine del mulino bianco che si sbriciolavano ricompattandosi, varie ed eventuali -io c’infilavo “Autosprint” e “Rombo”, per par condicio. Non so tu: suppongo “L’illustrazione italiana” e “Il Candido”, se tanto mi dà tanto… – oltre a diari intarsiati di rustiche polaroid ritoccate con l’uniposca o foto strappate da giornalacci per adolescenti.

    Ci sei? Bene. Colore: classico, verde militare. Tessuto di cotonaccio liso simil-juta. Aria da “Mi è appena passato sopra un pajero, ma quel ch’è peggio sono reduce da una seduta del comitato di lotta e da quattro ore di canne con le finestre chiuse”. Bene, sei già a buon punto. Aggiungici un “Benoit” scarabocchiato a penna biro (!!!) sul frontino (senza accento circonflesso) stile Legione Straniera e qualche strappetto – giusto un paio di fili tirati sul fianco – per darle un’aria più vissuta.
    Bene, ci sei.
    Ora piazzala in via Montenapoleone o giù di lì.
    D&G. Vetrina.
    La occhieggi ed entri, chiedi quant’è, e ti senti rispondere: “450 euro”. Al che, sgrani gli occhioni stile scoiattolo dell’Era Glaciale e il cortese commesso ti precisa: “E’un pezzo unico, decorato a mano, saah?”.

    Garantisco che lascerai il segno con la fortunata (?) destinataria, e sarai costretto a sbrigliare tutto il tuo talento di scrittore per giustificarne la provenienza…

    Tutto vero. Ah, per la cronaca: la bag in questione esiste e fu “la più grande fregatura che abbia mai ricevuto in vita mia” (testuale) per ammissione di un mio amico, noto vip. Vistala esposta, lo sventurato ingenuamente entrò e disse: “Mi piace, vorrei quella…”. Quando si sentì sparare il prezzo, sbiancò. E ciò nonostante (per evitare figuracce, mi confessò) si sentì moralmente obbligato ad acquistarla. Cosa che poi fece, in totale e virile sprezzo dei singhiozzi provenienti dal suo portafogli…

    Beh, sai com’è finita? L’ha ammortizzata bene… la porta ovunque e la usa pure per farsi compatire. Raccontando alla bella di turno la triste storia… ;o))))

  12. Dolce e Gabbana?

    Per trovare qualcosa di bello nelle loro collezioni bisogna buttare via un 90% di brutture :).

  13. Già Gia, MJ. Ricordo che a Porta Portese, novembre 1996, vendevano griffe taroccate targate: “Pulce e Poiana”, “Volta e Gabbana” e “Dolce e Gabbiano”…:oDDDDDDD
    … già allora… eheheheh…

  14. Le donne che hanno vissuto storie con uomini sposati potrebbero scrivere un pezzo simile se non addirittura identico, va sempre a finire nello stesso modo: lo si stima sempre di meno e lo si ama di pari passo. E poi le incomprensioni e il calo del desiderio, è tutto vero. Quante lacrime sui voli Linate-Roma! La trovo anch’io esageratamente stile Sex and the city e Bridget Jones ma questa volta brava Guia.

  15. La Balenciaga ‘barocca’? E’ una borsa che si presenta un po’ così, ma basta toccarla per innamorarsene perdutamente. Male che la Soncini ne abbia due e che non le usi. Ad ogni modo, niente a che vedere con la dozzinalità delle borse Gucci.

  16. Superqueen, de gustibus non est (di)sputandum. Io trovo oltremodo dozzinale il tuo nick, se proprio vogliamo essere cattivi… ma soprattutto le collezioni di Vogue. Nonché la dipendenza da gloss e da Schweppes etichetta gialla (… Gosh!… Almeno fosse da Mathusalem 15, potrei capirti e solidarizzare appieno!).

    E non solo… quindi…

  17. Superqueen, sei patetica. Non hai ancora capito che Anvedichejedi quando parlava di borse Gucci faceva dell’ironia. I-r-o-n-i-a… :-((((((
    Del resto, basta il tuo blog per capire che sei anche tu una maniaca delle griffe… e ti prendi maledettamente sul serio. Contenta te…

  18. Sì, Barynia… ai tempi gloriosi della Ferrari di Villeneuve (sìgh!). Era l’epoca in cui credevo fermamente nella bontà del comunismo (ahem…) e soprattutto, che sarei diventata una pilota (pilotessa?) di formula 1. Decisamente migliore della Lella Lombardi.

    Una mia compagna di liceo, però, fissata pure lei (e col padre rallysta… le entrature) finì col diventare una delle pochissime e prime ingegnere (ingegneresse? Ingegneratte? Ehm…) meccaniche della Ferrari… eh, eh, eh!!!

    Sempre più affinità elettive, eh?:o))) Ricordi le meravigliose caricature dei gp che ospitava? Io conservo ancora le pagine… se vuoi te le scansiono e te le giro…
    un caro saluto

  19. Invidiare una borsa è umano. Invidiare un anello dentro una borsa è più che umano. Ma invidiare un uomo che ti regala un anello dentro una borsa… e compratelo!

  20. Pensavo che tutta questa discussione su borse costosissime fosse già surreale di suo. Scopro poi, che non sono nemmeno poi così belle se costano meno di uno stipendio annuale medio.
    E non sono comunista, penso solo che chi fa di una borsa un tale feticcio è quantomeno ridicolo e non basta l’autoironia perchè qualcuno non lo faccia notare.

    Il resto, è il classico racconto del single probabilmente egoista, e in questo caso egotista, che si lamenta di essere solo perchè non ha ancora incontrato la sorta di “semidio” che corrisponde alla sua anima gemella.

    Più che Bridget Jones (di cui forse ne ricorda le forme) direi Sex & the city, una Fashion victim scrittrice. Niente di nuovo insomma, ma ben scritto, si intende.

  21. Io Gilles, Barynia. Correva l’anno 1981, mi pare. Sono un po’ più datata (anzi, no: “diversamente giovane”…) di te!;o)))

  22. A me interessa di più la parte psicoanalitica autopunitiva dell’acquisto di vestiti che poi ti stanno da culo pagandoli una follia.
    Il resto, scusate, ma mi ha fatto due palle così.
    E le scarpe e le borse e le borse e le scarpe e il porcobastardo e il marito della vicina che è sempre più verde.
    Anche se capisco che per un certo pubblico possa avere il suo fascino, c’è ben altro nella vita delle persone. Anche di quelle di sesso femminile.

  23. A me interessa di più la parte psicoanalitica autopunitiva dell’acquisto di vestiti che poi ti stanno da culo pagandoli una follia.
    Il resto, scusate, ma mi ha fatto due palle così.
    E le scarpe e le borse e le borse e le scarpe e il porcobastardo e il marito della vicina che è sempre più verde.
    Anche se capisco che per un certo pubblico possa avere il suo fascino, c’è ben altro nella vita delle persone. Anche di quelle di sesso femminile.

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