Mi si nota di più se vado, se non vado, o se vado e sto appartato?

Scrive Filippo Facci, più serio che faceto, dopo aver constatato che ad un suo post (peraltro gravido di commenti), dedicato a “quanti si ostinano a sostenere che il Partito (il PciPdsDs) fosse e resti diverso [da Bettino Craxi & Co., n.d.r.]”, capitava in sorte una posizione in bilico tra satira, reality, telefilm, tette e culi:

Ecco, secondo voi – e posto che non preoccupatevi, tanto poi faccio il cazzo che mi pare come sempre – : io qui sono fuori posto? E non è, quindi, che talvolta m’indispettisco inutilmente e oltremisura per un blog che è semplicemente quello che è, e che Neri, il dispensatore di password, evidentemente vuole così e solo così, e che voi tutti, legittimamente e in maggioranza, volete così e solo così?

E’ qui che interviene il dispensatore di password.
Per dire che i problemi di un autore (o di un lettore) nell’approcciarsi a Macchianera potrebbero essere sostanzialmente di due tipi: che questo sia erroneamente percepito come un “blog di sinistra”, oppure che alcuni post più seri sembrino, messi al confronto con altri, pesci fuor d’acqua.

Nel primo caso ho scritto “erroneamente percepito come un blog di sinistra”, per un semplice motivo: non capisco il perché dell’esistenza di un aggregatore di blog di destra (cfr. Tocqueville) così come non mi spiegherei un aggregatore di blog di sinistra, o di centro.
Voglio dire: perché esiste un blog corale? Per leggere pareri differenti dal proprio.
Scegliere esclusivamente articoli che supportino le proprie opinioni non è informarsi, è masturbazione.
E questo è il motivo per cui le password su Macchianera sono state dispensate senza alcun riguardo per le idee dell’autore. Si è sempre detto: “vengono invitati quelli che han qualcosa da dire e che lo dicano, possibilmente, in maniera originale”. Esempio: in un blog come questo, il cui tenutario si è più volte platealmente dichiarato anticlericale, c’è un prete. Un prete che, da quel che ho capito dalla sua pagina dei link, è persino ben lontano da posizioni sinistrorse. E per quanto qualche malfidato possa pensarlo, non rappresenta una foglia di fico: molto più semplicemente Don Diego è una persona intelligente capace di sostenere una conversazione in modo brillante. E tanto basta perché possa scrivere su queste pagine, se ne ha voglia. Punto.


Vi racconto un episodio. E’ il 13 dicembre del 2002: il quotidiano Il Foglio decide di aprire un secondo blog, oltre a quello di Luca Sofri. Si chiama Camillo ed è gestito da Christian Rocca, columnist autodichiaratosi “neocon”. Qui su Macchianera si festeggia l’evento con un post, e per questo motivo, scherzosamente, si pretende un link. Cose che si facevano qualche anno fa, quando i blog erano molti meno e, sostanzialmente, ci si linkava un po’ tutti. Insomma, il link arriva, e tutti felici e contenti (lo saremmo stati, sia chiaro, anche se non fosse arrivato).
Qualche mese dopo – non mi chiedete il perché e il percome, perché non me lo ricordo: dev’essere stato in seguito a qualche articolo mio o suo che non era riuscito a guadagnare il gradimento della controparte – io e Rocca ci scambiamo qualche e-mail. Il succo è questo: lui sostiene che Saddam è un gran bastardo, nonché fanatico musulmano e supporter di Al Qaeda; io, soltanto che è un gran bastardo che, quando ha potuto, ha brandito il Corano ad uso e consumo dei propri interessi, e che di Al Qaeda, sostanzialmente, non gliene può fregare di meno. Lui dice: no, hai torto. Io rispondo: credimi, ho avuto genitori che per una vita han lavorato in paesi musulmani, ho ragione; e se fossimo ai tempi del missile contro Lampedusa sosterresti persino che uno come Gheddafi è legato ad Al Qaeda. Lui dice: sei uno stronzo. Io: specchio riflesso.
A partire da quel giorno, zac!, il link scompare, lo scambio di e-mail cessa e, quando proprio non può fare a meno di riferirsi a Macchianera, Rocca lo definisce “l’orrido sito”, e tutti i suoi lettori capiscono.
Ebbene, tutto questo non cambia la sostanza, e cioè che Rocca – anche se quando tocca temi politici scrive essenzialmente stronzate – sia “uno che ha qualcosa da dire e che lo dice, solitamente, in maniera originale”. Nel suo caso, aggiungerei anche “appassionata”. Per questo, da allora (e come tanti altri), ha sempre ricevuto la password tutte le volte che è stato necessario cambiarla, sebbene non l’abbia mai usata e mai la userà. Primo: perché scrivere su Macchianera non è una chiamata alle armi; secondo: perché non ne ha voglia, com’è peraltro suo diritto. Sta di fatto in ogni caso che, per quanto Christian Rocca ami sostenere il contrario, perché torna comodo pensarlo p per il puro gusto di vedere l’effetto che fa -, Macchianera non è Tocqueville, e non lo sarà mai. Link o non link.
Però, ecco, questo va detto: Macchianera sarebbe migliore con più Filippo Facci. E più Christian Rocca.

Altro episodio: faccio veloce giuro. Qualche tempo fa su Macchianera si ironizzava sul fatto che il blog di Rolli si reggesse sclusivamente su un mero copia e incolla del Foglio e del Giornale, al punto che diventava quasi superfluo acquistare in edicola i due quotidiani. Poi, purtroppo, anche lì sono arrivate le opinioni fatte in casa, e si è scoperto che si stava meglio quando si stava peggio.
Fino ad un certo momento, però, la tenutaria prese a pubblicare quotidianamente scritti di Filippo Facci (immagino inviati in anteprima dall’autore stesso), corredati di sperticate lodi.
Poi, un giorno – e non ricordò perché, né voglio saperlo -, qualcosa si ruppe e Facci mandò a quel paese, ricambiato, Rolli, il suo blog, i suoi frequentatori. Nella colonna in alto del suddetto sito potete vedere ancora oggi un banner che, simpaticamente, recita: “Blog sfanculato da Filippo Facci. Insomma: ripudiare uno degli autori che si ritenevano più fedeli alla propria linea diventa motivo di vanto.
Da Macchianera non è stato mai “buttato fuori” nessuno.
Anzi, no: uno. Si chiamava Vlad, ascese al rango di autore per acclamazione dei commentatori del blog e, poco dopo, si vide ritirare la tesserina del “club esclusivo”. Ma non per quel che scriveva o come lo scriveva, sia chiaro: il problema fu che rese i propri post e quelli altrui una chat, nella quale i commenti si susseguivano senza un particolare senso.
E così come nessun autore sarà mai giudicato sulla base delle proprie opinioni (eccetto che dai commentatori, ma è parte del gioco, se uno ci sta, e può sempre scegliere di non starci), Macchianera (inteso/a come entità), proprio per rispetto delle diverse opinioni dei suoi autori, non supporterà o sosterrà mai in alcun modo una coalizione, un particolare partito o un candidato politico. Singole iniziative – come è successo nel caso del referendum sulla procreazione assistita – sì, perché è un altro discorso; ma quel che è certo è che su queste pagine non leggerete mai “VotAntonio”: quando il sottoscritto esprimerà – com’è quasi certo – la propria canonica intenzione di non-voto, si firmerà Gianluca Neri. Altri saranno in disaccordo e metteranno per iscritto il proprio dissenso. Ma firmeranno con il proprio nome e cognome e non si esprimeranno mai per conto della collettività degli autori.

Il secondo motivo per cui un autore può sentirsi “fuori posto” potrebbe riguardare il fatto che i propri post vengano compresi in un contesto non congeniale alla serietà delle opinioni espresse. Càpita che una discussione sulla questione morale finisca pressata tra un wallpaper che – per i gusti di qualcuno – espone troppa pelle femminile e una disquisizione appassionata quanto obiettivamente inutile sul significato dei numeri di “Lost“.
Prima di spiegare perché succede vi rendo partecipi della domanda che mi frulla in testa riguardo alla questione. Da destra, da sinistra, dal centro, da atei, da agnostici e da cattolici è tutto un coro “anti-wallpaper, al grido di “Via le tette e i culi da Macchianera!”. Spiego meglio quel che mi turba: cos’è questa furia bipartisan nei confronti della gnocca? Forse che (fatte le dovute proporzioni) andate a rompere i coglioni anche a Vanity Fair perché la copertina vi distrae dai contenuti?
Dicevamo, però: perché succede che un post sembri fuori contesto? I motivi possono essere svariati. Tra gli altri: perché Macchianera è un blog corale, vi partecipano autori con diverse personalità e differenti passioni, e grazie a questa impostazione qualsiasi lettore può trovare qualcosa che gli interessi. Oppure perché il tenutario qui presente è in un periodo di stanca (ma ricordate che è anche quello che – quando può – vi ammorba con i documenti della Banca Dati della Memoria o con gli imperdibili e ingiustamente sottovalutati scritti di Orioles), perché oberato di lavoro o, più semplicemente, perché ha voglia di parlare di quel che gli pare, confidando che qualcuno, nel frattempo, si occuperà di trattare dei massimi sistemi mentre lui cazzeggia perché ne sente il bisogno.

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5 Comments

  1. dnute…mi scuso allora e complimento per la tua dolce metà, visto la tua decisa affermazione sulla sua bellezza..:)

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