Capito la crisi?
Il consumo di caviale è calato dell’1 per cento e quello di ostriche del 2,5 per cento: e questo è bastato perché alcuni titolassero «Consumi in calo» dopo la ferale notizia, peraltro, che persino il salmone falso-affumicato ha avuto un decremento dell’11 per cento.
E quanto può resistere, un Paese, in queste condizioni?
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Per la signora Nicoletta Ercole, costumista, è solo lavoro. Ieri questo, domani il Riccardo III. Allora restiamo io e lui. Simone e Christian. Degli altri non mi importa, non li capisco. Cerco, ma non ci arrivo. La sin troppo ricorrente recita natalizia scritta e diretta da Neri Parenti che di anno in anno approda in un punto diverso del globo, talvolta della storia, si dipana semplice e lineare ai miei occhi: acqua sul marmo. E non saranno né i tempi comici di un De Sica in ottima forma ed altrettanta sciocchezza caratteriale, né l’imbarazzante stereotipo di un Massimo Boldi milanese e rozzo oltremodo al di sotto della soglia del sopportabile che sapranno risollevare le sorti di un prodotto banalmente indirizzato a quelli che, all’indomani di capponi e anolini in brodo e chissà quant’altro, ben poco altro potranno più che ridere sguaiatamente, in buona sostanza, del nulla. Perché nulla c’è, lì. A meno che il gesto dell’ombrello sia cosa per la quale sganasciarsi e svenire, poi, arrendendosi alla vescica debole. O, magari, è che prevedono che a noi tutti, pii ed acerbi alla vita, la parola “cazzo” muova sincera ed imbarazzata ilarità. E forse nemmeno servono le citazioni. Ché, in fondo, non si capisce perché La Piccola Bottega degli Orrori sia finita proprio lì, e neppure L’aereo più pazzo del mondo, per dire, un po’ strapazzato da un Francesco Mandelli oramai talmente “non giovane” che MTV quasi lo rimpiange. Il livello non sale mai abbastanza. Io, evidentemente, devo aver cominciato a delirare se ad un certo punto ho letto, fra le righe del più classico dei misunderstanding, il copione di Rumori Fuori Scena (Noises Off, Michael Frayn), ma no, non era possibile. Ero nel delirio puro, mi pare lapalissiano. Del resto, la colpa è mia, ché quelli sono film fatti così. Perché si sorrida di poco, senza chiedersi niente, fruendone per quello che possono. Voi andate ma sia chiaro, comunque, è meglio il libro.

• Il mondo è come un libro [link] — Chi conosce solo il proprio panettone ha letto solo la prima pagina.
• Italiani braccino corto? [link] — Macchè, terminato il panettone se ne saranno andati 2,8 miliardi di euro.
• Pensato cucinato fotografato [link] — Il pranzo di Natale di Peperosso.
• Bill Gates: incubo Google [link] — Se “il fondatore” è la persona dell’anno per Time, allora Brin e Page di Google sono uomini dell’anno per il Financial Times. Ecco.
• Cappelletti bollito e panettone [link] — Ma non dimenticate di votare il blog dell’anno con Foodies 2005. Ultimi giorni.
• Il calendario dell’anno? [link] — Vacche di città 2006.
• Mercatino di Natale [link] — Blocco forno-gas cercasi. Dimensioni massime 60 X 100, prezzo no limits [al massimo si sogna].
Tu sei il mio Stato-madre, io ti voglio bene, e tu vuoi bene a me, hai attraversato indenne il secolo dei totalitarismi e ora cerchi una via mediana tra lo statalismo e il Far West, ci hai tolto qualche libertà ma ci hai dato di un po’ di sicurezza, e ci hai resi igienisti, hai messo tappi complicati ai medicinali, hai detto ai bambini di non bere dalla canna del giardino, di non bere l’aranciata a canna dalla stessa bottiglia, di non viaggiare nel cassone posteriore di una pickup come facevamo noi, ha dato loro il telefonino per evitare che all’imbrunire tornassero pieni di croste come eravamo noi, hai proibito loro di giocare con gli insetti e di tagliare la coda alle lucertole, hai dato loro la Playstation e li ha chiusi in casa dove un tempo erano i disadattati, e ci hai dato le cinture di sicurezza, gli airbag, la revisione, le marmitte catalitiche, le domeniche a piedi, la patente a punti, gli autovelox, le telecamere, adesso una diavoleria elettronica che segue le macchine da sotto l’asfalto, e le patenti per i motorini, il casco obbligatorio, gli zainetti leggeri, la palestra, le diete, basta merendine, basta grassi, basta carboidrati, basta fritti, basta alcolici, basta fiorentina, basta pollo, basta canne, basta sigarette, basta fumo passivo, basta caffè, basta discoteca sino a tardi: perché sei il mio Stato-madre, io ti voglio bene, e tu vuoi bene a me.
Regalo di Natale: potresti volermene un po’ meno?
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“It’s a Wonderful Net” riprende la trama del film di Capra su cui modellammo inizialmente Clarence, ovvero quel La Vita è Meravigliosa con James Stewart e l’angelo omonimo del portale che lo salva la notte della Vigilia. Questa è la versione “interpretata” da Alessio & C.

Finisce qui la “ristampa” delle due serie di strip natalizie clarenciane di Net To Be (una a dire il vero, “Nat To Be Xmas’ Carol si è conclusa già ieri). Ringrazio per i messaggi e i commenti affettuosi; ancora auguri per le vostre Legittime Feste da parte mia e da tutto il personale Immanet.
Da un articolo dell’Unità:
Gli ultimi colpi l’hanno raggiunta quando era praticamente ferma. Secondo i tecnici i colpi (ne furono sparati 58) erano partiti da un mitragliatore calibro 7.62mm M420, arma nelle mani del sergente Lozano, appostato su una torretta. Al nome si è arrivati soltanto grazie ad un errore nel sistema di decriptazione, perché gli americani avevano pensato bene di coprire i nomi della squadra in servizio a quell’ora nel posto di blocco con degli omissis. Ionta aveva avanzato richiesta di rogatoria agli Usa per ben due volte. Silenzio in entrambi i casi. Poi, la decisione di iscrivere il sergente sul registro degli indagati.
“Nat To Be’s Xmas Carol” è la parodia del celeberrimo racconto natalizio di Charles Dickens Canto di Natale, una delle trame più rilette della storia della letteratura moderna. Eccovelo riproposto in salsa Immanet (pubblicato la prima volta su Clarence nel 2001).

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“It’s a Wonderful Net” riprende la trama del film di Capra su cui modellammo inizialmente Clarence, ovvero quel La Vita è Meravigliosa con James Stewart e l’angelo omonimo del portale che lo salva la notte della Vigilia. Questa è la versione “interpretata” da Alessio & C.
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Una consuedine adottata da tutti: serie televisive, serie animate, fumetti e ogni altra forma di narrazione che si sviluppa in un arco temporale di più anni, quella della “puntata natalizia” o della parodia di qualche classico delle feste più coinvolgenti dell’anno. Net To Be non si è sottratta per due volte, nel 2001 e nel 2002, ancora in clima New Economy, e ha prodotto una versione tanto indegna quanto personale di due capisaldi del Natalismo Internazionale. Da oggi alle Feste, li trovate “ristampati” qui giorno dopo giorno: considerateli gli auguri “ufficiali” di Warehouse.
PS= queste strisce sono particolarmente piene di citazioni e riferimenti, per forza di cose. Chiedete, chiedete, sotto nei commenti e vi verrà risposto.
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Non sei neanche sceso dall’aereo e tre quarti del tuo scritto l’hai già surgelato, l’hai praticamente già scritto e avvoltolato nei luoghi comuni sulla città che cerca di scrollarsi di dosso i fasti del solito impero asburgico, e quindi i soliti valzer, la ruota del Prater e la Sachertorte, i pomposi palazzi affacciati sul Ring, i castelli fiabeschi, le anse del Danubio e le piane verdeggianti, e naturalmente la solita musica, i dorati saloni da ballo, una qualche orchestra che ti sprofondi nel torpore nostalgico di un tempo che non hai mai conosciuto ma che hai studiato su qualche sussidiario, l’hai sognato in un romanzo di Joseph Roth.
Espressioni, formulette imparate a memoria.
Vienna.
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